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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

mercoledì 31 ottobre 2012

Sul Documento Programmatico di Sindaco e Giunta


Il 30/10/012 s'è tenuto il Consiglio Comunale. Tra gli ordini del giorno, anche la delibera sul documento programmatico presentato dal Sindaco Caimi.
Sinistra e Ambiente e Italia dei Valori hanno illustrato la loro posizione motivando l'astensione dei due gruppi. Ecco il testo dei due interventi, un articolo de Il Giornale di Seregno del 06/11/012, la replica del Sindaco Gianni Caimi e un altro articolo sull'argomento de Il Cittadino del 10/11/012.


Il Cons. Com. dell'Italia dei Valori Roberto Cassina
Signor Sindaco
Lei oggi presenta un documento programmatico che io come rappresentante dell’Italia dei Valori condivide per spirito di squadra, mi permetta di esprimere con chiarezza il mio e nostro pensiero.
Sappiamo bene che il documento programmatico spetta a Lei e alla Giunta,ma vede, sappiamo anche che l’applicazione del programma politico dovrebbe essere frutto di una discussione e coesione tra i gruppi politici facente parte della maggioranza; questo non è avvenuto.

Le dico questo perche in questi cinque mesi, quattro se non si calcola agosto,io come Italia dei Valori sono stato chiamato in Consiglio Comunale ad approvare atti e/o documenti già decisi da altri, senza mai essere interpellato o chiamato ad un confronto politico,con le forze politiche che fanno capo alla maggioranza. A dire il vero ci siamo incontrati due volte e queste due volte non sono finite bene.

Vede Signor Sindaco, io come rappresentante Italia dei Valori mi sento in difficoltà nell’approvare questo documento programmatico, mi sento  messo in un angolo da Lei e dalla sua parte politica, malgrado i nostri voti siano risultati determinanti ai fini della sua elezione, mi sento un soldatino che esegue “ su le mani giù le mani”.

Vede Signor Sindaco, Lei cita in un suo passaggio l’alpinismo sport dove le più grandi imprese sono in solitaria o al massimo in coppia, io invece prediligo il calcio, lo spogliatoio dove le polemiche ,le ripicche, il nervosismo sono all’ordine del giorno e dove il mister deve capire le motivazioni  che creano questo, cercando di non farle  uscire dallo spogliatoio, smussandole sul nascere,  cercando di coinvolgere il contestatore facendole capire che c’è un tempo per tutto. Solo cosi ci sarà una grande squadra.

Vede Signor Sindaco è per questo motivo chi io come rappresentante dell’Italia dei Valori mi asterrò nel voto.
Grazie

Roberto Cassina Capogruppo e Consigliere Comunale de l'Italia dei Valori

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Il Cons. Com. di Sinistra e Ambiente Alberto Colombo
Signor Sindaco, signori Assessori, signori Consiglieri Comunali,
intervengo in qualità di rappresentante di Sinistra e Ambiente, gruppo che a Meda fa parte della Coalizione che l’ha portata a rivestire la carica di Sindaco in questo paese.
Prima di tutto, vorrei sottolineare che il contributo dato da noi unitamente a quello dell’Italia dei Valori è stato DETERMINANTE per portarla al ballottaggio da cui poi è uscito vittorioso CON UNA MAGGIORANZA che E’ STATA SCELTA E LEGITTIMATA DAI CITTADINI ELETTORI.

Parto da questa affermazione perché ritengo che questo nostro determinante contributo attende ancora , purtroppo, un dovuto riconoscimento.
Riconoscimento inteso non come “spartizione di cariche” bensi come COINVOLGIMENTO REALE ED OPERATIVO nelle decisioni che via via questa Giunta, questa amministrazione ha assunto e assumerà.
Le dichiarazioni programmatiche sono importanti, ma altrettanto importanti sono le modalità operative per attuarle da parte della Giunta.
Uso la parola Giunta perché mi è difficile parlare di maggioranza e ancor di più di UNA COALIZIONE DI MAGGIORANZA ove a TUTTI sia riconosciuta PARI DIGNITA’ e ADEGUATO LIVELLO di COINVOLGIMENTO.
Abbiamo stilato insieme un programma, che deve essere applicato.
Stasera presentate un documento di programma in questa assise per informare la cittadinanza e chiedere a noi consiglieri un atto formale di condivisione.
Mi permetto ora di evidenziare alcuni passaggi macroscopici contradditori proprio su questo documento.
Debbo registrare poca chiarezza rispetto ai passaggi relativi al PGT, dove spesso, c’è un mixer di terminologie inappropriate che non chiariscono bene volontà, tempistiche e iter per quella che è/dovrà essere la VARIANTE al PGT.
Non trovo inoltre riferimenti rispetto ad un passaggio programmatico importante, laddove si esprimeva la volontà di un censimento degli edifici invenduti e /o sfitti, siano essi per uso residenziale, commerciale o industriale.
Su questo censimento era basata la volontà di dare PRIORITA’ alla SATURAZIONE del vuoto prima di qualsivoglia ulteriore piano di espansione edilizia.
C’è un riferimento alla data del 2014 per “assicurare uno strumento operativo” che non aiuta in termini di chiarezza, visto che la variante ha un iter ben definito da avviare subito dopo l’inserimento nel BURL di tutti i documenti necessari.
Cosa si intende con questo ?

Il termine PARTECIPAZIONE non pare molto gettonato in questa seppur sommaria presentazione e non ci aiutano in tal senso nemmeno le dichiarazioni fatte come Sindaco al recente incontro promosso dal coordinamento INSIEME IN RETE di cui siamo parte.
Dichiarazioni “noi stiamo già facendo”, “abbiamo avuto incontri con i privati”, mostrano un’impostazione che ancora pare non voler tener conto di 2 richieste: quella nostra di un coinvolgimento nella partita e quella dei CITTADINI di APERTURA E DI PARTECIPAZIONE, Richieste arrivate come proposte anche da un tavolo (quello del 10/10) QUALIFICATO sia politicamente sia tecnicamente.
Nel “costruire” questa VARIANTE, bisogna avere il coraggio di uscire dal perimetro RISTRETTO degli uffici di Giunta e degli uffici Tecnici.
Voglio inoltre evidenziare la necessità di un’analisi e di una REVISIONE delle spese per i DIRIGENTI comunali. 
Voce questa che comporta un onere non di poco conto che grava sul Bilancio. Va fatto anche per “mettere in sicurezza” e stabilizzare il bilancio stesso.
A corollario di queste riflessioni, c’è il nostro quesito: SINISTRA E AMBIENTE è considerata o meno forza di MAGGIORANZA da Sindaco, Giunta e PD ?
Dica signor Sindaco, signori della giunta e colleghi consiglieri del PD QUANDO, potremo definire INSIEME le azioni da intraprendere, le priorità da dare, le scelte da attuare affinchè questa amministrazione si VISSUTA DA TUTTA LA COALIZIONE come luogo VIVO di confronto e di SINTESI COMUNE FINALE per una buona amministrazione, percepita e vissuta come reale ALTERNATIVA a chi ci ha preceduto ?
Quando potremo avere TAVOLI PERMANENTI POLITICI ove fare sintesi e DECIDERE INSIEME ?
Si vuole o meno considerare le competenze che Sinistra e Ambiente ha al suo interno nell’attuare tutti i passaggi necessari per tentare di cambiare questa nostra città, afflitta da numerosi mali (Consumo di suolo in primis) ?
Questa maggioranza ha bisogno di momenti di confronto sia politico sia tecnico tra TUTTE le sue componenti.
Non si tratta solo di creare “momenti informativi” con la Giunta “a posteriori” , come attualmente sta avvenendo, ma di momenti DECISIONALI COLLEGIALI preventivi.
Li stiamo ancora aspettando.
In questo solco, come spiegare inoltre la totale assenza di dibattito Consigliare rispetto a questioni importanti , quali , nei giorni passati, l’approvazione del PIANO INDUSTRIALE di BEA sul l'INCENERITORE di DESIO (su cui, anche noi, come IL SINDACO DI DESIO, siamo molto critici) su cui valeva sicuramente la pena di confrontarsi anche IN CONSIGLIO COMUNALE?
Vorremmo che si comprendesse che il nostro ruolo non può essere quello di mera subalternità, ridotti solo ad essere informati o trovarsi a dover ratificare decisioni che non ci hanno visto partecipi perché non coinvolti.
Nel documento, si fa una metafora rispetto al cadenzare su un arco temporale pluriennale il percorso amministrativo, aggiungendo: “proprio come quando si deve scalare una vetta con buona conoscenza della tecnica di arrampicata e del contesto ambientale, determinazione, tenacia, consapevolezza dei rischi, adeguata temerarietà, pianificazione di tempi e fatica”.
Un parallelismo che solletica anche me, alpinista e anche primo di cordata su pareti e speroni.
Orbene, in una cordata è essenziale l’affiatamento, la condivisione della fatica e anche la consapevolezza dei propri limiti. E’ INSIEME che si raggiunge la cima.
Si può fare anche da soli, ma in questo caso, sicuramente i rischi aumentano e spesso non si raggiunge la vetta perché manca la sicurezza della cordata.
Sinistra e Ambiente, è stata sinora, NEI FATTI, sostanzialmente esclusa dal tavolo decisionale.
Per questo continuiamo a chiedere un approcio differente da parte di Sindaco, Giunta e dal livello politico rappresentato dalla segreteria del PD.
C’è ancora tempo per cambiare lo status quo.

In attesa di questo, noi CI ASTERREMO sul Documento di programma.

Alberto Colombo capogruppo e Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente Meda

Articolo de Il Giornale di Seregno del 6/11/012

La "replica" del Sindaco Caimi:  
Vi richiamo ad un minimo di equilibrio mentale .........

" … Avete una confusione mentale che è straordinaria su questi concetti. Vi richiamo ad un minimo di equilibrio mentale se volete condividere un progetto e non continuamente dire strafalcioni, perché questa è la realtà delle cose. Ora, vorrei chiudere dicendo che la porta del sindaco è sempre aperta, e lo possono dimostrare i dipendenti comunali. E’ aperta in entrata ma è aperta anche in uscita. Chi se ne vuole andare, padronissimo di farlo. Io non ho mai cacciato nessuno. Io sto rispettando un progetto politico con la Giunta che presiedo che decide in ambito operativo. Non esistono altri momenti di condivisione in democrazia nel momento dell’istituzione operativa. Questo deve essere chiaro. Ci sono i momenti di condivisione, di contrapposizione politica che possono esistere anche in una maggioranza, ma in una maggioranza occorre lealtà nei confronti del momento esecutivo che non deve essere accusato, soprattutto pubblicamente, di comportamenti istituzionali fuorvianti, perché se si fanno queste affermazioni si devono prendere anche le secondarie e inequivocabili conseguenze. Questa è coerenza politica. Vi invito ad essere coerenti. Null’altro."


Art. de Il Cittadino del 10/11/012

lunedì 29 ottobre 2012

Piano Industriale di Bea e Inceneritore: una scelta pessima

Abbiamo seguito con attenzione la questione del PIANO INDUSTRIALE di BEA che venerdì 26/10/012 è stato approvato dall'Assemblea dei Sindaci del Consorzio.
Il piano è passato con l'astensione della Provincia, di Muggiò e di Lentate e con il voto contrario di Desio. Favorevoli i Sindaci di Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Limbiate, Meda, Nova Milanese, Seveso, Solaro e Varedo.
Brutto registrare che la Giunta di Meda non ha nemmeno aperto una parvenza di dibattito, di approfondimento o di riflessione rispetto alla decisione da prendere.

L'articolo de Il Giorno di Domenica 28/10/012
Dal web di MonzaToday

Riprendiamo anche quanto pubblicato sul blog BRIANZA CENTRALE con un commento di Gianmarco Corbetta del Comitato per l'Alternativa all'Inceneritore di Desio e a seguire il comunicato della lista LA SINISTRA PER DESIO (in maggioranza). 


Piano Industriale di BEA e inceneritore di Desio

vince la Brianza che guarda indietro e rinuncia al futuro




Piano industriale di BEA approvato

di Gianmarco Corbetta, del Comitato per l'alternativa all'inceneritore di Desio

E' passato il Porcellum di Bea.

Questa è una sconfitta per tutta la Brianza, quella Brianza che vent'anni fa per prima ha saputo scommettere su una gestione virtuosa dei rifiuti (il primo comune d'Italia ad introdurre il porta a porta è brianzolo). Quella Brianza che ha insegnato la strada del riciclo alle altre zone d'Italia.

Quella stessa Brianza che però già oggi è rimasta indietro rispetto ad altri, che si è fatta superare in intelligenza e lungimiranza nella raccolta dei rifiuti, oggi definitivamente rinuncia al progresso, rinuncia al futuro.

Desio e la Brianza pagano pegno alla presenza di un forno inceneritore minacciato a morte dal potenzialmento della raccolta differenziata e dalla diminuzione dei rifiuti in corso da tempo. E così in Brianza per 20 anni si congela il progresso. Si nega l'evidenza, e cioè che i sistemi di gestione dei rifiuti sono in costante evoluzione, in costante miglioramento e vincolarsi per altri 20 anni a bruciare è una scelta retrograda, frutto della totale inadeguatezza culturale, ancor prima che politica, dei nostri politici locali.

Un'ultima considerazione sul Partito Democratico. Un partito grande all'interno del quale si trova di tutto. Dalle persone più illuminate come Mirko Tutino (assessore all'Ambiente della provincia di Reggio Emilia) che ha spento il forno inceneritore locale e ha dato vita al progetto della "Fabbrica dei Materiali"  (qua sotto la mail che mi ha gentilmente inviato) o come Laura Puppato che ha iniziato il suo percorso politico con la battaglia contro il forno di Montebelluna, fino alle persone più retrograde come Matteo Renzi, che insulta in diretta tv un medico che parla dei danni alla salute provocati dagli inceneritori o Pierluigi Bersani che minaccia di denuncia l'Ordine dei Medici dell'Emilia Romagna per la loro richiesta di una moratoria contro i forni.

Spiace constatare che, ad esempio, il sindaco di Cesano Maderno faccia pienamente parte di quest'ala più becera del partito.

Di contro, va rivolto un caloroso ringraziamento al sindaco Corti, che ha votato contro questa follia chiamata Piano Industriale Bea.

Spero che il comune di Desio adesso coerentemente esca da Bea e conferisca i rifiuti altrove. E poi mi auguro che possa fare ostruzionismo attraverso controlli e autorizzazioni. Chissà se la polizia locale di Desio passerà più spesso a controllare i camion che entrano ed escono dal forno, magari nottetempo.

E- mail ricevuta da Mirko Tutino:
Buongiorno Gianmarco
sono Mirko Tutino, Assessore all'Ambiente della Provincia di Reggio Emilia.
Ho letto con piacere che ha citato la nostra esperienza in un recente intervento pubblico a Cesano Maderno. In questi mesi, oltre a decine di assemblee di presentazione del nostro piano in provincia di Reggio Emilia, ho presentato la nostra esperienza a Genova, Vercelli, Napoli ed in diverse realtà italiane. Conosco bene la situazione lombarda attraverso l'amico Pippo Civati, che con me condivide l'idea che l'unico inceneritore buono è quello spento.
E Reggio è una delle poche città ad aver spento un impianto.
Le inoltro un link, ancora non divulgato (ma lo sarà a giorni), che racchiude tutti gli elementi della nostra esperienza. Sono a disposizione qualora volesse organizzare nel suo territorio un'iniziativa/evento pubblico sui temi che ho citato.
Buona giornata e di nuovo grazie della citazione.
Mirko Tutino

www.lafabbricadeimateriali.it

Mirko Tutino
Assessore Pianificazione Cultura Paesaggio Ambiente
Provincia di Reggio Emilia

Il comunicato della Lista LA SINISTRA PER DESIO + SEL

sabato 27 ottobre 2012

Pedemontana e DIOSSINA sulla rivista LEFT

La rivista LEFT (supplemento a l'UNITA') di sabato 27/10/012 ci ha dedicato alcune pagine sulla questione autostrada Pedemontana e DIOSSINA.
Lo ha fatto dopo un'intervista ai referenti locali di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE. Sotto l'articolo di Sofia Basso su LEFT, che ringraziamo sin d'ora per l'attenzione.






Un sussulto TRASH del PdL Regionale

Dopo una giornata, quella di ieri (26/10/012), che ha visto, finalmente, lo scioglimento del Consiglio Regionale della Lombardia e la fine dell'era FORMIGONI (vedi articolo de IL MANIFESTO a fondo post), non potevamo fare a meno di proporvi quello che pensiamo sia l'ultimo atto propagandistico TRASH di uno dei partiti della maggioranza formigoniana, il PdL, che a mezzo del suo portavoce Roberto Alboni da Seveso, ha distribuito nelle caselle di posta dei cittadini, un opuscolo dalla INTENSA COMICITA'. Un opuscolo per incensare quanto la Regione del Celeste e della Giunta degli INQUISITI ha fatto negli anni dell'era degli uomini attenzionati dalle inchieste della Magistratura. 
Nell'elenco, per par condicio, non ci scordiamo nemmeno del caro Filippo Penati, che con le logiche formigoniane aveva molte similitudini, tanto da seguire precorrere le sorti di molti pidiellini inquisiti.
Alboni, firmando questo opuscolo, si scolpisce una pietra miliare nell'universo della COMMEDIA TRASH che lo ricorderà sempre. 
Deliziosi ed esilaranti la chiusura sulla "buona politica" di Formigoni e del gruppo PdL a firma Alboni e il capitolo "La Lombardia tra Trasparenza e Legalità".
"A metà mandato riteniamo doveroso informare i cittadini lombardi su cosa abbiamo fatto" si dichiara in prima pagina, a fianco della solita immagine con la famigliola rassicurante. Bene, allora manca un capito CORPOSO sulle cose fatte: l'elenco completo di tutti gli inquisiti, con relative contestazioni e anche di quelli già condannati. 
He si, si son proprio dati MOLTO DA FARE.



L'articolo de IL MANIFESTO


venerdì 26 ottobre 2012

A proposito di BEA e del forno inceneritore di Desio

Il forno inceneritore di Desio gestito da BEA
Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che il Comune di Meda detiene alcune partecipazioni dirette in una serie di società di servizi, come da tabella sotto.
Partecipazioni Dirette
N.
Società
% quota di partecipazione
1
B.E.A. spa
7,34
2
I.A.NO.MI spa
2,4
3
A.E.B. spa
3,042

Sulla partecipazione a Bea e sulle vicende di questa società vorremmo soffermarci, perchè su BEA società che gestisce il ciclo dei rifiuti di molti comuni brianzoli (compresa Meda) e il FORNO INCENERITORE DI DESIO, è prevista l'applicazione di un nuovo piano industriale che andrebbe a modificare pesantemente l'assetto societario con l'entrata di un socio privato al 40% nonchè un ingiustificato incremento di rifiuti da incenerire che passerebbero dagli attuali 60.000 t (di cui solo 38.000 t provenienti dai Comuni del Consorzio e gli altri dall'esterno) a 92.000 t.
E' un piano industriale che non condividiamo minimamente.
Un piano industriale che i Comuni avevano in buona parte accettato con delibere proposte ed approvate dalle passate amministrazioni di centrodestra e che, purtroppo, sinora pare non voler essere rimesso in discussione dalle nuove Giunte di centrosinistra.
Al momento, tra le amministrazioni, solo il Comune di Desio ha sollevato una serie di quesiti e perplessita su questo piano, mentre esistono dubbi e contrarietà tra molti consiglieri comunali sparsi nelle varie amministrazioni.
Sulla questione e sulla sua evoluzione vi proponiamo il comunicato stampa di SEL che boccia questo piano industriale facendo anche proposte concrete e il commento del Comitato Beni Comuni della provincia di MB.


Sinistra Ecologia Libertà – Monza Brianza
esprime la propria contrarietà al Piano Industriale proposto
da Brianza Energia Ambiente S.p.a. (BEA) ai Comuni soci.

BEA sta proponendo ai Sindaci dei Comuni soci, attraverso un nuovo Piano Industriale, di continuare a utilizzare il vecchio forno inceneritore , potenziandolo a 92.000 ton/a, con un costo di 32 milioni di euro. Attualmente i comuni soci conferiscono rifiuti per sole 38.000 ton/a e 27.000 ton/a vengono reperiti altrove. BEA prevede l'aumento dei rifiuti inceneriti come requisito necessario per coprire tutti gli investimenti chiesti ai comuni.
La pratica della raccolta differenziata, in questi ultimi anni, ha ridotto drasticamente il ricorso all'incenerimento e prevedere un piano che trova il pareggio economico, attraverso la maggiore quantità di rifiuti smaltita con l'incenerimento, rischia di esporre ad un forte rischio i Comuni, a cui si stanno già chiedendo ingenti investimenti. Una scelta di questo genere provoca la "caccia" al rifiuto, attraverso ‘politiche di dumping’ nel prezzo (acquisto a costi inferiori), così come già accaduto, che porta paradossalmente i comuni soci, che si devono sobbarcare i rischi di investimento, a spendere di più degli altri comuni solo "conferitori", oppure, ad allentare l'attenzione e l'impegno sulla raccolta differenziata, per garantire i quantitativi di pareggio economico.
Bea per potenziare il forno deve altresì trovare capitali ed il piano industriale prevede che vengano recuperati da privati, costituendo una nuova società di gestione, con il 40% al capitale privato. I nuovi capitali freschi, vincoleranno inoltre, i comuni soci, per i prossimi 20 anni.

BEA nel dettare queste sue linee strategiche ai Sindaci sta mettendo a rischio il potenziamento della raccolta differenziata e la virtuosità raggiunta dai comuni. Vuole portare velocemente in approvazione il piano industriale per avviare le procedure per l’appalto, senza tener conto  che la Corte Costituzionale, con sentenza del 20 Luglio 2012, ha abrogato l’obbligo della privatizzazione. Anche se i comuni non hanno discusso la novità della sentenza nei consigli comunali, BEA sta accelerando i tempi per ricercare la maggioranza nell’Assemblea dei Sindaci, nonostante alcuni comuni abbiano  deliberato il piano industriale prima del luglio 2012 e quindi in condizioni diverse, altri si accingono a deliberarlo ora ed altri ancora  non ritengono opportuno deliberare.

SEL esprime la propria contrarietà al piano industriale perché è fortemente convinta che al centro delle politiche di gestione dei rifiuti debba essere posta con forza la logica del  ‘ciclo integrato dei rifiuti’,  ovvero della prevenzione alla produzione, riutilizzo, riciclo e recupero, ribaltando l’impostazione del piano industriale che pone tra i principali presupposti, per il proprio equilibrio economico finanziario, l’incenerimento per i prossimi 20 anni. SEL non può approvare un piano industriale che riduce la stessa raccolta differenziata, per garantire un quantitativo obbligato di rifiuti da inviare al forno! Non si può approvare un piano che peggiora l’inquinamento atmosferico,la salute e i miseri bilanci dei cittadini,anziché trasformare i rifiuti in risorsa e risparmio economico! La tecnologia dell’incenerimento dei rifiuti, dal dopoguerra ad oggi, ha risolto una serie di problemi ma ha provocato  numerosi danni alla salute umana ed ambientale. Non per niente la scienza medica ambientale, indica la necessità di superare le termo-tecnologie a favore di tecnologie meno impattanti e più ecosostenibili.

SEL ritiene che i Comuni, soci di BEA, debbano consolidare nel proprio territorio una società interamente pubblica che diventi punto di riferimento virtuoso del ciclo integrato dei rifiuti.
Non è accettabile dire di voler mantenere la proprietà pubblica del processo, ma nel contempo generare le premesse per una privatizzazione futura di segmenti dello stesso in  una ottica strettamente economicistica. Occorre mettere al centro il servizio pubblico del ciclo integrato dei rifiuti e non i processi di carattere strettamente economico!

SEL propone una linea guida per un nuovo piano industriale più rispettoso ed eco-sostenibile:
1.     mantenimento della totale proprietà pubblica del ciclo complessivo dei rifiuti;
2.     potenziamento della raccolta differenziata  dei comuni soci a livelli più virtuosi; 
3.     redazione di uno studio di fattibilità  tecnica, organizzativa ed economica, per un modello più virtuoso della gestione dei rifiuti,  che preveda: una semplificazione ed ottimizzazione  della differenziazione dei rifiuti ai fini di un risparmio per i cittadini, il trattamento della frazione umida con recupero del biogas, la selezione e trattamento degli ingombranti, soluzioni tecnologiche ‘virtuose’ per il trattamento della quota residua di rifiuti dopo la raccolta differenziata, la gestione unica delle piattaforme e la valorizzazione degli attuali servizi;
4.     discussione degli esiti dello studio di fattibilità con i comuni e la stessa popolazione in un processo partecipativo.
5.     mantenimento di BEA come strumento tecnico/gestionale ed operativo dei Comuni per riorganizzare tutto il settore.

SEL invita tutte i Sindaci soci di BEA a non affrettare l’approvazione di un piano con questi pesanti  limiti, ma ad utilizzare il buon senso, prendendo più tempo, al fine di effettuare scelte giuste e  rispettose della salute e dell’ambiente, soprattutto in un territorio così martoriato.

Invita tutte le Amministrazioni Comunali, socie di BEA, ed i cittadini, ad un confronto pubblico sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti, perché pubblici devono essere gli interessi che devono istruire il piano.

Monza 21 Ottobre 2012
SEL MONZA E BRIANZA
Via Col di Lana 30
20900 Monza (MB)
e-mail: info@selmb.it





































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APPELLO A TUTTE LE PERSONE DI BUONA VOLONTA’ PER DIRE NO ALL’INCENERITORE 
E AVVIARE IL PERCORSO DI RIFIUTI ZERO NEL TERRITORIO DI MONZA E BRIANZA.

Il Comitato Beni Comuni di MB, ritiene gravissimo il tentativo della giunta di Cesano Maderno di calpestare la volontà popolare e proporre la privatizzazione di Bea (forno inceneritore di Desio), nel solco dei peggiori governi di centro destra-lega che hanno sfasciato la Brianza  e l'intero paese.
Denunciamo: che la “gara per la selezione del socio privato” di Bea Gestione S.p.A. è la testa d’ariete nella provincia di MB per abbattere la volonta’ popolare di mantenere totalmente pubblica la gestione dei servizi locali.
La volontà espressa dal popolo attraverso il referendum deve essere rispettata. Questo è il significato che più chiaramente emerge dalla lettura della Sentenza della Corte Costituzionale n. 199/2012 dello scorso 20 luglio che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’intera disciplina dei servizi pubblici locali introdotta dopo il referendum del 13 giugno 2011 dal governo Berlusconi. Ripercorriamo brevemente i fatti. Il referendum del 12 e 13 giugno 2011 ha sancito l’abrogazione dell’art. 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, che dettava una normativa generale di settore, inerente i servizi pubblici locali, volta a restringere le gestione in house dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, consentite solo in casi eccezionali. L’effetto abrogativo si è realizzato con decorrenza dal 21 luglio 2011, a seguito della pubblicazione nella gazzetta ufficiale del d.P.R. n. 113/2011. A distanza di meno di un mese dalla pubblicazione di questo decreto, dichiarativo dell’avvenuta abrogazione dell’art. 23-bis, il Governo Berlusconi, con l’art. 4 del D.L. n. 138/2011, interveniva sulla materia dei servizi pubblici locali, con una norma che riproponeva, quasi integralmente, quella abrogata.
In sostanza cosa era avvenuto: con un’operazione da “furbetti di paese”, il governo Berlusconi, giocando sul fatto che gran parte dell’attenzione era stata riservata all’”acqua pubblica”, aveva reintrodotto l’art. 23-bis per gli altri servizi pubblici. La Corte Costituzionale ha smascherato questa operazione di basso profilo: la volontà popolare aveva sancito l’abrogazione dell’art. 23-bis e tale volontà popolare, indirizzata verso il favore del pubblico nella gestione dei servizi locali, è da intendersi diretta a tutti i servizi pubblici, non solo per l’idrico! Al di la delle questioni prettamente tecniche, ogni buon politico dovrebbe porsi questa domanda: il popolo referendario si è recato ai seggi solo per abrogare l’art. 23-bis, oppure per far valere il principio secondo il quale i servizi pubblici devono rimanere totalmente pubblici e gli interessi privati non hanno diritto di accesso nella loro gestione? La risposta è scontata. Ma, evidentemente, a Cesano Maderno non è giunta la voce del popolo referendario! Sembra che gli “azzeccagarbugli” della casta di Cesano Maderno vogliano nascondersi dietro questioni puramente giuridiche e vogliano farci credere che il 12 e 13 giugno la maggioranza degli italiani, trasformandosi in un gruppo di cultori del diritto, sia andata a votare per l’espunzione dall’ordinamento italiano di una complicata norma contenuta in un oscuro decreto legge. La gara per la selezione del socio privato di Bea Gestioni S.p.A. ricorda molto da vicino l’operazione del Governo Berlusconi bloccata dalla Corte Costituzionale. A Cesano Maderno si propone, infatti, di privatizzare il servizio di gestione dei rifiuti con la stessa tecnica da “furbetti di paese” adottata dal Governo Berlusconi, ovvero far credere che i referendum valessero solo per l’acqua. In questo momento nessun amministratore assennato, facendo leva sul fatto che la normativa comunitaria lo consenta, si sognerebbe di proporre la privatizzazione del servizio idrico. Nemmeno la Provincia di Monza e Brianza arriva a tanto! Quindi la casta ci sta provando con gli altri servizi pubblici. Addirittura a Cesano Maderno si va oltre l’operato del Governo Berlusconi perché, sbeffeggiando l’intelligenza dei cittadini, nello schema di delibera che dovrebbe dar avvio alla gara per la selezione del socio privato di Bea Gestioni S.p.A. si ha l’ardire di citare la Sentenza della Corte Costituzionale n. 199/2012 per sostenere che l’operazione risulta ottemperante a questa pronuncia. È ovvio che il “giudice delle leggi” non poteva sostenere che la normativa comunitaria (quindi anche l’affidamento di un servizio pubblico a società a capitale misto pubblico-privato) non può essere applicata in Italia dopo i referendum, ma forse alla Giunta di Cesano Maderno è sfuggito, oppure tenta di nascondere, un passo della Sentenza.
La Corte Costituzionale, infatti, nel commentare il famigerato art 4, considera che: “…l’intento abrogativo espresso con il referendum riguardava pressoché tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica ai quali era rivolto l’art. 23-bis...”. Con la privatizzazione di Bea Gestioni S.p.A. stanno prendendo in giro l’intelligenza degli elettori di Cesano Maderno, perché se ne infischiano del “comune sentire” che vuole che i privati stiano fuori dalla gestione dei servizi pubblici. Ad aggravare ulteriormente questa operazione poco trasparente, si rileva che nello schema di convenzione preparata da Bea e soci, accettata a occhi chiusi dalla Giunta di Cesano, sono contenuti alcuni articoli capestro che danneggiano la collettività perché vanificano qualsiasi ipotesi di aumento della raccolta differenziata. Da ultimo, si suggerisce di porre l’attenzione sul fatto che alcuni personaggi che agiscono a favore della casta dei rifiuti, sono i medesimi che agiscono a favore della casta dell'acqua. Entrambi i cicli sembrano separati ma, in realtà, il cerchio magico degli interessi si chiude, facendoci comparire gli stessi personaggi che, in virtù del fatto che trovano compiacenze e connivenze in tutti gli ambiti della vita politica e sindacale, possono permettersi di dettare legge.
Il Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, schierandosi con quanti nei Consigli Comunali intendano abbracciare la causa dei Beni Comuni e smascherare definitivamente le pratiche dall'affarismo, intende proseguire la battaglia anche per vie istituzionali.

Monza 21 ottobre 2012                                
Comitato Beni Comuni MB
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