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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

martedì 30 settembre 2014

INSIEME IN RETE: COMUNICATO SULLA PEDEMONTANA E LE PREOCCUPAZIONI PER IL TERRITORIO


Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE (di cui Sinistra e Ambiente è parte) continua con coerenza ad occuparsi dell'inutile ed impattante autostrada pedemontana.
Lo fa con la preoccupazione di un'infrastruttura la cui realizzazione è arrivata a Lentate sul Seveso (fine tratta B1), senza le opere di connessione e priva di qualsivoglia Compensazione Ambientale sia sulla tratta A in fase di completamento sia sulla B1, con il RISCHIO DIOSSINA che incombe per la tratta B2  e con Regione Lombardia e APL che ancora non hanno formalizzato alcun piano di  caratterizzazione chimico-ambientale del suolo per definirne il grado di contaminazione da TCDD come previsto dal DL 152.
In merito, APL ha inoltrato a giugno una lettera ai Sindaci della B2 + Desio che potete trovare in fondo al post, dove ammette che la caratterizzazione andrebbe fatta "ma di non detenere il possesso legale ne tantomeno materiale delle aree in interesse" e che "la titolarità dell'intervento debba essere affidata alla Regione".
Ma la Regione, il 24-02-014, a mezzo dell'Assessore Terzi  (nella sua risposta scritta ad un'interrogazione del Consigliere Corbetta riportata alla pag 12 delle slide di Insieme in Rete) identifica in APL il soggetto che deve fare la caratterizzazione in contradditorio con ARPA.
Insomma, con questo rimpallo, al momento attuale, nessuna caratterizzazione è stata fatta, probabilmente anche perchè, come diciamo da tempo, i costi della conseguente bonifica sulle aree attraversate dall'autostrada sarebbero elevati.

Intanto anche il Sindaco di Seveso Paolo Butti evidenzia le sue preoccupazioni su "Il Cittadino on line" (vedi articolo).

Il comunicato di INSIEME IN RETE

L'articolo de "Il Cittadino di MB on line" del 29-09-014

Pedemontana, sindaci B2 «Ci appelliamo a Scanagatti
Seveso -
Pedemontana: ora i sindaci della tratta B2 invocano anche l’aiuto del nuovo presidente Anci e sindaco di Monza, Roberto Scanagatti. E in merito ai costi di bonifica delle aree colpite da diossina emerge che sarà necessario sborsare una cifra astronomica, cioè decine di milioni di euro. Peccato che, in sede di approvazione del bilancio di Società Pedemontana, avvenuta il 24 settembre, sia il collegio sindacale sia la società di revisione dei conti sia, addirittura, l’amministratore delegato della stessa società per azioni, Salvatore Lombardo, abbiano sottolineato l’incertezza finanziaria e il rischio che anche la prima parte dell’opera (le tratte A e B1) possa non arrivare in tempo per Expo. Sul tema, il sindaco di Seveso, Paolo Butti, si è soffermato anche durante l’ultima Commissione capigruppo, dopo che la lettera inviata a luglio al presidente del consiglio, Matteo Renzi, e al ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, proprio sul tema “Pedemotana” è rimasta, ad oggi, senza risposte. «Con i sindaci della tratta B2 ho deciso di spingere ancora i consiglieri regionali del territorio a presentare al Pirellone una nuova interpellanza su Pedemontana - spiega Butti - E tutti insieme abbiamo convenuto che è necessario rivolgerci anche al nuovo presidente di Anci, il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, affinché si faccia intermediario tra noi e la Regione per convincere il Governatore, Roberto Maroni, ad incontrarci e fare il punto, una volta per tutte, sulla delicata questione. Perché è da aprile, periodo in cui abbiamo avuto l’ultimo confronto - sottolinea - che dalla Regione non abbiamo più avuto risposte alle nostre richieste di convocazione». Intanto, la situazione si è fatta ancora più critica. «Nell’ultimo confronto in Regione riguardante il monitoraggio delle ex zone A e B - continua il sindaco di Seveso - è emerso, tra le altre cose, che Pedemontana deve assolutamente fare gli ulteriori carotaggi ambientali richiesti dal Cipe e mai effettuati. E che per bonificare l’area colpita a suo tempo da diossina e sui cui si snoderà parte dell’autostrada - precisa - accorreranno decine di milioni di euro». Intanto, «è noto - continua Butti - che pure la defiscalizzazione, cioè i 480 milioni di euro di mancate tasse concessa quest’estate dal Cipe, servirà solo alla Società per coprire le spese maggiori. Non certo per invogliare le banche ad aprire i rubinetti o a investire capitali nell’opera». Così, «nel frattempo gli scavi sono arrivati a Copreno - scandisce il primo cittadino di Seveso - e qui si apre un altro drammatico rischio, che nessuno di noi si augura. Quello, cioè, che l’autostrada resti monca causando enormi disagi di inquinamento e traffico ai Comuni vicini».

Sara Ballabio
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La lettera di APL ai Sindaci sulla caratterizzazione chimico-ambientale

DUE ESCURSIONI NATURALISTICHE E STORICHE CON IL COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA


Due belle uscite con Comitato per il Parco Regionale della Brughiera, il Gruppo Naturalistico della Brianza, il gruppo Brianza Centrale, e l'Ass. Brianze per conoscere i nostri boschi, la cultura e la storia del nostro territorio:

la prima SABATO 4  OTTOBRE dalle 8,45 con partenza dalla stazione ferroviaria di CABIATE attraverso i boschi della Brughiera con tappa ai laghetti della Mordina e Azzurro.

La seconda il giorno dopo, DOMENICA 5 OTTOBRE nel Parco Regionale Valle Lambro dalle 8,45 con ritrovo al parcheggio di via Resegone ad ALBIATE è un percorso storico-artistico-naturalistico.

Non mancate.




sabato 27 settembre 2014

PERCHE' NON SI CONSENTE ALLE COMMISSIONI COMUNALI DI LAVORARE E DI DARE IL PROPRIO CONTRIBUTO ?


Le riunioni delle Commissioni Consiliari sono parte fondamentale dell'attività amministrativa comunale quale luogo di informazione, valutazione, confronto e di contributo propositivo.
Questo però dipende molto sia dall'atteggiamento dei componenti delle commissioni sia dalla disponibilità della Giunta alla collaborazione.
Su questo punto è opportuno soffermarci, premettendo che queste riflessioni escludono al momento la Commissione Regolamento e Statuto che ha incontri frequenti perchè i commissari (1 per ogni gruppo politico presente in CC) stanno rivedendo il Regolamento per il funzionamento del CC e non c'è necessità d'interazione con l'esecutivo.
Veniamo alle situazioni critiche.
Il nostro Consigliere Comunale, che è anche Presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Alberto Colombo, ha più volte sollecitato Sindaco e Assessore competente a comunicare una data di disponibilità per la loro presenza in Commissione stessa, utile per riprendere gli incontri sulla spinosa questione dell'autostrada Pedemontana. 
Da ormai tanto tempo nessuna risposta è arrivata.
Eppure, già dall'ultimo incontro tenutosi della Commissione Territorio (fine aprile 014), con la presenza del Sindaco, c'era materia di confronto e di valutazione che va oltre le stringate comunicazioni fatte in apertura di Consiglio Comunale.
Anche sul progetto di ampliamento e riqualificazione della Residenza Socio Assistenziale per anziani Giuseppe Besana Onlus, progetto importante per la Città di Meda che risulterebbe nella fase finale del suo iter, s'è evidenziato al Sindaco l'opportunità e la necessità che venisse presentato nella Commissione preposta.
Sul punto, il Sindaco ha dichiarato che inviterà la Onlus Giuseppe Besana al prossimo Consiglio Comunale.
Bene, ma non è la stessa cosa di un passaggio in Commissione, dove si sarebbe potuto prendere visione e capire meglio le planimetrie e la documentazione tecnica in modo più dettagliato .
Insomma, perchè non si vuole consentire alle Commissioni di operare nel pieno delle loro attribuzioni e potenzialità e le si considera solo quando vi sono passaggi puramente formali ?
La Giunta e il Sindaco in particolare, stanno mostrando di porre scarsa attenzione al ruolo e all’importanza del lavoro di Commissione considerandole evidentemente come un soggetto da coinvolgere "alla bisogna" solo per scadenze e atti amministrativi  dove la convocazione è d'obbligo e quindi, appunto, come espletamento di semplice e mera formalità.
Eppure, quando se ne presenta l'occasione, i componenti della Commissione sanno e sono in grado di dare contributi.
Come sul passaggio relativo all'analisi dello schema di convenzione tra i Comuni di Meda e Seveso, la Regione, l'ERSAF per la gestione del Parco Naturale Regionale del BOSCO DELLE QUERCE.
In Commissione Territorio e Ambiente, il 22-09-014, l'argomento è stato affrontato con uno scambio informativo e una discussione che, ferme restando anche valutazioni differenti, ha saputo sintetizzare alcune richieste (formalizzate nel verbale sotto) alla Giunta e all'Ufficio Tecnico competente in materia.

Sotto lo schema della convenzione, poi approvata in Consiglio Comunale del 25-09-014 su cui Sinistra e Ambiente si è espressa con voto favorevole.

LE VALUTAZIONE DEL NOSTRO CONSIGLIERE COMUNALE SULLE ELEZIONI PROVINCIALI DEL 12-10-014


Il 12 ottobre 014, i Consiglieri Comunali e i Sindaci dei 55 Comuni della Provincia di Monza e Brianza (865 tra Cons. Com e Sindaci) saranno chiamati ad esprimere il loro voto per definire, nella configurazione prevista per le Provincie sulla base del decreto Delrio, la composizione del nuovo Consiglio Provinciale e il nuovo Presidente.
Sono eleggibili alla carica di Presidente, i sindaci dei Comuni della Provincia che non scadano prima dei 18 mesi dalla data delle elezioni e i consiglieri provinciali uscenti mentre alla carica di Consigliere provinciale sono eleggibili i sindaci, consiglieri dei Comuni della Provincia in carica e consiglieri provinciali uscenti.

Penso di essere uno dei pochi che non considerava e non considera le province un ente inutile. Sulle Provincie s'è scatenata una strumentale tempesta in un bicchiere d'acqua per dimostrare l'attivismo governativo in tema di contenimento e revisione delle spese e dei costi dei livelli amministrativi.
Sono però dell'opinione che gli enti da "riformare" dovevano essere altri, ove i costi sono realmente corposi e dove tagli e riorganizzazioni erano e restano a mio avviso necessari.
Avrei quindi preferito che le Provincie assumessero competenze aggiuntive, cedute dalle Regioni, abbinando il tutto ad un ROBUSTO (e dico robusto, non di facciata) taglio delle indennità percepite da Presidenti, Assessori e Consiglieri Regionali perchè sono queste le indennità esorbitanti con annesso "costo della politica" indecente.
Da quì si doveva partire per poi riconfigurare le Provincie, con annessa revisione anche delle indennità per gli amministratori provinciali.

Quella che ne è uscito è invece un decreto che non abolisce le Provincie ma le trasforma in un ente di secondo livello impedendo così che i rappresentanti in seno al Consiglio Provinciale siano eletti dai cittadini, visto che solo i Consiglieri Comunali e i Sindaci possono partecipare (e concorrere) all'elezione della nuova assise.
Un evidente "furto di democrazia".
Anche per quanto rigurda la composizione del Consiglio Provinciale (che sarà formato dai Cons. Comunali e dai Sindaci risultati eletti) si corrono evidenti rischi.
Il primo fra tutti è quello che possano prevalere compromessi e interessi locali rispetto ad una visione d'assieme di più ampio respiro.
In Brianza, è proprio quello di cui non abbiamo bisogno.
Abbiamo invece necessità  di un ente che sappia pianificare "oltre" le visioni locali dei singoli comuni (quelle per intenderci che hanno portato allo scempio urbanistico che vediamo soprattutto nella brianza ovest).
La pianificazione territoriale, elaborata con il PTCP
(Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) corre quindi il rischio di subire contraccolpi negativi, anche per il fatto purtroppo, nelle liste, trasversalmente, vi sono  sindaci di amministrazioni ricorrenti o loro patrocinanti legali.
In proposito, con le associazioni e i gruppi ambientalisti del coordinamento Osservatorio PTCP, ho seguito passo passo l'iter del PTCP. 
Abbiamo fatto proposte e le dovute pressioni per avere gradi di tutela seri, lavorando e confrontandoci in particolare con gli allora Consiglieri Provinciali Ghioni, Pozzati, Guerriero, Limonta che hanno portato nell'assise le nostre istanze, alcune recepite, altre respinte.
Il risultato è stato un PTCP con luci ed ombre.
Contrariamente a molte amministrazione che hanno fatto ricorso al TAR contro il PTCP ritenendolo "troppo vincolante", come ambientalisti ritenevamo e riteniamo che alcuni gradi di tutela del PTCP siano deboli e che questo PTCP, considerando lo stato di pesante cementificazione e l'elevato consumo di suolo in cui versa la provincia di MB, doveva essere più  "vincolante".
Pur non condividendo la soluzione legislativa applicata per le provincie, il 12-10-014, come Consigliere Comunale, andrò comunque a votare, esprimendo la mia preferenza, non tanto per una lista ma per una candidatura nella lista BrianzaReteComune.
Il mio voto sarà per una persona con sensibilità ambientaliste, al fine di avere all'interno di questa problematica configurazione di consiglio provinciale qualcuno con cui rapportarsi sulle criticità del  territorio, le politiche ambientali e di mobilità.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente, unitamente agli altri gruppi ambientalisti riuniti nel coordinamento "Osservatorio PTCP" continuerà poi a seguire attentamente la partita sul PTCP, rapportandosi con i nuovi Consiglieri Provinciali che si dimostreranno interessati al tema nonchè con chi avrà le deleghe esecutive provinciali.

Il Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente

Alberto Colombo

martedì 23 settembre 2014

ART. 18, JOB ACT, SBLOCCA ITALIA: L'ASSALTO DELL'OLIGARCHIA RENZIANA

Ecco, ci risiamo.
Di nuovo le solite mistificazioni sull'art. 18 e i diritti dei lavoratori. 
Questa volta tocca a un Presidente del Consiglio anche Segretario del Pd che non trova di meglio che propinare le solite falsità sull'articolo 18 (obbligo di reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa) per ingraziarsi i favori del partito del pregiudicato B, con cui di fatto governa e dei soliti noti pasdaran iperliberisti.
Così si raccontano balle colossali e ridicole (l'art 18 e i diritti sono un freno agli investimenti, chi li difende, difende dei "privilegi" etc. etc.).
La realtà (scomoda per loro) di cui Renzi  & C non si vogliono prendere atto è di tutt'altra natura: gli investimenti, soprattutto quelli esteri, sono fermi perchè l'Italia non è considerato un paese affidabile per l'elevato livello di corruzione, per le incertezze economiche, per la pessima logistica, per i bassi livelli di innovazione, insomma, tutte motivazioni che nulla hanno a che fare con l'art.18 e i diritti dei lavoratori.
Ma Renzi, vuole e deve accreditarsi come l'uomo "del fare" presso l'Unione Europea e, offrire loro lo scalpo dell'art 18. 
Il tutto all'interno del cosidetto Job act, ove sono presenti altre normative tese a riscrivere (in senso peggiorativo evidentemente) le regole dello Statuto dei Lavoratori.
Un' altra prova di forza per costruire un' immagine fatta da annunci e dichiarazioni ad effetto. Non si risparmia neppure quando cerca di costruire la bufala dei diritti come privilegi solo di alcuni, cercando così di attizzare il fuoco di uno scontro generazionale per raccattar consensi.
Ma se i diritti non sono accessibili a tutti a causa della precarietà diffusa (grazie a leggi fatte dai vari governi perarltro), sa il prode rottamatore d'essere a capo di un esecutivo che può proporre testi di legge per ridimensionare la precarietà e garantire diritti universali ?
Evidentemente la volontà politica è altra: livellare tutti ai livelli più bassi.
Un Renzi replicante del peggior vulgo neoliberista.
Purtroppo c'è anche dell'altro.
Il Governo delle "larghe intese" ha partorito anche il decreto cosidetto "Sblocca Italia".
Questo ci ha consentito di misurare  l'esatta e reale “sensibilità ambientale”, prossima allo zero, di questo governo, del Partito Democratico a trazione renziana e della corte che circonda il segr. pres. del Cons. 
Nel decreto, che verrà presto convertito in legge dal Parlamento, molte attività verranno sottratte ai normali iter realizzativi, semplificandone le procedure autorizzative e azzerando il coinvolgimento degli Enti locali nelle scelte critiche per il territorio.
Fra queste, guardacaso, la  prospezione, la ricerca e la coltivazione d’idrocarburi, lo stoccaggio sotterraneo di gas naturale, tutte attività ad elevato impatto ambientale.
Centrale anche il capitolo dell’utilizzo dei poteri in deroga dei Commissari Straordinari, nominati per le opere definite strategiche.
Per non farci mancare nulla, l’articolo 10 del decreto Sblocca Italia sancisce entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto la presentazione di un piano per la costruzione di inceneritori in tutta Italia. Una volta definiti i luoghi di costruzione, i cantieri diventeranno siti di interesse strategico nazionale. 
La scelta ricorda ciò che il governo Berlusconi fece con la legge 123 sull’emergenza rifiuti in Campania utilizzando l’esercito per presidiare i siti di interesse strategico.

Insomma, anche in questo caso, per tentare di riavviare gli investimenti, si utlizza la solita ricetta di berlusconiana memoria: "allargare le maglie", bypassare gli iter normativi e azzerare partecipazione e dissenso rinunciando, per legge, alla tutela del già devastato territorio.

Per maggiori dettagli sullo Sblocca Italia:


venerdì 19 settembre 2014

IL 20 e 21 SETTEMBRE 014, IL COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA ALLA FIERA L'ISOLA CHE C'E'


Sabato 20 e domenica 21 settembre 2014
si svolge la fiera "L'isola che c'è"
presso il parco pubblico di Villaguardia (CO).

E' una delle più importanti fiere per il nostro territorio dove si può trovare e acquistare prodotti bio ed equo-solidali, incontrare tantissime associazioni che si occupano di diritti umani, di ambiente, di cultura ecc. , laboratori per bambini e per adulti, incontri pubblici e dibattiti e molto altro.

Come Comitato per il Parco Regionale della Brughiera saremo presenti anche quest'anno (partecipiamo ormai dal 2009) nella parte alta del parco zona "ECO - Ambiente" al numero di stand 46.
Veniteci a trovare al gazebo così ci scambiamo anche qualche considerazione sugli ultimi sviluppi di quello che potrebbe diventare il Parco Regionale Groane - Brughiera.
Per i bimbi organizziamo anche un laboratorio dal titolo: "Coloriamo il cielo con gli aquiloni" (..i mitici aquiloni del Comitato..) previsto per sabato 20 settembre dalle ore 15,00 alle ore 16,00 presso l'area del palco / ristorante.

Nota degli organizzatori:
Da quest'anno, per ragioni amministrative, l'organizzazione della Fiera ha dovuto introdurre un biglietto individuale d'ingresso, sia per gli adulti sia per i bambini.
Il biglietto intero - valido per due giorni - costerà 4 euro e, per sostenere le famiglie e offrire ai più piccoli un ingresso gratuito, s'è deciso di fare un biglietto simbolico di soli 5 centesimi fino a 14 anni.
Tutte le Animazioni realizzate all'interno della manifestazione (Spettacoli, Concerti, Laboratori, ecc.) e la Navetta di collegamento ai parcheggi resteranno gratuiti e il biglietto sarà valido per entrambi i giorni della Fiera. Inoltre, ogni biglietto intero potrà essere utilizzato come Buono Sconto di 2 euro dal 22 settembre al 30 novembre 2014 presso le Botteghe del Commercio Equosolidale della "Cooperativa Garabombo" e presso i punti vendita della "Cooperativa Corto Circuito" (la CortoBottega di Lipomo e il proprio banco al Mercato CortoBio di Como-Rebbio), per acquisti minimi di 15 euro.

Per saperne di più:


Sotto, una novità.
E' una planimetria elaborata dal Comitato per il Parco Regionale della Brughiera con evidenziato le aree del Parco Groane e quelle del Parco Brughiera utile per far capire che si tratta di due aree morfologicamente omogenee che fanno parte di un'unica realtà ambientale a nord di Milano e di collegamento con le prealpi lariane.
Potrebbe e anzi, dovrebbe essere un Parco unico:
IL PARCO REGIONALE DELLE GROANE-BRUGHIERA

domenica 14 settembre 2014

PRIMI PRONUNCIAMENTI DEL TAR SUI RICORSI CONTRO IL PTCP PROVINCIALE

Contro il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) sono stati inoltrati una serie di ricorsi al TAR da parte di svariati soggetti (Confindustria, Amministrazioni Comunali, immobiliari, privati) che ritengono questo PTCP "troppo vincolante".
Ora, a distanza di tempo, il 10-09-014 i primi pronunciamenti da parte del TAR su una serie di "cause "pilota".

Nonostante il tono un poco "trionfalistico" dell'articolo de il Cittadino (che alleghiamo), dobbiamo purtroppo registrare che il già debole grado di tutela degli AIP (Ambiti di Interesse Provinciale) risulta ora ulteriormente indebolito dal pronunciamento del TAR che non ha giudicato applicabile la parte relativa alle compensazioni ambientali territoriali consistenti nella cessione di aree verdi al patrimonio pubblico da parte del costruttore interessato all'edificazione all'interno degli AIP.
Come gruppi ambientalisti (riuniti nel coordinamento Osservatorio PTCP), avevamo sempre sostenuto che gli AIP avevano tutta la titolarità per essere considerati e cartografati come AAS (Ambiti Agricoli Strategici), con vincoli maggiori e più certi di tutela ambientale.
La Provincia di Allevi preferì invece classificare queste aree creando l'acronimo degli AIP e prevedendo una connessa (e più blanda) normativa.
Il TAR, ha invece confermato il diritto della Provincia di individuare nei Comuni le Aree Agricole Strategiche con annessi livelli di conservazione e tutela.
Inoltre, da un successivo articolo de il Giornale di Seregno, si evince, anche se in modo non dettagliato, che anche per quanto riguarda il buffer di inedificabilità ai lati della futura (noi continuiamo a sperare che non venga mai realizzata) autostrada Pedemontana,il TAR si sia espresso, limitando purtroppo l'efficacia normativa correlata.
La Provincia, ancora con il Presidente Allevi e l'Assessore Crippa (che rimarranno in carica sino al 12/10/14 data delle elezioni di secondo livello per la nuova configurazione provinciale), si dimostra altresì aperturista, rimandando la discussione di singoli casi (in particolare quelli relativi alle rilocalizzazioni e agli ampliamenti industriali nelle AAS e negli AIP)  all'Osservatorio Provinciale.
Struttura questa, che sta dimostrando di lavorare con poca trasparenza e poca attenzione rispetto ai pareri espressi dal rappresentante dei gruppi ambientalisti.
Insomma, c'è da essere preoccupati visto che la pianificazione territoriale in Brianza continua a dover fare i conti con i soliti desideri edificatori trasversali.



mercoledì 10 settembre 2014

LIVELLI RECORD PER I GAS SERRA, E CON ESSI AUMENTANO I DISASTROSI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Una pessima notizia. Una notizia che spiega tante cose rispetto ai pesanti cambiamenti climatici che interessano anche il nostro Paese, dove, purtroppo si continua a puntare sugli idrocarburi e il trasporto su gomma.

Alla canna del gas

La febbre da sviluppo
infiamma il pianeta

Ecologia. Le emissioni di gas serra nel 2013 hanno superato livelli record. Lo riferisce l'Organizzazione meteorologica mondiale: "Il tempo è scaduto, le leggi della fisica non sono negoziabili".


I demiur­ghi della cre­scita ad ogni costo, i prin­ci­pali respon­sa­bili della cata­strofe pla­ne­ta­ria, pos­sono ben dirsi sod­di­sfatti per­ché nel mondo final­mente c’è qual­cosa che cre­sce senza limiti: il livello di gas serra nell’atmosfera. La con­ferma arriva dall’Annual Gree­n­house Gas Bul­let­tin pub­bli­cato dalla World Meteo­ro­lo­gi­cal Orga­ni­za­tion: “Il livello di gas serra nell’atmosfera ha rag­giunto un nuovo picco nel 2013, a causa del rialzo acce­le­rato delle con­cen­tra­zioni di bios­sido di car­bo­nio” (CO2). Una situa­zione che costringe la Wmo a lan­ciare ancora una volta il solito allarme sot­to­li­neando “la neces­sità di un’azione inter­na­zio­nale con­cer­tata di fronte all’accelerazione dei cam­bia­menti cli­ma­tici, i cui effetti potreb­bero essere deva­stanti, si dimo­stra sem­pre più urgente”.
E le deva­sta­zioni non sono il frutto di elu­cu­bra­zioni cata­stro­fi­ste da con­ve­gno, basta vedere cosa è acca­duto solo pochi giorni fa nel Gar­gano, qui in Ita­lia, dove tutti i governi con­ti­nuano a per­se­guire una poli­tica ener­ge­tica che con­tri­buirà ad aumen­tare le emis­sioni di gas clima alte­rante. “Alla luce di que­sti dati — com­men­tano Roberto Della Seta e Fran­ce­sco Fer­rante di Green Ita­lia — le ultime misure di poli­tica ener­ge­tica dell’Italia appa­iono ancora più scon­si­de­rate: l’apertura di una sta­gione di tri­vel­la­zioni petro­li­fere per aumen­tare l’utilizzo di idro­car­buri e la scelta di pri­vi­le­giare il tra­sporto su gomma qua­li­fi­cano il governo Renzi come peri­co­lo­sa­mente sbi­lan­ciato a favore del fos­sile e dell’aumento della CO2”. Di punto di non ritorno e di neces­sità di un radi­cale cam­bio di mar­cia parla il verde Angelo Bonelli, che si rivolge al pre­si­dente del Con­si­glio: “In qua­lità di pre­si­dente di turno dell’Unione euro­pea chie­diamo che si fac­cia subito pro­mo­tore di una con­fe­renza sui cam­bia­menti cli­ma­tici in cui l’Europa torni ad essere capo­fila nella bat­ta­glia per sal­vare il pianeta”.
Per il segre­ta­rio gene­rale dell’Organizzazione meteo­ro­lo­gica mon­diale, Michel Jar­raud, il tempo è già sca­duto. “Sap­piamo con cer­tezza che il clima sta cam­biando — spiega — e che le con­di­zioni meteo­ro­lo­gi­che diven­tano più estreme a causa di atti­vità umane come lo sfrut­ta­mento dei com­bu­sti­bili fos­sili. La con­cen­tra­zione di CO2 nell’atmosfera, lungi dal dimi­nuire, l’anno scorso è aumen­tata ad un ritmo ine­gua­gliato da 30 anni. Dob­biamo inver­tire que­sta ten­denza ridu­cendo le emis­sioni di CO2 e di altri gas serra in tutti i set­tori di atti­vità”. L’appello di Jar­raud è dispe­rato: “Il tempo gioca con­tro di noi. Il bios­sido di car­bo­nio resta per cen­ti­naia di anni nell’atmosfera ed ancora più a lungo nell’oceano. L’effetto cumu­lato delle emis­sioni pas­sate, pre­senti e future di que­sto gas si riper­cuo­terà sia sul riscal­da­mento del clima che sull’acidificazione degli oceani. Le leggi della fisica non sono nego­zia­bili”. Quanto ai “deci­sori poli­tici”, come li chiama Jar­raud, o ai nega­zio­ni­sti, “essere igno­ranti non può più essere una scusa per non agire”. Il Gree­n­hose Gas Bul­le­tin, infatti, oltre a misu­rare la feb­bre alla terra, for­ni­sce anche le con­tro­mi­sure per man­te­nere il riscal­da­mento glo­bale entro i 2 gradi Cel­sius (3,6 gradi Fah­ren­heit), come sta­bi­lito dall’Onu nel 2010.
Un dato è certo: il 2013 è stato l’anno più inqui­nato degli ultimi 30 anni. Le emis­sioni che riscal­dano il clima sono cre­sciute del 34% tra il 1990 ed il 2013 a causa dei gas serra per­si­stenti come il bios­sido di car­bo­nio (CO2), il metano (CH4) e il pro­tos­sido di azoto (N20). Nel 2013 la media mon­diale di CO2 in atmo­sfera era di 396,0 parti per milione (2,9 ppm in più che nel 2012), e se si dovesse man­te­nere que­sto livello di cre­scita nei pros­simi due anni potrebbe essere supe­rata la soglia delle 400 ppm. Le emis­sioni del metano, secondo gas serra per impor­tanza, per il 60% dipen­dono da atti­vità umane (alle­va­menti di bestiame, sfrut­ta­mento com­bu­sti­bili fos­sili, disca­ri­che, com­bu­stione di bio­masse): nel 2013 ha rag­giunto un picco di 1.824 parti per miliardo, dopo un periodo di sta­bi­liz­za­zione che durava dal 2007. Quanto al pro­tos­sido di azoto, la cui pro­du­zione per il 40% pro­viene da con­cimi, bio­masse e indu­strie, rap­pre­senta il gas più impat­tante sul clima (su un periodo di cento anni risulta 298 volte supe­riore all’impatto della CO2).
Sono dati che non sor­pren­dono Ser­gio Castel­lari, ricer­ca­tore del Cen­tro Euro­me­di­ter­ra­neo sui Cam­bia­menti Cli­ma­tici: “Il trend delle emis­sioni è in linea con lo sce­na­rio peg­giore ela­bo­rato dai cli­ma­to­logi mon­diali. La crisi eco­no­mica ha ral­len­tato il trend di cre­scita delle emis­sioni solo per un paio di anni, le emis­sioni oggi sono molto più alte di venti anni fa”. Il tempo stringe. La pros­sima occa­sione di nego­ziato, in vista della con­fe­renza di Parigi alla fine del 2015, sarà in Perù nel mese di dicem­bre. Ma sarà molto com­pli­cato tro­vare solu­zioni legal­mente vin­co­lanti per tutti i paesi, soprat­tutto per i cosid­detti “emer­genti” come Cina e India che ogni anno emet­tono le per­cen­tuali più impor­tanti di gas serra (insieme agli Usa). Troppi inte­ressi diver­genti con­vi­vono dram­ma­ti­ca­mente sullo stesso pic­colo pianeta.