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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

martedì 31 maggio 2016

SEVESO +40: LA MEMORIA ....... CORTA


A Seveso sono in corso una serie di iniziative ideate dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con la FLA, l’Agenzia Innova 21, Legambiente Lombardia e con il supporto della Fondazione Cariplo.
Seveso +40 è il titolo generale di questi incontri pensati per la “celebrazione” del quarantennale del disastro diossina TCDD dell'ICMESA di Meda.
All'incontro di sabato 28-05-016, "40 anni di Storia, storie di 40 anni" realizzato nella sede sevesina del Parco Regionale del Bosco delle Querce sono state chiamate singole donne e uomini a raccontare la loro storia e i loro ricordi di ciò che allora accadde.
Invitati anche (ma non come testimoni relatori) Alberto Colombo e Gianni Del Pero, uomini oggi – allora ragazzi - a conoscenza di quanto allora avvenuto nonchè appartenenti a gruppi ambientalisti presenti sul territorio (coordinamento ambientalista INSIEME in RETE e WWF).

E' indubbio che il disastro ICMESA e diossina sia ancora oggi argomento delicato da trattare per tutte le implicazioni emotive, sulla salute, sull'ambiente, sul tessuto sociale e sul territorio che esso causò.
Qualcosa quindi che a nostro avviso non può essere confinato nella "celebrazione" di un "anniversario" perché questo capitolo non può essere considerato chiuso sopratutto per il fatto che la diossina TCDD risulta ancora contaminare parti del suolo dei nostri comuni ed è nel sangue di chi, non per sua volontà, ne venne in contatto.
L'incontro ha fatto emergere una ricostruzione degli eventi limitata e, a nostro parere, troppo tesa a superare, andare oltre, come se la questione possa dirsi oggi risolta. 
Una impostazione che oltretutto ha focalizzato particolarmente il ruolo e l’atteggiamento tenuto da parte della comunità cattolica sin dal 1976, dando l’impressione di considerare quello come l’unico apporto positivo a seguito del disastro diossina.
Certo, ci fu anche questo e anche di questo si deve parlare perché fu parte di quegli anni.
Però, nella complessità di quegli accadimenti, non è solo e non è l’elemento unico per comprendere e trasmettere la “vicenda Diossina” e avere coscienza dei punti oscuri o perlomeno controversi associati.
Dopo molti anni, per evitare offuscamenti volontari e involontari, sarebbe importante ricordare anche quella che fu la cronaca con le sue evidenze, con i momenti concitati, i ritardi delle Istituzioni e degli Enti preposti ai controlli, le contrapposizioni, le responsabilità, la sfiducia, la paura ma anche il desiderio e la volontà di essere informati per poter valutare senza subire decisioni affrettate o comode.
Proprio attorno a tutti questi fattori, altri soggetti della comunità locale e non, furono parte degli avvenimenti e della storia di quei giorni drammatici.
Il 28-5-016 non sono state quindi sufficienti le testimonianze di Alessandro Meroni del WWF e di Gabriele Galbiati di Legambiente circolo Laura Conti di Seveso a compensare questo disequilibrio.
La narrazione non può ignorare tutti quei soggetti che in quegli anni agirono e operarono sia per denunciare le responsabilità colpevoli della Givaudan-La Roche sia per informare e cercare di rendere edotti e consapevoli i cittadini del rischio che stavano correndo.
Si deve ricordare quella che era la pericolosità della produzione chimica dell’ICMESA, ottenuta in una fabbrica con un impiantistica obsoleta e priva di dispositivi di contenimento e di sicurezza.
Si deve ricordare che la fuoriuscita della diossina TCDD fu resa nota con colpevole ritardo, esponendo nel frattempo molti cittadini al contatto con il potente tossico.
Si deve raccontare dei tentativi di minimizzare e dell'opacità rispetto alle informazioni sui reali livelli d'inquinamento, sulle dubbie perimetrazioni delle zone A, B, R che escludevano parti densamente abitate, sui dubbi su cosa venisse effettivamente prodotto nell’ICMESA.
Si deve raccontare di progetti, per fortuna sventati, che volevano la costruzione di un forno inceneritore in loco, inizialmente approvato dal CC di Seveso (delibera poi annullata per la pressione esercitata della cittadinanza), per poter bruciare tutto quello che risultava contaminato. Sarebbe stata una scelta sciagurata , tecnicamente pericolosa perchè avrebbe accresciuto il rischio invece di risolverlo. L’inceneritore non fu poi realizzato per la grande e responsabile opposizione dei cittadini, culminata con l’adesione popolare alla riuscita manifestazione del 14-5-1977 che mise definitivamente la parola fine al dissennato progetto. Determinante fu il circolare di una informazione corretta che fu offerta alla popolazione da gruppi attivi sul territorio.
Su quella e su altre pesanti criticità operò il Comitato Tecnico Scientifico Popolare, cui diedero il loro apporto e la loro collaborazione tecnici, chimici, medici, epidemologi (G. Maccacaro, L. Mara, F. Berrino, G. Tognoni etc) per la diffusione delle informazioni, del sapere e delle conoscenze tra la cittadinanza colpita dalla diossina TCDD.
Imprescindibile fu anche l’apporto dato al nostro territorio da parte di Barry Commoner e di Laura Conti. Essi aiutarono a denunciare i rischi per l'ambiente e i viventi, animali e umani, determinati dal primato distorto del progresso e della chimica che tutto fa e tutto può nel nome del solo profitto e riferendo «della mancanza di controlli pubblici contro lo strapotere degli interessi privati, dell’impotenza della pubblica amministrazione di un paese, pur industriale e civile, come l’Italia, di fronte a un disastro ecologico imprevisto, ma non imprevedibile» (cit di L. Conti).
Ricordando quegli anni è necessario parlare anche della sofferenza delle donne attanagliate dal dubbio, in una situazione di pericolo oggettivo, se portare o meno a termine le loro gravidanze ricorrendo all'aborto terapeutico così come le preoccupazioni e il rischio che incombeva tra chi non venne evacuato ma era sul confine di zone pesantemente contaminate, come se esistesse una demarcazione netta tra zona inquinata e zona pulita determinata dalla ricaduta "intelligente" della TCDD mentre poi la realtà era di morie di animali e casi di cloracne registrati anche al di fuori della perimetrazione ufficiale delle aree A, B, R.
Non si deve genericamente "voltare pagina" perchè ciò che è accaduto il 10 luglio di 40 anni fa ha lasciato l'eredità pesante di un aumento di alcune tipologie di tumori ma sopratutto la presenza del potente tossico nel sangue di molti di coloro che furono esposti e nel suolo.
Oggi, il rischio non è scomparso, ma si ripropone con il progetto di realizzazione dell'autostrada Pedemontana.
Un 'autostrada il cui tracciato attraversa proprio le zone A, B, R dove le analisi del 2008 hanno certificato ancora la presenza di diossina TCDD.
Di nuovo ricompare la subalternità a qualcosa che è considerato “strategico” e perciò ineluttabile a occhi e orecchie istituzionali attente alle “sirene” dello sviluppo ad ogni costo a discapito del territorio e dell’ambiente, anche laddove questo è già stato pesantemente colpito e compromesso.
Così, nel 2008 la maggioranza in Regione Lombardia decide di approvare la proposta di Raffaele Cattaneo (allora Assessore ai Trasporti e ora Presidente del Consiglio Regionale) e di concedere la deroga (tuttora vigente) alla precedente norma che imponeva il divieto assoluto di interventi all’interno del “Bosco delle Querce di Seveso e Meda”.
Una deroga ad hoc per permettere il passaggio dell’autostrada Pedemontana proprio dove sbancamenti profondi sono da evitare perché sotto il livello di scarifica e sotto la terra nuova riportata c’è ancora la TCDD rilevata nel 2008 dalle analisi chimiche più recenti.
La decisione dello sbancamento del Bosco delle Querce avvenne nelle stanze di Regione Lombardia, con il complice silenzio delle istituzioni locali fino a quando i gruppi ambientalisti nel 2010 – venuti a conoscenza del progetto – dettero l’allarme generando la reazione della gente che nella ricorrenza del 10 luglio 2011 accorse per stringersi in un simbolico abbraccio attorno al minacciato Bosco.
Questa reazione indusse Regione Lombardia a ripensare il progetto tutelando parzialmente il Bosco.

Dunque, anche oggi, come nel passato, solo l’informazione diffusa, la sensibilizzazione, la consapevolezza e la mobilitazione possono contenere queste sciagurate volontà.
Anche di questo bisogna parlare così come bisognerà parlare dei risultati delle analisi chimiche della Caratterizzazione del suolo in corso per le aree A, B e R interferite dal tracciato della Pedemontana e così considerare e valutare i potenziali rischi per una popolazione che non può permettersi d'essere nuovamente esposta alla Diossina rimessa in circolo dagli sbancamenti e dalla movimentazione di terra inquinata.

Ecco, tutto questo è stato il disastro Icmesa che non può e non deve essere “seppellito” ma va raccontato nella sua completezza e con le attuali implicazioni legate alla realizzazione dell’inutile autostrada pedemontana nelle aree ancora contaminate da TCDD.
Voltare pagina non significa pensare d'essersi lasciati alle spalle qualcosa di insopportabile ma essere più consapevoli.
Perchè la Memoria è PER il tempo Presente.

Sotto, alcune cronache su quelli che furono punti controversi.

Video da vedere in tutte le sue 6 parti

Per approfondimenti sulla vicenda Diossina del disastro ICMESA, prima e dopo la fuoriuscita del potente tossico rimandiamo a:

  • AA.VV. ICMESA una rapina di lavoro e di territorio, Milano, 1976.
  • AA.VV. Seveso. La guerra chimica in Italia, Verona, 1976.
  • AA.VV. “Sapere” n. 796 del novembre-dicembre 1976. Seveso un crimine di pace.
  • AA.VV. “Sapere” n. 848 del giugno-agosto 1982. Seveso sei anni dopo.
  • AA.VV. Icmesa fatalità o crimine?, Milano, 1977.
  • AA.VV. Disastro Icmesa. Scienza, pubblica amministrazione e popolazione di fronte alla tragedia tecnologica, Milano, 1979.
  • Biacchessi, Daniele La fabbrica dei profumi. La verità su Seveso, l´Icmesa, la diossina, Dalai editore 1995.
  • Breglia Mario, Toeschi Luisa I ragazzi della diossina, Torino, 1978.
  • Carson Rachel Primavera silenziosa, (ed. italiana) Milano, 1963.
  • Centemeri Laura Ritorno a Seveso il danno ambientale, il suo riconoscimento, la sua riparazione 2006
  • Colombo Diego, "Quelli della diossina" Edizioni Lavoro collana Storie/a
  • Conti Laura Visto da Seveso. L´evento straordinario e l´ordinaria amministrazione, Milano, 1976.
  • Conti Laura Una lepre con la faccia di bambina, Milano, 1978.
  • Conti Laura Questo pianeta, Roma, 1987.
  • Ferrara Marcella Le donne di Seveso, Roma, 1977.
  • Fratter Massimiliano Seveso Memorie da sotto il Bosco – libro più DVD -, 2006.
  • Galimberti Mario, Citterio Giacomo, Losa Luigi Seveso la tragedia della diossina, Besana Brianza, 1977.
  • Ginsborg Paul Storia d´Italia dal dopoguerra ad oggi, Torino, 1989.
  • Remondetta Miriam, Repossi Alessandra Seveso vent´anni dopo. Dall´incidente al Bosco delle Querce, Milano, 1998.
  • Rocca Francesco I giorni della diossina, Milano, 1980.
  • Rabitti Paolo Diossina. La verità nascosta edito da Feltrinelli, 2012
  • Ziglioli Bruno, La mina vagante. Il disastro di Seveso e la solidarietà nazionale Franco Angeli
  • La Regione per la bonifica di Seveso opuscolo a cura del Servizio stampa e Documentazione della Giunta Regionale della Lombardia, Milano, senza data.
  • La Risposta tecnologica agli inquinamenti chimici, atti del convegno a Milano dal 20 al 22 settembre 1984 a cura dell´Ufficio Speciale di Seveso.
  • 10 luglio 1976. Seveso il dramma della nube tossica”, rassegna stampa italiana a cura del servizio stampa e comunicazione della Giunta Regionale della Lombardia. 18 luglio 1976 – 19 luglio 1977.

Materiale di teatro civile, materiale video etc.

- Diossina 2.0 Massimiliano Vergani
- La fabbrica dei Profumi, History Channel
- La fabbrica dei Profumi, Daniele Biacchessi
- Gambit, documentario di Sabine Gisiger
- Pedemontana uscita Seveso, documentario di Marco Tagliabue per la RSI
- Rot Weiss Kabarett, a cura di Musicamorfosi

La documentazione relativa alla presenza dell’ICMESA a Meda dal 1946 e a quanto accaduto dopo l’incidente è conservata nell’Archivio della Memoria custodito dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, per contatti legambienteseveso@gmail.com

Rassegna stampa su quanto abbiamo scritto:


PEDEMONTANA: ANCHE I SINDACI DELLA TRATTA A SCRIVONO A DELRIO


Anche i Sindaci della Tratta A di Pedemontana e della tangenziale di Varese hanno scritto al Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per evidenziare le colpevoli inadempienze della società Autostrada pedemontana Lombarda nella prima tratta realizzata.
Un documento che dimostra ancora una volta come si sia data priorità assoluta al nastro d'asfalto e si siano lasciate le previste Compensazioni Ambientali in una situazione di totale incertezza realizzativa.
Non solo, per costruire l'autostrada, i servizi di alcuni comuni sono stati pesantemente danneggiati e non ancora ripristinati e i fondi a disposizione risultano esauriti.
Ecco, questo è la Pedemontana.


Da VareseNews del 19-05-016

Pedaggio e compensazioni Pedemontana, così non va 

La Provincia e i sindaci coinvolti portano a Roma il dossier. Che riconosce alcuni passi sulle compensazioni ambientali ma i problemi rimangono: "E sulle strade intorno rimangono le code"
 
«Pedemontana completi gli interventi di compensazione sul territorio». La Provincia – a fianco dei Comuni – torna alla carica per sollecitare gli interventi previsti.a
Villa Recalcati ha completato la “Relazione sulle problematiche aperte dei Comuni della provincia di Varese connesse alla costruzione di Pedemontana”, presentatadal Presidente della Provincia Gunnar Vincenzi, dal Consigliere di maggioranza Paolo Bertocchi, affiancari dai sindaci Giuseppe Licata (Lozza), Samuele Astuti (Malnate), Vittorio Landoni (Gorla Minore), Cristiano Citterio (Vedano Olona) e Luciano Biscella (Cislago).
«Qualche settimana fa siamo stati al Ministero delle Infrastrutture a Roma per illustrare tutte le problematiche – ha spiegato Vincenzi in apertura di conferenza stampa – Tra qualche giorno, come da accordi presi, torneremo a Roma per consegnare il documento relativo alle situazione ancora aperte. La relazione condivisa dai comuni, infatti, dettaglia tutte le necessità relative agli interventi di compensazione e mitigazione ambientale ancora da realizzare e il problema del pedaggiamento. L’obiettivo è che si possa giungere al più presto a una soluzione».
Il Presidente Vincenzi ha poi dettagliato le principali istanze dei Comune: «Sulle compensazioni ambientali il documento chiede che ci sia un impegno preciso e ufficiale sulle somme destinate a questi lavori da parte di Pedemontana. Per quanto riguarda le mitigazioni è doveroso specificare che alcune opere sono state fatte. Alcune però richiedono nuovi interventi, mentre altre devono ancora essere fatte. Infine la questione pedaggio, che una volta introdotto ha trasformato la nuova autostrada in una cattedrale deserta e le strade che attraversano i Comuni si ritrovano con la medesima insopportabile situazione viabilistica di quando la Pedemontana non c’era: code lunghissime, problemi di inquinamento acustico ed atmosferico».
Il Sindaco di Lozza Licata, che ha coordinato tra i Comuni la raccolta dei dati contenuti nel documento ha sottolineato che «ora il problema Pedemontana non è più una questione che interessa i singoli Comuni, ma è diventata una problematica di tutto il territorio. Ringrazio Provincia di Varese perché ha contribuito a fare da raccordo».
Sul pedaggio, infine, il Sindaco di Malnate Astuti ha precisato che «sulla questione servirebbe maggior chiarezza, trasparenza e semplificazione. Così come è stato pensato mette in grande difficoltà un cittadino, anche solo per capire quanto dovrebbe pagare. Forse sarebbe meglio rivedere l’intera questione, anche per quanto riguarda l’importo, troppo alto se si considera la brevità dei tratti sottoposti a pedaggio e il fatto che l’opera, considerato quanto detto sopra, non è ancora terminata».

giovedì 26 maggio 2016

SINISTRA E AMBIENTE SULLA VARIANTE AL PGT DI MEDA IN CC

In data 23-5-016 il Consiglio Comunale di Meda si è espresso sulla Variante al PGT.
La delibera di adozione è stata approvata con 10 voti favorevoli (8 cons. com Pd + il sindaco + Molteni del PdL/Ncd), 4 voti contrari (Meda per Tutti + Lista con Buraschi per Meda + 2 Lega) e l'astensione di Sinistra e Ambiente.
Il nostro gruppo dopo aver attentamente analizzato i contenuti della variante, ha ritenuto che per essa necessitano modifiche e integrazioni per migliorarla ma ha comunque espresso giudizi negativi sull'azione dell'esecutivo di Caimi, nel recente passato, in tema d'urbanistica.
Non siamo ancora nelle condizioni di una variante a consumo di suolo zero anche perchè uno degli Ambiti di Trasformazione (l'AC2 di via S. Giorgio) è stato "trasferito" nel piano delle regole con destinazione d'uso produttiva. Una scelta incomprensibile, sulle cui motivazioni l'amministrazione non ha dato chiarimenti.
Eppure quest'area sarebbe utile per la creazione d'uno spazio di verde pubblico in un quartiere saturo d'edifici.
Nonostante le nostre richieste è rimasta immutata la volontà di chiedere lo stralcio di zone allocate dalla Provincia di MB in ambito di Aree Agricole Strategiche, Rete Verde e Ambiti di Interesse Provinciale.
In particolare non ci convince questa decisione per quanto riguarda il " vecchio mulino" e per una striscia utile per un seppur esile corridoio verde a lato superstrada.
Qualche perplessità l'abbiamo anche rispetto a quanto consentito nella Disciplina d'Intervento nel centro storico sugli edifici di antica formazione e sui nuclei di quelle che erano le cascine medesi sarebbe auspicabile un livello di tutela maggiore sul corpo degli edifici.
Anche il meccanismo della perequazione, inserito per acquisire al pubblico le zone libere da destinare a verde deve essere affinato, così come deve essere più chiara la pianificazione per l'inclusione nell'area ora PLIS Brughiera (e speriamo quanto prima Parco Regionale Groane-Brughiera) del previsto ampliamento di 24 ha in zona cave, quello che era l'Area Connessione Ecologica (ACE) del Pgt 2012 vigente.
C'è poi la novità costituita dal recepimento delle mappe delle aree a rischio esondazione del Tarò/Certesa e connesso reticolo idrico del "Piano di Gestione del rischio Alluvioni nel distretto idrografico padano" con misure di salvaguardia che limiteranno alcune tipologie d'interventi edilizi con la presentazione di un piano di compatibilità per gli interventi nelle zone all'interno del perimetro di potenziale esondazione.
Tale mappatura comprende anche i sottopassi.
Su questo attendiamo la prossima elaborazione d'uno studio d'approfondimento. Studio che è stato affidato con determina n° 61 del 18-5-016.
Ortofoto aree a rischio alluvione a Meda
Non possiamo comunque tralasciare la responsabilità politica dell'amministrazione Caimi e del Pd che, approvando nel 2012 il PGT comprensivo degli Ambiti di Trasformazione, hanno consentito l'avvio del piano attuativo sull'AC4 con nuovi e inutili capannoni e, successivamente, con il ritardo nell'elaborazione della Variante, messo potenzialmente a rischio, per il subentro della moratoria della legge Regionale n° 31 del 2014, anche la salvaguardia delle aree libere laddove esistono le previsioni edificatorie degli AT presenti nel PGT 2012.
Incondivisibile è stata inoltre l'azione dell'amministrazione, acriticamente appoggiata dai consiglieri del Pd, di sottrarre alla Variante Generale l'area ex Medaspan (AT1) per destinarla con variante parziale e specifica (semplificazione utile alla proprietà) alla costruzione di un centro commerciale con annesso albergo e servizi.
Il giudizio politico rimane quindi comunque di una pessima gestione dell'azione nel campo della pianificazione del territorio.
L'astensione di Sinistra e Ambiente è determinata dal recepimento di alcune nostre indicazioni formulate nel 2013 mentre sugli altri punti di debolezza o di ambiguità, interverremo nella fase di presentazione delle osservazioni (consentita dal 23-6-016 al 23-7-016) con proposte puntuali.

Per dettagli sulla variante al PGT e sulle riflessioni di Sinistra e Ambiente vedi anche:

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

 

La mappa con le destinazioni d'uso

lunedì 23 maggio 2016

CARATTERIZZAZIONE: IL RAPPORTO DEL GEOLOGO DEL PERO

Torniamo sulla campagna di CARATTERIZZAZIONE del suolo per definire il livello di contaminazione da diossina TCDD laddove il progetto di autostrada Pedemontana attraversa le zone A, B, R del disastro ICMESA del 1976.
Dopo il reportage nei cantieri mobili dove si effettuano i sondaggi del 4-5-016, vi proponiamo ora la relazione (pubblicata sul sito del Comune di Bovisio Masciago) che il geologo Gianni Del Pero incaricato dai Comuni di Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio (Meda esclusa per volontà dell'amministrazione Caimi) ha steso come primo contributo della sua attività di controllo sui carotaggi svolti.
Come gruppo aderente al coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, continuiamo a ribadire il nostro giudizio negativo sull'inutile autostrada pedemontana e a lavorare perchè non se ne attui il suo completamento, ma riteniamo sia importante avere conoscenza e consapevolezza del livello di contaminazione del suolo. 
Per questo, seguiamo la Caratterizzazione con attenzione, chiedendo sin d'ora massima trasparenza sui risultati delle analisi chimiche.

martedì 17 maggio 2016

MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE PER UNA MEMORIA SUL DISASTRO ICMESA ANCHE A MEDA



Quest'anno, il 10 luglio 2016, saranno trascorsi 40 anni dal disastro ICMESA, la fabbrica chimica da cui fuoriuscì la tetraclorodibenzoparadiossina (TCDD), il pericolosissimo composto che ancora oggi contamina il suolo di molte aree nei comuni ove si ebbe la ricaduta di quella nube sprigionatasi dal reattore A101 del reparto B. Per noi, non una celebrazione, ma il ricordo vivo di una sciagura ambientale che, spenti i riflettori delle commemorazioni ufficiali, non può e non deve essere dimenticata o rimossa e non deve finire lentamente nell'oblio.
La storia scritta su questo disastro ambientale e sui suoi effetti è corposa e controversa e purtroppo, ancora oggi il territorio subisce nefaste conseguenze con un rinnovato rischio che deriverebbe dalla movimentazione del terreno, laddove è ancora inquinato dalla TCDD, qualora venisse completata l'autostrada pedemontana con la realizzazione della tratta B2 e C.
Autostrada che attraverserebbe proprio le zone A, B e R dove insiste la presenza di TCDD oltre i limiti normativi.
Presenza del potente tossico accertata con le analisi chimiche del 2008 oggi in fase d'approfondimento con il piano di Caratterizzazione a campionamenti più fitti e su una superficie più ampia.
Il disastro Icmesa è quindi tutt'altro che un evento passato ma è qualcosa con cui la memoria collettiva deve rapportarsi e che deve continuamente costituire un elemento di consapevolezza anche nell'agire attuale.
Per questo, importante è il percorso del "Ponte della Memoria" nella porzione sevesina del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, bosco creato dopo una laboriosa bonifica su quella che era la zona A, quella a più alta contaminazione.
Il "Ponte della Memoria" è un percorso sulla storia di quel disastro fatto di pannelli illustrativi, frutto di una condivisa elaborazione progettuale nel Comune di Seveso, utili alla comprensione degli eventi.
Eppure, eppure, la fabbrica ICMESA era insediata sul territorio del Comune di Meda.
Per questo ci pare giunto il momento per cercare d'avviare il completamento del "Ponte della Memoria" a partire dal posizionamento di un pannello illustrativo proprio a Meda, laddove sorgeva la fabbrica dell'ICMESA di cui è rimasto il muro perimetrale.
Una richiesta sicuramente minimale, per non dimenticare e per fare un primo passo verso una progettualità responsabile e accorta sull'accessibilità alla porzione medese del Bosco delle Querce, anch'esso parte di quel monumento naturale che tale deve rimanere e dove, non dimentichiamolo, nella prima vasca, coperta e impermeabilizzata (l'altra è a Seveso),  giace in sicurezza il materiale ad alta contaminazione da TCDD della bonifica.
Pensare di dare una continuità anche a Meda con quanto sinora realizzato a Seveso con il "Ponte della Memoria" sarebbe un intervento tangibile e duraturo, oltre le celebrazioni di rito.
Nella mozione, si chiede anche di trasmettere e coltivare la memoria anche alle giovani generazioni, a partire da coloro che per informarsi o per studiare frequentano la biblioteca civica medese, la Medateca, acquisendo e installando permanentemente lì la mostra “Scatti di Memoria per raccontare una Storia. Seveso. Dall’incidente del 1976 al Bosco delle Querce” realizzata dalla Direzione del Parco Regionale del Bosco delle Querce.

La mozione è stata protocollata il 16-05-016 e non è ancora nota la data del Consiglio Comunale in cui verrà discussa e sarà dunque possibile verificare il grado di sensibilità con il quale i Consiglieri di maggioranza e l'amministrazione medese ne sapranno valutare i contenuti e il senso.

sabato 14 maggio 2016

LE INCONDIVISIBILI DECISIONI DI BEA E L'OPACITA' DELL'AMMINISTRAZIONE MEDESE


Ancora Brianza Energia Ambiente (BEA) sotto i riflettori.

Ancora per una vicenda poco chiara, con l'approvazione il 10-5-016, da parte dell'Assemblea dei Soci del Bilancio di esercizio 2015, nonostante un parere condizionato per una rettifica chiesta dal Collegio Sindacale, rettifica poi ignorata bellamente dal CdA e dall'Assemblea dei Soci.

In gioco c'erano voci positive di reddito non contabilizzate derivanti da un contenzioso verso l'Agenzia delle Dogane, risoltosi positivamente per BEA.
Una cifra non contabilizzata attorno ad 1 milione di euro che, per il Collegio di Sindacale, rendeva il patrimonio netto sottostimato e quindi da riequilibrare.
L' Assemblea dei Soci ha ugualmente deciso a maggioranza d'approvare il Bilancio senza soddisfare la richiesta del Collegio Sindacale.
Una scelta pesante e incondivisibile poichè, normalmente, nessun socio  voterebbe un bilancio con un parere difforme da parte dell'organismo di controllo.

Su quest'aspetto Giovanni Bolis, vicepresidente del CdA di Bea aveva inviato, ben prima del 10-5-016, via POSTA CERTIFICATA, ai Sindaci e per conoscenza, AI CONSIGLIERI COMUNALI dei Comuni soci una dettagliata comunicazione sui fatti, comunicazione in cui anch'esso chiedeva una nuova deliberazione del progetto di bilancio 2015 alfine di rettificarlo.
E qui serve aprire una dolorosa nota locale.
All'oggi, 14-05-016, ai Consiglieri Comunali di MEDA la comunicazione di Bolis non è ancora stata consegnata (e chissà mai se lo sarà), mentre in altri Comuni soci, i Consiglieri Comunali, l'hanno ricevuta DA TEMPO.
L'amministrazione di Caimi, ancora una volta, dimostra la sua OPACITA' sugli accadimenti che riguardano BEA, considerandoli di sua "esclusiva e proprietaria competenza".
Eppure sul capitolo BEA, le acque non sono per nulla tranquille e meriterebbero momenti informativi e di confronto affinchè tutti possano trarne giudizi appropriati.

Già, perchè oltre all'aspetto legato al Bilancio 2015, (e agli esposti e al pronunciamento di ANAC sulle "anomalie" del bando per il turbogeneratore) l'Assemblea dei Soci, nella stessa seduta del 10-5-016, ha deciso di sostituire nel suo ruolo proprio il Vicepresidente Giovanni Bolis e con lui di sollevare dall'incarico nel Collegio Sindacale la dott.sa GIOVANNA CERIBELLI, la stessa che ha scoperchiato il verminaio dello “scandalo dentopoli” nella sanità lombarda.
Guardacaso, anche la Ceribelli, era componente di quel Collegio Sindacale che aveva nel recente passato prodotto un esposto alla Procura proprio per la gara sul turbogeneratore.
La mancata conferma della dott.sa Ceribelli, componente dell'ORGANISMO DI CONTROLLO che verifica la correttezza dei Bilanci ha tutto il sapore della rimozione d'una persona scomoda, scomoda perchè fa solo il proprio lavoro con professionalità e competenza.

Per questi fatti, a Cesano Maderno, il Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) MASSIMILIANO BEVACQUA, ha rimesso al Sindaco GIGI PONTI la delega all'Ambiente esprimendo forti critiche rispetto alle scelte e alla composizione del CdA di BEA. Critiche che anche Sinistra e Ambiente fa sue condividendole in toto.


Dietro tutto questo, c'è la volontà di portare fino in fondo la fusione societaria tra BEA e CEM, MANTENENDO PERENNEMENTE IN FUNZIONE IL FORNO INCENERITORE DI DESIO, con buona pace di qualsivoglia Piano Industriale che contlempi la futura dismissione del forno e l'implementazione di nuove tecnologie per il recupero e il reimpigo del rifiuto quale "materiale".
In quest'ottica, la fusione societaria verrebbe resa più "appetibile" a CEM anche con un "ridimensionamento al ribasso" di BEA.

Interessanti le affermazioni del Sindaco di Desio Roberto Corti su QuiBrianza che fedelmente riportiamo:

 "Nell'assemblea dei soci di Brianza Energia Ambiente Spa speravo che le cose potessero andare esattamente all'opposto di quello che è stato effettivamente il risultato: avrei mandato a casa il Consiglio di amministrazione e avrei mantenuto i revisori dei conti". A dirlo è una voce autorevole: quella di Roberto Corti, sindaco della città che ospita il termovalorizzatore, uno dei maggiori azionisti della società e, particolare non trascurabile, esponente del centrosinistra che non ha gradito la posizione assunta dal Partito Democratico a livello provinciale.

"Partiamo da una considerazione: i revisori dei conti, fatto più unico che raro, ritengono esprimere parere negativo sul bilancio consuntivo. Non ho capito perché la maggioranza dell'assemblea non ha voluto nemmeno provare la strada della ricomposizione, andando a sistemare quei rilievi tecnico contabili. Di fatto noi, Bovisio Masciago e Seveso abbiamo chiesto il rinvio dell'assemblea per far sì che i tecnici potessero parlarsi e risolvere la situazione. Di fronte all'ostinazione di approvare il bilancio, non mi la sono sentita di dare il mio voto a favore".

Altra perplessità, non di poco conto, riguarda poi la scelta dell'assemblea sui revisori: "Trovo incredibile che proprio quelli che hanno trovato qualcosa da sistemare siano stati silurati. Tecnicamente erano in scadenza, certo: io però li avrei riconfermati. Hanno lavorato bene. Lo dico sinceramente: l'unico che non avrei riconfermato è Antonio Romeo, ma solo per un motivo di opportunità perché si candida alle elezioni a Limbiate. Altrimenti mi sarebbe andato benissimo anche lui. Il problema è che la Provincia di Monza e Brianza non è stata disposta ad accettare la proposta, avendo già un 'pacchetto completo' di revisori e supplenti. Prendere o lasciare. Ovviamente è passata quella proposta".

Il disappunto di Corti riguarda in particolar modo Giovanna Ceribelli, quella che ha rivelato lo "scandalo dentiere": "Mi spiace che sia stata silurata anche lei, la ritengo una professionista molto preparata ed eticamente meritevole. Di certo se vengo riconfermato come sindaco lei entrerà a far parte della mia squadra di assessori con delega alle Società partecipate che, al giorno d'oggi, sono sempre più da seguire o molto importanti per i servizi che offrono alla comunità".

Di fronte alla domanda sulla sorte che avrebbe riservato al consiglio di amministrazione, Corti non ha esitazioni: "Tutti a casa. Loro sì. Non ritengo che l'attuale Cda abbia dato un segno di discontinuità nella gestione di Brianza Energia Ambiente Spa né un valore aggiunto. Basti pensare agli errori che troviamo in molte decisioni prese, dalla gara a doppio oggetto all'avvio delle pratiche per la fusione Bea-Cem. Il presidente non ha assolutamente portato quel cambiamento che mi sarei aspettato".

"Dubbi sull'operazione Bea-Cem come sostiene il consigliere regionale Gianmarco Corbetta? Vediamo cosa dicono i periti, mi aspetto che loro diano i reali valori. Di certo avrei visto di buon occhio l'aggiunta di Gelsia in un'operazione a tre. Se proprio doveva essere a due, mi sembrava più sensato mettere insieme Bea che smaltisce e Gelsia che si occupa di raccolta e spazzamento, mentre Cem è una importante stazione appaltante. Lo dico chiaramente: credo che l'ovest della Brianza, più popolato dell'est, ancora una volta sia quello che deve subire. Così com'è già avvenuto con l'Asst".



venerdì 13 maggio 2016

PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA: PUBBLICI I DOCUMENTI D'AVVIO DELL'ITER MA MEDA ....... DOV'ERA ?


Sono stati pubblicati in questi giorni sull'albo pretorio del Parco Regionale delle Groane i documenti relativi all'incontro/convegno tenutosi il 15 aprile 2016 a Solaro sul futuro dei parchi lombardi.

Nella giornata dei lavori, si è tenuta anche l 'Assemblea Programmatica ufficiale con l'approvazione del documento programmatico (sotto) per l'ampliamento del Parco Groane con parte della Brughiera.
Presenti 24 comuni, 2 provincie (CO e MB), la Città metropolitana, il Parco Groane e il PLIS Brughiera.
L'amministrazione di MEDA, pur avendo deliberato in CC il 12-2-015, l'adesione al Parco Regionale delle Groane ampliato alla Brughiera, inspiegabilmente, non era presente al momento della sigla dell’accordo programmatico come si evince dall'elenco dei presenti e dei votanti (vedi sotto).
Decisamente una caduta di stile che denota poca attenzione e sensibilità rispetto all'importante appuntamento.

Sono dunque 13 i Comuni su cui si amplierà la tutela di Parco Regionale: Cabiate, Carugo, Cantù, Carimate, Cermenate, Cucciago, Figino Serenza, Fino Mornasco, Grandate, Lentate sul Seveso, Mariano Comense, Meda, Vertemate con Minoprio.
Questo passaggio sancisce l'avvio definitivo in Regione Lombardia della costituzione del GRANDE PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA di 7.800 ha.
Sarà il parco più esteso del nord Milano!

Certo, all'appello mancano ancora alcuni tra i Comuni firmatari della proposta di Parco Regionale della Brughiera del 1996 (Alzate Brianza, Capiago – Intimiano, Casnate con Bernate, Senna Comasco, Orsenigo, Montorfano, Como, Lipomo, Tavernerio) così come si sono sfilati i due Comuni di Brenna e Novedrate pur essendo essi componenti del consorzio del PLIS della Brughiera.
Si tratta di Comuni con aree naturalistiche di pregio su cui il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera (di cui Sinistra e Ambiente è componente attiva) continuerà l'interlocuzione per portarle dentro il perimetro della tutela Regionale anche con un aggregazione successiva così come  si continuerà ad agire ed operare affinchè si arrivi all'atto conclusivo di costituzione in Consiglio Regionale.

lunedì 9 maggio 2016

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

Esauriti gli incontri pubblici (pochi e solo quelli dovuti per adempiere formalmente alla Legge Regionale 12) la documentazione preliminare per la VARIANTE al PGT di Meda è stata illustrata dagli estensori nella Commissione Territorio e Ambiente.
Alcune prime considerazioni sono dunque possibili sui contenuti di questa Variante.

Carta delle strategie di Piano e della Rete Verde cittadina

Tabella degli Ambiti di Trasformazione (AT)
Nella Variante di PGT, alcune proposte di Sinistra e Ambiente formulate nel 2013 nel documento "ELEMENTI QUALIFICANTI DA CONSIDERARE PER LA VARIANTE DI PGT" sono state recepite, anche se in modo non completo, laddove chiedevamo l'azzeramento degli ambiti di trasformazione nelle aree verdi libere residue, la creazione di connessioni utilizzando questi spazi per corridoi di collegamento tra i Parchi esistenti e l'utilizzo dell'asta del Tarò per un attraversamento, attuato con il recupero e cessione di aree spondali allorquando verranno proposti interventi dalle proprietà entro la fascia di fiume.
Importante e da seguire l'introduzione dell'AT6 con la previsione di recupero dell'ex Fornace Ceppi di via S. Maria, senza incrementi volumetrici e in un contesto di servizi compatibili con e per il Parco della Brughiera.
Una previsione di recupero che è comunque una scommessa considerato che area ed edifici sono di proprietà privata e che sarà fondamentale anche il coinvolgimento dell'Ente Parco (speriamo quanto prima Regionale) e dove deve essere centrale il mantenimento della struttura di archeologia industriale del forno Hoffman.

La carta della disciplina delle aree con gli ambiti di trasformazione (AT)
Non è stata purtroppo azzerata la possibilità edificatoria che era propria dell'ambito di trasformazione AC2 di via S. Giorgio per il quale, nella Variante, l'amministrazione ha scelto di confermarlo nel Piano delle Regole con destinazione Produttiva per altri inutili capannoni, oltretutto in una zona residenziale.
Molto più logica sarebbe la destinazione di quest'area a verde di quartiere.
Nella Variante Generale, come previsto è compreso l'AT1 (ex Medaspan) che è stato oggetto di Variante Parziale dedicata e sulla cui destinazione d'uso volevamo ragionare in ambito complessivo dopo un accurata caratterizzazione dei terreni per verificarne la salubrità e per il loro recupero nell’assetto urbano.
Sull'AT1, come noto, l'amministrazione Caimi ha optato per una strada opposta, con la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter con una Variante Parziale dai criticabili contenuti, sopratutto per quanto riguarda l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità.
La scelta miope e negativa fatta nel 2012 dal PD di approvare il PGT così com'era, senza stralciare gli Ambiti di Trasformazione ha già prodotto danni. 
In particolare abbiamo perso l'area verde libera residua in Via Piave (ambito AC4) dove sorgeranno ennesimi tristi ed inutili capannoni.
La responsabilità di questo danno ambientale, di questo ulteriore consumo di suolo è con tutta evidenza attribuibile all'attuale amministrazione che ha voluto a tutti i costi approvare un PGT senza stralciare gli AT.
Nell’arco temporale dal 2012 ai giorni nostri, causa il ritardo con cui s’è proceduto all’elaborazione della Variante, s’è inserita la Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che introduce un ulteriore ostacolo per le scelte della Variante al PGT medese.
Un articolo della LR 31 introduce una moratoria di 30 mesi dalla sua data d'entrata in vigore (2-12-014).
La moratoria vale per le previsioni di trasformazione presenti nei PGT approvati prima di tale data (quello di Meda il 23-6-012, con il voto contrario di Sinistra e Ambiente) e consente fino al maggio 2017 alle proprietà di presentare o il Piano Attuativo per la conferma dell'AT o di avere appigli per innescare contenziosi legali.
C’è dunque COMUNQUE un rischio reale di "attivazione" degli Ambiti di Trasformazione con potenziale rischio di nuovo consumo di suolo. Ecco un altro frutto avvelenato della scelta sbagliata della giunta Caimi e del PD che approvò nel 2012 il PGT comprensivo degli AT.Tornando ai contenuti della Variante, va evidenziato che l'amministrazione vorrebbe chiedere lo stralcio di alcune aree che il PTCP provinciale include negli Ambiti Agricoli Strategici (AAS), nella Rete Verde e negli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).
Tra questi stralci, non ci convincono quelli relativi all'area del "Vecchio Mulino" (proprietà pubblica) e quella di un possibile, seppur stretto, corridoio verde tra la zona cave (prevista come ampliamento del PLIS Brughiera) e la porzione medese del Bosco delle Querce.
Da valutare poi attentamente quanto definito nel Piano delle Regole relativamente alla Disciplina d'Intervento sugli edifici del nucleo di antica formazione comprese alcune cascine.
In particolare, per le cascine, la disciplina poteva essere più tutelante ripetto all'integrità del corpo degli edifici.


Nel Piano dei Servizi sono state esplicitate le aree da acquisire al patrimonio pubblico per destinarle a standard di Verde Pubblico (vedi mappa sotto - aree azzurre).
Il meccanismo previsto per l'acquisizione è quello della PEREQUAZIONE.
Chi volesse aumentare le volumetrie concesse fino alle massime previste, dovrebbe "comprare" l'indice volumetrico (0,15 mq/mq pari a 0,45 m3/mq) assegnato a queste aree da acquisire al patrimonio pubblico.
Un meccanismo che andrebbe sicuramente affinato per evitare che le aree possano risultare solo parzialmente acquisibili a causa dell'incompleta copertura delle volumetrie "comperate" dai privati e cedute all'amministrazione.
Al proposito, riteniamo insufficiente l’inserimento nelle norme di attuazione della monetizzazione per superfici minori di 150 mq poiché detta monetizzazione non risulta vincolata in modo chiaro e univoco alla possibilità di utilizzarla esclusivamente per l’acquisizione pubblica delle aree libere.
La carta delle aree a standard
 
Insomma, una Variante, perlomeno nella versione sinora illustrata e che andrà in adozione il 23-05-016, che poteva essere più coraggiosa, che sconta un "peccato originale" che ne zavorra i contenuti e con un'impostazione che non tiene appieno conto della necessità di profondi e decisi cambiamenti per dare più spazi liberi e verdi alla porzione conurbata.
Le integrazioni, le migliorie e i perfezionamenti sono ancora possibili anche prima dell'adozione e poi della successiva approvazione  in Consiglio Comunale.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente si riserva dunque la facoltà d'intervenire durante l'iter con una serie di osservazioni puntuali.
Potremo così verificare la reale volontà di questa amministrazione nel recepire o meno il nostro contributo utile a migliorare questa variante al PGT.

mercoledì 4 maggio 2016

A SEVESO E MEDA E' PARTITA LA CARATTERIZZAZIONE PER LA TCCD NEL SUOLO


Sono cominciati il 3-5-016 lungo la Via Vignazzola lato Comune di Seveso e lato Comune di Meda i carotaggi per il Piano di Caratterizzazione del suolo laddove il progetto per l'autostrada Pedemontana e per la sua viabilità complementare e di connessione intersecherà le zone A,B,R del disastro ICMESA del 1976.
I sondaggi servono per acquisire campioni di suolo da analizzare chimicamente allo scopo di rilevare il livello di contaminazione da diossina TCDD, diossine consimili e furani.
La posizione di contrarietà e di giudizio negativo sull'infrastruttura da parte di Sinistra e Ambiente e del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE è nota da tempo e continuiamo a ribadirla in ogni sede così come continueremo a fare la nostra parte affinchè si rinunci a completare quest'inutile autostrada potenziando invece la viabilità intercomunale, il trasporto pubblico e su ferro.
La Caratterizzazione è comunque un passaggio da noi fortemente voluto (e in precedenza ignorato dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda) perchè comunque utile a comprendere e valutare la contaminazione del suolo e il conseguente livello di rischio connesso alla movimentazione di grossi volumi di questa terra su aree vaste. Un passaggio i cui risultati dovranno essere tenuti in debita considerazione valutando attentamente le scelte da prendere per evitare di esporre ad ulteriori rischi una popolazione che ha già pagato sulla sua pelle l'inquinamento da TCDD conseguente al disastro ICMESA del 1976.
Per questo seguiremo con attenzione l'intero iter della Caratterizzazione e verificheremo i risultati delle analisi chimiche.

Il Consigliere Comunale  di Sinistra e Ambiente di Meda, Alberto Colombo, il 4-5-016, si è recato sul posto per un sopralluogo e un report fotografico sulle metodologie seguite per l'acquisizione dei campioni di terreno.
Sui cantieri ove avvengono i sondaggi, erano presenti, come da protocollo stabilito, oltre a Strabag (azienda dell'ATI cui è stata appaltata la realizzazione della Pedemontana, tratta B2 e successive, personale di ARPA con funzioni di controllo e raccolta dei campioni, personale del servizio di Medicina del Lavoro del presidio ospedaliero di Desio che monitorava sul posto gli addetti alla perforazione con sensori individuali di polveri  e che li monitorerà a al termine caratterizzazione con checkup sanitari specifici per la TCDD nonchè il geologo Gianni Del Pero incaricato dai Comuni di Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio di supervisionare per loro conto l'attività di caratterizzazione in tutte le sue fasi.

Il cartello di cantiere della caratterizzazione
Dettaglio sui costi e sulle date
La sonda di perforazione o sondatrice con carotatore apribile per il prelievo del terreno da analizzare
Il personale ARPA
Dentro l'area di sondaggio vengono manualmente prelevati i 5 campioni del Top Soil in un m2
Agganciato all'operatore il detector per verificare il quantitavo di polveri eventualmente disperse
Il personale ARPA cataloga il proprio campione omogeneo in vaso da 500cc
Dopo la perforazione, effettuata in area protetta e non accessibile, nel rivestimento appare il carotiere con la carota di suolo estratta per il campione intermedio (da 20 cm a 1 mt) e quello profondo (da 1 mt a 2 mt)
La "carota" estratta suddivisa per le rispettive profondità posizionata nella cassetta catalogatrice
La preparazione del terreno della carota, con un diametro inferiore ai 2 cm, da rendere omogeneo   
I contenitori per i campioni suddivisi per profondità e per destinazione d'uso. Un campione è per le analisi di laboratorio incaricato da APL, un campione per ARPA, un campione a disposizione per eventuali successive analisi.

I sondaggi da effettuare per la Caratterizzazione risultano così suddivisi nei vari Comuni interessati:


Il Giorno del 6-5-016


domenica 1 maggio 2016

MEDA: IN CC UN ORDINE DEL GIORNO PER L'ADESIONE A BRIANZASICURA



In Brianza, una serie di inchieste della Magistratura (Infinito nel 2010,  Bagliore nel 2011, Ulisse nel 2012, Briantenopea nel 2013, Tibet nel 2014, Quadrifoglio nel 2014, DiscoItalia nel 2016, Crociata nel 2016) ha definitivamente scoperchiato il verminaio degli "affari" della criminalità organizzata di stampo mafioso anche nel nostro territorio.
Una situazione che si sta rivelando grave, con una vera e propria "colonizzazione" da parte delle mafie che utilizzano metodi da "colletti bianchi" inserendosi nel tessuto economico, sociale e produttivo, godendo anche di connivenze politiche e, spesso, di un atteggiamento tendente a rimuovere o a minimizzare questo agire criminale.
Per cercare di alzare il livello di guardia è stato creato in provincia di MB un coordinamento denominato BrianzaSiCura (sito web http://brianzasicura.altervista.org/).
BrianzSiCura è un coordinamento di Amministrazioni (attualmente aderiscono 11 Comuni), Consiglieri Comunali, rappresentanti di Associazioni e singoli cittadini che si pone l'obbiettivo del contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso e alla corruzione proponendo un'attività intercomunale di formazione, sensibilizzazione e un'azione politica e culturale.

Il giorno 20-4-016 a Meda, in conferenza Capigruppo è stata presentata, discussa e controfirmata da tutti i capigruppo (Sinistra e Ambiente, Lista con Buraschi per Meda, Meda per Tutti, Lega Nord, Partito Democratico e PdL) la richiesta di inserimento di un OdG nel primo Consiglio Comunale utile, per l'adesione del Comune di Meda al Manifesto di BrianzaSiCura.

Ai lavori di BrianzaSiCura partecipa attivamente anche il Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente che in sede di Capigruppo ha chiesto esplicitamente che l'adesione non sia un puro atto formale ma che vi sia un impegno reale sia dell'amministrazione sia dei consiglieri nell'attività e nelle iniziative di BrianzaSiCura.

Il documento finale unitario per l'OdG di Consiglio Comunale riassume brevemente l'attività di BrianzaSiCura e il correlato Manifesto.