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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

martedì 24 dicembre 2013

MEDA E SEVESO: SUGGERIMENTI AMBIENTALISTI ALLA VARIANTE E AL PGT


I gruppi del coordinamento ambientalista de l'OSSERVATORIO PTCP, del COMITATO PER IL PARCO BRIANZA CENTRALE, di SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA e del CIRCOLO LAURA CONTI DI LEGAMBIENTE SEVESO hanno protocollato, ai sensi dell'art 13 comma 2 della Legge Regionale 12/2005, i suggerimenti alle amministrazioni di Meda e Seveso, propedeutici all'elaborazione della VARIANTE GENERALE AL PGT (Piano di Governo del Territorio) di MEDA e al NUOVO PGT del Comune di Seveso.

MEDA:
I SUGGERIMENTI E LE PROPOSTE PRESENTATE 
dall' OSSERVATORIO PTCP e da BRIANZA CENTRALE



MEDA:
I SUGGERIMENTI E LE PROPOSTE PRESENTATE 
dalla LISTA SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA



SEVESO: 
I SUGGERIMENTI AL NUOVO PGT PRESENTATI DALL'OSSERVATORIO PTCP 
E DAL CIRCOLO LAURA CONTI DI LEGAMBIENTE DI SEVESO

sabato 21 dicembre 2013

AGGIORNAMENTO SU PEDEMONTANA



Dopo l'incontro dei Sindaci della tratta B2 con la Soc. Pedemontana di martedì 10/12/013, nella Commissione Territorio e Ambiente di CESANO MADERNO tenutasi il 18/12/013, l'Assessore Vaghi ha comunicato quanto la soc APL (Autostrada Pedemontana Lombarda) ha loro riferito, in particolare relativamente all'iter del PROGETTO ESECUTIVO dell'autostrada.
Il Cittadino, nella pagina di Cesano, ne riporta la notizia.
Per la verità quest'informazione era stata anche preannunciata e diffusa con  declinazioni temporali variabili in passato anche in sede di Provincia di MB.
Prendiamone comunque atto.
Progetto esecutivo esistente, secondo quanto riferito da APL ai Sindaci.
Eppure .... eppure .....
Che ne è dell'adempimento alla prescrizione del CIPE n° 3 che prevede analisi ambientali di caratterizzazione dei terreni ancora contaminati da TCDD ?
L'adempimento, per logica propedeutico all'elaborazione del progetto esecutivo, non ci risulta attuato ne tantomeno che ARPA sia stata coinvolta nella validazione di qualsivoglia analisi.
Anche la mozione n° 72 su pedemontana, approvata dal Consiglio di Regione Lombardia in data 17/09/013 ci risulta tutt'ora inapplicata nella parte dispositiva tant'è che il Consigliere Regionale dell'M5S Gianmarco Corbetta, da noi informato in proposito, ha presentato con la collega Nanni un'interrogazione di cui alleghiamo il testo.

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE continua a ritenere quest'infrastruttura inutile e dannosa per il territorio e l'ambiente.
Per questo, visto anche l'alto grado di confusione gestionale, sarebbe opportuno per tutti fermarsi alla realizzazione della sola tratta A attualmente in fase di completamento.

INSIEME IN RETE sta valutando iniziative ed azioni che concretizzerà quanto prima.


mercoledì 18 dicembre 2013

ASSALTO AL PTCP PROVINCIALE


Il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP (di cui Sinistra e ambiente è parte attiva), ha contribuito con le sue osservazioni, unite a quelle di altri gruppi, all'elaborazione del PTCP della Provincia di Monza e Brianza.
Alcune sono state accolte, altre no. Alcune aree sono state tutelate, altre meno, altre ancora non hanno ricevuto l'adeguata copertura per salvarle dal cemento. Insomma, questo PTCP ha luci ed ombre.
Cercare però di pianificare e di fermare il consumo indiscriminato di suolo che caratterizza la nostra Provincia (al primo posto in Italia, ancor prima di Napoli), pare essere inaccettabile per molti.
Così stiamo assistendo ad una serie di ricorsi al TAR da parte di molte amministrazioni comunali, che indipendentemente dall'appartenenza politica, ritengono troppo restrittive o lesive le normative del PTCP relative ai capitoli Aree Agricole Strategiche, Rete verde e Ambiti d'Interesse Provinciale.
Restrittive perchè non gli consentono di continuare a CEMENTIFICARE il territorio.

A BERNAREGGIO, all'amministrazione non piace che siano state accolte le richieste degli ambientalisti per la tutela del Paleoalveo e dell'area agricola a est di Bernareggio (leggi qui). Ora apprendiamo, grazie agli amici del blog Brianza Centrale, che la giunta ha stanziato 27.000 euro per ricorre contro il PTCP con la motivazione che "risulta gravemente lesivo degli interessi comunali".

Lesivo perché garantisce più tutela delle aree verdi rispetto al PGT? 
(cit. da Brianza Centrale)


Anche Confindustria dice la sua contro il PTCP, preannunciando un ricorso al TAR con la motivazione che il PTCP "lede diritti acquisiti".
Quali sono i diritti acquisiti cui si fa genericamente riferimento ? 
Ci risulta che i diritti acquisiti, in urbanistica, sono quelli dei Piani Attuativi approvati e VIGENTI, peraltro salvaguardati nel PTCP, visto che per la Provincia di MB queste situazioni vengono "fatte salve" in modo diversificato, all'interno dei vari meccanismi di tutela previsti dal PTCP.
Se un piano di sviluppo aziendale è parte di un piano attuativo già approvato e vigente negli strumenti urbanistici comunali prima della data d'adozione del PTCP, non c'è nessun rischio di stralcio.
Diverso il discorso se si chiede di andare oltre. In questo caso vengono applicati i contenuti previsti nelle Norme di Piano del PTCP, in funzione della classificazione data all'area in oggetto.

Tra le righe traspare, purtroppo, il solito ricatto occupazionale relativo "a piani di sviluppo e nuove assunzioni". Ci sarà forse qualche legame con la vicenda della rilocalizzazione della Cartonstrong di cui ci siamo occupati ? Vedi qui e qui.
E le aree dismesse con il loro riutilizzo ? Perchè non se ne parla mai ?
Come mai i cosidetti "piani di sviluppo" al di là di qualche sparuto caso, sono sempre su aree agricole ?
Sarà forse perchè un'area agricola costa pochissimo, mentre il riutilizzo di aree dismesse comporta, spesso, il rischio di BONIFICHE complicate e costose ?

Rispetto alla posizione di Confindustria, non ha tardato a pronunciarsi il Presidente della provincia Dario Allevi (vedi articolo sempre di MBNews).
Lo ha fatto però per "tranquillizzare" gli imprenditori, cercando altresì di deviare tatticamente e furbescamente il problema sul non ancora nato (perchè in attesa di delibera sulle modalità operative) OSSERVATORIO PROVINCIALE istituzionale della Provincia.
Non è che si tratta di un maldestro tentativo per coprirsi rispetto a volontà politiche che invece SONO PROPRIE della Giunta Provinciale ?
Resisterà la Provincia e resisterà Allevi ai ricorsi al TAR per difendere e confermare i gradi di tutela del PTCP o si cadrà nel solito vizio di "aprire" a concessioni e deroghe in nome delle "compatibilità economiche" ?

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Da MB News

Nuovo Ptcp, via libera al ricorso al Tar: Confindustria contro la Provincia

Nuovo Ptcp, via libera al ricorso al Tar: Confindustria contro la Provincia
E’ in un mare di guai il nuovo Piano territoriale di coordinamento della Provincia. Fra poche ore Confindustria Monza a Brianza dovrebbe depositare un ricorso al Tribunale amministrativo contro il documento fortemente voluto dalla giunta targata di centro destra guidata da Dario Allevi per mettere un freno al consumo di suolo. Sotto accusa sono finiti quei passaggi in cui, secondo l’associazione di categoria che rappresenta il mondo imprenditoriale brianzolo, intacca i diritti acquisiti delle aziende.
In altre parole, decine di aziende si sono lamentate perché i loro piani di espansione su aree confinanti ai loro insediamenti sarebbero stati bloccati dal Piano. Il dato di partenza del Piano evidenzia che in Brianza le aree urbanizzate hanno già raggiunto il 54% del territorio complessivo, pari a circa 219 kmq. Il consiglio provinciale ha confermato così la proposta formulata dalla giunta che prevede forme diversificate di tutela per il 92% della superficie restante.
Andrea Dell'Orto
Andrea Dell'Orto
Restano libere, pertanto, aree pari a 14,73 kmq, ovvero solo il 3,6% dell’intera superficie, nelle quali verranno comunque applicate le misure di compensazione territoriale previste per gli interventi a consumo di suolo. Tuttavia, questa strategia sta risultando indigesta al mondo imprenditoriale brianzolo. E Confindustria ha così deliberato la presentazione del ricorso entro il 23 dicembre, data ultima entro la quale espletare l’operazione di deposito. “Non abbiamo niente contro la Provincia – ha commentato il presidente, Andrea dell’Orto -. Collaboriamo su molti fronti e non abbiamo assolutamente nulla contro la linea verde del Piano. Tuttavia, riteniamo che in diversi punti interferisca con alcuni diritti acquisiti delle aziende, congelandone i piano di sviluppo e bloccando anche nuove assunzioni”.
Nel frattempo, la Provincia ha organizzato per mercoledì 18 dicembre all’Urban Center di Monza, a partire dalle 9.30, l’incontro di approfondimento sulla Pianificazione Territoriale della Brianza al quale sono invitati tutti i Comuni e le Associazioni di categoria interessate. Fino a questo momento sono stati presentati sei ricorso contro il Piano, ma molto probabilmente ne arriveranno parecchi altri proprio sul filo di lana.

Ricorso contro il Ptcp, Allevi: “La Provincia non ostacolerà lo sviluppo delle aziende”

Ricorso contro il Ptcp, Allevi: "La Provincia non ostacolerà lo sviluppo delle aziende"La Provincia non metterà i bastoni fra le ruote delle aziende che vogliono espandersi e creare nuovi posti di lavoro”. Con queste parole Dario Allevi, presidente della Provincia di Monza, ha commentato la decisione di Confindustria Monza e Brianza di presentare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il nuovo Ptcp, il Piano territoriale di coordinamento che mette un freno al consumo di territorio.
In Brianza le aree urbanizzate hanno già raggiunto il 54% del territorio complessivo, pari a circa 219 kmq e il Consiglio provinciale ha confermato la proposta della giunta di centro destra che prevede forme diversificate di tutela per il 92% della superficie restante. Secondo decine di aziende, tuttavia, il documento limiterebbe diritti acquisiti e impedirebbe progetti di espansione che prevedono anche nuove assunzioni. Da qui, la decisione di dare via libera a un ricorso al Tar. Il documento non è stato ancora depositato. I termini scadono lunedì e le dichiarazioni di apertura rilasciate da Allevi potrebbero far fare retromarcia agli imprenditori.
I rapporti con Confidustria sono ottimi – ha aggiunto il presidente Allevi -. Credo che attraverso l’osservatorio sul Ptcp sia possibile effettuare degli approfondimenti e trovare un punto di incontro”.
Il messaggio è arrivato forte e chiaro all’orecchio del presidente di Confindustria, Andrea dell’Orto, che a sua volta ha ribadito la volontà di andare fino in fondo col ricorso, ma al tempo stesso ha annunciato una nuova riunione di giunta durante la quale verrà presa in considerazione la posizione di Allevi.

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Pioggia di ricorsi in Provincia contro il Piano territoriale

di Monica Guzzi da il Giorno

SEI RICORSI fanno tremare il Piano territoriale di coordinamento varato a luglio dalla Provincia. E c’è ancora una settimana di tempo per presentarne altri, poiché il termine scadrà lunedì prossimo.
Ce n’è abbastanza per far preoccupare Palazzo Grossi, che lancia un appello ai sindaci perché collaborino a frenare il consumo di suolo in Brianza e organizza un convegno (appuntamento domani all’Urban Center dalle 9.30 alle 12.30) per spiegare meglio la filosofia del Ptcp. «Crediamo molto in questo Piano, il primo studiato ad hoc per la Brianza - dicono in un comunicato il presidente Dario Allevi e l’assessore provinciale al Territorio Cristiano Crippa - e ci appelliamo ai comuni perché siano nostri alleati nel mettere in campo le azioni previste dal Piano a difesa del poco suolo libero rimasto, con un occhio di riguardo alla salvaguardia dell’attrattività e della competitività del nostro territorio». Il dato di partenza evidenzia che in Brianza le aree urbanizzate hanno già raggiunto il 54 per cento del territorio complessivo, pari a circa 219 chilometri quadrati.
Il Piano prevede forme diversificate di tutela per il 92 per cento della superficie restante: Plis (circa 48 chilometri quadrati), Ambiti agricoli strategici (circa 100), Rete verde di ricomposizione (circa 119), Ambiti di interesse provinciale (circa 21) e Parchi regionali (circa 67). Restano liberi 14,73 chilometri quadrati, solo il 3,6 per cento della superficie.

lunedì 16 dicembre 2013

PIANO INDUSTRIALE DI BEA: UN'ILLUSTRAZIONE E UNA DELIBERA POSTUMA

Il Cons. Comunale di Meda (foto Adriano Cattaneo)
Giovedì 19/12/013 si terrà a Meda il Consiglio Comunale con all'ordine del giorno L'ILLUSTRAZIONE del Piano Industriale di BEA sul forno inceneritore di Desio.


Un passaggio PURAMENTE INFORMATIVO, visto che l'Assemblea dei Sindaci soci del Consorzio s'è tenuta l'8/11/013 e ha già deliberato in proposito. 
Ricordiamo  che l'espressione favorevole di Meda, è stata decisa dal Sindaco senza nessuna convocazione PREVENTIVA ne della Commissione Territorio e Ambiente  ne tantomeno del Consiglio Comunale ai fini di un confronto.
Su questo, abbiamo scritto qui, illustrando con numeri e dati la nostra posizione.

Intanto, da REGIONE LOMBARDIA, arrivano notizie su indirizzi in materia di forni inceneritori che vanno in altra direzione.

In data 3 dicembre 013, il Consiglio Regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione che, prendendo atto dei dati sulla produzione di rifiuti urbani (in diminuzione) e della SOVRACAPACITA' d'incenerimento dei rifiuti, fa i primi passi verso la dismissione di alcuni impianti, a partire da quelli meno efficienti,  sotto il profilo ambientale, quelli più vecchi per intenderci. L'impianto di DESIO è fra questi.
 
Sarà interessante capire le motivazioni di due scelte che vanno in direzione completamente opposta e le conseguenti operatività.
Intanto, eccovi il testo della risoluzione regionale. Interessante la parte finale e dispositiva.



Ma c'è dell'altro.
Dopo l'analisi che avverrà lunedì 16/12/013 in Commissione Istituzione e Bilancio, sempre nel Consiglio Comunale del 19/12/013, andrà in discussione e votazione anche una delibera, proposta dall'Assessore alla Programmazione e Bilancio Cecchetti, che chiede ai Consiglieri Comunali di CONFERMARE le scelte GIA' effettuate dal rappresentante medese nell'Assemblea dei Sindaci di BEA.
Sotto, la parte dispositiva della delibera.


Qual'è  il significato di questa delibera ?
Un bizantinismo politico o l'essersi tardivamente resi conto che quantomeno un passaggio istituzionale era necessario ? O entrambe le situazioni ?
Sicuramente si tratta di una delibera per una "conferma di mandato" su cui incide fortemente il punto che riguarda il riassetto strategico di BEA, la separazione tra patrimonio e gestione e l'entrata di UN PRIVATO  con quota non inferiore al 40% nella nuova società di gestione.
E' comunque una "CONFERMA POSTUMA" su una decisione e un espressione di voto, favorevole al piano industriale di BEA, già presa ed attuata dal delegato del Sindaco Caimi in sede di Assemblea dei soci BEA.
Prima s'è evitato un sano CONFRONTO PREVENTIVO sia nella Commissione deputata sia in Consiglio Comunale e ora si chiede l'ACCETTAZIONE e la CERTIFICAZIONE di quanto già deciso.
Un completo ribaltamento  delle dinamiche di discussione e di conseguente delega operativa.
Piccolo inciso:neppure a livello di Coalizione è stato affrontato l'argomento BEA e FORNO INCENERITORE.
Sarebbe stato opportuno farlo, considerato che non erano punti del programma comune e che da tempo sono note le perplessità e contrarietà di Sinistra e Ambiente in merito.

La richiesta di voto al Cons. Comunale è su una delibera che non cambierà nulla, un passaggio probabilmente utile ai soli fini della "copertura" amministrativa su quanto già deciso, un  atto che nulla ha a che vedere con processi di dialogo e condivisione.
Sinistra e Ambiente si esprimerà sull'argomento anche durante il previsto Consiglio Comunale.

L'articolo de il Cittadino del 28/12/013 sul tema


venerdì 13 dicembre 2013

I COORDINAMENTI AMBIENTALISTI INCONTRANO LE AMMINISTRAZIONI


Il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di Monza e Brianza e il COMITATO PER L'AMPLIAMENTO DEL PLIS BRIANZA CENTRALE da tempo collaborano e operano per la salvaguardia del territorio. 
Operatività che si è concretizzata tempo addietro con il monitoraggio costante e propositivo sul neonato PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale). Ora, s'è dato il via ad una serie d'incontri con le Amministrazioni Comunali, in alcuni casi con incontri propedeutici a PGT prossimi a venire, in altri con osservazioni ai PGT (vedi caso di LISSONE).
Recentemente, ci siamo incontrati con l'Amministrazione di MACHERIO.

Macherio: i coordinamenti ambientalisti 

hanno incontrato l'Amministrazione Comunale



In continuità con un primo confronto avuto nei giorni antecedenti le recenti elezioni amministrative, nei giorni scorsi, presso il Municipio di Macherio, su documentata richiesta dei coordinamenti dell'Osservatorio PTCP di Monza e Brianza e del Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, i rappresentanti delle stesse aggregazioni di associazioni, circoli e gruppi ambientalisti si sono incontrati con l'Assessore al Territorio Arch. Massimo Tremolada ed il Sindaco di Macherio Mariarosa Redaelli. All'incontro era, inoltre, presente l'Assessore ai Lavori Pubblici Rino Caspani. La delegazione ambientalista era, invece, composta da: Gemma Beretta (Seveso), Gianni Casiraghi (Macherio), Alberto Colombo (Meda), Giorgio Majoli (Monza) Stefano De Grandi (Sovico) e Sergio Arienti (Desio).

Quantomai ampio ed approfondito l'indice degli argomenti trattati durante la riunione, riassunti, dai due coordinamenti ambientalisti in un documento che è stato consegnato, come pro memoria, agli amministratori macheriesi. Quanto, in seguito, detto lo si può così riassumere.

Innanzitutto è stato proposto che si proceda quanto prima alla variante del Piano di Governo del Territorio, approvato d'ufficio, il giugno scorso, dal Commissario Prefettizio Dott.sa Alessandra Lazzari. Un PGT che, secondo il punto di vista ambientalista, solo in parte è stato allineato con quanto indicato dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – PTCP di Monza e Brianza, soprattutto in materia di consumo di suolo, nell'ambito della fascia di rispetto di Pedemontana. In questo senso, indicando come esempi i recenti, esemplari, percorsi di revisione degli strumenti urbanistici locali, attuati dalle vicine amministrazioni di Desio e Lissone, le associazioni ambientaliste hanno richiesto la definitiva cancellazione, dal Documento di Piano, degli inutili ambiti di trasformazione produttivi, previsti dal PGT sul confine con Biassono.

Parallelamente sono state richieste: la completa salvaguardia di tutti gli spazi aperti non edificati; l'introduzione di adeguate misure di compensazione ambientale preventiva; la riqualificazione del tessuto urbano esistente; il censimento e la puntuale classificazione delle aree urbanizzate (industriali e logistiche) dismesse e sottoutilizzate, con relativa costituzione di una apposita banca dati.

Un positivo apprezzamento è stato rivolto alla comunicazione che l'amministrazione Redaelli intende procedere con un sistematico censimento degli alloggi non utilizzati o sottoutilizzati, presenti sul territorio comunale.

Si è, inoltre, discusso sulla proposta di una consistente implementazione della rete dei percorsi della mobilità sostenibile, con una dozzina di suggerimenti, tra i quali i collegamenti ciclabili tra Macherio e Bareggia e quello verso la stazione ferroviaria di Macherio-Canonica, sul quale è emersa una significativa convergenza di vedute (anche in merito alla difficile reperibilità dei fondi, che potrebbe trovare un parziale sbocco attraverso un più puntuale monitoraggio di bandi e finanziamenti pubblici).

Sul fronte del Parco Regionale della Valle del Lambro l'attenzione è stata principalmente rivolta a perorare la futura estensione dei confini dell'area protetta a tutte le aree verdi confinanti con l'attuale perimetro. E' stato, inoltre, richiesto il completamento dei percorsi ciclopedonali approvati dall'ente parco. Infine, oltre ad una puntuale adesione alle politiche di difesa e di valorizzazione delle emergenze eco-ambientali, storico paesaggistiche e culturali del parco regionale (per le quali si sono ipotizzate possibili forme di collaborazione tra il comune e le associazioni del territorio), si è auspicato il più ampio confronto ed un maggiore coinvolgimento, dei cittadini e dei portatori di interesse, sulle politiche attuate dal parco regionale e la massima trasparenza rispetto alle posizioni assunte dal Comune di Macherio all'interno della Comunità del Parco.

Identica attenzione ed apertura è stata suggerita anche riguardo il proposto Parco Regionale della Brianza Centrale, per la cui istituzione l'Associazione Torrette Bini Dosso Boscone ed il Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale si battono da anni anche al fine di fermare l'indiscriminato saccheggio di aree agricole e naturali, attuato negli ultimi decenni, che ha regalato a Monza e Brianza il triste primato di provincia più urbanizzata d'Italia. In questo senso, s'intendono le richieste di una preventiva adesione all'esistente Plis Brianza Centrale (che, attuato, costituirebbe un primo livello di tutela dei territori) e dell'ampliamento dei confini del parco stesso a tutte le aree inedificate, situate ad ovest dell'attuale SP6 Monza-Carate, incluse, dal PTCP di Monza e Brianza, nella Rete Verde di ricomposizione paesaggistica e negli Ambiti di Interesse Provinciale, ivi comprese tutte le aree a standard e lo stesso Oratorio di Santa Margherita alle Torrette che, allo stato attuale, con le aree che lo circondano, è stato escluso, inspiegabilmente, dai confini del futuro parco. Queste ultime istanze, oltre a fermare il consumo di suolo, hanno come fine prioritario la salvaguardia di importanti corridoi ecologici: elementi strutturali, individuati dalla stessa pianificazione provinciale, davvero indispensabili per la conservazione e l'incremento della biodiversità all'interno del caotica urbanizzazione briantea.

In conclusione di serata si sono, da ultimo, affrontate le tematiche legate alle grandi opere: la Gronda Ferroviaria Seregno-Carnate-Bergamo e l'Autostrada Pedemontana.

In particolare, sulla seconda infrastruttura, i coordinamenti ambientalisti hanno richiesto la disponibilità dell'amministrazione macheriese ad appoggiare e sostenere la proposta dell'istituzione del Piano Territoriale Regionale d'Area di Pedemontana, presentata alla Regione Lombardia dal coordinamento regionale di “Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile” e da quattro associazioni ad esso aderenti (nell'ambito del previsto iter di revisione del PTR - Piano Territoriale Regionale), con l'obiettivo di fermare il consumo di suolo lungo le tratte realizzate dell'infrastruttura autostradale. C'è, infine, stata piena sintonia riguardo la completa attuazione delle opere e delle misure di compensazioni e ambientale e del progetto di mitigazione ambientale, secondo quanto stabilito dai progetti definitivi, approvati dal CIPE. Il tutto, ovviamente, solo nella malaugurata situazione che la tratta C dell'autostrada Pedemontana venga portata a suo compimento. In tal caso si è auspicato un coinvolgimento reciproco sugli stati d'avanzamento della progettazione e sulla realizzazione delle opere.

Osservatorio PTCP di Monza e Brianza
Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale


giovedì 12 dicembre 2013

SUCCEDE IN BRIANZA: OPERAZIONE CLEAN CITY

Ieri 11/12/01\013, la GdF ha eseguito in Brianza, in Puglia e nel Lazio, arresti con carcerazione e domiciliari nonchè provvedimenti di divieto d'abbandono di residenza per 41 persone imprenditori, politici, amministratori, funzionari comunali.
Un'inchiesta della procura di Monza coordinata dai Procuratori della Repubblica Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo. 
Un'inchiesta che riguarda, guarda caso, la filiera DEI RIFIUTI, con il coinvolgimento dell'impresa SANGALLI che gestisce la raccolta e lo smaltimento a MONZA e in altri comuni.
Tornano anche i nomi dell'ex assessore della giunta Mariani Giovanni Antonicelli, di Oronzo Raho, ex Presidente di Brianzacque, già coinvolto in una precedente inchiesta e torna sotto i riflettori anche la Provincia di MB, anche se per fatti non attribuibili alle proprie competenze ma perchè risulta coinvolto il Cons. Provinciale Lele Petrucci cui gli inquirenti hanno notificato un provvedimento di obbligo di dimora per fatti a lui contestati quando era Consigliere Comunale e Vicesindaco a Monza.
Si aggiunge anche Antonello Concas, sindaco di centrosinistra di Pioltello che è stato arrestato.

Per  essere informati e aggiornati, vi proponiamo una serie di articoli (MBNews e le molte pagine de il Giorno)

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Da MB News

Monza tangenti per milioni di euro, 

corruzione e complicità tra imprenditori e pubblico

di Valentina Riganò

Pagavano per ottenere appalti, assumevano personale su indicazione dei corrotti o fatturavano falsi lavori mai eseguiti. E’ questo il ritratto fatto dalla Procura di Monza della famiglia Sangalli, proprietaria della “Sangalli Giancarlo & C.”, leader nello smaltimento rifiuti e gestione igiene strade e servizi. Padre e tre figli sono stati arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza Gruppo Monza, nell’ambito della maxi inchiesta denominata “City-Clean” coordinata dai Pm monzesi Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo, nata da una trance della precedente indagine “Briantenopea” che nel marzo scorso portò in carcere l’ex assessore all’ambiente del Comune di Monza Giovanni Antonicelli e Giuseppe Esposito, riconosciuto dall’accusa vertice di un’associazione per delinquere vicina alla Camorra e trapiantata in Brianza.
Sono quarantuno le persone raggiunte dalle misure scattate all’alba con un blitz delle Fiamme Gialle di Monza, tra i destinatari anche l’ex Presidente di Brianzacque Oronzo Raho, l’ex assessore Antonicelli di Monza, la Dirigente del settore Ambiente del Comune di Monza Garbiella Di Giuseppe, il Sindaco di Pioltello Antonio Concas, gli assessori all’ambiente di Andria e Frosinone e due funzionari di Metropolitane Milanesi S.pa. Indagati per non aver controllato l’operato della Sangalli o averla favorita e per presunte tangenti anche Antonio Gabetta, consigliere comunale e Presidente della Commissione Ambientale del Comune, Claudio Brambilla membro della commissione aggiudicazione appalti e Daniele Petrucci in qualità di consigliere comunale e membro della commissione Ambiente del Comune di Monza. Il modus operandi dei Sangalli, evidenziato dai magistrati, è stato sempre il medesimo.
Pagamento di tangenti in cambio di agevolazioni per le gare d’appalto pubbliche, dove i funzionari si adoperavano per “vestire” l’appalto in funzione della società o per dare all’azienda monzese dritte sulle cifre proposte dai concorrenti. In totale, la Sangalli ha corrisposto tangenti per 14 milioni di euro, a fronte di appalti vinti per 260 milioni, di cui 127 solo a Monza. Antonicelli, all’epoca della sua carica pubblica, avrebbe ottenuto oltre 700 mila euro. Le cifre corrisposte sono state dichiarate direttamente da Giancarlo Sangalli e i figli, durante conversazioni telefoniche o negli uffici societari, mentre erano intercettati “Eh centomila li abbiamo dati a Gabetta, centomila li ha voluti la Di Giuseppe, quell’altro dove li ha buttati settecentomila in un anno?”. Antonicelli però, oltre al denaro ed un appartamento a Giussano pagato dall’azienda alla sua società Edilizia Lombarda (oggi fallita), avrebbe fatto assumere da Sangalli personale su indicazione di Giuseppe Esposito, tra cui anche due arrestati durante il blitz della scorsa primavera. Secondo l’accusa anche un altro funzionario Monzese, Stefano Mambretti, avrebbe favorito l’aggiudicazione dell’appalto Sangalli per l’igiene urbana, in cambio di un incarico per la gestione della comunicazione e di ventimila euro, ritirati secondo l’accusa da Daniele Petrucci.
L’appalto per la pulizia all’interno del Cimitero di Monza, sempre in capo a Sangalli, non sarebbe stato controllato a dovere dal geometra comunale Antonio Esena, in cambio di 1.500 euro versati periodicamente. Arrestato ed associato ai domiciliari anche l’ex Presidente di Brianzacque Oronzo Raho, accusato di aver favorito la Sangalli, in cambio di promesse di denaro e future collaborazioni, come sede pro tempore dell’Ente. Simili ipotesi di reato, sono state contestate a Sangalli anche relativamente agli appalti aggiudicati in Puglia e Lazio. «L’indagine non è conclusa – commenta il Pm Salvatore Bellomo – ci sono persone che agevolerebbero il nostro lavoro e si farebbero del bene se venissero da noi senza aspettare di essere raggiunti. Arriviamo. Fin quando ci saranno uomini come questi che hanno lavorato giorno e notte, chi commette reati non dorme sonni tranquilli».

martedì 10 dicembre 2013

FINANZIAMENTO SVIZZERO PER UN CORRIDOIO FERROVIARIO MERCI SULLA MILANO-CHIASSO

Se ne parla sporadicamente, ma la Brianza è oggetto  anche d'un progetto ferroviario che riguarda la MILANO - CHIASSO di RFI.
Un progetto per "prolungare" in territorio italiano la potenzialità del trasporto merci su ferrovia, sviluppato in Svizzera e in fase di concretizzazione ormai prossima  con la tratta da Basilea a Chiasso attraverso il nuovo tunnel del Gottardo.
Alcune notizie erano circolate nei mesi passati per le preoccupazioni dei Comitati di quartiere di Monza, riprese dalla stampa locale. Dimensioni, lunghezza, frequenza dei convogli merci uniti al fatto che transiterebbero su una linea a prevalenza di trasporto passeggeri con necessità di complicati adeguamenti erano gli elementi delle preoccupazioni espresse.
"Ora, dalla televisione della Svizzera italiana (da vedere il notiziario al link) apprendiamo che il Consiglio Nazionale Svizzero ha approvato l'adeguamento della propria linea ferroviaria merci per il passaggio dei semirimorchi alti quattro metri.
Legge e decreto federale prevedono un finanziamento di 990 milioni di franchi, oltre un quarto dei quali (280 milioni per la precisione) destinato agli ampliamenti della sagoma di spazio libero necessari lungo la tratta Chiasso - Milano e nella sezione situata in territorio italiano della linea di Luino, tra Ranzo e Gallarate/Novara". (dal blog Brianza Centrale).
Per meglio approfondire, vi proponiamo (seppur non recente) anche l'articolo
"Milano-Chiasso, la Tav (merci) che nessuno conosce" apparso su Giornalettismo che ci aiuta a comprendere meglio.
Buona lettura

venerdì 6 dicembre 2013

CIAO MADIBA



NELSON MANDELA è morto ieri sera 5 dicembre 2013.

Un GRANDE UOMO ci ha lasciati. 
Un Uomo che ha lottato per la liberazione di un popolo dall'odioso regime dell'apartheid instaurato in Sudafrica. Un regime che applicava la segregazione razziale, negando i diritti alla popolazione di colore.
Un Governo formato da soli bianchi che applicava una feroce e continua repressione fatta di massacri e di carcere duro per chi osava ribellarsi.
Mandela ha pagato pesantemente la sua voglia di giustizia, passando ben 27 anni nelle prigioni sudafricane, molti dei quali trascorsi a Robben Islands in stato d'isolamento totale.
Liberato solo nel 1990, dopo gli accordi che legalizzarono l'African National Congress e consentirono elezioni a suffragio universale, venne eletto Presidente del Sudafrica dal 1994 al 1999.
Anche qui si distinse per essere un uomo che sapeva guardare avanti. Gestì la transizione del potere senza ne odio ne vendetta, con in testa l'obiettivo della riconciliazione nazionale, ma senza dimenticare che le nefandezze dell'apartheid dovevano essere giudicate.
Lo fece istituendo la Commissione per la Verità e la Riconciliazione.
Si congedò dalla Presidenza e non si ricandidò dimostrando anche in questo caso la sua levatura, di uomo non assetato di potere.
Certo, in Sudafrica, la società che lui sognava e voleva è ancora ben lontana dall'essere realizzata e i suoi successori si sono dimostrati poco all'altezza dello spessore di Mandela.

MADIBA ha dato se stesso per un mondo migliore.
Ciao MADIBA ci hai insegnato moltissimo.

«La mia sete di libertà personale si è trasformata nella sete più grande di libertà per la mia gente, perché potesse vivere la propria vita con dignità e rispetto di sé, ha animato la mia vita, trasformato un ragazzo impaurito in un uomo coraggioso… non riuscivo a godere nemmeno delle piccole e limitate libertà che mi erano concesse sapendo che la mia gente non era libera. La libertà è una sola: le catene imposte ad uno di noi pesano sulle spalle di tutti, e le catene del mio popolo erano anche le mie»
Nelson Mandela



mercoledì 4 dicembre 2013

LISSONE:L'AMMINISTRAZIONE FERMA UNA COLATA DI CEMENTO ACCOGLIENDO ANCHE L'OSSERVAZIONE DEGLI AMBIENTALISTI DE "L'OSSERVATORIO PTCP DI MB"



Lunedì 02/12/013 il Consiglio Comunale di Lissone ha trattato l'annosa questione dell'AT7, ambito di trasformazione dove si prevedeva un volume edificabile pari a 72.520mc suddivisi su due lotti, a destinazione residenziale e terziario, con 4 edifici di 10 piani (altezza 32mt) sul lotto A e 6 edifici a 4 piani più due  torri di 10 piani sul lotto B.

I "numeri" dell'AT7 dalla Relazione Tecnica
I due lotti dell'AT7 con a fronte la futura autostrada Pedemontana
Le torri" dell'AT7
Una vera e propria colata di cemento in una delle poche aree verdi ancora rimaste libere nel Comune di Lissone, comune dove il consumo di suolo ha superato l'80% e con molti insediamenti che sono stati costruiti non per rispondere a reali fabbisogni ma a fini speculativi.
Un Ambito di Trasformazione riproposto dalla SOFIM, dall'Impresa Edile F.lli Faletra (uno dei titolari è Cons. Prov. del PdL) e da  Bresciani e Zanoli e, per procedura obbligata, adottato in data 10/07/013.
QUALCOSA E' PERO' CAMBIATO.
Venuti a conoscenza che la nuova amministrazione di Concetta Monguzzi ha dato il via ad una variante al PGT nella logica di rivedere buona parte degli ambiti di trasformazione previsti dalla passata amministrazione Lega-PdL di Ambrogio Fossati, il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB ha elaborato e protocollato un'Osservazione nella fase dell'iter d'approvazione dell'AT7, presentata da un gruppo affiliato (Legambiente di Monza) e dal WWF Lombardia, cui abbiamo chiesto di affiancarci e che ringraziamo per la disponibilità.
Un'Osservazione con richiesta di stralcio e annullamento delle previsioni edificatorie sull'AT7.
A supporto dell'Osservazione, anche il fatto che con l'approvazione del 10/07/013  da parte della Prov. di MB del PTCP (che l'Osservatorio ha monitorato attentamente) le aree interessate dall'AT7 sono state definite come aree appartenenti alla RETE VERDE di RICOMPOSIZIONE PAESAGGISTICA comprese pure nel buffer di inedificabilità ai lati del sedime della futura autostrada Pedemontana.
Si perchè, le palazzine previste nel progetto edilizio dell'AT7 sarebbero state a ....... vista autostrada.


La maggioranza del Consiglio Comunale di Lissone, sulla base di una Proposta di Delibera dell'Assessore al Territorio con delega all'Urbanistica, Maria Rosa Corigliano, tenendo presente le LINEE D'INDIRIZZO PREVISTE PER LA VARIANTE AL PGT, LE INDICAZIONI PRESENTI NEL PTCP PROVINCIALE e CONDIVIDENDO I CONTENUTI DELL' OSSERVAZIONE PRESENTATA DAL WWF LOMBARDIA e DAL CIRCOLO A. LANGER DI LEGAMBIENTE MONZA, ha deliberato di dare indirizzo alla Giunta di NON APPROVARE il Piano Attuativo previsto per l'AT7.
Una scelta che preserva quindi il corridoio verde.

Un atto coraggioso e concreto dell'Amministrazione che, ci auguriamo, prosegua sul cammino della revisione del PGT nella logica di NON CONSUMARE ULTERIORE SUOLO.

Per questo fine, sul PGT di Lissone, i gruppi del'Osservatorio hanno presentato altre 20 osservazioni e presto chiederanno un confronto sulle stesse.

Coordinamento Ambientalista OSSERVATORIO PTCP Di MB

sabato 30 novembre 2013

SULLA CONVENZIONE TRA COMUNE E FONDAZIONE BESANA



Giovedì 28/11/013, in Consiglio Comunale è andata in discussione (e approvazione) la Convenzione tra il Comune di Meda e la Fondazione Giuseppe Besana Onlus relativa alla cessione per 99 anni di un terreno  di proprietà comunale alla Fondazione.
Un terreno (1246 mq) che viene ceduto per realizzarvi un posteggio, opera propedeutica e vincolante per il prossimo progetto di ampliamento della Casa di Riposo cittadina.
Sinistra e Ambiente, messa a conoscenza dei contenuti della Convenzione solo poco prima dell'incontro della Commissione Servizi alla Cittadinanza del 22/11/013, ai fini del miglioramento della Convenzione, ha deciso di presentare due emendamenti nel Cons. Comunale che ha trattato l'argomento.
Lo abbiamo fatto riconoscendo l'indubbio ruolo sociale svolto dalla Fondazione Besana nel campo dell'assistenza agli ospiti della RSA.
In Consiglio Comunale abbiamo evidenziato che i contenuti dei due emendamenti erano mediabili e modificabili, ritenendo di essere nelle tempistiche utili affinchè i due soggetti (Comune e Fondazione) potessero affinare i contenuti della convenzione stessa, qualora fossero stati approvati i due emendamenti.
Insomma, a nostro giudizio c'erano i presupposti per una discussione più aperta sia sugli emendamenti sia per concordare un passaggio ulteriore di contrattazione.
 
E' andata diversamente da come auspicavamo e i due emendamenti sono stati respinti anche se con voto diversificato essendo stati discussi separatamente.

Sotto, il testo degli emendamenti (non approvati) di Sinistra e Ambiente  e quello della Convenzione che è stata approvata e su cui Sinistra e Ambiente s'è astenuta.
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Gli EMENDAMENTI PRESENTATI DA SINISTRA E AMBIENTE E NON APPROVATI


28/11/013

Il gruppo consiliare di Sinistra e Ambiente,  verificata  la necessità espressa dalla Fondazione  Giuseppe Besana ONLUS di un ampliamento della R.S.A., con necessità d’ulteriore dotazione di un’area pertinenziale della nuova costruzione, attualmente di proprietà comunale, pur rilevando il valore sociale dell’attività svolta dalla Fondazione Besana  e dei servizi resi anche in funzione della convenzione in oggetto, propone di emendare l’art . 2 par 1 e l’art. 2 par. 5 del testo della Convenzione  per la concessione in diritto di superficie  di area di proprietà comunale, come segue.

Emendamento all’Art 2 - Obblighi della Fondazione paragrafo 1

Modificare l’attuale testo come segue:
destinare l’area a parcheggio di veicoli come pertinenza della R.S.A, provvedendo anche alla progettazione integrata di spazi verdi accessibili alla cittadinanza con adeguato arredo urbano, ed idonea regolamentazione della fruizione.

Emendamento all’Art 2 – Obblighi della Fondazione paragrafo 5
Modificare l’attuale testo come segue:
Concedere all’Amministrazione Comunale, con decorrenza dalla stipula della presente convenzione, la possibilità di ricoverare una persona indigente (al posto dell’originale “una persona indigente per la quota del 50%”).

Il Consigliere di Sinistra e Ambiente
Alberto Colombo

mercoledì 27 novembre 2013

IN REGIONE LOMBARDIA UNA RISOLUZIONE SU PEDEMONTANA


Dopo la Mozione Regionale, dopo l'audizione in V Commissione, il tema della Pedemontana torna ad essere posto all'attenzione dell'Istituzione Regione Lombardia.

Giovedì 05/12/013, di nuovo in sede di V Commissione Regionale Territorio ed Infrastrutture, è stata infatti calendarizzata la discussione sulla PROPOSTA DI RISOLUZIONE sull'AUTOSTRADA PEDEMONTANA presentata dai Consiglieri del Movimento Cinque Stelle su cui ha lavorato il Consigliere Gianmarco Corbetta.
E' una Risoluzione che raccoglie gran parte dei punti su cui da tempo, opera il Coordinamento Ambientalista di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE.

Nel rispetto dei ruoli e delle autonomie reciproche, INSIEME IN RETE ha chiesto alle forze politiche presenti in Regione con cui si rapporta, di appoggiare questa Risoluzione, ritenendo necessario che la Politica e l'Istituzione Regione Lombardia si rendano conto delle numerose criticità indotte dall'infrastruttura e dell'opportunità di fermare l'opera alla sola tratta A, quella in fase di completamento, quella, per intenderci che ha pure essa pesantemente contribuito alla devastazione del territorio, con la pressochè totale distruzione del Bosco della Moronera di Lomazzo.


sabato 23 novembre 2013

GALLINE,UOVA,DIOSSINE,LUPI E MARONI

E' di pochi giorni fa la notizia che alcune ASL hanno rilevato presenza di DIOSSINA e PCB (Policlorobifenili) oltre i limiti previsti dalle normative nelle uova di gallina di alcuni autoproduttori.
I superamenti riguardano 23 pollai tra Milano, Sesto San Giovanni e Monza Brianza, 15 allevamenti di Cerro al Lambro e 9 di Mantova e hinterland. 
Vediamo di capire meglio.
Innanzi tutto non si tratta di analisi finalizzate a testare alimenti della distribuzione ma di controlli previsti in una campagna del Ministero della Salute nell’ambito di un piano triennale, di verifica su siti di pregresse contaminazioni industriali.
I siti sono  57 di cui 7 sono localizzati in Lombardia.
I controlli prevedono un monitoraggio di piccoli allevamenti non industriali di galline, che producono uova destinate all’autoconsumo e quindi non destinate alla vendita al dettaglio o all’ingrosso.
Le uova delle galline, allevate a terra e all’aperto sono anche considerate, analizzandone la componente dei grassi, indicatori del livello di diffusione degli inquinanti al suolo di aree prossime ai SIN.
Cos'è un SIN ?
SIN è un acronimo che sta per Siti Interesse Nazionale. Sono siti molto estesi contaminati da varie sostanze, (diossine, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, solventi, policlorobifenili)  e classificati pericolosi dallo Stato Italiano.
Sono aree che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitate danni ambientali e sanitari.
In Lombardia, i pollai con uova contaminate sono situati in zone vicine ai SIN di Sesto S. Giovanni (area ex FALCK), di Cerro al Lambro (discariche ABUSIVE) e di Mantova (laghi e polo chimico).
Nella nostra regione i SIN catalogati sono:(dal sito di regione Lombardia)

SIN Comune di Cerro al Lambro: aree inquinate interessate da discariche abusive di melme oleose a forte acidità, croste bituminose e terre decoloranti esauste, poste in sponda destra del fiume Lambro.
SIN di Broni: area denominata ex Fibronit, suddivisa in aree ex Fibronit, ex Ecored, ex Fibroservice. La costruzione del nucleo originale risale al 1932.
SIN Brescia Caffaro: include le aree del Comune di Brescia che sono state interessate da contaminazione diffusa da PCB, PCDD-PCDF, arsenico e mercurio
SIN Sesto San Giovanni, Milano: comprende un territorio di circa 255 ha nel Comune di Sesto S. Giovanni e include interamente le aree occupate a partire dal 1906 dall’attività dagli stabilimenti siderurgici della Società Falck (dismessa nel 1995) e una parte delle aree dismesse della Breda e della Marelli.
SIN Milano - Bovisa Gasometri: il sito ex-Gasometri, denominato anche Officina del gas della Bovisa, è di proprietà del Comune di Milano, che lo ha acquistato da Montedison nel 1981.
SIN Pioltello e Rodano: include interamente il Polo chimico industriale ubicato tra i due comuni. E' delimitato a nord dal tracciato ferroviario Milano-Treviglio e a sud dalla S.S. Rivoltana e dal Parco Agricolo Sud.
SIN Laghi di Mantova e Polo chimico: include l'area del Polo industriale, lago di Mezzo e lago Inferiore, la Vallazza, alcuni tratti del fiume Mincio e relative sponde, con estensione di circa 1027 ha, in gran parte ricompresa all'interno del Parco del Mincio.

MA ...
Tra i siti inquinati (SIN) non rientrano le aree o ex zone A-B-R del disastro ICMESA, tuttora contaminate dalla TCDD, la più tossica della famiglia delle diossine.
Eppure .... eppure ...... un analisi condotta nei laboratori certificati Svizzeri per conto del registra MARCO TAGLIABUE, autore del documentario di Falò "Pedemontana, uscita Seveso" e citata nel documentario stesso e nella relazione di EDOARDO BAI durante l'evento organizzato da INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE a Seveso il 14/12/012, evidenziava (vedi sotto) la presenza di DIOSSINA nel grasso delle uova delle galline di un allevatore locale di SEVESO con valori decisamente superiori ai limiti di legge previsti (2 pg/g per tabelle EFSA -European Food Safety Autority-, 6pg/g di grasso secondo regolamento CE 1881/06 poi ridotto a 5pg/g nel 2011)


Insomma, stante la situazione sebbene le aree investite dalla ricaduta della nube sprigionatasi dal reattore dell'ICMESA, ufficialmente risultano essere stato oggetto di una bonifica, attuata sulle ex zone da A1 ad A5 con asportazione di terra contaminata e riporto di nuova terra, sulle ex zone A6 e A7 dei primi 25cm e sul resto del terreno contaminato più arature per remix del terreno, andrebbe valutata con attenzione la necessità di un monitoraggio nello stile di quello effettuato per i Siti di Interesse Nazionale.
In primo luogo per confermare o meno la presenza di diossina nelle uova, poi per togliersi il dubbio sull'origine della contaminazione delle uova (Uso di contenitori per mangimi o di mangimi "sporchi" ? Terreno ancora con diossina in superficie ? E' diossina del disastro ICMESA o di altra sorgente successiva di contaminazione ?).
Questo ricordando e tenendo presente che nelle ex zone B ed R, nessuna bonifica venne mai effettuata, tantè che la TCDD è ancora presente nel terreno, negli strati superficiali, con concentrazioni superiori alle normative, anche laddove passerà la tratta B2 della futura AUTOSTRADA PEDEMONTANA, (analisi certificate ARPA) con i connessi sbancamenti che riporterebbero in superficie la pericolosa TCDD.

Purtroppo, l'attenzione delle Istituzioni invece di essere rivolta ad approfondimenti atti a cercare di dare risposta alle legittime preoccupazioni e dubbi dei cittadini d'un territorio, quello di Seveso, Meda, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, che ha già subito un disastro ambientale, si concentrano invece su altri obiettivi, facendoci correre un rischio aggiuntivo.
Maroni e Lupi si stanno dando molto da fare (e questa è  la seconda notizia riportata dalla stampa  che riprendiamo), affinchè l'intera (e per noi inutile e dispendiosa) autostrada Pedemontana, compresa la critica tratta B2, sia realizzata.
Si fanno roboanti annunci ma si continua a svicolare sulla prescrizione CIPE n 3 che obbliga a ulteriori monitoraggi ambientali e di caratterizzazione del grado di contaminazione di diossina nel suolo.
Al Presidente Maroni, vorremmo ricordare che anche una Mozione del Consiglio Regionale chiede approfondimenti e che quanto lì dentro scritto va attuato quanto prima.
Trovi tempo, invece di ripetere il solito mantra sulla "strategicità" di pedemontana, e dia disposizioni per dare rispondenza alle prescrizione e alla mozione facendo magari, anche qualche riflessione sull'effettiva utilità dell'opera.

Da Il Giorno on line del 18/11/013