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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

mercoledì 31 luglio 2013

NOTIZIE DAL CONSIGLIO COMUNALE e NUOVO RICORSO DI TAVEGGIA



Martedì 30/07/013, a Meda, s'è tenuto il primo Consiglio Comunale dopo il reinsediamento, a mezzo Sentenza del Consiglio di Stato, del Sindaco Caimi e della sua Giunta.
Nell'OdG, dopo la surroga del Cons. dell'IdV Roberto Cassina (dimissionario) con Zannin Claudio che gli subentra e a cui diamo il benvenuto nell'assise, a seguire  le comunicazioni del Sindaco, ogni capogruppo ha espresso le sue valutazioni.

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La dichiarazione, nella versione integrale, del Capogruppo e Consigliere di Sinistra e Ambiente Alberto Colombo.

Buonasera Sindaco, Giunta, Consiglieri tutti e concittadini del pubblico
Sinistra e Ambiente non può che ripartire dal punto in cui ci si era lasciati 8 mesi fa. Lo facciamo consci che ancora una serie di pesanti problematiche gravano sulla nostra Città, problematiche che purtroppo, ritroviamo inalterate dopo i 6 mesi di "interregno" di Taveggia, se non addirittura aggravate rispetto a prima - vedi situazione del bilancio comunale.

Il nostro gruppo lavorerà continuando a considerarsi parte di una coalizione di maggioranza VOLUTA e DECISA dalla VOLONTA’ degli ELETTORI. Lo faremo, ora come prima con le nostre sensibilità su tutela dell'ambiente, pedemontana e rischio diossina, stop al consumo di suolo, concretizzazione dell'idea di Parco Regionale della Brughiera, attenzione alle tematiche del sociale e dei diritti civili, difesa dei beni comuni, -acqua pubblica in primis- e rinnovando l'impegno per la modifica del regolamento comunale per aumentare trasparenza e partecipazione.
Lo faremo, chiedendo ancora (ora come allora) al PD, alla Giunta e al Sindaco, di instaurare quella collegialità che nella fase dei primi sei mesi precedenti la sentenza del TAR, è stata a nostro giudizio insufficiente se non mancante.
Valuteremo strada facendo se questa nostra richiesta, unitamente a quella di un nostro maggior coinvolgimento nelle decisioni amministrative, verrà o meno tenuta in considerazione, rispettando così la volontà espressa dagli elettori della coalizione. Da questo dipenderà il nostro atteggiamento in Consiglio Comunale, visto che come Sinistra e Ambiente intendiamo continuare ad avere un ruolo attivo sui temi per i quali ci siamo impegnati, in una coalizione, con gli elettori.
Seguiremo con particolare impegno e con le nostre proposte l'avvio e la concretizzazione della VARIANTE al PGT, da attuare con una REVISIONE GENERALE DEL PGT che raccolga anche la nostra visione ambientalista. Chiediamo sin d’ora massimo coinvolgimento, a partire dal lavoro da effettuare in Commissione Territorio e Ambiente, nella definizione e trattazione delle linee guida della variante al PGT.
Proseguirà immutata anche la nostra attività nel coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, delle cui iniziative ci faremo anche promotori in questa assise, sull’annosa questione dell’autostrada Pedemontana, un infrastruttura che continuiamo a considerare inutile e dannosa, nonché sulla criticità dei terreni ancora contaminati da TCDD dove è previsto il transito autostradale.
Su questo chiediamo attenzione e scambio informativo costante da parte dell’Amministrazione Comunale.
Colgo inoltre l'occasione per unirmi alla condanna degli indecenti e vergognosi insulti razzisti verso il Ministro della Repubblica Cècilie Kyenge
Insulti che non possono essere assimilati a volgari e sprovvedute battute, sia perchè pronunciati da chi ha un ruolo istituzionale - il Vicepresidente della Camera Calderoli della Lega Nord e altri suoi sodali- sia perchè frutto di una scuola di pensiero che ormai da troppo tempo, coscientemente, alimenta pregiudizi.
Controprova se ne avuta ieri sera (29/07/013) con la Ministra Kyenge presente a Cantù in Consiglio Comunale e con i due Consiglieri della Lega Nord che abbandonano l'aula in segno di mancato rispetto.
Questa vergogna deve finire.
La Ministra Kyenge è di colore ed è  ITALIANA.
Chi non riesce a capirlo, SE NE FACCIA UNA RAGIONE poichè la società multietnica e multiculturale è un dato di fatto.
Ed è proprio perchè ritengo la multietnicità un arricchimento, auspico quanto prima che venga approvata la legge sullo IUS SOLI che estenda la cittadinanza a tutti i nati in Italia, indipendentemente dalla proveninza dei genitori e dal colore della pelle.

Nel frattempo, è pervenuta notizia e documentazione relativa alla richiesta al Consiglio Stato di Taveggia per "la revocazione e la riforma previa sospensiva della Sentenza n° 3570 della V sezione del CdS che reinsedia Caimi.
Insomma, alla vicenda dei ricorsi e controricorsi medesi, ancora non c'è la parola fine.
Sotto la parte finale del ricorso


Dalle delibere della Giunta Caimi, c'è invece comunicazione dell'affissione in albo pretorio della revoca della delibera n° 72 sulle intitolazioni di sale e spazi comunali su cui ci eravamo espressi  anche su questo blog. 
Lo ricordiamo, era la delibera di Taveggia che con "frenesia intitolatoria" dedicava a figure religiose e figure riconducibili "all'identità di parte" una serie di luoghi atti allo svolgimento dell'attività di governo locale. 
Il tutto senza tener conto della LAICITA' e del ruolo ISTITUZIONALE  dell'amministrazione.
La revoca della delibera in oggetto (vedi sotto), è un atto che come gruppo di Sinistra e Ambiente condividiamo pienamente, anche nelle motivazioni,  e la cui opportunità avevamo segnalato a Sindaco e Giunta.







martedì 30 luglio 2013

A PROPOSITO DI INCENERITORI E RIFIUTI


Vi proponiamo del materiale e alcune riflessioni, che condividiamo in pieno, inviateci dal Consigliere Regionale dell'M5S Gianmarco Corbetta sul tema Inceneritori e Rifiuti.
In Regione, entro il 2014, dovrà essere rilasciato il nuovo Piano Rifiuti.
Nel materiale, trovate la risposta ad un'interrogazione dello stesso Corbetta da parte dell'Assessore Terzi e una delibera regionale i cui punti più importanti sono:

Raccolta differenziata: il piano prevede l’obiettivo del 67% di raccolta differenziata entro il 2020 (oggi siamo poco sopra il 50%); interessante l’accenno all’individuazione di un modello omogeneo per il sistema di gestione del serivizio di raccolta, strumenti di governante (es: capitolato tipo) e strumenti economico finanziari…. Detti così vogliono dire tutto e niente… vedremo i dettagli a tempo debito.

Impianti di incenerimento: molto interessante il seguente passaggio: “A fronte di un quantitativo totale di rifiuti urbani indifferenziati prodotto nel 2011 e pari a 2.386.857 tonnellate …, si registra un totale annuale di 2.408.731 tonnellate di rifiuti trattati presso gli inceneritori nel 2011*, e un quantitativo potenzialmente trattabile degli impianti attualmente esistenti stimabile in circa 2.521.600 tonnellate…
Se ne evince che già oggi in Lombardia abbiamo una sovracapacità di incenerimento di ben 112.869 tonnellate annue! e la situazione non potrà che migliorare, visto il constante incremento della raccolta differenziata.
Quindi non solo non c’è bisogno di altri inceneritori, non solo non c’è bisogno di ampliamenti degli esistenti, ma si potrebbe benissimo chiuderne qualcuno… magari quelli più piccoli e/o più vecchi… ad esempio quello di Desio (56.600 tonnellate incenerite nel 2011), tanto per citarne uno a caso!
L’assessore all’ambiente Terzi (vedi notiziario del 26 luglio, allegato) questa cosa in qualche modo la dice, ma spostando il termine al 2020. E’ troppo “timida”, già oggi si può chiudere un piccolo impianto… ma evidentemente la Terzi certe cose “nude e crude” non ha la forza di dirle. Ad ogni modo è del tutto evidente che un progetto di revamping dell’inceneritore di Desio che lo faccia “vivere” per altri 20 anni riportandolo alla sua capacità di incenerimento autorizzata di 80/90 mila tonnellate NON HA ALCUN SENSO!

* Quantitativo che evidentemente comprende non solo i rifiuti urbani indifferenziati, ma anche rifiuti ospedalieri e altro.

comassTerzi.PDF by Sinistra E Ambiente



venerdì 26 luglio 2013

IN PROVINCIA DI MB, L'ASS. GIORDANO RISPONDE SU PEDEMONTANA E RISCHIO DIOSSINA

Il Consiglio Provinciale

Durante la seduta del Consiglio Provinciale di Giovedì 18 luglio 2013, l'Assessore Giordano ha risposto all’interrogazione n. 18/2013 a firma del Consigliere Ghioni avente ad oggetto: “Problema diossina nel tratto "B2" dell'autostrada Pedemontana”.
E' l'interrogazione che Ghioni (PD) ha costruito sulla base di un rapporto collaborativo con INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE.
La risposta dell'Ass. Giordano, oltre a riconoscere il ruolo PROPOSITIVO del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, alla cui attività si deve in buona parte la variante di modifica progettuale che ha risparmiato parte del Bosco delle Querce dallo sbancamento (soluzione per noi positiva ma ancora insufficiente rispetto alla globalità delle criticità), conferma in pieno le nostre preoccupazioni.

Balzano all’evidenza alcuni fatti:
è stata effettuata da parte di Strabag (per conto di APL) una campagna di rilevamenti ambientali (quelli da noi segnalati a luglio/agosto/settembre 012) ma SENZA IL COINVOLGIMENTO DI ARPA. E' un'ulteriore conferma dopo la risposta al question time alla Camera dei Deputati di Giugno di cui avevamo relazionato in precedenza;
APL non intende divulgare questi dati, se non DOPO la presentazione del progetto esecutivo validato.

Ciò è molto grave, in quanto:

1) i dati analitici non sono certificati da ARPA e sono quindi "di parte";
la metodologia operativa (abbiamo assistito ad alcuni dei sondaggi ambientali allora eseguiti), qualora abbiano davvero ricercato diossine, è probabilmente fuori dai protocolli per la ricerca di TCDD visto e considerato che le sonde utilizzate erano raffreddate ad acqua, mentre i protocolli prevedono carotaggi a "secco".
In aggiunta, i prelievi per l’analisi delle diossine devono essere effettuati con trivelle a mano o escavatore per caratterizzare i primi decimetri di sottosuolo, non le prime decine di metri come fatto, evidentemente con altra finalità.
Ma ancor di più, qualora siano state effettuate le analisi e riscontrato il superamento dei limite di legge, per anche un solo parametro, non solo non è possibile tenere segreto il dato ma deve essere data tempestiva comunicazione (entro 24 ore) ai sensi degli artt. 242 e 304 d.lgs. 152/06. L’omissione costituisce reato penale.

2) stante l'iter scelto da APL è evidente che questi dati non influiranno sulle scelte progettuali dell'esecutivo.
Lo stesso Giordano dichiara che "saranno fatti successivamente anche ulteriori carotaggi e questi avverranno solo a valle della validazione del progetto esecutivo".
Ora, se una zona dove deve passare l'autostrada, risulta essere contaminata, come possono analisi "a posteriori" modificare un progetto esecutivo che è l'ultimo passaggio prima dell'avvio dei lavori ?

Giordano evidenzia un'altra cosa preoccupante e cioè che al momento l'unica figura in grado di convocare il Collegio di Vigilanza è il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni.
Questo a causa di mancata assegnazione di deleghe.

Così, mentre prima era il duo Formigoni/Cattaneo a condizionare fortemente l'attività del Collegio di Vigilanza, ora ci si trova catapultati in una vera TRAGICOMMEDIA ALL'ITALIANA: NON VI SONO INTERLOCUTORI CON CUI RAPPORTARSI, MA L'ITER REALIZZATIVO VA AVANTI LO STESSO, A PRESCINDERE.

giovedì 25 luglio 2013

LA BRIANZA NEL TOMBINO

Riprendiamo un servizio di REPORTIME pubblicato anche su Corriere.it e postato anche sul blog degli amici di BRIANZACENTRALE, sullo SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI IN BRIANZA.
Interessanti, nel video sotto, le risposte dell'ex Assessore della Provincia di MB Sala.
Un uomo decisamente molto informato. Sarà per questo che ha fatto carriera.



Gli affari sporchi nel tombino

Tra 'ndrangheta e politica, 
in Lombardia il rifiuto tossico cela interessi nascosti. 
La testimonianza di un ex dipendente di un'azienda di spurghi

articolo di Adele Grossi, tratto da corriere.it

«Quando devi scaricare, conviene farlo alla luce del sole, davanti alla gente, tanto non rischi e nessuno se ne accorge». Finisce sottoterra. È il racconto di un ex dipendente in un’azienda che a Monza si occupa di rifiuti speciali. Guidava le autobotti, oggi è un informatore dei carabinieri. Ci ha spiegato com’è facile guadagnare in quel settore.

«A cominciare dagli spurghi prelevati dai tombini per strada o nei terreni privati con grosse pompe che dovrebbero aspirare lo scarico e invece buttano dentro altri rifiuti». Con questo metodo, in Lombardia, i rifiuti speciali, anziché essere smaltiti, vengono regolarmente riversati nei tombini delle fognature. «Diecimila litri al giorno», racconta in base alla sua esperienza. «Fingi di ripulire le fosse biologiche del giardino di un condominio e ributti lo scarico nel pozzetto del giardino successivo».

Gli autisti guadagnano, ripulendo in nero e per conto proprio i pozzetti. I titolari delle ditte li lasciano fare per ricattarli quando il lavoro commissionato è ancora più sporco di uno spurgo e riguarda le terre di spazzamento contaminate da piombo e idrocarburi o rifiuti speciali altamente tossici, come il cromo. Anche quello finisce nei tombini.
Oppure sottoterra con il benestare dei proprietari dei terreni. Quando questi non collaborano, si usa la forza, così come è emerso dalle indagini della Dda di Milano. In un’intercettazione alcuni esponenti della ‘ndrangheta parlano di un anziano costretto con le lacrime a subire continui scarichi nelle sue terre.

C’è un business sull’ambiente, che in Lombardia è assai redditizio. Anche per la politica è difficile restarne fuori. Tutti gli assessori regionali all’Ambiente dal 1995 al 2010 sono finiti nei guai. In Brianza, l’illegalità è particolarmente diffusa, come dimostrato dall’indagine ‘Infinito’ della procura di Milano e come recentemente confermato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti in Lombardia. Quest’ultima parla di una vera e propria ‘Gomorra’ attiva sul territorio e aggiunge che «il rischio di infiltrazioni criminali nel trattamento dei rifiuti è alimentato dal fatto che gli impianti di smaltimento sono sempre meno». Quando ci sono, chiudono. È quello che è successo a Monza, nel 2010. L’unica stazione di trattamento presente nella zona è stata fatta chiudere dalla Provincia perché individuata come la fonte degli odori insopportabili che da anni affliggono i residenti del quartiere San Rocco. Oggi quegli odori molesti ci sono ancora ma non si sa dove finiscano i rifiuti.

Fabrizio Sala, l’allora assessore provinciale all’Ambiente, si era impegnato a trovargli un’altra destinazione. Quest’ultimo, oggi consigliere della Lombardia e nominato recentemente sottosegretario con delega per l’Expo 2015, quando è stato da noi interpellato sulla questione ha detto che di quei rifiuti non ne sa niente. Eppure era stato lui a volere, in un primo momento, la chiusura dell’impianto di trattamento di Monza e a promettere ai cittadini, nel 2010, che entro tre mesi avrebbe reso note le sedi alternative.

È certo che da quando hanno chiuso quell’impianto, le ditte di trasporto dovrebbero percorrere in media 20-30 km per portare i rifiuti fuori provincia, spendendo di più. Molti gli indizi che lasciano pensare che qualcuno di loro continui indisturbato a scaricarli altrove.

Alla fine, finisce tutto nel Lambro, affluente del Po, quindi nel mare. Oppure, se i rifiuti vengono interrati, nelle falde acquifere.
Pecunia non olet e così, sotto i tombini, continua l’affare.

mercoledì 17 luglio 2013

TCDD (DIOSSINA): QUALCOSA SI MUOVE (E NON SOLO PER LA PEDEMONTANA)



Dopo le lettere del 10/06/013 dei Sindaci  della tratta B2 + Desio e Bovisio Masciago (tratta C), già precedute anche da richieste di  chiarimenti da parte degli stessi, le sollecitazioni ai vari livelli Istituzionali dei gruppi ambientalisti di INSIEME IN RETE, le iniziative sul territorio che in varia forma hanno evidenziato il rischio presente laddove il terreno risulta essere ancora contaminato da TCDD, l'ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) ha inviato ai Sindaci con porzioni di territorio che ricadono nell'ex zona B (Seveso, Cesano Maderno e Desio), un'importante lettera che vi alleghiamo.
Il tutto era già stato anticipato da un articolo de Il Cittadino che riprendeva le comunicazioni dell'Assessore di Cesano Maderno Vaghi (a fianco).
ARPA chiede la CARATTERIZZAZIONE del suolo qualora, nelle ex zone B, si intenda edificare. 
Caratterizzazione significa analisi chimiche certificate alfine di rilevare se sia o meno presente DIOSSINA nel terreno ove si scaverà.

Ciò che ARPA scrive è estremamente importante anche se fa riferimento ad un legge che, nel frattempo, è stata modificata, con la legge 71 del 23/06/2013, che prevede procedure differenti in particolare per gli scavi sotto i seimila metri cubi (di fatto tutti quelli legati ad interventi edilizi residenziali o produttivi sino a medie dimensioni).

E sulla base della lettera di ARPA ancora di più non si comprende perchè se i privati devono farsi carico delle indagini sulla presenza di diossine nel sottosuolo, la sola Pedemontana finora ha ritenuto di esserne esentata, nonostante le prescrizioni CIPE ed i volumi ingenti di terreni, certamente contaminati da diossine, che vorrebbe movimentare.
 
INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

domenica 14 luglio 2013

DOCUMENTAZIONE E RASSEGNA STAMPA SULL'INIZIATIVA DI INSIEME IN RETE DEL 10/07/013


Proseguiamo con la documentazione e la rassegna stampa a seguire l'evento/conferenza stampa organizzato da INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE il 10 luglio 2013 con la presenza di Sindaci e Consiglieri Regionali.


Qui potete accedere ai link dei filmati degli interventi di:


Aggiorneremo questa pagina con gli articoli che usciranno in questa settimana che riporteranno dell'iniziativa o che trattando l'anniversario del disastro ICMESA, relazioneranno anche del problema Pedemontana e rischio DIOSSINA.




Su Pedemontana e rischio diossina, un breve servizio il 14/07/013 de LA7 dove c'è anche Insieme in Rete.
Se dico Seveso...37 anni dopo  14 luglio 2013

giovedì 11 luglio 2013

10 LUGLIO ANNIVERSARIO DEL DISASTRO ICMESA: INIZIATIVA/CONFERENZA STAMPA DI INSIEME IN RETE SU PEDEMONTANA E RISCHIO DIOSSINA



Gemma Beretta portavoce di Insieme in Rete apre l'iniziativa

Il 10 LUGLIO 2013, 37° anniversario del disastro ICMESA, il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ha promosso ed organizzato un' INIZIATIVA/CONFERENZA STAMPA presso la sala Polivalente del Centro Visite del Bosco delle Querce a tema: SEVESO – MEDA: 37 ANNI DOPO DI NUOVO IL RISCHIO DIOSSINA.



In prima fila da sx, Caimi Sindaco di Meda, Butti, Sindaco di Seveso, Leuratti Ass. Barlassina, Rivolta Sindaco di LentateS/S
All'invito fatto da INSIEME IN RETE ai Sindaci dei Comuni della Tratta B2, gli stessi, hanno risposto positivamente, presenziando direttamente o a mezzo di loro Delegati e Assessori. Presenti Paolo Butti per Seveso, Gianni Caimi per Meda, Rosella Rivolta per Lentate S/S, l'Assessore Pietro Nicolaci per Cesano Maderno e L'Assessore Raimondo Leuratti per Barlassina nonchè l'Assessore Fabio Rivolta di Seveso e alcuni Consiglieri Comunali.
Anche il Comune di Desio (tratta C) ha inviato una comunicazione di adesione e partecipazione.
Sono intervenuti anche alcuni Consiglieri Regionali (Corbetta - M5S e Barzaghi - PD) firmatari della MOZIONE URGENTE non ammessa alla discussione in Consiglio Regionale e il Consigliere Provinciale del PD Elio Ghioni.
I relatori al tavolo di Insieme in Rete: Bai, Del Pero, Colombo, Grassi
Durante l'incontro, alla presenza dei giornalisti e su sollecitazione del tavolo composto dai rappresentanti di INSIEME IN RETE, (Gemma Beretta Portavoce, Edoardo Bai, Gianni Del Pero, Alberto Colombo, Giuseppe Grassi) c'è stato un confronto franco con i Sindaci e i Consiglieri presenti.
A fuoco la questione delle INDAGINI AMBIENTALI come da prescrizione Cipe n°3, l'anomalo iter progettuale della pedemontana, il black-out informativo da parte di APL e Regione Lombardia, il rispetto delle norme concernenti le zone ancora contaminate da TCDD e la necessità di una fascia di tutela o piano d'area nei PGT che impedisca le edificazioni a lato autostrada e la questione della viabilità territoriale.

Gianmarco Corbetta Cons Reg. M5S
Più localmente, s'è trattata la proposta di AMPLIAMENTO del Bosco delle Querce, ora condivisa anche dalle amministrazioni di Butti e Caimi, sotto la cui giurisdizione ricade la gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce. Proposta e che ora può avere l'opportunità di iniziare l'iter per concretizzarla.
Laura Barzaghi Cons. Reg. PD

INSIEME IN RETE, nel rispetto dei reciproci ruoli, pur mantenendo fermo il suo giudizio di inutilità dell'opera autostradale Pedemontana, intende continuare sulla strada del dialogo con il livello amministrativo locale, al fine di rafforzare le condivisioni sulle comuni preoccupazioni, rischio diossina, viabilità, compensazioni ambientali e identificare possibili azioni utili.

N.B l'asta per la VENDITA delle quote pubbliche di SERRAVALLE è andata deserta. Vedi la cronaca in merito.

Ecco il comunicato elaborato da INSIEME IN RETE diffuso alla stampa, ai Sindaci e ai Consiglieri.



LA RASSEGNA STAMPA:

Il Cittadino sito web 

L’anniversario del disastro Icmesa
A Seveso oggi si teme Pedemontana

 -  10 luglio 2013 Seveso:dopo la diossina si teme Pedemontana

10 luglio 1976, ore 12.30: una nuvola carica di diossina esce dall’Icmesa di Meda, al confine con Seveso. È l’incidente al reattore dell’industria chimica che innesca il disastro ambientale che segnerà il territorio e la cittadinanza, soprattutto quella più giovane. E che oggi, a 37 anni di distanza, fa ancora paura. Non solo Seveso, ma anche Meda, Cesano Maderno, Desio. Gli stessi Comuni interessati nel 2013 dal tracciato della Pedemontana. Ed è proprio questo l’aspetto su cui oggi si concentrano le istituzioni e le associazioni ambientaliste. Dopo il rinvio in Regione della mozione presentata dai consiglieri di minoranza su sollecitazione dei sindaci, decisi a chiedere chiarezza sulla correttezza dello sviluppo dei lavori (leggi la notizia).
L’anniversario - Per il 10 luglio il coordinamento ambientalista Insieme in Rete Per Uno Sviluppo Sostenibile, ha organizzato una conferenza stampa a partire dalle 11.30 nella sala polifunzionale del centro visite del Bosco delle Querce, in via Ada Negri. Presenti i sindaci del territorio. Il Bosco delle Querce è il simbolo della rinascita dopo il disastro, quarantatré ettari nati dieci anni dopo il disastro per contenere le vasche col materiale contaminato dalla diossina e trasformati in parco regionale, a maggiore tutela per la salute. Alla fine di luglio del 1976, 676 abitanti di Seveso e 60 di Meda furono evacuati dalle loro case, 200 persone non vi rientrarono più.
Il 14 luglio - Domenica 14 luglio, all’interno de “Le stagioni del parco”, il comitato per la brughiera briantea e il coordinamento Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile organizzano l’iniziativa: “il Bosco delle Querce: 37 anni fa l’incidente dell’I.C.M.E.S.A. e oggi il progetto dell’autostrada Pedemontana”, in collaborazione con il Parco regionale Bosco delle Querce Il ritrovo è previsto per le 9 al parcheggio in fondo a Via Ada Negri. Nel corso della mattina si svolgerà la visita guidata all’area naturalisita con la presenza di un agronomo e una visita storico/ambientale nel parco, mentre la conclusione della giornata è prevista intorno alle 12.30.
Legambiente - «La storia si ripete: nel 1976 i cittadini furono avvisati della gravità del pericolo solo otto giorni dopo l’incidente del gravissimo inquinamento a cui erano sottoposti, quando ormai le polveri tossiche si erano deposte al suolo - ricorda Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, che all’epoca viveva nel cuore della zona inquinata - Fu così impossibile mettere in atto ogni possibile misura di prevenzione per evitare gli oltre 200 casi di cloracne, oltre al rischio di malformazioni fetali e di tumori negli adulti oggi descritti dagli studi retrospettivi. Nel 2013 invece si arriva a negare, contro ogni evidenza, l’urgenza di caratterizzare i suoli e di verificare il progetto di Pedemontana prima che la parola passi alle ruspe del più grande cantiere della Lombardia. Un comportamento di gravissima irresponsabilità istituzionale, contro il quale chiediamo ai sindaci di mantenere un atteggiamento di fermezza per la tutela della salute, per evitare di dover sottoporre gli abitanti ad una nuova emergenza sanitaria».


Da MBNews
Seveso, 37 anni dall’Icmesa. Con Pedemontana torna lo spettro diossina
Seveso, 37 anni dall'Icmesa. Con Pedemontana torna lo spettro diossina
A 37 anni dal disastro Icmesa, per Seveso torna lo spettro diossina. Se ne è parlato nel corso di una conferenza stampa indetta da “Insieme in Rete per uno sviluppo sostenibile”, agglomerato di associazioni che hanno a cuore la sostenibilità e che chiedono a gran voce una revisione del progetto Pedemontana, l’autostrada di prossima costruzione che nel cosiddetto tratto B2 attraverserà i comuni interessati dal fenomeno diossina.
Attenzione focalizzata sulla rilevazione Arpa del 2003, che ha rilevato tracce di diossine presenti nel sottosuolo. Hanno risposto presente le amministrazioni di Lentate sul Seveso, Barlassina, Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio, oltre ai consiglieri regionali Laura Barzaghi e Gianmarco Corbetta. Sul banco degli imputati, dopo l’interrogazione parlamentare dello scorso giugno, Regione Lombardia e il presidente del consiglio, Raffaele Cattaneo, che ha respinto la mozione presentata dai consiglieri lombardi del Movimento 5 Stelle, Pd e della Lista Ambrosoli.
Restano dunque i dubbi di migliaia di cittadini, che si chiedono a gran voce perché non siano stati resi pubblici gli esiti dei sondaggi ambientali e delle indagini geognostiche effettuate in prossimità del tracciato della futura autostrada già nel settembre 2012.
«Le ultime analisi del 2008 – fanno sapere i delegati di “Insieme in Rete” – effettuate dalla stessa società Pedemontana avevano evidenziato il superamento dei limiti di presenza della diossina in 52 punti, di cui 10 anche oltre il limite industriale, su 127 rilevamenti nella tratta tra Meda e Desio».
Nell’anniversario più triste per tutta la Brianza occidentale cittadini e istituzioni locali danno dunque un segnale compatto e auspicano l’apertura di un dialogo chiarificatore perché «il passato non torni e resti solo come monito per le generazioni future».

martedì 9 luglio 2013

LE STAGIONI DEL PARCO: VISITA AL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA


Questa volta, l'uscita nella Brughiera e nei Parchi, avrà dei contorni un poco differenti dalle altre uscite.
DOMENICA 14/07/013, saremo in visita al  Parco Naturale Regionale del BOSCO DELLE QUERCE di Seveso e Meda.
Un parco verde creato, nel vero senso della parola poichè prima non esisteva, a compensazione e memoria del disastro ICMESA del 10 luglio 1976.
Disastro che comportò, a causa della fuoriuscita di TCDD (Diossina), la contaminazione di una vasta zona suddivisa tra più Comuni.
Sul Bosco delle Querce, ancora oggi, incombe un pericolo, quello del passaggio della futura autostrada Pedemontana che sbancherebbe alcune porzioni del bosco e delle aree agricole limitrofe, con un rischio anche per la salute dei cittadini, poichè, come già spesso avete letto su questo blog, sotto la superficie di contatto, per una profondità variabile dai 20 cm agli 80cm, i terreni risultano ancora contaminati dalla diossina.
Sarà un'uscita, oltre che per vivere un polmone verde con all'interno una zona di riserva integrale, anche per informarsi e prendere coscienza dei problemi e delle criticità ambientali conseguenti al voler realizzare inutili e costose infrastrutture autostradali.
Durante l'uscita, sarà possibile visitare anche la mostra appositamente preparata dal coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE che illustra il progetto dell'autostrada pedemontana, con le sue annesse pesantissime ripercussioni sull'ambiente
Durante la visita, saremo accompagnati dal Direttore del Parco, Massimiliano Fratter e dagli aderenti al coordinamento di Insieme in Rete.


SINISTRA E AMBIENTE SUL REINSEDIAMENTO DEL C.C DI MEDA E DELLA GIUNTA CAIMI


Con la Sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso di Caimi, reinsediandolo nel ruolo di Sindaco e annullando il precedente pronunciamento del TAR a favore di Taveggia, a Meda si ritorna al Consiglio Comunale nell’iniziale composizione, (8 Consiglieri del PD, 1 di Sinistra e Ambiente, 1 dell'IdV, 1 del PdL, 3 della Lega, 1 di Meda per Tutti e 1 della Lista Buraschi).
Sinistra e Ambiente torna quindi in Consiglio Comunale con il suo rappresentante Alberto Colombo ,eletto nella coalizione di maggioranza.
Dunque il nostro gruppo lavorerà continuando a considerarsi parte di una coalizione di maggioranza VOLUTA e DECISA dalla VOLONTA’ degli ELETTORI.
Lo faremo, ora come prima con le nostre sensibilità su tutela dell'ambiente, pedemontana e rischio diossina, stop al consumo di suolo, concretizzazione dell'idea di Parco Regionale della Brughiera, attenzione alle tematiche del sociale e dei diritti civili.

Lo faremo, chiedendo ancora al PD, alla Giunta e al Sindaco, di instaurare quella collegialità che nella fase dei primi sei mesi precedenti la sentenza del TAR, è stata a nostro giudizio insufficiente se non mancante, e valuteremo se il PD terrà o meno in considerazione la nostra richiesta di coinvolgimento nelle decisioni amministrative, rispettando così la volontà espressa dagli elettori della coalizione.

Seguiremo con particolare impegno e con le nostre proposte l'avvio e la concretizzazione della VARIANTE al PGT, da attuare con una REVISIONE DEL PGT che raccolga anche la nostra visione ambientalista.

Insomma, Sinistra e Ambiente proseguirà con immutata passione nella sua attività.
La comunicazione di reinsediamento del CC.

Art de il Giornale di Seregno del 09/07/013

sabato 6 luglio 2013

IN CONSIGLIO REGIONALE PASSA UN'INTERESSANTE MOZIONE SUI RIFIUTI



Nello stesso giorno (02/07/013) in cui, in Consiglio Regionale, veniva respinta la richiesta di mettere in discussione quale MOZIONE URGENTE la mozione presentata dal M5S, dal PD e dalla Lista Ambrosoli su Pedemontana e rischio diossina, veniva invece approvata, con votazione trasversale un'altra importante mozione controfirmata da più Consiglieri, ma frutto principalmente del lavoro del Cons. GIANMARCO CORBETTA del Movimento Cinque Stelle.
Una mozione che chiede lo stop all'ampliamento dei FORNI INCENERITORI, compreso quello di DESIO e l'avvio di una nuova politica di gestione dei rifiuti.
Una mozione che impegna la Giunta a:
1) superare "gradualmente ma in modi e tempi certi l'incenerimento dei rifiuti";
2) ad intraprendere "ogni iniziativa di propria competenza affinché non si realizzino progetti di ampliamento degli impianti di incenerimento attualmente esistenti in Lombardia, quali, a titolo di esempio, Desio, Dalmine, Brescia...";
3) a verificare la fattibilità tecnico/economica della riconversione di impianti di incenerimento obsoleti o non più in grado di rispettare i limiti di legge alle emissioni in moderni impianti di trattamento meccanico biologico.

L'approvazione del testo, rimetterà sotto i riflettori il piano industriale di BEA sul forno inceneritore di Desio, laddove è previsto un ampliamento (da 58 a 88 mila tonnellate di rifiuti da bruciare) e si vorrebbe anche l'ingresso di un privato nella sua gestione.
Evidentemente, Sinistra e Ambiente non può che valutare positivamente quanto approvato in Consiglio Regionale, auspicando che la Regione Lombardia intervenga quanto prima anche per una revisione approfondita e radicale di un piano industriale sul forno di Desio non condivisibile e non più in linea con quanto approvato a mezzo mozione.
Sulla questione del piano industriale di BEA e del Forno Inceneritore di Desio, ci siamo più volte espressi con un giudizio fortemente critico, vedi le nostre precedenti pubblicazioni: Post 1
Post 2
Post 3
Post 4
Ricordiamo che anche il Comune di Meda è socio in BEA al 7,34%.

venerdì 5 luglio 2013

10 LUGLIO 1976 - 10 LUGLIO 2013 37 ANNI DAL DISASTRO ICMESA

Un'interessante iniziativa sul territorio cui vale la pena di assistere, il 10 luglio 013 (anniversario del disastro ICMESA) dalle ore 21,15 a BIRAGO DI LENTATE SUL SEVESO presso la sede della Cooperativa Sociale "Oasi" via L. Cadorna 21

SERATA AD INVITI CON PRENOTAZIONE




Diossina 2.0
Seveso, dall'Icmesa alla Pedemontana
Monologo Civile di Massimiliano Vergani


A volte basta un attimo per scordare una vita, ma alle volte non basta una vita per scordare un attimo.
Jim Morrison


“Questa è una storia di fantasmi. Entità quasi indefinite e molto potenti.
Questa è una storia di mezze verità. Cose mai svelate. Mostri.
Questo è un film horror della peggior specie. Un film nel quale si conosce sin da subito l'assassino, ma
nessuno, proprio nessuno, ha il coraggio di rivelarlo.
Questa, in ogni caso, è una brutta faccenda. Che dura da quarant'anni”.


(MV) “Diossina 2.0” non è l'ennesimo racconto sul disastro dell'esplosione dell'Icmesa di Seveso del 1976, ma racconta il “dietro le quinte” di una brutta vicenda, purtroppo tornata di stretta attualità in seguito al progetto dell'Autostrada Pedemontana lombarda, che dovrà passare sullo stesso territorio già martoriato molti anni fa.
Negli anni è stato scritto e detto tantissimo sul disastro di Seveso: libri, documentari, film, pure spettacoli teatrali. Molto è stato detto, non tutto però. Nessuno ha mai messo in fila, in modo semplice, “raccontabile”, tutti i pezzi di un puzzle che trasferiscono una verità molto più oscura e inquietante di quella che è passata attraverso i mezzi di informazione.

Lo spettacolo è sostanzialmente un'inchiesta che ricostruisce ruoli, responsabilità e scenari che stanno nascosti fra le pieghe del dramma dell'Icmesa e che, oggi, vengono riproposti a causa del progetto dell'Autostrada.

“Diossina 2.0” è un progetto “civile”, un monologo drammatico e documentato. Una frustata per le coscienze, una storia in cui, purtroppo, tutto è realmente accaduto. In una delle zone più ricche ed avanzate d'Italia.

Non è una vicenda locale, perché Seveso '76 è stato il più grave disastro industriale italiano della storia. Tristemente noto in tutto il mondo.

“Questa storia era dentro di me da tanti e tanti anni. L’ho marginalmente vissuta da bambino e quelle sensazioni, quei ricordi non mi hanno mai abbandonato. Cercavo un modo per raccontarla e ora credo di averlo trovato”.

“La mia versione di questa brutta storia è scritta per essere ‘raccontata’, soprattutto ai più giovani, nell’arco di poco più di un’ora, quindi non approfondisce alcune delle tematiche pur importanti legate al disastro della diossina del 1976, che avrebbero sicuramente arricchito di drammaticità il testo, ma lo avrebbero reso meno fruibile, meno incalzante. Ho scelto un taglio molto preciso, che lega il disastro di quasi quarant’ anni fa alla cronaca di questi giorni ed ho raccontato ciò che ho ritenuto più funzionale alla completa comprensione di una vicenda per certi versi inquietante. Il mio è un ‘monologo civile’ che spero possa tener viva la memoria di ciò che è stato e che purtroppo ancora è. Dimenticare il passato è il peggior modo di andare incontro al futuro, e nel mio testo questo aspetto emerge in tutta la sua meschinità”.

“Diossina 2.0 – Seveso, dall’Icmesa alla Pedemontana” è una frustata. Che non viene dalla mia fantasia, ma dalla cruda realtà dei fatti”.


mercoledì 3 luglio 2013

PUBBLICATA LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO: CAIMI TORNA SINDACO


Il 4/07/013 è stata pubblicata la Sentenza del Consiglio di Stato che, in data 04/06/013 s'era pronunciato in merito al ricorso 733 presentato da Caimi avverso la precedente sentenza del TAR che insediava Taveggia come Sindaco. 
Ora la Sentenza del Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Caimi, ripristina la precedente situazione, riassegnando diversamente i voti contestati: 3867 per la coalizione di Taveggia e 3868 quelli della coalizione di CentroSinistra .
La coalizione di Caimi (PD, IdV e Sinistra e Ambiente) torna quindi a prevalere per un voto.
Caimi ritorna Sindaco e la composizione del Consiglio Comunale muta nuovamente.
Attendiamo di comprendere i tempi di esecuzione della sentenza che deve essere eseguita dall'autorità amministrativa. Vi aggiorneremo quanto prima.

Ecco il testo integrale della sentenza


martedì 2 luglio 2013

IN CONSIGLIO REGIONALE, LE FURBIZIE DI RAFFAELE CATTANEO SULLA MOZIONE SU PEDEMONTANA E RISCHIO DIOSSINA


Dopo l'attività di sensibilizzazione svolta sul territorio con i Sindaci della tratta B2 che ha portato alle lettere dei Sindaci, il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, ha lavorato con un gruppo di Consiglieri Regionali del Movimento Cinque Stelle (Gianmarco Corbetta) e del Partito Democratico (Laura Barzaghi, Enrico Brambilla, Jacopo Scandella, Fabio Pizzul, Carlo Borghetti) e condiviso con loro il testo di una Mozione sulla ormai nota questione autostrada Pedemontana e rischio TCDD (Diossina). 
Una mozione centrata sull'obbligo di ulteriori (e certificate da ARPA) analisi ambientali.
I sopracitati Consiglieri Regionali, hanno fatto loro le informazioni prodotte, lavorando sul  testo proposto da Insieme in Rete e optando per presentare una MOZIONE URGENTE.
Per avere la possibilità di far inserire nell'ODG la mozione e per farla votare, s'è deciso di cercare anche l'adesione di alcuni Consiglieri di maggioranza.
Il documento è stato firmato da Massimiliano Romeo della Lega.
Questo ha, purtroppo, comportato per volontà della maggioranza Lega-PdL, la modifica del testo originale, in particolare l'eliminazione del punto 2 (sui 5 prima presenti) laddove testualmente si chiedeva da parte di Insieme in Rete e dei Consiglieri dell'M5S e del PD, d'impegnare IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE, LA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA E IL CONSIGLIO REGIONALE

- A verificare l'opportunità di una revisione del progetto dell'autostrada Pedemontana lombarda al fine di evitare il passaggio nelle aree in cui si riscontrano concentrazioni di diossine eccedenti le concentrazioni soglia di contaminazione;

Una modifica non di poco conto nel testo originale. 
Un sacrificio che abbiamo fatto per far si che della criticità DIOSSINA e sbancamenti di terreno contaminato, si inizi finalmente anche a parlarne in sede Istituzionale, chiedendo alla Regione Lombardia un ruolo responsabile che non ignori il rischio conseguente al futuro passaggio della pedemontana nelle zone contaminate da TCDD.

MA QUESTO NON E' BASTATO.
Alla prima seduta utile di Consiglio Regionale, oggi 02/07/2013, il Presidente del Consiglio, RAFFAELE CATTANEO, s'è infatti messo di traverso, con uno dei suoi abili giochi da prestidigitatore.
(vedi diretta streaming del Consiglio su
http://www.consiglio.regione.lombardia.it/aula-consiliare-diretta-video)
S'è arrogato la sua facoltà (in quanto Presidente) di decidere se un argomento è urgente optando nello specifico ovviamente in senso negativo e accampando anche la scusa che l'Assessore alla partita DEL TENNO non era in aula per dibattere.
PECCATO CHE SINO A CINQUE MINUTI PRIMA FOSSE PRESENTE (mal di pancia ? assenza strategica ? impegno urgente inderogabile ?).
I Consiglieri del M5S, del PD e della Lista Ambrosoli insistono sull'urgenza. 
Sono più di 10 e quindi, come da regolamento, possono chiedere la votazione sull'inserimento nell'ODG e lo fanno.
A questo punto, MASSIMILIANO ROMEO (Lega Nord), pur essendo tra i firmatari della mozione, SI SFILA, dichiarando che, anche per lui, l'urgenza non c'è e allineandosi quindi ai desideri di chi ancora mena le danze sulla partita infrastrutture.
L'intero Consiglio vota sull'ammissibilità d'urgenza della mozione: favorevoli M5S, PD, Lista Ambrosoli, contrari PdL, Lega, Lista Maroni, FdI.
Il carattere d'urgenza della mozione è respinto e quindi, niente discussione sull'argomento.
Per loro è proprio indigesto parlare di pedemontana e rischio DIOSSINA.

Chiaramente, INSIEME IN RETE con l'M5S e il PD (già dichiaratisi disponibili) riproporranno la mozione, a questo punto, purtroppo per via ordinaria, con tempi più lunghi.

Un grazie sentito a tutti quei Consiglieri del Movimento Cinque Stelle, del Partito Democratico e della Lista Ambrosoli che hanno condiviso le nostre preoccupazioni facendole loro con la mozione.

Il testo della mozione:


Il Cittadino riprende il tutto sul suo sito.

Pedemontana e diossina, mozione 

Ma in Regione si sceglie il rinvio

2 luglio 2013
L'allarme diossina nei terreni di Pedemontana. Milano -

Nella loro mozione avevano chiesto attenzione in merito a un mega intervento, quello di Pedemontana, da realizzare su terreni inquinati dalla diossina nel 1976. Un impegno per: «verificare la correttezza d’esecuzione dell’opera attraverso un contraddittorio di validazione con l’Arpa, ma anche a provvedere alle necessarie tutele della salute pubblica e ambientale in caso di sbancamenti di aree inquinate da diossina non bonificate.» La mozione, presentata da un gruppo di Consiglieri Regionali del Movimento Cinque Stelle (Gianmarco Corbetta) e del Partito Democratico (Laura Barzaghi, Enrico Brambilla, Jacopo Scandella, Fabio Pizzul, Carlo Borghetti) che ha lavorato con il coordinamento ambientalista Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile, è stata rinviata martedì al Pirellone: «Per Lega e Pdl non è una questione urgente - dice Laura Barzaghi (Pd), prima firmataria della mozione - invece l’urgenza c’è, eccome. La gente di Brianza ha bisogno di avere delle risposte, di sapere se e quando si farà la Pedemontana, cosa c’è sotto terra, se esiste un reale pericolo, se verranno fatte le bonifiche». Nella mozione veniva tra l’altro chiesto: «la bonifica delle aree che risultano inquinate e il corretto smaltimento delle terre contaminate in siti idonei a riceverle».


artGiornSeregMozRegLom.pdf by Sinistra E Ambiente

ESCURSIONE NELLA VALLE DEL SERENZA

 
Sotto la locandina per l'escursione nella Brughiera prevista per:
DOMENICA 7 LUGLIO 2013 CON RITROVO ALLE ORE 8.30 A CARIMATE (CO) PRESSO IL PARCHEGGIO DEL CAMPO SPORTIVO VIA PER SUBINAGO 
 
CURATA DA: Associazione ecologica "La Puska" - Lentate sul Seveso
Comitato per il Parco Regionale della Brughiera.

LA VALLE DELLA SERENZA
Tra geologia e storia: l’orrido e la Serenza prima di confluire nel Seveso.
Un viaggio nella storia geologica attraversando le epoche di glaciazione che hanno formato il pian-alto della Brughiera.

Per maggiori informazioni sulle associazioni potete visitare i seguenti Link:
http://www.lapuska.com/home.htm
http://www.comitatoparcobrughiera.it/comunicazioni_e_contatti.htm