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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 16 aprile 2011

VITTORIO ARRIGONI: piangiamo e ricordiamo un pacifista, un compagno, un uomo generoso

Vittorio Arrigoni con i pescatori palestinesi

Avevamo proposto proprio su questo blog i suoi resoconti sull'arrivo della FREEDOOM FLOTILLA con gli aiuti per GAZA, sul criminale assalto alla stessa da parte degli Israeliani.
Abbiamo seguito i suoi reportage tra lo scoppio delle bombe dell'operazione "piombo fuso"  condotta da Israele che massacrò di nuovo i Palestinesi.
Una terribile notizia ci ha raggiunti ieri mattina.
VITTORIO è stato ASSASSINATO.
Affidiamo i nostri sentimenti ad un articolo de il Manifesto che ben rispecchia il nostro dolore infinito.

Una vittima della barbarie

Vittorio e i bambini palestinesi
Restiamo umani anche nei momenti più difficili, soleva ripetere Vittorio Arrigoni a sua madre e a noi.
Questo, adesso, è il più difficile. Non solo per la sua morte orribile, epilogo tragico, però degno e glorioso, di una vita piena e bellissima. Vittorio, militante orgogliosamente filo-palestinese e ferocemente critico - dalla sua postazione di testimone oculare - delle nefandezze israeliane a Gaza, non ha avuto neanche la ventura di cadere per mano delle truppe di occupazione, come fu per la pacifista americana Rachel Corrie schiacciata da un bulldozer israeliano nel 2003.
Vittorio è caduto per mano palestinese, e questo rende ancor più orrenda la sua fine. 
E più grande la nostra rabbia.
Non staremo qui a riproporre il giochino del cui prodest. 
Anche se l'a chi giova ha una sua logica irresistibile, e a chi giovi la scomparsa in un inferno come Gaza di un testimone scomodo come Vittorio non c'è bisogno di dirlo.
Non staremo qui neanche ad abbaiare alla luna per quei siti israeliani che da tempo mettevano Vittorio (con tanto di foto) in testa alla lista degli «anarchici-comunisti» da «liquidare»; né a scandalizzarci per il sarcasmo (dis-umano?) con cui viene salutato gioiosamente il suo assassinio: «Arrivederci Arrigoni. 
Questa è la classica gratitudine araba».
Neppure ci soffermeremo sulla ridda di proclami dei diversi gruppi e gruppuscoli presenti a Gaza per dichiararsi estranei a quell'indecenza: salafisti, jihadisti, qaedisti...
«Per quale colpa è morto Vittorio Arrigoni?», scrive uno di loro.
Già, per quale colpa è morto Vittorio Arrigoni, rivoluzionario pacifista e scomodo (scomodo fino alla morte) testimone oculare?
L'ha ucciso la barbarie.
La barbarie dell'islamismo radicale.
Quello dei salafiti, jihadisti o qaedisti che pensano di rispondere agli attacchi dei «crociati» tagliando teste e strangolando «infedeli» come Vittorio; e quello dei «rispettabili» sauditi che siedono in tanti consigli d'amministrazione del civile occidente.
La barbarie di un lager a cielo aperto come quello che Israele ha aperto a Gaza e al suo milione e mezzo di abitanti, con l'appoggio di Stati uniti ed Europa, e dei loro clienti arabi (adesso in graticola).
La barbarie di quella «logica della guerra» denunciata ieri dai visionari naives di Emergency, che «toglie vita e dignità ai cittadini del mondo, da Gaza a Tel Aviv, da Kabul a Misurata, da Haiti a Lampedusa». La «stessa logica che ha ucciso Vittorio».
La barbarie delle «guerre umanitarie» che di umanitario - e di umano - non hanno nulla se non il tentativo di perpetuare dominio e sopraffazione - economica, politica, culturale, razziale - apparentemente «naturali».
In queste ore e nei prossimi giorni ascoltiamo la litania delle condoglianze generalizzate per la barbara morte di Vittorio. «Che non sia invano», che «serva a rilanciare il processo di pace», che «faccia cessare la violenza»... Una litania insopportabile, falsa, ipocrita.

Più seria l'Unicef: «La morte di Vittorio, assurda, atroce, perché colpisce un portatore di pace, non sia l'ennesima luce a intermittenza che risveglia ciclicamente la comunità internazionale svelando e poi oscurando il dramma collettivo di una popolazione che ogni giorno si fa sempre più insostenibile e ingiusto e che alimenta odio, rancore e morti inutili senza mai arrivare a soluzioni concrete».
Parole peraltro destinate a restare senza effetto. Vittorio avrà un bel funerale, poi tutto continuerà come prima.
Ci saranno altri Vittorio, nel mondo, e in Palestina.
La morte barbara di Vittorio sollecita alcune domande. 
Tutti (tutti) sanno che fino a quando non si troverà una soluzione minimamente accettabile ed equa del nodo Israele-Palestina non ci sarà pace in Medio Oriente.
Ma come mai la «primavera araba», che va dal Magreb al Mashreq e scende nell'Africa sub-sahariana, non tocca la Palestina (e Israele)? 
Come mai la «guerra umanitaria» o la «no-fly zone» o qualsiasi altro marchingegno della volenterosa «comunità internazionale» non arriva mai in Palestina (e Israele)?
Per queste domande (e risposte) Vittorio si è battuto. 

Per questo è stato barbaramente ucciso.

Un uomo GENEROSO, 
un UOMO che credeva nella possibilità 
di cambiare le bruttezze di questo mondo.

Ciao VITTORIO, non ti dimenticheremo.

RESTIAMO UMANI

giovedì 7 aprile 2011

IMMIGRAZIONE: L'IPOCRISIA RAZZISTA della LEGA, del PdL e del "governo" (minuscolo) itaGLIano.

La Guardia alla Frontiera

IMMIGRAZIONE: UN DRAMMA USATO A FINI ELETTORALI 
PER STRAPPARE CONSENSI



La vicenda dei recenti sbarchi a Lampedusa di immigrati provenienti da Tunisia, Libia e altri paesi dell'Africa ci ha mostrato ancora una volta L'IMMENSA IPOCRISIA della maggioranza LEGA NORD- PdL che "governa" (si fa per dire) il nostro paesucolo.
L'imperatore sceicco di Arcore, dopo aver detto in piena crisi libica che " non riteneva utile DISTURBARE Gheddafi" altro non ha saputo promettere nel suo stile che:

1) l'acquisto di una villa a Lampedusa ( poi rapida retromarcia e niente  acquisto)
2) un casinò ( o un casino - più consono per le sue voglie) per risollevare l'economia dell'isola
3) il trasferimento "entro 48 ore" dei migranti (della serie "grandi promesse" come a l'Aquila, a Napoli per la monnezza e via dicendo).


Il Bossi, ( "ministro" ??? ) schiumando altro non ha saputo dire (pardon ringhiare) che "fora di ball" e " svuotiamo le vasche, chiudiamo i rubinetti" (non sapevamo facesse l'IDRAULICO - mestiere forse a lui più consono).

Il Frattini, ministro (di cosa non lo sa nemmeno lui), prima incensava la "volontà riformista" di DITTATORI quali erano BEN ALI' in Tunisia e GHEDDAFI in Libia.
Poi s'è accorto che qualcosa è cambiato e allora ..........lì a rincorrere disperatamente gli eventi.


MA FINO A IERI, DOV'ERANO e CHE FACEVANO COSTORO ?

Semplice, appoggiavano i PEGGIORI REGIMI del nord Africa poichè i satrapi locali collaboravano con loro nel bloccare il flusso degli immigrati verso il suolo patrio.
E ora ???

Semplice, la loro ricetta è la solita: RAZZISMO a gogo, diffusione  di notizie MISTIFICATORIE che accumunano i migranti ad un problema d'ordine pubblico e INCAPACITA' TOTALE nel dare risposte ISTITUZIONALI.
Che dire: solo un esempio: la TUNISIA , paese di 10 milioni di abitanti, con una situazione politicamente ancora instabile, HA SAPUTO ACCOGLIERE DEGNAMENTE più di 100.000 profughi dalla Libia.
La "loro" itaglietta , con 60 milioni di abitanti e una ricchezza INFINITAMENTE superiore a quella della Tunisia, NON VUOLE accogliere 10.000 migranti , di cui buona parte solo in transito verso altri paesi europei.

Ma si sa, per Lega e PdL, questo è solo un elemento di propaganda politica per mascherare la loro ASSENZA TOTALE sui problemi reali.
Del resto, si sa, come raccoglierebbero consensi se non con la campagna "paura dell'altro" ??





BOSCO delle QUERCE: NO allo SBANCAMENTO della PEDEMONTANA

Le dichiarazioni alla stampa dei gruppi e delle associazioni locali facenti parte di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE relativamente a PEDEMONTANA e BOSCO delle QUERCE.

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BOSCO DELLE QUERCE: 
LO SBANCAMENTO E’ INACCETTABILE

"Non possiamo accettare sbancamenti e riduzioni del territorio del Bosco delle Querce: ci aspettiamo che Pedemontana non solo non manometta la foresta sorta sull'area inquinata, ma che le compensazioni permettano di estendere l'area protetta, tanto a Seveso quanto a Meda, su tutte le aree ancora libere da edificazione: dopo che la Pedemontana sarà stata realizzata, ci aspettiamo che il Bosco delle Querce risulti più grande, più tutelato e più fruibile di quanto non sia oggi.
Per questo, i gruppi locali aderenti a INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, hanno da tempo identificato e proposto ampliamenti del Bosco delle Querce alle Amministrazioni Comunali, alla Prov. di MB e alla stessa Regione Lombardia .

Pedemontana non può brutalizzare un territorio che ha già subito la violenza dell'inquinamento, dell'evacuazione, degli espropri: ora il Bosco è un patrimonio dell'intera comunità di Seveso e della Lombardia, non vogliamo che venga nuovamente espropriato". Con queste parole Gemma Beretta, presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, argomenta la decisione condivisa con le realtà che fanno capo al coordinamento Insieme in Rete per uno sviluppo sostenibile di giocare ogni carta in proprio possesso per evitare lo sbancamento del Bosco delle Querce.
Tra queste realtà ambientaliste, Legambiente Lombardia, il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, WWF Lombardia, l’Associazione La Puska – Onlus di Lentate sul Seveso e il cittadino Alberto Colombo (in nome e per conto di Sinistra e Ambiente di Meda) hanno firmato una memoria procedimentale curata dallo Studio Legale Ribolzi di Milano che punta diritto al cuore del progetto. 

“La memoria afferma l’avv. Giovanni Cocco - ha l’obiettivo di invitare gli Enti competenti a verificare se la prescrizione n. 2 del CIPE, relativa al Bosco delle Querce è stata rispettata, e, in caso contrario a intervenire, dando, in ogni caso, riscontro su questo aspetto. Nella memoria viene è quindi evidenziato che la prescrizione del CIPE sopra indicata risulterebbe non ancora ottemperata, nonostante debba comportare una sensibile variazione di cui tener conto sin d’ora (e non nella progettazione “di dettaglio”): infatti, traslando – come chiede il CIPE - alcuni tratti di viabilità, nuove aree dovrebbero essere interessate dai lavori”. Proprio il contrario di quanto affermato da Umberto Regalia, direttore di Pedemontana, nell’ambito della Commissione Ambiente della Provincia di Monza e Brianza.
“Del resto ha ragione Regalia – osserva Iolanda Negri dell’Associazione la Puska di Lentate sul Seveso - che l’ottemperanza di questa prescrizione non eviterà il danno più grosso: il tracciato di Pedemontana, comunque, prevede lo sbancamento del Bosco e nessuna autorità politica istituzionale ha preso parola per opporsi a questo forsennato progetto”. Questa situazione, oltre al danno ambientale per la riduzione del Bosco che è Parco Naturale Regionale, con lo sbancamento previsto, comporterà per  la cittadinanza di Meda e Seveso un rischio sanitario, sinora volutamente sottaciuto.
“Queste aree e quelle occupate dal futuro tracciato autostradale, risultano, infatti, ancora inquinate da DIOSSINA. Ne fanno testo le analisi e i carotaggi svolti dal 2008 da ARPA che identificano ben 52 superamenti dei valori limite di TCDD (DIOSSINA) per  le aree ad uso PUBBLICO e 10 campionamenti pure superiori al limite per siti ad uso industriale.
Tali sforamenti sono stati rilevati sia in aree del Bosco delle Querce (ex zona A) sia in aree prospicienti l’attuale sedime della superstrada (ex zona B e di rispetto), nonché futuro tracciato dell’autostrada Pedemontana”, dice Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda.

Oltretutto, all’oggi, non si hanno notizie di ulteriori analisi di approfondimento così come chiesto dalla  prescrizione CIPE N°3. Anche queste, come ricordato da Regalia, sono demandate all’azienda che vincerà l’appalto! In altri termini: “quando le ruspe saranno accese e non si potrà dire più nulla” è la comune riflessione.
"Siamo estremamente preoccupati per gli scavi e la movimentazione di terreni”, afferma Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. “La scelta di Pedemontana di incidere il Bosco sembra un’operazione di bieco opportunismo, che fa leva fatto che il Bosco, notoriamente, è un'area bonificata con grande investimento di soldi pubblici, evitando in questo modo di intervenire nei terreni ancor più contaminati. 

Quella bonifica – che, come ci ricordano i dati sopra esposti è una bonifica continua e quindi per nulla compiuta -  fu fatta per restituire un territorio sicuro alla comunità di Seveso e Meda, non certo per offrirlo in pasto al primo costruttore di autostrade!".

6 aprile 2011