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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 30 marzo 2013

CIAO ENZO.

Ieri, 29/03/013, si è spento Enzo Jannacci.
Ciao Enzo e grazie per le tue canzoni, mai banali e piene di sensibilità, allegria e nostalgia.
Una in particolare mi ha sempre prodotto emozioni.

martedì 26 marzo 2013

NUOVA INTERROGAZIONE SU PEDEMONTANA E DIOSSINA




NUOVA INTERROGAZIONE IN PROVINCIA DI MB
su PEDEMONTANA E RISCHIO DIOSSINA e notizie dal Comune di DESIO

 

A seguire la precedente interrogazione del Consigliere Provinciale ELIO GHIONI del PD e alla risposta dell’Assessore Giordano, sequenza che INSIEME IN  RETE ha relazionato con il comunicato
PEDEMONTANA:INTERROGAZIONE IN PROVINCIA DI MB,INSIEME IN RETE INFORMA, pubblicato nei nostri siti/blog, abbiamo sottoposto al Consigliere Ghioni la necessità di integrare il panorama informativo sulla Pedemontana, con un’altra interrogazione.
Questo anche alla luce della comunicazione dell’assessore Giordano laddove si rende noto che il PROGETTO ESECUTIVO è pronto ed in fase di validazione da parte della CONTECO e che i sondaggi ambientali sono stati eseguiti ma non ci risulta noto nè il dettaglio delle sostanze chimiche ricercate (TCDD compresa) nè le metodologie nè tantomeno se i risultati di detti sondaggi ambientali siano stati effettuati in contradditorio con ARPA per la loro validazione, così come previsto e richiesto dalla PRESCRIZIONE DEL CIPE N° 3.
Il Consigliere Ghioni ha raccolto la nostra preoccupazione e inoltrato l’interrogazione che riportiamo sotto.
Vi aggiorneremo quanto prima sulla risposta alla stessa.



Dal COMUNE DI DESIO, giungono invece notizie relativamente all'azione intrapresa dall'Amministrazione di Corti.
Ecco quanto si riporta nel sito di ALTERNATIVA VERDE di DESIO, gruppo aderente ad INSIEME IN RETE.

Pedemontana, ancora silenzio. Desio diffida APL spa

Il Sindaco Roberto Corti e l'Ass. al Territorio e Infrastrutture Daniele Cassanmagnago hanno sollecitato il presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda Maurizio Salvatore a fissare una data per l'incontro già chiesto nel febbraio scorso (v. doc) e hanno diffidato Pedemontana dal 'dare luogo a qualsiasi procedura di approvazione del progetto esecutivo o di cantierizzazione dell'opera sul territorio di Desio' considerate le 'molteplici problematiche ancora aperte e che ancora attendono una conferma di impegno da parte della società Pedemontana Spa per la loro risoluzione' (v. doc).
Tra le questioni ancora aperte, quella relativa ai risultati dello studio 'Analisi di rischio relativa alla presenza di diossina residua nella Zona B di Seveso' che, il 12 marzo 2013 ha portato l'Amministrazione Comunale di Desio a chiedere formalmente al CIPE l'estensione delle prescrizioni già previste per la zona B di Seveso, anche al proprio territorio interessato dalla Tratta C di Pedemontana (v.doc).

domenica 24 marzo 2013

IN VAL DI SUSA PER DIRE NO ALLA TAV


L'avevamo scritto che la protesta degli abitanti della Val di Susa contro la TAV non era un problema di "ordine pubblico" come da tempo si tentava di far passare in modo maldestro per delegittimare quel vasto movimento, compernsivo di molti Sindaci, che da più di 20 anni si oppone ad un'inutile e devastante opera che modificherebbe l'intero assetto ambientale di una valle già ora pesantemente deturpata da un'autostrada. Un'opera che è pure un vero spreco di denaro pubblico, considerato che esiste già un tracciato ferroviario tra Italia e Francia (quello del Frejus) utilizzato solo al 30% delle sue capacità e con possibilità sia di potenziamento sia di ottimizzazione tecnica ed ingegneristica dello stesso. Un 'opera di cui si tacciono parecchie cose sui costi e su chi veramente la vuole.


Ieri 23/03/013, una pacifica manifestazione di circa 80.000 persone, ha percorso la valle da Susa a Bussoleno, per dire ancora una volta, un NO MOTIVATO e non campato per aria, all'infrastruttura.
Questa volta però, rispetto a prima, qualcosa è cambiato. Con la nuova composizione di Parlamento e Senato, è sensibilmente aumentato il numero dei contrari all'opera anche all'interno degli ambiti istituzionali. Lo si è visto con l'ispezione al cantiere effettuata da Deputati e Senatori del Movimento 5 Stelle (M5S) e di Sinistra Ecologia e Libertà (SeL).
Ispezione che ha peraltro evidenziato le frottole sinora raccontate rispetto all'avanzamento lavori del tunnel geognostico (vedi art. de Il Manifesto allegato).
Anche qui, vi sono problemi con IL RECEPIMENTO delle PRESCRIZIONI DEL CIPE.
Nel video, ecco la risposta evasiva del responsabile di LTF.


Cosa è giusto chiedere ancora una volta ? Che si rinunci alla TAV, a quest'opera vero spreco di risorse economiche e d'alto impatto per l'ambiente. Si riqualifichi l'attuale linea del Frejus e si abbia il coraggio di chiudere il capitolo delle FARAONICHE INFRASTRUTTURE, utili solo ad alimentare i circoli viziosi voluti dalla finanza, dalle banche, dalle imprese e da uno sviluppo che non tiene mai conto dell'ambiente.


lunedì 18 marzo 2013

PEDEMONTANA: INTERROGAZIONE IN PROVINCIA DI MB,INSIEME IN RETE INFORMA



I gruppi aderenti a INSIEME IN RETE, hanno fatto e stanno facendo la loro parte anche per stimolare e sensibilizzare il livello istituzionale sulla Pedemontana e il rischio Diossina (TCDD).

Elio Ghioni
Per questo, abbiamo segnalato al Consigliere Provinciale del PD Elio Ghioni, (con cui, nel rispetto delle autonomie reciproche, da qualche tempo interloquiamo) l'attuale ambigua situazione sull’iter progettuale e sull’adempimento delle PRESCRIZIONI del CIPE riguardo alla realizzazione dell’opera autostradale, che, ribadiamo, continuiamo a considerare inutile e d’impatto negativo per il territorio.
Le nostre segnalazioni e richieste sono state oggetto, (insieme con altre domande) di un’Interrogazione in Consiglio Provinciale e di alcune richieste di delucidazioni avanzate in IV Commissione Provinciale da parte del Cons. Ghioni.
All'interrogazione ha risposto l'Assessore alle Opere Pubbliche - Viabilità e Trasporti - Mobilità Sostenibile Francesco Giordano.

L'interrogazione e le risposte dell'Assessore Giordano sono state riprese in modo sommario in un articolo de Il Giorno in data 10/03/012.

Vi proponiamo il testo dell'interrogazione, l'articolo de Il Giorno e i punti salienti della risposta dell'Assessore.

Delle risposte dell'Assessore Giordano, vi riportiamo alcuni punti salienti.

Rispetto alle difficoltà economiche e di finanziamento, l'Assessore afferma che, sinora, è il solo CAPITALE PUBBLICO (circa 1,5 miliardi di euro) a finanziare i cantieri già aperti e solo una piccola quota, al momento, dall'azionariato.
Poi entra nel merito della composizione dei soci di APL che " è controllata per il 68% Serravalle, dopo c’è un 20% di una società che di fatto sono le banche, che è Banca Intesa, poi un’altra piccola percentuale di BIIS (fra banche, infrastrutture ecc.) ma che si è fuso all’interno di Banca Intesa e quindi di fatto sta dentro lo stesso gruppo, e dopo c’è un 1% che sono delle cooperative. Le cooperative suppongo che siano cooperative emiliane, che sono le uniche che abbiano risorse economiche in questo momento".

Rispetto all'operazione di vendita delle azioni di Serravalle, si ammette una situazione di incertezza:
"un’incertezza esiste ma è solo temporale nel senso che è riconosciuto da tutti che potrebbe anche andare deserta la prima gara ma è evidente che molti imprenditori, alcuni gruppi, insomma i soliti che vengono indicati (Benetton, Gavi..), sono molto interessati al business delle autostrade e quindi si dovrebbe comunque concludersi positivamente la gara su Serravalle. Però potrebbe anche non chiudersi nella scadenza del 7 luglio potrebbe essere anche nella fase successiva per un evidente meccanismo di massimizzazione del profitto da parte dei privati che sono interessati alle quote di Serravalle. Quindi qual è la parte di incertezza? La parte di incertezza forte rimane quella legata alle Banche perché le Banche rispetto agli impegni che sono stati presi con APL e CAL sono molto prudenti in questa fase. In questa fase sono prudenti perché sono cambiate sostanzialmente le condizioni di mercato del debito: sono aumentati gli interessi rispetto al passato".

C'è anche una valutazione rispetto alla prevista riduzione dei volumi di traffico sulla futura autostrada, il che significa riduzione di introiti economici: " c’è un altro elemento che nel project crea qualche preoccupazione legato alla diminuzione dei traffici di veicoli sulle arterie importanti, (la diminuzione - ndr-) è stimata tra uno 0 e 20% su base nazionale e quindi si ritiene che all’interno di questa forbice ci starebbe anche una riduzione del veicolo presunto e stimato di APL. Questo ovviamente comporta una rivisitazione del piano economico e finanziario perché i ricavi si abbasserebbero e gli oneri passivi si alzerebbero e quindi l’equilibrio rimane da verificare."

Nonostante queste incertezze ammesse, per APL e CAL, " essendoci una serie di vincoli contrattuali risulta altamente improbabile l’ipotesi di realizzazione parziale di Pedemontana. Altamente improbabile perché le società ritengono che i danni che deriverebbero dalle penali da pagare nei confronti di Strabag sarebbero certamente elevate e nessuno dei soggetti che ha sottoscritto l’accordo si prenderà la responsabilità di non realizzare l’opera sia parzialmente che integralmente. 
Integralmente ormai le tangenziali è certo che si finiranno perché sono già a buon punto. Quindi ci sono due elementi da questo punto di vista, per essere chiari: da una parte c’è una posizione ufficiale di Serravalle soprattutto, che è la controllante di APL, che esclude l’ipotesi di realizzare solo parzialmente l’opera, dall’altra ci sono altri soggetti che invece sono più prudenti e cauti tant’è che alcuni hanno anche ipotizzato la realizzazione dell’opera a fasi, l’hanno chiamata “fasificazione”: la prima fase e la seconda fase. La prima fase dovrebbe essere il primo lotto che sono le due tangenziali A e B1, la seconda fase la B2, la C e la D. Facendo anche un ragionamento economico e finanziario su questo meccanismo temporale differenziato tra la prima e la seconda fase, dopo la realizzazione e completamento delle prima fase e quindi fino alla B1, che vuol dire Cermenate, entrerebbe in funzione questa prima parte dell’autostrada e con i ricavi si finanzierebbe già la seconda parte"

L'Ass. Giordano, aggiunge poi di aver chiesto uno studio del traffico sui comuni della tratta B2 per verificare l'impatto veicolare su questo territorio, qualora l'opera autostradale  "dovesse essere completata solo fino a Lentate o Cermenate" e che APL e CAL " ci daranno delle risposte anche su questo approfondimento".

Ma ora veniamo ad altri punti importanti: IL PROGETTO ESECUTIVO.

L'Assessore dichiara che "è stato consegnato pochi giorni fa il progetto esecutivo non solo della B2 e della C ma anche della D."
Questo PROGETTO ESECUTIVO è in fase di validazione da parte di una società " la Conteco di Milano" e le tempistiche sono di 30 giorni di tempo per la validazione e di 30 giorni per la sua approvazione.

Le Prescrizioni del CIPE per la tratta B2
Un capitolo importante riguarda le ANALISI AMBIENTALI supplementari nei Comuni della tratta B2 che furono interessati dal disastro ambientale dell'ICMESA e dalla CONTAMINAZIONE da  DIOSSINA (TCDD). Questo supplemento d'indagine è RICHIESTO e PREVISTO dalla PRESCRIZIONE DEL CIPE n°3 ed è DETERMINANTE ai fini dell'opera autostradale.
Afferma l'Assessore Giordano: "Sono stati eseguiti i carotaggi in zona? Certamente sì, sono stati eseguiti i carotaggi nel bosco delle Querce ....... ci sono anche ulteriori indagini che sono state fatte e queste sono su informazioni telefoniche che abbiamo ricevuto. Abbiamo chiamato APL perché non avevamo più avuto notizie e anche perché le ulteriori indagini sono state utili al progetto esecutivo. In fase della progettazione esecutiva la Strabag ha richiesto degli ulteriori carotaggi. Tuttavia è inutile dire che non abbiamo avuto la possibilità di verificare gli esiti di questi carotaggi. Io non ho l’impressione di una posizione omertosa ma credo che per una questione di procedure interne loro siano piuttosto rigidi e quindi gli esiti dei carotaggi ce li daranno dopo insieme al progetto esecutivo. Noi abbiamo chiesto di vedere anche il progetto esecutivo e anche lì facciamo fatica ad avere anche il progetto esecutivo che è l’altra parte importante. Ma il progetto esecutivo e il risultato dell’analisi del Bosco delle Querce dovremmo averli insieme, in questo momento non ce li hanno forniti e probabilmente non hanno ancora avuto neanche le risposte delle analisi" .

Su questo delicato aspetto, che INSIEME IN RETE sta attentamente seguendo, ricordiamo che la Prescrizione CIPE n°3 è molto restrittiva (per fortuna) e che, in base a nostre informazioni, non ci risulta che l'ARPA sia stata, al momento, coinvolta nel contradditorio tecnico relativo alla validazione delle analisi ambientali in oggetto. Vorremmo altresì evidenziare l'utilità che la campagna di rilevamenti sia estesa anche alle porzioni del Comune di DESIO, interessate dal tracciato dell'autostrada, considerato che anche a Desio furono mappate e definite le zone B e R (di rispetto), contaminate da TCDD.

L'Assessore Giordano risponde anche in merito al progetto della GREENWAY e afferma:
"Il progetto della Greenway dovrebbe essere presentato anche questo entro la fine di marzo. Quindi nel momento in cui il progetto sarà presentato all’interno del collegio di vigilanza dopo sarà mia cura trasferire o all’interno della commissione o in altra sede i contenuti del progetto."

Sulla suddivisione dei famosi 60 Milioni di euro fra i Comuni della tratta B2 (come da Prescrizione CIPE n° 51, quota economica che verrà utilizzata principalmente per opere di viabilità locale: " Non ci sono novità perché la somma è legata alla definizione degli aspetti economici e finanziari e ne abbiamo discusso anche coi comuni e insieme abbiamo fatto la richiesta ma APL ci ha detto che in questo momento loro non sono in grado di liberare sessanta milioni di euro dalle risorse che hanno nella loro disponibilità. Questo è un problema perché tutte le opere di compensazione e di ottimizzazione noi abbiamo richiesto più volte di farle prima. Sono propedeutiche ma sono anche una garanzia per il territorio, perché prima facciamo le opere di compensazione e dopo facciamo il completamento della B2."

Documento elaborato da INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

domenica 17 marzo 2013

LAURA E PIETRO: FINALMENTE ARIA FRESCA NELLE ISTITUZIONI

Finalmente qualcosa di differente. 
L'elezione a Presidente della Camera di LAURA BOLDRINI e quella a Presidente del Senato di PIETRO GRASSO sono, sicuramente una buona notizia, per più ragioni.
La prima è sicuramente quella relativa alla figure di alto livello e di dirittura morale che queste due persone rivestono. La loro storia personale è tutta lì a mostrarlo.
La seconda buona ragione è che, finalmente, si è andati oltre i soliti mercanteggiamenti politici, che si sono messi da parte le tentazioni di "contrattazioni suicide".
Contrattazioni con una destra IMPRESENTABILE, guidata da un PdL che fa ricatti Istituzionali (abbiamo ancora in mente L'INDECENZA dei parlamentari PdL dinanzi a Palazzo di Giustizia a Milano) e vuole l'impunità per Berlusconi, inquisito in più processi, ma anche con il gruppo di Monti e con Monti stesso, responsabile di una politica liberista incondivisibile.
E quando le candidature sono di alto livelloe NON DI APPARATO, anche alcuni rappresentanti del Movimento 5 Stelle, non hanno potuto esimersi dal considerarle, se non altro perchè vanno proprio nella direzione del CAMBIAMENTO da loro auspicato.
Anche noi questo cambiamento lo vogliamo. 
Anche noi, vogliamo una DISCONTINUITA' POLITICA netta e chiara con il recente passato e con le dinamiche di una politica divenuta solo "conservazione del proprio ruolo", fatta da accordi indigeribili.
Servono ALTRE SCELTE CORAGGIOSE per far si che questo non rimanga solo un lampo nel buio ma l'inizio di qualcosa di differente che ridia dignità alle Istituzione e alla politica.
Comunque, BUON LAVORO LAURA, BUON LAVORO PIETRO e non deludeteci.

giovedì 14 marzo 2013

COMUNICATO DI INSIEME IN RETE SULL'INIZIATIVA EXIT di MEDA

Il coordinamento di gruppi ed associazioni ambientaliste INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, di cui Sinistra e Ambiente è parte,con un comunicato, chiarisce e spiega le divergenze (e il suo mancato coinvolgimento) rispetto all'iniziativa del 16/03/013 a MEDA sulla Pedemontana e la diossina, organizzata da Legambiente di Desio e dal Comitato Beni Comuni e promossa da Medinforma.



Legambiente Desio e Comitato Beni Comuni, in collaborazione con Medinforma hanno promosso a Meda un incontro pubblico sul tema: autostrada Pedemontana e diossina. A questa iniziativa, il coordinamento dei gruppi  di INSIEME IN RETE  non aderisce solo perchè gli organizzatori hanno scelto di non coinvolgerli.
Lo diciamo per fare chiarezza e evitare equivoci: per quanto ci riguarda non ci saremmo tirati indietro nel mettere in cantiere un’iniziativa collegiale. Arriviamo a questa situazione dopo due incontri  con questi gruppi promotori non andati a buon fine nell’intento di trovare una sintesi sulle modalità di azione politica e nel merito dei contenuti. Davanti a questa distanza di vedute il Circolo Legambiente di Desio ha preferito lasciare Insieme in Rete con il quale fino allora aveva condiviso l’attività di fronteggiamento dell’opera Pedemontana. Questo a favore di un atteggiamento che si  vorrebbe pretendere più radicale.

Così anziché concretizzare un’attività capace di coniugare risorse energie, promuove un’iniziativa, quella del 16 marzo a Meda, che, parafrasando un commento di un blog (BrianzaCentrale), più che “exit usciamone vivi” sta diventando un “exit, usciamone divisi”, con i ringraziamenti della Soc. Pedemontana.

Il coinvolgimento di INSIEME IN RETE sarebbe stato logico e opportuno visto che da anni il coordinamento è attivo e radicato sul territorio sulla tematica autostrada Pedemontana e ha prodotto documentazione e momenti informativi con continuità dal 2007, l’ultimo dei quali a Seveso il 14/12/012 a tema PEDEMONTANA e RISCHIO DIOSSINA, da cui gli organizzatori di questa iniziativa medese hanno evidentemente preso ispirazione.
I Beni Comuni e Legambiente Desio, utilizzano i contenuti del lavoro di INSIEME IN RETE, evitando però di creare i presupposti perché il fronte di chi non vuole Pedemontana rimanga unito e si ampli, prediligendo una strategia d’egemonia che divide e indebolisce  il fronte critico a Pedemontana.

Questa volontà di un ruolo egemone e escludente è la conseguenza di una scelta rispetto alla quale Insieme in Rete intende prendere una chiara distanza.
Nell’affrontare le devastazioni e le criticità della futura autostrada, abbiamo attuato un metodo di approfondimento tecnico per poter mettere a fuoco le contraddizioni e le imposizioni di chi, nelle istituzioni e nella società Pedemontana e in CAL, nega l’esistenza di qualsiasi problema.
Riteniamo di aver così guadagnato una credibilità che abbiamo messo in gioco anche nei nostri incontri con APL (la società della Pedemontana) e con Regione, Provincia e Comuni. Questa scelta ha portato a modifiche, anche se non sufficienti, del progetto Pedemontana, su questa e altre tratte.

I dati sulle concentrazioni di TCDD (Diossina di Seveso), che Insieme in Rete ha raccolto analizzato e valutato producendo documenti e momenti pubblici di informazione e denuncia, trovano ora soggetti pronti ad assumersene disinvoltamente i meriti di diffusione e interpretazione. Verrebbe quindi voglia di dire: meno male, pensavamo di essere soli, noi, i CIVES e pochi altri, ad occuparci del problema, anche se con strategie differenti.
Insieme in Rete non ha  “copyright” su quanto fatto e opera per dare un’ampia e diffusa informazione rilevabile dai nostri siti. L’informazione però deve essere corretta e qui è doveroso puntualizzare che i promotori di “Exit usciamone vivi” fanno confusione tra contaminazione dei terreni e impatto sulla salute di Pedemontana. Purtroppo sappiamo da tempo che varie porzioni dei nostri comuni hanno livelli di diossina superiori alla norma di legge. Tuttavia, come dichiara il geologo Gianni Del Pero, “Il problema diossina per il momento è confinato. La diossina è una molecola pesante e non idrosolubile e resta ‘bloccata’ nel sottosuolo. Su questo territorio, dove le analisi di ARPA hanno confermato la presenza di diossina, possiamo continuare a vivere senza subire ulteriori conseguenze se decidiamo di non riportare la diossina in superficie,  scavando nelle zone contaminate. Il pericolo è legato agli scavi di Pedemontana che, se realizzata anche nel nostro territorio, movimenteranno terreni contaminati, con tutte le problematiche che ne conseguono”.

La prassi legata al mancato confronto sull’assemblea di Meda del 16/03 ci è estranea  come metodo e  non ci resta che prendere atto che con questo comportamento il Circolo Legambiente di Desio si è messo fuori dalla RETE.
INSIEME IN RETE continua però il suo lavoro: ha individuato una nuova portavoce in Gemma Beretta che ha preso il posto lasciato da Paolo Conte, dimissionario, e continuerà a occuparsi di Pedemontana e di tutte le altre partite che riguardano la tutela ambientale del territorio, sempre disponibili al confronto e al lavoro comune con chi lo vuole veramente.

Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile, 14 marzo 2013

Gemma Beretta, nuova portavoce di INSIEME IN RETE

martedì 12 marzo 2013

ACCADE IN LOMBARDIA: ARRESTI ECCELLENTI E RICHIESTE DI IMPUNITA'


Ormai le inchieste per corruzione  si susseguono di giorno in giorno, intervallate a quelle per connivenza con la malavita organizzata.
Di nuovo la Lombardia sotto l'attenzione della Magistratura. Ancora una volta, auspichiamo si vada sino in fondo, indipendentemente dal "colore politico" dei coinvolti, che però, guarda caso, sono all'interno del "modello" formigoniano che ha gestito per anni la Regione Lombardia e in particolare la sanità.

Con un sistema intero che traballa, con la malapolitica in prima pagina, in questo schifo, ieri, 11/03/013, un gruppo di circa 200  Parlamentari del PdL, si è presentato dinanzi a Palazzo di Giustizia e, con un atto intimidatorio, degno degli anni più bui della nostra Repubblica e indegno per la figura istituzionale che ricoprono, ha "protestato" contro i processi cui deve fare fronte il loro leader Silvio Berlusconi, chiedendone un salvacondotto. Un ricatto replicato oggi con un'udienza del segretario del PdL, Angelino Alfano al Capo dello Stato, con nuova richiesta esplicita di "immunità" per Berlusconi in cambio di "responsabilità" in questa delicata fase politica per il Paese. Un RICATTO che mortifica il Parlamento, le Istituzioni, il Paese, e tutti i Cittadini onesti.
Vedi articolo in coda de Il Manifesto.

IN LOMBARDIA:
Sanità:
arresti e perquisizioni per corruzione in Lombardia. 
In manette anche Leonardo Boriani 
ex direttore della Padania 
Da L'Huffington Post  |  Pubblicato:   |  Aggiornato: 12/03/2013 12:03 CET
 
Retata mattutina in Lombardia. La Direzione Investigativa Antimafia di Milano, nell'ambito di una indagine su episodi di corruzione connessi ad appalti e forniture di aziende ospedaliere della regione, sta eseguendo numerose perquisizioni, anche all'estero, e arresti presso abitazioni, imprese e strutture sanitarie lombarde in altre regioni.
L'operazione, in cui si contano una ventina di indagati, ha portato anche all'arresto di tre imprenditori che appartengono alla famiglia Lo Presti, titolare della Hermex Italia, di Cinisello Balsamo, specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri. Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del pm della Dda di Milano Claudio Gittardi. Tra gli arrestati c'è anche Leonardo Boriani, giornalista ed ex direttore della Padania.
"L'indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Milano - spiegano gli investigatori - ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione nel mondo della sanità lombarda e vede coinvolte una ventina di persone tra imprenditori e pubblici funzionari. Sono più di 50 le perquisizioni in corso dirette ad acquisire riscontri documentali ai fatti accertati".
Gli investigatori parlano di una "ramificata rete di complicità nel mondo sanitario e istituzionale". Le indagini riguardano, in particolare, la manutenzione di apparecchiature elettromedicali e di diagnostica tumorale in vari ospedali lombardi. Tra gli arrestati accusati di "numerosi episodi di corruzione" vi sono anche Pier Luigi Sbardolini, direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera di Chiari, in provincia di Brescia, arrestato per fatti del periodo in cui lavorava al San Paolo di Milano, e Luigi Gianola, direttore generale dell'azienda ospedaliera di Sondrio. Mentre è indagato un cittadino svizzero, Giovanni Lavelli, i cui uffici sono stati perquisiti su rogatoria. Gli arresti sono stati chiesti dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, appartenenti al dipartimento del procuratore aggiunto Alfredo Robledo.


Da il FATTO QUOTIDIANO del 12/03/013

Sanità in Lombardia, 7 arresti. 
In manette anche ex direttore de “La Padania”
Sanità in Lombardia, 7 arresti. In manette anche ex direttore de “La Padania”
Leonardo Boriani finisce in carcere insieme a tre imprenditori e all'ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi. L'operazione della Dia di Milano è legata a presunti episodi di corruzione connessi ad appalti e forniture di aziende ospedaliere.
Un’operazione della Dia di Milano sulla sanità lombarda (“La Cueva”) che ha portato all’arresto di sette persone per presunti episodi di corruzione connessi ad appalti e forniture di aziende ospedaliere. Tra loro c’è anche Leonardo Boriani, giornalista ed ex direttore della Padania, e l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi di Forza Italia, che già il 21 settembre del 2000 era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui lavori di regimazione idraulica in Valtellina. Finiscono in carcere anche Giuseppe Lo Presti, titolare della Hermex Italia di Cinisello Balsamo, e i figli Salvo Massimiliano e Gianluca. L’azienda è specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri. In manette anche Pier Luigi Sbardolini, direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera di Chiari (Brescia) e Luigi Gianola, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Sondrio.

Tra le persone perquisite, c’è Carlo Lucchina, il direttore generale dell’assessorato alla Sanità e gli investigatori parlano di una “ramificata rete di complicità nel mondo sanitario e istituzionale”. Indagate tredici persone, tra cui anche un cittadino svizzero, Giovanni Lavelli, i cui uffici sono stati perquisiti su rogatoria. Gli arresti sono stati chiesti dai pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, appartenenti al dipartimento del procuratore aggiunto Alfredo Robledo. Le indagini derivano da quelle sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta del mondo della sanità che avevano portato all’arresto di Carlo Antonio Ciriaco, ex direttore della Asl di Pavia e Giuseppe Neri, ritenuto il capo della ‘localè della ‘ndrangheta pavese.

“La Cueva” ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione nel mondo della sanità lombarda con oltre 50 perquisizioni dirette ad acquisire riscontri documentali ai fatti accertati e vede coinvolte una ventina di persone in tutto, tra imprenditori e pubblici funzionari. In particolare, si legge in un comunicato della Dia, “dalle complesse e lunghe investigazioni è emersa una ramificata rete di complicità nel mondo sanitario e istituzionale, con gravi e diffusi episodi di corruzione nell’ambito di vari appalti” che includono “quello per la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali dell’ospedale San Paolo di Milano; per i servizi di radiologia presso l’Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Val Chiavenna di Sondrio; per l’installazione di sofisticati macchinari per la diagnostica tumorale presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano e presso l’Azienda Ospedaliera di Cremona”.

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Invece, dinanzi al Tribunale di Milano, sotto i volti di FALCONE E BORSELLINO va in scena la gazzarra eversiva del PdL.



giovedì 7 marzo 2013

PER CAPIRE MEGLIO: LA FIGURA DI CHAVEZ


Non potevamo non dire nulla sulla scomparsa di una figura, il Presidente del Venezuela HUGO CHAVEZ, deceduto mercoledì 06/03/2013, perchè anche vicende lontane meritano d'essere trattate per meglio comprendere il mondo e la società. Una figura protagonista della recente storia del Venezuela e del Sudamerica. Un Presidente che, checchè ne dicano i suoi detrattori, spesso prigionieri di notizie a senso unico che lo dipingevano come un "dittatore" è stato in realtà ELETTO CON REGOLARI ELEZIONI (certificate pure da enti di controllo internazionali) per 4 volte, subendo un tentativo di colpo di stato organizzato da una frangia militare pilotata dalle oligarchie ricche del paese. Colpo di stato che fallì per la reazione dei venezuelani che lo riportarono nel suo ruolo e lo riconfermarono nelle successive elezioni.
Certo, spesso si incontrava anche con figure istituzionali di altri paesi dove la democrazia non è di casa e alcuni suoi commenti erano sopra le righe, in perfetta simbiosi con la figura tipicamente sudamericana da "caudillo". Ma non si possono tacere i suoi meriti (e quelli del movimento a lui ispirato) che ha strappato intere fasce sociali alla povertà, sottratto un paese al dominio delle multinazionali che controllavano direttamente le risorse petrolifere ed economiche ed erano servite da politici corrotti ne tantomeno la sua visione bolivariana (da Simon Bolivar eroe dell'indipendenza di molti paesi latinoamericani) che ha prodotto accordi e alleanze economiche differenti e lontane dai diktat liberisti dell'FMI (Fondo Monetario Internazionale).
Vi proponiamo un articolo de IL MANIFESTO di GIANNI MINA' che, senza fronzoli o retorica, aiuta a capire meglio la sua figura, la sua politica e la realtà venezuelana e uno scritto di EDOARDO GALEANO, giornalista e scrittore sudamericano.

martedì 5 marzo 2013

SUL PTCP, LA "DEROGA CARTONSTROG" E LA TUTELA DEL TERRITORIO


Riceviamo e pubblichiamo un contributo da parte di MATTEO CAPPELLETTI e MARCO MERONI, due Urbanisti con cui ci siamo confrontati sulle tematiche del CONSUMO DI SUOLO e della PIANIFICAZIONE URBANISTICA.
Si tratta di riflessioni, che condividiamo, proprio a partire dalla vicenda CARTONSTRONG, su cui è uscito anche un articolo sul Giornale di Seregno del 5/03/013 e dal Cittadino del 07/03/013 (vedi in coda).

PIANIFICAZIONE IN SVENDITA

La ricaduta occupazionale di una nuova opera, sia essa un'autostrada o un centro commerciale o un complesso residenziale, è argomento da tempo immemore sfruttato dalla politica per zuccherare o addirittura giustificare progetti spesso inutili o dannosi per il territorio e per la collettività. A quanto pare, con la crisi, la posta in gioco si è addirittura abbassata: nuove edificazioni per mantenere posti di lavoro. La vicenda Cartonstrong rispecchia la visione tutta italiana dell'urbanistica come strumento asservito ai giochi dei poteri economici e politici.
A fronte di una spropositata quantità di immobili produttivi invenduti sparsi in ogni dove e ad un riutilizzo delle tante aree produttive dismesse inferiore al 12% di quelle disponibili, permettere la rilocalizzazione di stabilimenti industriali all’interno di aree agricole o aree verdi strategiche non può né essere validamente giustificato né portare a esiti positivi. Un precedente di questo tipo infatti, ancor più se permesso da una norma ad hoc, creerebbe un varco sempre più grande nelle già deboli maglie della pianificazione territoriale lombarda. In questa maniera si darebbe modo di prevalere ad ancor più numerosi e pericolosi interessi particolari, aggravando così il processo di degrado continuo che, a ritmi impressionanti, sta distruggendo da decenni la più grande risorsa tangibile, sia materialmente che spiritualmente, che possiediamo: la nostra terra.
Operazioni simili denotano anche una notevole incapacità di visione economico/insediativa, favorendo l’inefficienza delle aziende che vengono collocate irrazionalmente in piccoli insediamenti sparsi e poco serviti, invece di essere concentrate in aree ben strutturate. Questo non riuscire a massimizzare investimenti, tempi e costi genera un considerevole svantaggio anche rispetto ai nostri competitori stranieri spesso supportati da un territorio ben organizzato e valorizzato.
Gli effetti di una pianificazione costretta a rincorrere pulsioni, avidità e ignoranza sono oramai da parecchio tempo sotto i nostri occhi, evidenziandosi sia tra le principali disfunzioni strutturali che stanno rendendo tanto pesante e lunga la nostra crisi economica, sia tra le cause dirette del deterioramento della qualità della nostra vita. Le politiche insediative possono avere effetti positivi tanto sulla realtà economica (e quindi occupazionale) quanto su quella sociale e personale solo se inquadrate da una progettualità di ampio respiro che, calibrando con attenzione e lungimiranza ogni opera, parta dalle peculiarità del territorio per volgere la propria azione al reale interesse collettivo

Matteo Cappelletti, Marco Meroni

Da il Giornale di Seregno pagine provinciali
Il Cittadino del 7/03/013