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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

mercoledì 23 novembre 2016

LE RAGIONI DEL NO CHE ANCHE SINISTRA E AMBIENTE CONDIVIDE

Più si avvicina il 4 dicembre e più la campagna referendaria si arricchisce di dichiarazioni e argomentazioni che nulla hanno a che vedere con i contenuti di merito delle modifiche Costituzionali su cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi.
In particolare, è ormai strabordante l'apparizione e l'eloquio sui mass media del premier Renzi che dilaga in tutte le trasmissioni televisive, approfittando della possibilità di comunicare rivestendo variegati ruoli (capo del Governo, segretario del Pd, promotore delle modifiche Costituzionali) o come cronaca.
Lui e i suoi fedelissimi hanno poi dalla loro l'intero establishment economico e finanziario e l'appoggio più o meno velato di quasi tutte le testate giornalistiche nazionali.
E' una campagna martellante costruita su slogan semplificatori, populisti e da "ribaltamento della realtà" approfittando di un "analfabetismo politico" dilagante e quindi della facilità con cui si può propinare una "vision" che modelli la realtà a proprio piacimento.
Così, veleggiando ben lontani dal merito dei contenuti, il renzismo attua una competizione referendaria di personalizzazioni prima costruite e poi ricusate, falsità e delegittimazioni condite a base di slogan pieni di banalità acchiappaconsensi, accuse di "conservatorismo e di protezionismo della casta" distribuite da un premier che furbescamente utilizza, lui per primo, demagogia e populismo a piene mani.
Non manca poi l'evocazione da parte dei sostenitori del Si, di scenari apocalittici inesistenti sulla instabilità economica, politica e dei mercati finanziari qualora prevalesse il No.
Tutte modalità e strumenti già visti e stracollaudati negli anni del berlusconismo e ora impiegati dal Pd renziano.
La posta è evidentemente alta. Questo Referendum sta andando al di là d'una mera consultazione confermativa ma sta svelando un disegno molto lontano rispetto all'idea di una Democrazia partecipativa.
L'attuale Governo vuole "svuotare" l'impianto Costituzionale per andare verso un premierato forte, una investitura plebiscitaria con la prospettiva di poter controllare le assise legislative (Camera con il premio di maggioranza e Senato non più elettivo) piegando a proprio favore la composizione della Corte Costituzionale e controllando direttamente l'elezione del Capo dello Stato. Una logica anche questa, in perfetta continuità con le aspirazioni del passato ventennio berlusconiano.
Con buona pace d'una Costituzione equilibrata e di garanzia qual'è quella attuale.
Ecco sotto una buona serie di ragioni per votare NO al Referendum del 4 dicembre 2016

REFERENDUM SULLE MODIFICHE COSTITUZIONALI: 
PERCHE' VOTARE NO
Nota:
Abbiamo elaborato le motivazioni DI MERITO per il NO riprendendo i contenuti dei documenti dell'ANPI nazionale e delle schede del Prof. Giovanni Missaglia, vice-Presidente dell'ANPI di Lissone.

Di questo, ne abbiamo parlato anche a Meda il 21-11-2016 con Marco Dal Toso, Loris Maconi e Giulio Cavalli.


 

mercoledì 16 novembre 2016

MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE PER UN REGOLAMENTO COMUNALE DI TUTELA DEL VERDE URBANO

Il giorno 11-11-2016 il gruppo di Sinistra e Ambiente, ha protocollato una MOZIONE da discutere in sede di Consiglio Comunale per impegnare Sindaco e Giunta alla stesura di un REGOLAMENTO DI TUTELA DEL VERDE URBANO.

La mozione è stata presentata perchè riteniamo il verde e le alberature un elemento di valore meritevole di attenzione e di opportuni investimenti, memori anche dei recenti e ingiustificati tagli di alberi in via Seveso e perchè il nostro Comune è privo di un regolamento puntuale.
A Meda, elementi per la salvaguardia del verde urbano si trovano solo in due articoli (il 51 e il 52) contenuti nelle norme del Piano delle Regole del PGT vigente e parzialmente nell'articolo 69 del Regolamento edilizio.
Sicuramente un apporto normativo insufficiente anche perchè generico e non di dettaglio.
Ciò che serve è dunque un Regolamento completo che disciplini con disposizioni chiare sia i livelli di tutela sia gli interventi compatibili sul patrimonio verde pubblico e privato.
Parliamo dunque d'un regolamento comunale che includa un albo degli alberi di pregio in ambito urbano e che contenga regole d'intervento e norme per parchi e giardini - comunali e privati, verde di arredo, spazi verdi a corredo di strutture pubbliche, orti urbani, fasce di rispetto, aree incolte. 
Moltissimi Comuni, grandi e piccoli, si sono dotati nel corso degli anni d'un Regolamento di Tutela del Verde Urbano, vedremo se anche l'amministrazione di Caimi vorrà farlo per Meda.


venerdì 11 novembre 2016

QUALCHE INFORMAZIONE SULLA PISTA CICLOPEDONALE IN VIALE BRIANZA


Precedentemente avevamo esplicitato alcune nostre perplessità relative alla pista ciclabile (o ciclopedonale) realizzata in viale Brianza, nel tratto tra via Cialdini e via Luigi Rho.
A mezzo del nostro Consigliere Comunale, Alberto Colombo, abbiamo pertanto richiesto delucidazioni all'ufficio preposto unitamente ad un'accesso agli atti per avere copia della documentazione progettuale.
Cerchiamo ora di fare il punto e dare qualche informazione aggiuntiva che sarebbe stato opportuno ricevere direttamente e a tempo debito dalla stessa amministrazione in sede di Commissione.
Ma è risaputo, per la giunta Caimi le Commissioni non servono per un lavoro collegiale preventivo.
Dalla risposta del responsabile dell'area Infrastruttura e Gestione del Territorio, si riscontra preliminarmente che " l'intervento in corso di realizzazione nel tratto di viale Brianza, il cui progetto è dotato del parere della polizia locale, rientra nel quadro di un programma ampio dell'Amministrazione che comprende nella sua prima fase la realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile dedicato e continuo che parte dalla stazione ferroviaria e termina in via le Brianza".
Su questo "percorso pedonale e ciclabile continuo" i dettagli tecnici nella sua completezza risultano a noi non noti, considerato che nessuna comunicazione di dettaglio è stata fatta al riguardo.
E' purtroppo nello stile di questa amministrazione evitare approfondimenti nelle deputate sedi di Commissione per chiedere lì solo mere ratifiche o addirittura limitarsi a scarne comunicazioni, spesso solo se sollecitati dagli stessi Consiglieri Comunali.
Per quella che ipotizziamo sia "la testa" di tale percorso abbiamo esplicitato la nostra critica opinione riguardo al progetto di nuova viabilità di via Pace. (vedi DUE PAROLE SUL PROGETTO DI NUOVA VIABILITA' DI VIA PACE A MEDA ).
Sempre secondo l'area tecnica del Comune, l'accesso alla ciclabile da via Cialdini, non sarebbe da lì possibile, perchè traslato su viale Brianza  visto e considerato che "l'inizio del percorso è previsto a partire dalle strisce pedonali (dopo incrocio di via Cialdini) e il termine è fissato a m. 6 circa dal civico 86 del viale". Dunque l'uso della pista, per chi proviene da via Cialdini, deve avvenire con una manovra di svolta a destra e successivo inserimento in concomitanza delle striscie pedonali, dove non c'è cordolo alto. Per qualche metro le due ruote percorreranno dunque lo stesso sedime -ristretto- delle auto ?
Pare proprio di si e questo non ci pare particolarmente sicuro.
Per il palo con annessa colonnina (struttura di proprietà ENEL che sostiene la linea di bassa tensione) posizionato dopo la curva verso via L.Rho, da noi evidenziato come un ostacolo problematico, il deputato ufficio dice di aver ufficializzato la richiesta alla società proprietaria per il suo spostamento. Verificheremo quando questo avverrà.
La pista sarà sicuramente bidirezionale e da quel che si legge nella relazione tecnica (vedi sotto) è definita come "ciclopedonale" quindi con una possibile e non facile convivenza bici-pedoni.
Sul lato opposto c'è anche il nuovo marciapiede per i pedoni e l'intera viabilità dovrebbe essere corredata da apposita segnaletica che alla data di questo post non risulta ancora  istallata.
Continuiamo ad avere perplessità sulle soluzione tecniche applicate.


Tavola di progetto. Per dettagli clicca sopra

sabato 5 novembre 2016

PROFUGHI: QUANDO LA LEGA FA DISINFORMAZIONE CON UNA MOZIONE


A Meda, durante il Consiglio Comunale del 3-11-016 è stata discussa e respinta (voti contrari di Sinistra e Ambiente e Pd, astensione delle liste con Buraschi per Meda, Meda per Tutti e PdL, a favore la Lega Nord) la mozione "doppia" a titolo "per una gestione dell'accoglienza senza danni ai privati" presentata con due protocolli differenti dal Consigliere Taveggia (che dice di muoversi in autonomia) e dalla Lega Nord di Meda.
Un titolo apparentemente blando che nella realtà nasconde un testo standard predisposto a livello di segreteria regionale e provinciale della Lega Nord e il cui solito leit motiv di fondo è l'avversione all'accoglienza.
Nel testo, la parola "profughi " o "richiedenti asilo" che descrive lo status di pressochè tutte le persone che giungono nel nostro Paese e sono inseriti all'interno dei progetti d'accoglienza a rispondenza dei bandi della Prefettura, è ignorata volutamente preferendo definirli genericamente "immigrati".
Un'omissione non di poco conto, visto che rispetto ai richiedenti asilo l'Italia, così come altri Paesi deve applicare gli standard derivanti dalla Convenzione di Ginevra, firmata nel 1951.
Il testo della mozione, subdolamente, tenta di insinuare la paura che "in costanza di emergenza il Governo possa far ricorso alla requisizione degli immobili privati sfitti o alla realizzazione di vere e proprie tendopoli" e, ciliegina sulla torta della disinformazione, richiama il Sindaco che "deve conoscere lo stato di salute della popolazione" e può quindi emanare "ordinanze contingintibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica".
Cosa si vuole affermare ? Forse che la presenza di questi "migranti" (così definiti nella mozione) può portare a "emergenze sanitarie e di igiene pubblico"?
La risposta a questa domanda arriva subito dopo nella parte dispositiva della mozione dove, udite udite, si chiede che il Consiglio Comunale impegni Sindaco e Giunta

- a non impiantare tendopoli per aspiranti rifugiati sul suolo del nostro Comune
- ad assumere iniziative perchè non si ricorra per alcun motivo alla requisizione di immobili privati sfitti o non abitati
- a vietare la dimora ad immigrati che rifiutino l'identificazione e che siano sprovvisti di certificato sanitario che attesti l'assenza di malattie infettive trasmissibili

Ecco, in questi scarni passaggi è espresso il disprezzo verso persone in difficoltà nonchè l'opera di mistificazione e la non conoscenza delle condizioni dei programmi e delle azioni preliminari all'accoglienza.

Partiamo proprio da quì.
La Lega ignora o finge di ignorare che le persone che arrivano in Italia con barconi fatiscenti e gommoni sovraffollati (e ci preme dirlo, mettendo a repentaglio la propria vita sulle rischiose rotte del Mediterraneo o con lunghi avvicinamenti alle nostre frontiere) sono TUTTE sottoposte a screenig sanitario completo e qualora necessario, assistite dalle strutture mediche se si riscontrano in loro problemi sanitari.
Stiano dunque tranquilli gli estensori della mozione, non si rischiano "epidemie" di nessun genere portati da "untori migranti".
Sono invece essi certi rispetto alla "robusta costituzione" degli altri dimoranti nostrani ?
Per quanto riguarda coloro che "rifiutano l'identificazione" non si preoccupino i seguaci di Salvini.
Chi rifiuta l'identificazione, lo fa perchè proprio non vuole rimanere in Italia (che nel caso fosse il primo Paese di arrivo, per gli accordi europei di Dublino è anche quello dove dovrebbe restare dopo aver presentato richiesta d'asilo) ma vuole proseguire il suo viaggio per altri Paesi Europei e fare lì la sua richiesta di asilo.

Sulle tendopoli e la requisizione di alloggi sfitti servirebbe dire che è nelle facoltà della Prefettura e anche del Sindaco attuare questi provvedimenti emergenziali non solo per i profughi ma ogniqualvolta vi sia, appunto, una situazione d'emergenza.
Lo possono fare in virtù di molti articoli  di legge: Legge 20 marzo 1865, n. 2248; l'art. 36 del R.D. 17 agosto 1907, n. 542; l'art. 153 del TU 4 febbraio 1915; gli art. 19 e 21 L. 6 dicembre 1971 n. 1034 e per il richiamo connesso alle funzioni di tutore della salute dei cittadini attribuito al Sindaco.
La requisizione di case (che non viola il diritto di proprietà) può avvenire per far fronte a un'emergenza dovuta a un terremoto o a una calamità naturale, come prevede espressamente il codice civile.
Per i profughi, le circolari del Ministero degli Interni parlano di ex caserme da mettere a disposizione e la Prefettura ha sempre chiesto a possibilità di utilizzare strutture PUBBLICHE, mai private.
Oltretutto la ricerca supplementare di strutture comunque pubbliche è conseguenza della mancata collaborazione da parte dei soggetti deputati che molte volte ignorano o si oppongono alla richiesta di trovare soluzioni concordate. 
Al proposito, ci vengono alla memoria alcune roboanti, muscolari ed ipocrite dichiarazioni di Sindaci leghisti che rifiutano qualsivoglia presenza di RICHIEDENTI ASILO sul proprio territorio, negando strutture pubbliche e avversando le disponibilità di privati.
Oltretutto, la Prefettura affida la gestione dell'accoglienza a mezzo di bando e il ricorrere alla requisizione è qualcosa che in Brianza non è mai avvenuto.
Suggeriamo quindi ai padani di informarsi in modo approfondito prima di presentare subdole mozioni nei vari Consigli Comunali.
Utile per smentire le panzanate di varia provenienza è conoscere come è gestita l'accoglienza dei RICHIEDENTI ASILO in Brianza (vedi  RAPPORTO 2016 SUI PROFUGHI IN PROVINCIA DI MB SEGUITI DAL NO PROFIT ) dove il modello che sta funzionando è quello del Raggruppamento di Associazioni del terzo settore denominato Bonvena.
Un soggetto i cui aderenti applicano la Carta della Buona Accoglienza (vedi sotto), sottoscritta da Ministero dell'Interno, ANCI e Alleanza delle Cooperative Sociali. Un protocollo d'intesa che fissa i criteri da applicare per un accoglienza che non sia businness.
Criteri che prevedono dopo la prima fase in centri collettivi di primo aiuto, il passaggio in strutture minori con a seguire inserimenti in abitazione di piccoli gruppi costantemente seguiti da operatori, attenzione ai minori e alle donne, utilizzo di mediatori professionali, corsi di italiano garantiti, supporto legale e orientamento giuridico, percorsi di mediazione culturale di gruppo ed individuali, formazione professionale, tirocini e borse lavoro individuali, coinvolgimento degli enti territoriali.
Un'azione tutta tesa ad evitare situazioni conflittuali nonchè per segnare la distanza e la differenza dalle realtà che approfittano del contesto di bisogno per trasformarla in un affare.
Leggetela con attenzione.
 
Il gruppo di Sinistra e Ambiente continuerà in tutte le sedi a parlare e scrivere di profughi perchè su questo delicato e complesso fenomeno serve fare una corretta e dettagliata informazione per smontare le mistificazioni e le campagne degli imprenditori della paura. Campagne che alimentano costantemente l'odio nei confronti di chi proviene da situazioni e condizioni difficili se non disperate.

Ci piace quindi riprendere qui anche i contenuti della serata tenutasi a Seveso il 27-10-016 con il Dottor PIETRO BARTOLO, medico di LAMPEDUSA e primo testimone del dramma vissuto dai profughi.


venerdì 4 novembre 2016

IL GIUDIZIO DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA VARIANTE AL PGT MEDESE

Il Consiglio Comunale del 3-11-2016 in prosecuzione dei lavori sulle controdeduzioni dell’amministrazione ai pareri degli Enti Istituzionali e alle osservazioni di associazioni, gruppi e privati cittadini si è, al termine delle disamine, espresso sull’approvazione della Variante al PGT.
Nella Variante di PGT, alcune proposte di Sinistra e Ambiente formulate nel 2013 nel documento "ELEMENTI QUALIFICANTI DA CONSIDERARE PER LA VARIANTE DI PGT" sono state in una certa misura recepite.
Ci riferiamo in particolare all’azzeramento degli ambiti di trasformazione (AT) sulle aree verdi libere residue – azzeramento purtroppo non attuato nella sua completezza, alla creazione di connessioni e corridoi di collegamento tra questi spazi liberi e i Parchi esistenti, all’utilizzo dell'asta del Tarò per un attraversamento lento della città, attuato con recupero e cessione di aree spondali allorquando verranno proposti interventi dalle proprietà entro la fascia di fiume.
Importante e da seguire l'introduzione nella variante dell'AT6 con la previsione di recupero dell'ex Fornace Ceppi di via S. Maria, senza incrementi volumetrici e in un contesto di servizi compatibili con e per il Parco della Brughiera.
Una previsione di recupero che è comunque una scommessa giacché area e edifici sono di proprietà privata e che sarà fondamentale il coinvolgimento dell'Ente Parco (speriamo quanto prima Regionale) e dove deve essere centrale il mantenimento della struttura di archeologia industriale del forno Hoffman.

Il nostro gruppo dopo aver attentamente analizzato i contenuti della variante, ha ritenuto che per essa necessitano modifiche e integrazioni per migliorarla e ha presentato alcune OSSERVAZIONI proprio in questa direzione, purtroppo TUTTE RESPINTE anche se in linea con una visione della città con una decisa tutela del verde e del patrimonio storico-architettonico.

Purtroppo, non siamo ancora nelle condizioni di una variante a consumo di suolo zero anche perché uno degli Ambiti di Trasformazione (l'AC2 di via S. Giorgio) è stato "trasferito" nel piano delle regole con destinazione d'uso produttiva e così sacrificato ad altro cemento.
Una scelta incomprensibile, sulle cui motivazioni l'amministrazione non ha dato chiarimenti esaustivi.
Eppure quest'area, attualmente ancora libera, sarebbe utile per la creazione d'uno spazio di verde pubblico in un quartiere saturo d'edifici, proprio in una logica di SISTEMA collegata all’area di via Trieste che si prevede di acquisire alla proprietà pubblica a mezzo perequazione.
Oltretutto un insediamento produttivo in una zona mista, per un ennesimo capannone di cui Meda è particolarmente ricca (compresi quelli vuoti) rischia di accrescere le criticità e le incompatibilità tipiche tra residenziale e produttivo, già evidenziatesi nelle immediate vicinanze.

Nonostante le nostre richieste, è rimasta immutata la volontà di chiedere lo stralcio di zone allocate dalla Provincia di MB in ambito di Aree Agricole Strategiche e Rete Verde.
Sul punto, non ci convince l’ambiguità rispetto al mancato e integrale recepimento dei pareri della Provincia che ha respinto lo stralcio di aree dalla RETE VERDE, ragion per cui sarebbe stato utile ASSUMERE e implementare negli atti della variante la cartografia Provinciale di RETE VERDE, cosa che non è avvenuta.
Analogamente non è stato accolto il parere di esplicitare formalmente l’uso a VERDE PUBBLICO per le ex aree degli AT  da acquisire a Standard Pubblici con il meccanismo della perequazione (solo su una parte di essi è specificato nella documentazione agli atti).
Non sufficiente la quantificazione della COMPENSAZIONE AMBIENTALE prevista (50% a verde della parte IN LOCO a standard di un Piano Attuativo), lontana dall’impostazione originale di fondo della Provincia che prevedeva una compensazione 1:1 (bocciata dal TAR non per la quantità ma perché non spettava alla Provincia stabilirne la quota) applicabile anche per acquisire aree esterne a un piano attuativo.
Sui pareri prescrittivi della Regione, la richiesta di una norma ben precisa che vincoli l’apertura del centro commerciale sull’ex Medaspan al “superamento” della tratta ferroviaria in via Seveso è stata diluita in un solo richiamo nella scheda dell’AT1.

Abbiamo poi perplessità e contrarietà rispetto a quanto consentito nella Disciplina d'Intervento nel centro storico sugli edifici di antica formazione e sui nuclei di quelle che erano le cascine medesi dove la nostra osservazione per un livello di tutela più alto e stringente atto a mantenere il corpo degli edifici e le loro caratteristiche architettoniche è stata bocciata, considerando sufficiente il parere consultivo della Commissione per il Paesaggio che, a nostro avviso, non è automaticamente sinonimo di scontata garanzia.

Non possiamo inoltre tralasciare la responsabilità politica dell'amministrazione Caimi e del Pd che, approvando nel 2012 il PGT comprensivo degli Ambiti di Trasformazione, hanno consentito l'avvio del piano attuativo sull'AC4 per nuovi e inutili capannoni e, successivamente, con il ritardo nell'elaborazione della Variante e il conseguente subentro della moratoria della legge Regionale n° 31 del 2014, messo potenzialmente a rischio anche la salvaguardia delle aree libere laddove esistono le previsioni edificatorie degli Ambiti di Trasformazione (AT) presenti nel PGT vigente del 2012. Questa parte è stata oggetto di prescrizione di Regione Lombardia che ha chiesto e ottenuto l’inserimento negli atti di un rimando specifico.

Incondivisibile è stata l'azione dell'amministrazione, acriticamente appoggiata dai consiglieri del Pd, di sottrarre alla Variante Generale l'area ex Medaspan (AT1) per destinarla con variante parziale e specifica alla costruzione di un centro commerciale con annesso albergo e servizi.
S’è così tolta quest’area dalla possibilità d’un ragionamento d’ambito complessivo, semplificando alla proprietà l'iter con una Variante Parziale dai criticabili contenuti, con passaggi qualitativamente dubbi nel  rapporto ambientale per la parte riguardante le indagini chimiche a rispondenza del Dlgs 152/06 (ricerca TCDD e Solventi in particolare) e con un’analisi poco convincente sull’impatto viabilistico e sul tessuto dei negozi di prossimità.
C’è su questo comparto l’incognita del sottopasso con deviazione del Tarò che oltre a costituire elemento da sottoporre a verifica rispetto al RISCHIO ESONDAZIONE è a incertezza realizzativa elevatissima essendo legato alle inesistenti risorse economiche di Pedemontana.
Oltretutto, per Regione Lombardia, il sottopasso è condizione ineludibile per risolvere i problemi di viabilità che il centro commerciale indurrebbe.
Insomma, il centro commerciale con annesso albergo, fortemente voluto da questa amministrazione è al centro di più di un’incognita e si trascina appresso molti problemi.

Questa Variante che arriva dunque con tempistiche molto lunghe, poteva essere l’occasione di un intervento più coraggioso che, seppur con la zavorra della moratoria della LR 31, puntualmente definisse, su quel poco di zone libere che ci rimane nella parte fortemente urbanizzata di “pianura” una tutela completa, anche in considerazione del “vuoto” inteso come non utilizzo di molti edifici.
Proprio sulla quantificazione del “vuoto” di residenze e capannoni inutilizzati, l’amministrazione ha scelto la strada di rimandare, evitando l’avvio di un’indagine conoscitiva, magari anche imprecisa ma comunque utile ad orientare le scelte urbanistiche.
Sul centro storico permane un grosso interrogativo poiché l’idea di rivitalizzazione sconta ancora la mancata creazione di un polo d’interesse storico (Villa e Parco Traversi) con un’idea di accesso e fruibilità a misura di cittadino.
Questa variante presenta dunque ancora punti di debolezza, di ambiguità nonché scelte condizionate a futuri accadimenti o legate ad impattanti e criticabili progetti infrastrutturali sovracomunali (l’inutile autostrada Pedemontana Lombarda). Il capitolo dell’urbanistica medese rimane un libro aperto con grosse problematiche e incognite che non si esaurirà dunque con la vigenza di questa variante.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente, con una valutazione globale e verificato anche il mancato recepimento delle sue osservazioni, tutte tese al miglioramento e non allo stravolgimento dell’impostazione della Variante ha espresso un voto di CRITICA ASTENSIONE.

Sinistra e Ambiente Meda


La carta delle previsioni di piano