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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 31 ottobre 2014

VARIANTE AL PGT: UNA RISPOSTA "SCOLASTICA" ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


All'ultimo giorno utile (una risposta scritta, secondo il regolamento vigente, va data entro 15 gg dalla presentazione dell'interrogazione, altrimenti l'interrogazione passa in Consiglio Comunale) il 30-10-014 è arrivata la risposta dell'Assessore Buraschi all'interrogazione protocollata dal nostro Cons. Comunale in data 15-10-014 sulla VARIANTE AL PGT.

Però .... però la risposta contiene scarsissimi elementi per chiarire lo stato dell'iter della Variante.

Non chiedevamo un riassunto di quelli che sono i passaggi previsti dalla normativa, la Legge Regionale 12 del 2005, che conosciamo, così come già sappiamo dove trovare, nel sito del Comune, le documentazioni relative alla Variante.
Chiedevamo qualche elemento sui contenuti degli indirizzi, dati e recepiti dal professionista, volevamo capire a che punto erano i lavori di stesura e magari qualche data, anche se approssimativa.
Nella risposta non c'è nulla di tutto questo, solo dei rimandi.
Certo la VAS è in fase di redazione. Chiaro, è un documento "obbligatorio" se si fa una variante, lo dice la legge 12, così come ancora la legge 12 definisce le modalità di partecipazione .......... quando queste verranno attivate, ancora non è dato sapere, così come non è ancora dato sapere quali siano le linee guida della Variante.

Per finire, nessuna risposta al quesito se sugli Ambiti di Trasformazione, ATR, previsti dal PGT VIGENTE (approvato dal Pd) siano o meno stati depositati progetti.

Sotto, in sequenza, la risposta dell'Assessore e il testo della nostra interrogazione.




IL PAES, IL TAGLIA-COPIA-INCOLLA E LA NECESSITA' DI UN LAVORO SERIO


In data 29-10-014, si è riunita la Commissione Territorio e Ambiente per iniziare l'analisi del Piano d'azione per l'Energia Sostenibile (PAES), documento contenente le azioni da attivare da parte del comune di Meda nell'ambito del Patto dei Sindaci per la riduzione della CO2.
La stesura del PAES è stata assegnata il 17-07-014 con Determinazione n° 82 dall'Area Infrastrutture e Gestione del Territorio e impegno di spesa complessivo di euro 6737,33, ad una societa d'ingegneria (vedi testo determinazione).
Sinistra e Ambiente, ha letto molto attentamente quello che è il primo elaborato del PAES inoltrato dall'Amministrazione -in data 23-10-2014- ai componenti della Commissione e ha scoperto nella parte descrittiva del "Piano delle Azioni" alcune evidenti anomalie, frutto di un sistema di produzione del documento "singolare".
Il piano proposto è la riproposizione di quello elaborato per il Comune di Borgomanero (Novara) dalla stessa società anche lì incaricata del lavoro.
La riproposizione, purtroppo, si allarga anche alla produzione del documento che,  probabilmente per sviste da parte dell'estensore, non è stato "mondato" dai rifererimenti locali (quelli di Borgomanero) prima di proporlo a Meda.
Così, nella scheda INF07 relativa a Meda, (vedi sotto) appaiono descrizione che con Meda nulla c'entrano, perchè frutto di una incompleta cancellazione o di un  maldestro copia/incolla  rispetto alla scheda d'origine presente nel PAES di Borgomanero.

La seconda pagina della scheda INF07 di Meda con le incongruenze in rosso
La scheda di Borgomanero
Al proposito, vedi al parafrafo,"promotori" dove appaiono Legambiente e l'IT Leonardo da Vinci (che a Meda non ci sono) e al paragrafo "Tempi e Modalità d'implementazione" il richiamo ad una "settimana della mobilità sostenibile, avvenuta a settembre 2012, con appuntamento localizzato in Pza Martiri e corso Cavour" in realtà mai avvenuta a Meda ma fatta a Borgomanero, nelle zone richiamate che sono vie di Borgomanero e non di Meda.
Altri strafalcioni alla scheda INF04 laddove si fa cenno a 6 impianti fotovoltaici installati sugli edifici pubblici quando a Meda sono solo 4. Anche qui, i 6 impianti fotovoltaici menzionati sono a Borgomanero e nella scheda relativa a quella Città.
Alla scheda INFO09 si cita che il Comune intende realizzare degli incontri nelle scuole mirati alla conoscenza della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico. Gli incontri avverranno nelle scuole nel 2013. Non è un semplice errore di data, ma quello che prevedeva il PAES di Borgomanero la approvato il 27/05/2013.
Andiamo avanti e sulle schede relative alla quantificazione del risparmio energetico (RES01 e RES02) relative all'efficienza nell'illuminazione e alla sostituzione degli infissi, i dati per le ton/anno di CO2 risparmiate, corrispondono esattamente a quelle della scheda di ........... Borgomanero.
Peccato che Borgomanero abbia un numero di abitanti inferiore a Meda, con un numero di nuclei famigliari differenti oltre che con un numero di abitazioni diverse e quindi con esigenze e consumi non proprio assimilabili, in termini di efficientamento energetico, con quelli di Meda.

Come può la Commissione Territorio e Ambiente lavorare su di un documento con simili inesattezze ?
Il documento è stato controllato preventivamente da Assessore all'Ecologia e dall'ufficio Tecnico per garantirne la qualità, la conformità e adeguatezza rispetto al denaro pubblico speso ?

In sede di Commissione e in fase di apertura dei lavori, il Presidente A. Colombo (che è anche nostro Consigliere Comunale) ha preventivamente sollevato queste anomalie e le correlate domande e ha chiesto esplicitamente di elaborare un documento INTERAMENTE consono alla situazione medese su cui poi la Commissione potrà fare le sue analisi.

In aggiunta, da una prima lettura, risulta poi che alcuni aspetti delle criticità “energivore” di Meda, non siano state prese in considerazione, vedi il Palazzo Comunale, non definendone le azioni correttive da intraprendere.
Inoltre, in analogia con quanto previsto nel PAES di Borgomanero, nell’inventario dei consumi energetici e delle emissioni, l'amministrazione ha deciso di non includere le industrie medesi, visto la situazione di crisi attuale.
Capiamo la motivazione ma questo inficia la possibilità d'intervenire su quelle attività, anche medio-piccole, che impattano significativamente nei consumi energetici, e quindi avrebbero un’indubbia importanta nelle azioni di efficientamento.

Insomma, l’attenzione di Sinistra e Ambiente ha già messo in luce alcune carenze di metodologia e (speriamo) messo le basi per un lavoro serio. 
Tocca ora all’amministrazione decidere quale grado di attenzione e di impegno riservare all’elaborazione del PAES.
Già risulta però insufficiente l’arco temporale su cui la Commissione potrà lavorare sul PAES, considerata la complessità dell’analisi e la ravvicinata scadenza per la sua approvazione, decisa dalla Giunta per il 20-11-014.

NOTA; per vedere il documento PAES di Borgomanero e verificare le parti "riproposte" a Meda come da nostra descrizione: 
http://www.comune.borgomanero.no.it/pagina.aspx?IDpagina=636&IDarea=115 

giovedì 30 ottobre 2014

IL BEL PAESE ..... DEL CEMENTO E DEL VUOTO



Una marea di case VUOTE. E' quello che risulta dai rapporti ISTAT a seguire il censimento del 2011.
Un patrimonio e una volumetria INUTILIZZATA, edifici costruiti non per soddisfare le esigenze abitative, ma per mera speculazione, con un consumo di suolo da brivido.
Eppure, con il decreto Sblocca Italia il governo Renzi continua ad avvallare nuove edificazioni e, spesso, anche nei PGT i Sindaci non hanno il coraggio di stoppare questo obbrobrio, dando priorità alla saturazione del vuoto prima di consentire nuove edificazioni.

Un articolo de Il Manifesto che fa un'analisi impietosa della situazione italiana.


Il Belpaese affoga in un mare di case

Dati choc. 7 milioni di abitazioni vuote (una su quattro) e oltre 9 miliardi di metri cubi edificati invano... A dispetto del declino demografico e socioeconomico, nel Belpaese si continua a costruire. Ora grazie anche allo «Sblocca Italia», che arriva a strumentalizzare dissesti e tragedie per avallare nuove cementificazioni. E al Meridione il quadro peggiora.
Ormai ad ogni tem­po­rale un po’ più deciso si rischia il disa­stro; e non solo nelle situa­zioni come Genova in cui l’idiozia urba­ni­stica ha negato l’assetto eco­mor­fo­lo­gico, ma dap­per­tutto, in quel che resta del Belpaese.
Il com­bi­nato tra sur­plus di ener­gia e entro­pia atmo­sfe­rica da muta­zione cli­ma­tica e sfa­scio del ter­ri­to­rio da iper­ce­men­ti­fi­ca­zione gene­ra­liz­zata si rivela micidiale.
Il primo dato che emerge è la forte inten­si­fi­ca­zione del con­sumo di suolo; rad­dop­piato nell’ultimo ven­ten­nio. Il con­tral­tare di ciò — che signi­fica distru­zione di eco­si­stemi e assetti idro­geo­lo­gici e quindi dis­se­sti, oltre che per­dita di pae­sag­gio– è costi­tuito dall’abnorme quota di volumi vuoti – non solo resi­den­ziali – che sono stati rea­liz­zati nelle città e nei paesi italiani.
L’Istat che ha ormai con­cluso l’elaborazione dei dati del cen­si­mento 2011 mostra che siamo di fronte a un patri­mo­nio inu­ti­liz­zato di sva­riati milioni di stanze e di quasi 20 miliardi di metri cubi per volumetrie.
Gli appar­ta­menti inu­ti­liz­zati sono più di 7 milioni: in attesa del dato esatto rela­tivo ai vani, infatti, ipo­tiz­zando un’ampiezza media di 2,8 stanze per appar­ta­mento, si rive­lano ten­den­zial­mente esatte le stime degli osser­va­tori legati al Forum Sal­viamo il Pae­sag­gio (circa 20 milioni).

Un “salto” significativo
L’aumento di vuoto nel decen­nio è stato pari al 350%. Rife­ren­dosi ai dati del cen­si­mento 2001, qual­che anno fa la Fillea-Cgil, infatti, soste­neva «in Ita­lia abbiamo oltre 2 milioni di abi­ta­zioni vuote, solo a Roma sono circa l’8% dell’intero patri­mo­nio abi­ta­tivo, 82.812 immo­bili». Tut­ta­via più che il dato appa­riva già con­si­stente e signi­fi­ca­tivo il “salto” di ordine di grandezza.
«Il numero di stanze per abi­tante è nel nostro paese tra i più ele­vati. Pur tut­ta­via l’accesso alla casa rimane un pro­blema di non facile solu­zione per­lo­meno per i gio­vani e per gli immi­grati in ambiente urbano. Il para­dosso è che le nostre città pur essendo – se si eccet­tuano i qua­li­fi­cati cen­tri sto­rici e qual­che isola di buona edi­li­zia degli anni ’50 e ’60 – un enorme ammasso di case più che uno spa­zio urbano non sono in grado di dare rispo­sta alla domande di case a buon mer­cato (e non neces­sa­ria­mente a canone sociale)» – sot­to­li­nea­vano gli urba­ni­sti del poli­tec­nico di Milano Arturo Lan­zani e Gabriele Pasqui, nel 2011.

I numeri sono clamorosi
I dati con­clu­sivi for­niti oggi dall’Istat, rife­riti al cen­si­mento ultimo sono cla­mo­rosi: oggi il numero degli edi­fici pre­senti sul ter­ri­to­rio nazio­nale è pari a circa 14,5 milioni per poco più di 31 milioni di appar­ta­menti resi­den­ziali. In attesa di avere il dato netto circa le volu­me­trie e le stanze, appare accet­ta­bile la stima — assai pru­den­ziale — di almeno 18 miliardi di mc edi­fi­cati, di cui 15,5 mld (84,3%) di metri cubi resi­den­ziali; lad­dove il fab­bi­so­gno nazio­nale aggre­gato è di 6,2 mld di mc (siamo 62 milioni di per­sone, inclu­dendo una stima molto lar­gheg­giante anche degli immi­grati non censiti).
Le Regioni meri­dio­nali esa­spe­rano il qua­dro nazio­nale: la Cam­pa­nia pre­senta circa 1 milione di edi­fici, di cui 65.000 vuoti e inu­ti­liz­zati per una popo­la­zione di 5.760.000 abi­tanti, la Puglia rispet­ti­va­mente 1.100.000 e 54.200 per 4 milioni ca di abi­tanti, la Basi­li­cata 117.000 e 11.700 per 580.000 abi­tanti, la Sici­lia 1.722.000 e 132.000 per circa 5 milioni di abi­tanti, la Cala­bria 750.000 e 90.000 (1.250.000 e 420.000 alloggi) per poco meno di 2 milioni di abi­tanti (il 40% del patri­mo­nio resi­den­ziale è vuoto e in molti paesi dell’interno ormai esi­stono più case che abi­tanti !); la Sar­de­gna risente della cogenza del Piano Pae­sag­gi­stico, recen­tis­si­ma­mente ripri­sti­nata, e pre­senta “solo” 570.000 edi­fici, di cui 70.000 vuoti o inu­ti­liz­zati, per 1.640.000 abitanti.
Il dato rela­tivo agli appar­ta­menti vuoti – o scar­sa­mente uti­liz­zati– è stra­bi­liante: quasi un allog­gio su quat­tro è vuoto, con una ”punta” pre­sen­tata ancora dalla Cala­bria con una quota pari al 40%; seguono Sici­lia e Sar­de­gna con circa il 30% del patri­mo­nio abi­ta­tivo inu­ti­liz­zato, ancora in Pie­monte 1 allog­gio su 4 è vuoto, lad­dove in Veneto e Toscana il rap­porto è di uno su cin­que circa poco meno del Lazio (22%) e poco più della Lom­bar­dia (16%).

40 mila stanze di troppo
Per quanto riguarda le città, anche in attesa del dato finale , si pos­sono con­si­de­rare con­si­stenti le pro­ie­zioni par­ziali, che pre­sen­tano quote di vani vuoti supe­riori a 100.000 a Torino, Milano e Roma, poco meno a Napoli, decine di migliaia nelle città di Vene­zia , Padova, Bolo­gna, Firenze e Genova. In diverse città del sud il numero dei vani costruiti supera quello degli abi­tanti (ancora in Cala­bria, a Reg­gio, il “top” con 40.000 stanze in più dei resi­denti!), in molte aree interne, non solo meri­dio­nali, gli edi­fici sono più degli abitanti.
Emerge una con­si­de­ra­zione: solo fino a venti anni fa il dato forse più signi­fi­ca­tivo era il rap­porto abitanti/stanze; con il cen­si­mento 2001, per l’emergere della “cascata di case”, oltre alla rile­vanza di aspetti più socio­lo­gici, quale la ten­den­ziale forte cre­scita delle fami­glie mono­nu­cleari, è apparso con­si­stente par­lare in ter­mini di abitante/appartamento. Oggi diventa signi­fi­ca­tivo e ico­nico il rap­porto abitante/edificio.
In Pie­monte abbiamo poco più di 3 abi­tanti per edi­fi­cio, in Lom­bar­dia poco meno di 5, in Toscana poco più di 4, nel Lazio all’incirca 5.
Nelle regioni meri­dio­nali abbiamo addi­rit­tura meno di 3 abi­tanti per edi­fi­cio in Sar­de­gna e in Sici­lia, 2,5 in Cala­bria (!), 5 in Cam­pa­nia, 3,2 in Basi­li­cata, poco meno di 4 in Puglia, che è in linea con il dato medio nazionale.

Una ren­dita sem­pre più finanziaria
Ci siamo chie­sti a lungo per­ché nel nostro paese si con­ti­nuasse a costruire, a dispetto del declino demo­gra­fico (la quota di immi­gra­zione appare tut­tora rela­tiva) e socioeconomico.
La spie­ga­zione è stata for­nita dagli stu­diosi di mar­ke­ting immo­bi­liare: da tempo non si costrui­sce più per la domanda sociale (che infatti — nono­stante tutto il patri­mo­nio vuoto citato — resta in parte ine­vasa): la ren­dita fon­dia­ria, poi immo­bi­liare si è tra­sfor­mata sem­pre più in finan­zia­ria. I «nuovi vani» dove­vano costi­tuire le «basi con­crete» per «costru­zioni vir­tuali» di fondi d’investimento o rispar­mio gestito. A parte la quota di edi­fi­cato — «lavan­de­ria», ovvero fina­liz­zata al rici­clag­gio di capi­tale ille­gale, facil­mente intrec­ciata al primo.
La schi­zo­fre­nia delle poli­ti­che urba­ni­sti­che delle ultime fasi ha lar­ga­mente favo­rito tutto ciò, con acce­le­ra­zioni da parte del pre­sente governo.
A parte i goffi ten­ta­tivi di rein­ter­pre­tare i dis­se­sti da sfa­scio come «inef­fi­cienza buro­cra­tica per man­cata rea­liz­za­zione di opere» e stru­men­ta­liz­zare anche i disa­stri per segui­tare a sfa­sciare il ter­ri­to­rio, le poli­ti­che di tutela e atten­zione all’ambiente e al pae­sag­gio sono solo dichia­rate: in realtà si tenta di con­ti­nuare ad aggi­rarle per rea­liz­zare nuove “Grandi opere inu­tili” e cemen­ti­fi­ca­zioni; come dimo­strano lo «Sblocca Ita­lia» e il ddl Lupi, da can­cel­lare subito. Lad­dove ciò che è neces­sa­rio è costi­tuito dal recu­pero dell’enorme patri­mo­nio, degra­dato e inu­ti­liz­zato (con oppor­tuni stru­menti di accesso anche al patri­mo­nio pri­vato e equi pre­lievi fiscali, soprat­tutto sul vuoto, gran parte del quale è oggi esen­tasse per­ché «bene desti­nato alla vendita»).
Una poli­tica che inte­gri anche l’altra emer­genza asso­luta rap­pre­sen­tata dal risa­na­mento del ter­ri­to­rio nazio­nale; per cui ser­vono 50 miliardi di euro: altro che i tre dichia­rati — a fronte dei 200 milioni scarsi real­mente dispo­ni­bili — da Renzi.

venerdì 24 ottobre 2014

CON I LAVORATORI, PER LA DIGNITA' E CONTRO IL JOB ACT

Sinistra e Ambiente sta con i lavoratori e con i diritti del lavoro.
Anche noi pensiamo che il job act imposto da Renzi sia un decreto sul lavoro che non risolve ma peggiora la precarietà, un decreto che non creerà occupazione ma che renderà ancora più ricattabili i lavoratori.
Un decreto su cui non v'è stato alcuna volontà di confronto da parte del governo, un decreto dove i diritti dei lavoratori vengono utilizzati come merce di scambio per accreditare l'immagine di un premier in Europa.
Alla "leopolda" lasciamo andare chi fa politiche di destra o annunci ad effetto per i creduloni ........ 



giovedì 23 ottobre 2014

INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA TANGENZIALINA A MEDA SUD

Fermo restando il giudizio negativo di Sinistra e Ambiente sull''infrastruttura autostradale denominata "Pedemontana" che continuiamo a considerare inutile e d'impatto pesante per il territorio, non ci sottraiamo dal confronto con soggetti che sul tema, a partire dalle loro preoccupazioni, elaborano suggerimenti e chiedono risposte all'amministrazione.

Invitato in data 21-10-014 alla conferenza stampa dell'Associazione Cittadini Quartiere Polo e del Centro Promozione Brianza sulle problematiche connesse alle opere complementari di pedemontana localizzate proprio nel quartiere Polo (Meda Sud) con annesse legittime apprensione sui volumi di traffico indotti e aggiuntivi che interesseranno il quartiere, il Cons. Comunale di Sinistra e Ambiente ha raccolto quanto lì illustrato e successivamente ha presentato un'interrogazione per meglio comprendere la valutazione e le azioni dell'amministrazione medese rispetto ad una proposta fatta dai due gruppi per una differente soluzione progettuale per la "tangenzialina".
Tangenzialina che si configura, nel progetto definitivo della tratta B2 di pedemontana e nella definita "bozza di progetto esecutivo", come opera viaria impattante per il consumo di suolo e il tortuoso tragitto che spezzerebbe la continuità di un'area verde meritevole d'essere inserita nel PLIS Brianza Centrale con cui confina.
Sull' ampliamento del PLIS anche alle superfici medesi, sono altresì stati protocollati i suggerimenti e le proposte per la Variante al Pgt da parte del coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB e dall'Ass.Brianza Centrale (clicca qui per vederli).
La soluzione proposta dai cittadini del quartiere Polo meriterebbe un'analisi dettagliata e approfondita da parte dell'Amministrazione poichè consentirebbe un miglioramento rispetto all'attuale previsione progettuale per la possibilità di suddividere i volumi di traffico su due strade, per l'utilizzo di una viabilità già esistente da potenziare o riqualificare, per la riduzione del consumo di suolo e perchè permetterebbe di preservare un'area verde mantenendo la sua unità.
Una zona libera che, nel caso di un suo frazionamento e dell'attraversamento stradale, potrebbe correre evidenti rischi d'essere edificata. 
Meda, non necessita d'ulteriore cemento, il suo territorio è già urbanizzato a dismisura.

La tangenzialina a Meda Sud secondo il progetto di viabilità complementare a pedemontana
La soluzione proposta dall'associazione Cittadini Quartiere Polo e dal Centro Promozione Brianza
Sotto, l'interrogazione del cons. comunale di Sinistra e Ambiente


venerdì 17 ottobre 2014

INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA SULLA VARIANTE AL PGT



In data 15-10-014, il Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente, Colombo, ha protocollato a nome del gruppo un interrogazione relativa alla VARIANTE al PGT.
Scopo della mozione, ottenere informazioni  sullo stato dell'iter della Variante, considerato che il 30-05-014 è stato affidato l'incarico al raggruppamento temporaneo di professionisti denominato "Candiani125" rappresentato dal capogruppo Arch. Marco Daniele Engel.
Vi terremo evidentemente informati sulla risposta di Sindaco e Assessore.

giovedì 16 ottobre 2014

SBLOCCA ITALIA: UN DECRETO CONTRO L'AMBIENTE

Dove sono le cosidette "attenzioni" all'ambiente e alla green economy che Renzi sbandierava in un passato recente ? Semplicemente NON CI SONO.
Con lo Sblocca Italia, (clicca qui per il testo) Renzi e il suo Governo, nel nome della "semplificazione" delle procedure e del "riavvio dell'economia" generano un decreto nemico del territorio e dell'ambiente.
Un decreto dove si da priorità agli inceneritori (tutti da portare alla saturazione rispetto alla capacità autorizzata d'incenerimento), dove si programmano nuovi impianti in tutta la penisola, con cantieri sottoposti alle normative di deroga per i "siti di interesse nazionale", con buona pace delle politiche per la raccolta differenziata e il riutilizzo.
C'è poi il ricorso alle figure dei "commissari straordinari", alle deroghe sulle norme urbanistiche, vera e propria deregulation per l'edilizia, al pericolosissimo "silenzio=assenso".
Non mancano nemmeno le autorizzazioni prioritarie e facilitate per nuove trivellazioni anche offshore, il bel regalo ai concessionari privati delle autostrade, con il prolungamento delle concessioni senza alcun bando di gara etc. etc.
Insomma, siamo alle solite liturgie: per supportare fantasiosi meccanismi di rilancio dell'economia, si sacrificano e si svendono l'ambiente e il territorio.

Contro il decreto Sblocca Italia s'è tenuto un sit-in davanti a Montecitorio il 16-10-014:

Sul tema, alleghiamo ciò che scrive il Forum di Associazioni SALVIAMO IL PAESAGGIO

Un attacco all’ambiente senza precedenti e definitivo: è il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi il 13 settembre scorso. Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche mani.

È un vero e proprio assalto finale delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio.
Basti pensare che il Governo Renzi rilancia le attività petrolifere addirittura nel Golfo di Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi e la costiera Cilentana, dell’omonimo Parco Nazionale.
Si arriva al paradosso che le produzioni agricole di qualità, il nostro paesaggio e i tanti impianti e lavorazioni che non provocano inquinamento, compresi quelli per la produzione energetica da fonti rinnovabili quando realizzati in maniera responsabile e senza ulteriore consumo di territorio, non sono attività strategiche a norma di legge. Lo sono, invece, i pozzi e l’economia del petrolio che, oltre a costituire fonti di profitto per poche multinazionali, sono causa dei cambiamenti climatici e di un pesante inquinamento.
Mentre il mondo intero sta cercando di affrancarsi da produzioni inquinanti, il Governo Renzi per i prossimi decenni intende avviare la nostra terra su un binario morto dell’economia. Eppure l’industria petrolifera non ha portato alcun vantaggio ai cittadini ma ha costituito solo un aggravamento delle condizioni sociali ed ambientali rispetto ad altre iniziative legate ad un’economia diffusa e meno invasiva.
Nel Decreto la gestione dei rifiuti è affidata alle ciminiere degli inceneritori, mentre l’Italia dovrebbe puntare sulla necessaria riduzione dei rifiuti e all’economia del riciclo e del riutilizzo delle risorse. Tanti comuni italiani hanno raggiunto percentuali del 70-80% di raccolta differenziata coinvolgendo intere comunità di cittadini. Bruciare i rifiuti significa non solo immettere nell’ambiente pericolosissimi inquinanti producendo ceneri dannose alla salute e all’ambiente ma trasforma in un grande affare, concentrato in poche mani, quello che potrebbe essere una risorsa economica per molti.
Le grandi opere con il loro insano e corrotto “ciclo del cemento” continuano ad essere il mantra per questo tipo di “sviluppo” mentre interi territori aspettano da anni il risanamento ambientale. Chi ha inquinato deve pagare. Servono però bonifiche reali, non affidate agli stessi inquinatori e realizzate con metodi ancora più inquinanti; l’esatto opposto delle recenti norme con cui si cerca di mettere la polvere tossica sotto al tappeto. Addirittura il “sistema Mose” diventa la regola, con commissari e “general contractor” che gestiranno grandi aree urbane in tutto il Paese, partendo da Bagnoli.

Questo Decreto anticipa nei fatti le peggiori previsioni della modifica della Costituzione accentrando il potere in poche mani ed escludendo le comunità locali da qualsiasi forma di partecipazione alla gestione del loro territorio.

Il provvedimento si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano complessivo di privatizzazione e finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la legge di stabilità.

Riteniamo che il Parlamento debba far decadere le norme di questo Decreto chiarendo che le vere risorse strategiche del nostro paese sono il nostro sistema agro-ambientale con forme di economia diffusa, dal turismo consapevole all’agricoltura, dalle rinnovabili diffuse alle filiere del riciclo e del riutilizzo.

Contrastare questo Decreto è un impegno affinché la bellezza del paese non sfiorisca definitivamente sacrificata sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche.

mercoledì 15 ottobre 2014

EXPO: CONTINUANO CORRUZIONE E MALAFFARE

Si amplia l'inchiesta giudiziaria su Expo e vie d'acqua.
Ora Antonio Acerbo finisce agli arresti domiciliari unitamente a Dome­nico Mal­tauro, collaboratore "esterno" della soc. Maltauro e Andrea Castel­lotti della soc. Tagliabue.
Insomma Expo oltre a "mangiare la terra" continua a dimostrarsi un pozzo senza fondo per la corruzione e il malaffare. Ricordiamo che la Maltauro è presente anche nel raggruppamento di imprese che sta realizzando la Pedemontana.


Expo, ai domiciliari Antonio Acerbo,
ex responsabile del Padiglione Italia

—  Luca Fazio, MILANO, 14.10.2014

Milano. Nuova tegola giudiziaria. Arrestato il top manager già indagato per turbativa d'asta e corruzione. Lo stesso provvedimento colpisce un imprenditore e un manager. Il presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, adesso potrebbe decidere di commissariare le cosiddette "Vie d'Acqua", l'opera più contestata dell'esposizione universale che comunque verrà ultimata solo dopo il 2015.
Tutti ten­gono fami­glia in que­sto paese. Dun­que anche Anto­nio Acerbo, l’ex respon­sa­bile del Padi­glione Ita­lia dell’Expo ed ex com­mis­sa­rio dele­gato per il con­te­sta­tis­simo pro­getto delle “Vie d’Acqua”, finito ieri agli arre­sti domi­ci­liari nell’ambito dell’inchiesta con­dotta dai pm di Milano Clau­dio Git­tardi e Anto­nio D’Alessio. Lo stesso prov­ve­di­mento è scat­tato anche per l’imprenditore vicen­tino Dome­nico Mal­tauro e per Andrea Castel­lotti, mana­ger della società Taglia­bue. Secondo il gip del Tri­bu­nale, i tre potreb­bero “com­met­tere ulte­riori reati della stessa spe­cie”.

Anto­nio Acerbo, che era già finito nel regi­stro degli inda­gati per cor­ru­zione e tur­ba­tiva d’asta, e che il 2 otto­bre si era dimesso dalla carica di com­mis­sa­rio, pare abbia truc­cato le gare d’appalto in cam­bio di con­su­lenze per il suo figliolo (Livio). Secondo i pm non si inta­scava i soldi ma pre­ten­deva lucrosi con­tratti per le società del suo erede, e agli atti ci sarebbe la con­fes­sione dell’ad della società Taglia­bue. Prima che top mana­ger, è un padre. Intanto, l’impresa di costru­zioni Giu­seppe Mal­tauro riba­di­sce “la pro­pria estra­neità ai fatti” scri­vendo che “Dome­nico Mal­tauro non è dipen­dente dell’impresa e non rive­ste all’interno della mede­sima né di altre società del gruppo alcuna fun­zione, essendo tito­lare di una pro­pria atti­vità impren­di­to­riale con la quale col­la­bora con l’impresa Giu­seppe Mal­tauro”. Ecco un altro pro­blema di fami­glia, ma su scala aziendale.

L’ipotesi della Pro­cura di Milano — e l’evidente com­pli­carsi della situa­zione per uno dei mana­ger più impor­tanti nomi­nati per gestire l’esposizione uni­ver­sale che comin­cerà fra sei mesi — forse obbli­gherà il pre­si­dente dell’Autorità nazio­nale anti­cor­ru­zione Raf­faele Can­tone a pren­dere, final­mente, una deci­sione ope­ra­tiva. Tanto che ormai appare “pro­ba­bile” il com­mis­sa­ria­mento di uno dei tanti pro­getti inu­til­mente farao­nici pen­sati (male) per l’Expo mila­nese, le cosid­dette “Vie d’Acqua”, l’opera che più di altre ha pro­vo­cato con­te­sta­zioni dal basso mobi­li­tando cit­ta­dini, cen­tri sociali e asso­cia­zioni. Giro d’affari sti­mato: più di 100 per col­le­gare il sito dell’esposizione con la Dar­sena di Milano, obiet­tivo che comun­que a causa del ritardo nei lavori sarà rag­giunto (forse) dopo l’esposizione. “Potrebbe essere com­mis­sa­riato”, ma non è detto, per­ché Raf­faele Can­tone, come sem­pre, prima di pren­dere una deci­sione vuole vederci chiaro. Signi­fica che anche que­sta volta biso­gnerà atten­dere “una attenta let­tura dell’ordinanza” prima dell’eventuale com­mis­sa­ria­mento della com­messa vinta dalla Mal­tauro. Potrebbe essere riso­lu­tiva la riu­nione con­vo­cata dal governo che si svol­gerà domani pome­rig­gio a Milano per fare il punto sull’Expo, ci saranno il mini­stro Mau­ri­zio Mar­tina, lo stesso Can­tone, il com­mis­sa­rio unico di Expo Giu­seppe Sala, il com­mis­sa­rio di Padi­glione Ita­lia Diana Bracco, e poi Bobo Maroni e Giu­liano Pisapia.

Ma è impro­ba­bile che que­sta nuova “tegola” possa agi­tare più di tanto i ver­tici della poli­tica mila­nese e lom­barda. La vice­sin­daco di Milano, Lucia De Cesa­ris, è stata piut­to­sto chiara: “Si parla di un capi­tolo già chiuso, la per­sona era già fuori gra­zie anche a una forte presa di posi­zione del sin­daco Pisa­pia. Il sin­daco, infatti, aveva chie­sto ad Acerbo “un passo indie­tro” per “sal­va­guar­dare la repu­ta­zione del nostro paese”. Il pre­si­dente della Regione Lom­bar­dia, Roberto Maroni, invece non ha nes­sun com­mento da fare. Né può pre­oc­cu­pare la pro­vo­ca­to­ria pro­po­sta del por­ta­voce del M5S in regione, Andrea Fia­sco­naro, secondo cui gli ita­liani dovreb­bero almeno essere esen­tati dal pagare il biglietto per visi­tare i padi­glioni di Rho-Pero: “Abbiamo già pagato abbon­dan­te­mente per Expo in cor­ru­zione, malaf­fare, tan­genti e denaro pub­blico, i cit­ta­dini one­sti e la società sana è ves­sata da un carico fiscale ecces­sivo anche a causa della cor­ru­zione che ruota intorno ai nostri eventi e che ci rende il paese più cor­rotto d’Europa”.

E comun­que, quand’anche fos­simo in buona o pes­sima com­pa­gnia, lo stesso Raf­faele Can­tone ha pre­ci­sato che l’Enac non può fare alcuna veri­fica sugli appalti dei padi­glioni stra­nieri, cioè sulla stra­grande mag­gio­ranza dei lavori in corso (si sta lavo­rando giorno e notte per non cor­rere il rischio di fare una figu­rac­cia mon­diale). “Ci siamo posti que­sto pro­blema — ha ammesso Can­tone — e con il pre­fetto abbiamo chie­sto agli ammi­ni­stra­tori stra­nieri di effet­tuare con­trolli. Con alcuni paesi stra­nieri, pochi a dire il vero, abbiamo rag­giunto un’intesa: lad­dove ci sono osta­tive ven­gono segna­late alla sta­zione appal­tante, ma rimane comun­que un sistema poco efficiente”.

Da il Fatto Quotidiano

martedì 14 ottobre 2014

DOMENICA 19-10-014: A SPASSO NEL PARCO BRUGHIERA BRIANTEA CON IL COMITATO PER IL PARCO REGIONALE

DOMENICA 19 OTTOBRE 2014 
A MEDA (MB)
CON RITROVO ALLE ORE 8,30 
AL PARCHEGGIO LUNGO LA VIA PESCARENICO ANGOLO VIA COLOMBARA.
CURATA DA:  
COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA
 ASSOCIAZIONE PRO LOCO PRO MEDA

E' questa la 17^ uscita del programma "Le Stagioni del Parco 2014"
Partenza entro le 8:45
Prima parte del percorso lungo il sentiero n° 6 del PLIS Parco Brughiera Briantea che ripercorre la vecchia via ferrovia a scartamento ridotto delle fornaci fino a raggiungere la via per Mariano Comense a Lentate sul Seveso per entrare nella proprietà Cassina con visita al parco faunistico.
Da qui, al termine della visita, si riprende il sentiero n°6 per avviarsi verso la "zoca di pirutit" e portarsi di nuovo sul sentiero per il rientro al punto di ritrovo.

LA NUOVA CONFIGURAZIONE DELLA PROVINCIA DI MB


Il nuovo Presidente della provincia di MB, come era previsto, è Gigi Ponti, con il 63,2% dei voti mentre la lista Brianza Rete Comune raccoglie il 57,13 % dei voti e elegge 10 Consiglieri Provinciali.
3 consiglieri Provinciali vanno alla lista Insieme per la Brianza (F.I+N.c.d), 2 consiglieri alla Lega e 1 consigliere alla lista Brianza Civica.
Ricordiamo che alle votazioni avevano diritto a partecipare solo i Sindaci e i Consiglieri Comunali della Provincia di MB e che è stato applicato un macchinoso sistema di "voto ponderato" in funzione del numero di abitanti per ogni comune della provincia. (il voto dei cons. Comunali di Meda pesava 108).
I Consiglieri della lista Brianza Rete Comune che sono risultati eletti,sono quelli evidenziati in rosso nella tabella sottostante


Gli eletti sono quindi:

Pietro Virtuani (cons. com di Brugherio)
Roberto Scanagatti (sindaco di  Monza)
Giorgio Garofalo (cons. com di Seveso)
Orietta Vanosi (cons. com di Bovisio Masciago)
Domenico Guerriero (ex cons prov)
Valeria Fasola (cons. com di Nova Milanese)
Concetta Monguzzi (sindaco di Lissone)
Roberto Invernizzi (sindaco di Bellusco)
Renato Casati (sindaco di Verano Bza)
Paolo Brambilla (sindaco di Vimercate)

Alcuni li conosciamo già e con loro ci siamo rapportati sulle tematiche ambientali e del governo del territorio nonchè sul PTCP.
Sinistra e Ambiente proseguirà su questa strada, insieme agli altri gruppi del coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP, in un confronto dialettico fatto anche di critiche e proposte per la tutela del territorio.

Per gli altri gruppi, sono stati eletti per Insieme per la Brianza (F.I+N.c.d) Federico Romani (ex cons prov), Riccardo Borgonovo (sind. Concorezzo) e Gabriele Volpe (ex cons prov.);
per la Lega : Andrea Monti (ex ass prov) + Andrea Villa (cons. com. a Desio)  mentre per Rete Civica entra in consiglio Rosario Mancino (ex cons prov di Fratelli d'Italia anche se in lista con Rete Civica).

mercoledì 8 ottobre 2014

CON IL COMITATO PARCO REGIONALE BRUGHIERA ESCURSIONE A FIGINO SERENZA TRA IL TORRENTE SERENZA E LE VILLE STORICHE

DOMENICA 12 OTTOBRE 2014 A FIGINO SERENZA (CO) - 
RITROVO ALLE ORE 8,30 IN VIA DE GASPERI 
PRESSO IL PARCHEGGIO DEL MERCATO - EX TESSITURA.
CURATA DA: ASSOCIAZIONE "GRUPPO VOLONTARI VALLE SERENZA".

E' questa la quattordicesima uscita del programma "Le Stagioni del Parco 2014"
Partenza entro le 8:45
Prima parte del percorso lungo il sentiero n° 11 del PLIS Parco Brughiera Briantea quindi a Novedrate visita dall'esterno della portineria del castello di Carimate e poi alla Villa Casana all'interno del parco ex IMB ora E-Campus.
Da qui si riprende il sentiero attraversando il torrente Serenza e le sue migliaia di anni di storia geologica con l'affioramento consistente del "Ceppo Lombardo".
Poi si prosegue per Carimate con visita al Torchio ex stalle + castello (stiamo ancora aspettando se possibile visitare le sale).
Dopo un'occhiata al Santuario Madonna dell'Albero si prosegue verso Montesolaro dove è situata la Villa Nobili Calvi - Radice Fossati.
Poi sempre lungo il sentiero n° 11 rientro a Figino Serenza con visita alla Villa Ferranti / Pozzobonelli  e rinfreschino offerto dal Gruppo Volontari Valleserenza intorno alle 13.00/13.30.
In caso di pioggia l'escursione è comunque confermata in quanto può essere effettuata anche su strada asfaltata (ovviamente se non diluvia o non ci sono temporali !).