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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 23 giugno 2017

UNA PROROGA PER CONSENTIRE IL CONSUMO DI SUOLO DELL'AC4

Vi ricordate l'AC4 ?
L'Ambito di Trasformazione di via Piave dove nel 2013, la proprietà   avviò l'iter con la presentazione d'un Piano Attuativo per garantirsi la possibilità di edificazione.
Lo fece dopo l'approvazione da parte della maggioranza PD del PGT della Lega, e PRIMA dell'approvazione della tardiva Variante al PGT del 2016.
Dell'errore allora commesso da Caimi e dalla sua maggioranza, ne parlammo e scrivemmo diffusamente.
L'AC4 è una superficie dove è prevista la costruzione TRE EDIFICI AD USO PRODUTTIVO e CAPANNONI su più livelli. 
Strutture di cui Meda è satura, strutture di cui Meda non ha alcuna necessità visto che molte di esse restano vuote o vengono poi abbandonate o dismesse.
Ora c'è un aggiornamento.
Nel testo della Convenzione dell'AC4 esiste l'impegno all'esecuzione del Piano Attuativo "adempiendo a tutti le obbligazioni di cui alla Convenzione, nei modi e nei termini previsti in essa e nei suoi allegati".
La Convenzione stipulata tra le parti il 15-12-2016 prevede, all'art 10, che il progetto esecutivo per le opere d'urbanizzazione (vedi allegato alla delibera di Giunta) venisse  presentato ENTRO 6 mesi dalla sigla della Convenzione stessa.
Così non è stato.
E' evidente che l'attuale proprietà ha qualche difficoltà nel concretizzare l'intervento e la dilazione temporale risulta probabilmente anche utile qualora si voglia ricercare un operatore "più robusto" cui cedere il comparto e quanto lì pianificato.
Forse valeva la pena revocare la Convenzione per un obbligo non  mantenuto, come primo passo per una valutazione differente sull'impiego di quell'area, contigua a quella di via Indipendenza/via Lombardia (ex AC3) dove è prevista a mezzo perequazione (Variante al PGT) l'acquisizione al patrimonio pubblico per servizi e spazi verdi.
L'amministrazione di Caimi ha però deciso, giocando sul lessico, poichè il termine non è definito come "perentorio", di concedere alla proprietà una proroga di 4 mesi entro cui presentare il progetto esecutivo per le urbanizzazioni primarie.
Vedremo se tra 4 mesi seguiranno altre "proroghe", giusto per consentire il pianificato CONSUMO DI SUOLO.

martedì 20 giugno 2017

QUANDO UNA E PIU' AMMINISTRAZIONI NON HANNO FATTO QUANTO SERVIVA FARE. IL CASO DI VIA MAGENTA-PESCHIERA


Il caso di via Magenta-via Peschiera è un caso emblematico di inadempienza di una e più passate amministrazioni medesi cui ora si è aggiunto l'intervento della giunta Caimi che con una delibera di "sanatoria" non rende giustizia agli abitanti del quartiere ma favorisce la proprietà privata.
L'iter di acquisizione di un'area ceduta gratuitamente dal privato come da delibera di Giunta n°382 del 1986 quale condizione per la concessione edilizia non è mai stato perfezionato da parte dei preposti uffici comunali.
Questa MANCATA ACQUISIZIONE ha innescato negli anni una lunga vicenda fatta di incontri con gli abitanti in affaccio sulle due strade e di promesse non mantenute.
Nel frattempo, negli anni, lo spazio è stato affittato ed utilizzato come posteggio per i mezzi pesanti di un'azienda di autotrasporti creando non pochi disagi al quartiere.
Eccoci ai giorni nostri.
Mentre i cittadini desideravano quell'area nella sua totale integrità affinchè potesse essere destinata a verde, l'esecutivo di Caimi ha scelto altro, prima respingendo le osservazioni alla Variante al PGT dei cittadini di via magenta-peschiera e successivamente formalizzando la delibera di Giunta n° 154 del 17-5-017 ove si stabilisce la cessione al patrimonio comunale solo di una piccolissima porzione - 293,02 mq sul lato di via Peschiera e 233,77 mq su quello di via Magenta - rispetto al totale di 1443 mq della superficie che doveva essere, da tempo, di proprietà pubblica.
Il resto, pari a 916,82 mq vengono monetizzati.
La proprietà verserà quindi al Comune 137.500 euro e manterrà il possesso dell'area.
Una soluzione discutibile e ambigua quella attuata dall'amministrazione di Caimi, oltretutto anch'essa a fine mandato, come per mettere lì un atto che sarà pienamente esecutivo , fatto salva una sua impugnazione al TAR da parte dei cittadini di via Magenta.


Insomma Caimi ha scelto una strada che serve ad evitare contenziosi con la proprietà ma che nei fatti va a discapito del bene pubblico.
La delibera è accompagnata da un progetto che evidendemente, data l'esiguità delle aree cedute si limita a prevedere parcheggi e limitate piantumazioni di alberi di basso fusto.
Il privato mantiene il possesso della parte preponderante di un'area che resta a suo servizio in un quartiere recentemente azzonato nella Variante al PGT come "Tessuto edilizio in serie aperta residenziale e polifunzionale".
Potevano esserci altre soluzioni ?
Certamente.
Fra queste una procedura di esproprio per pubblica utilità, sulla base degli atti che se pur non completi certificavano la cessione quale condizione per l'edificazione avvenuta.
Certo una strada più difficile perchè con ogni probabilità avrebbe sicuramente innescato un contenzioso con la proprietà che comunque 40 anni fa potè edificare proprio con la condizione di cedere il terreno di via Magenta/Peschiera.
Un rischio che l'amministrazione poteva e doveva correre proprio perchè inadempiente e con un debito di credibilità verso i suoi cittadini che vivono in un comparto con criticità viabilistiche pesanti, dove un piccolo parco verde poteva fare da filtro e migliorare la vivibilità.

venerdì 16 giugno 2017

SULLO IUS SOLI SI SCATENA LA CANEA LEGAIOL-FASCISTOIDE


Apriamo il post con questa bella immagine per dire che è tempo di garantire a chi lo vuole la possibilità di diventare Cittadino italiano senza affrontare tortuosi e complicati percorsi ad ostacoli.
E' tempo, eppure ogni qualvolta in questo "povero paese" (culturalmente parlando) si tratta un argomento direttamente o indirettamente legato agli immigrati o alle migrazioni, si alzano forte gli ululati legaiol-fascistoidi.
Tutto serve affinchè i soliti seminatori di odio razziale colgano l'attimo per gridare la loro "ossessione" e cercarsi una squallida visibilità che nulla ha a che fare con un sano confronto dialettico e di merito.
E' successo anche ieri, 15-6-017, al Senato dove era in discussione la calendarizzazionee per l'avvio della discussione sul nuovo testo di legge dello "Ius Soli temperato".
Dopo il passaggio alla Camera del 13 ottobre 2015 ora, finalmente, anche il Senato si appresta ad esaminarlo e discuterlo, pur se con un'avvio indegno che lascia presagire future difficoltà e inciampi.
La nuova normativa sull'ottenimento della Cittadinanza italiana da tempo attende d'essere approvata per conformarci ad una condizione di diritto più ampio rispetto ai meccanismi restrittivi della legge attualmente in vigore (la 91 del 1992).
Riguarderà principalmente i figli degli immigrati, in gran parte nati nel nostro Paese e qui inseriti.
Insomma prima di tutto una battaglia di Diritti e Civiltà.

Lega e fascisti scatenati contro lo ius soli

Alle 13,21 vola anche un «Vaffa» all’indirizzo del presidente del Senato Pietro Grasso, solo che questa volta il tradizionale insulto grillino non arriva dai banchi del Movimento 5 stelle bensì da un senatore leghista, Raffaele Volpi, che per questo si becca una sospensione – seppure temporanea – dal destinatario delle sue attenzioni. Nel frattempo parte la carica del Carroccio ai banchi del governo, con il capogruppo Gianmarco Centinaio letteralmente incollato agli scranni più alti tanto che ci vogliono ben sette-commessi-sette per riuscire a schiodarlo. E mentre le camice verdi scatenano la bagarre all’interno dell’aula fuori, per strada, le camice nere di Casapound e Forza Nuova si scontrano con la polizia: braccia tese e cartelli truculenti da una parte, manganelli e idranti dall’altra (62 i militanti di Forza nuova denunciati).
Che l’avvio della discussione sullo Ius soli temperato non sarebbe stata una passeggiata si sapeva. Così come si sapeva che il Carroccio avrebbe dato spettacolo sia con le solite urla che con una valanga di emendamenti al testo: 48.408 proposte di modifica destinate molto probabilmente a essere «cangurate», e quindi cancellate, nel giro di qualche giorno. 
La giornata però finisce anche con il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli costretta a ricorrere alle cure dell’infermeria dopo una brutta caduta («spinta dai leghisti», accusa il Pd, ma il Carroccio nega) e lo stesso Centinaio che a sua volta deve far ricorso al ghiaccio fornito dalla bouvette per tamponare almeno un po’ il dolore a una mano.
Se non fosse per l’ennesimo insulto al parlamento e perché in ballo ci sono le vite di un milione di ragazzi figli di immigrati, non varrebbe quasi la pena di parlare di quanto accaduto ieri, tanto le sceneggiate razziste dentro e fuori il Senato si assomigliano tutte. Ad accendere il cerino questa volta ci pensa il M5S, altro gruppo che non digerisce la riforma specie dopo l’ordine di scuderia impartito due giorni fa da Grillo. I senatori pentastellati chiedono di votare prima le pregiudiziali di costituzionalità sul decreto sui vaccini e poi, ma solo poi, lo Ius soli. È un modo per prendere tempo, magari anche facendo mancare il numero legale riuscendo così a impedire che la riforma venga incardinata in aula.
A questo punto però, interviene la senatrice Loredana De Petris. La capogruppo di Sinistra italiana parte al contrattacco e chiede di mettere ai voti l’inversione dell’ordine del giorno: prima l’avvio della discussione sulla cittadinanza e poi i vaccini. Proposta approvata dall’aula con il voto contrario di Lega, centrodestra e M5S (con l’eccezione però della senatrice Paola Taverna che non partecipa alla votazione). 
L’esito del voto è il gong che dà il via alla bagarre. Insieme alle urla leghiste spuntano cartelli con scritto «No allo Ius soli», «Prima gli italiani», «Stop all’invasione», mentre il presidente Grasso prova senza successo a imporre un po’ di ordine.
Il senatore Salvatore Torrisi, presidente della Commissione Affari costituzionali dove il provvedimento è rimasta ferma per quasi due anni, per un po’ ci prova pure a illustrare la legge ma poi – sommerso dalle urla – ci rinuncia e allega il testo scritto al disegno di legge. E’ a questo punto più o meno che, viste ignorate tutte le sue proteste, il leghista Volpi fa partire il suo «Vaffa» contro Grasso. Che reagisce espellendolo dall’aula. Ma a questo punto a insorgere è il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, che spiega a Grasso come il regolamento preveda che in caso di espulsione i lavori dell’aula vengano interrotti. Ora, a Calderoli si può dire tutto tranne che non conosca a perfezione il regolamento, quindi Grasso ci ripensa e, a sorpresa, decide di sospendere la sospensione. Cosa che fa sbottare Calderoli: «Un precedente così manco l’arbitro Moreno», dice il leghista.
Tra urla e spintoni alla fine però la riforma della cittadinanza viene incardinata, riuscendo così a mettere un primo importante paletto al suo iter. 
Difficile però che si possa arrivare a un voto prima dei ballottaggi, mentre appare ormai scontato che il governo blinderà la legge con il voto di fiducia, forte anche della tenuta della maggioranza. Riuscendo così a mettere finalmente in salvo una riforma attesa da anni.

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Dall Huffpost un articolo di Alfredo Somoza inquadra la situazione rispetto alla legge in vigore (la 91 del 1992) e le modifiche migliorative che verrebbero introdotte.

Lo Ius soli, un dibattito antistorico

Lo scontro in Parlamento attorno alla legge sulla cittadinanza è fondamentalmente antistorico. Lega Nord e neofascisti, con il silenzio complice de M5S, starebbero tentando di evitare il "pericolo" dell'introduzione dello Ius soli (diritto di suolo) per l'acquisizione della cittadinanza italiana (storicamente basata sullo Ius sanguinis, diritto di sangue). 
Diritto già esistente nel nostro ordinamento dal 1992! 
Sono infatti fermi a due questioni ormai superate dalla storia. La prima è che i due tipi di diritto, una volta utilizzati distintamente dai paesi d'immigrazione (soli) e di emigrazione (sanguinis), avevano come scopo rispettivamente formare cittadinanza e non perdere i legami con i propri cittadini. Oggi quasi tutti gli Stati (in Europa e in America) applicano un mix tra le due tradizioni. 
È cittadino chi è figlio di cittadino e chi nasce sul territorio della nazione. 
Non esiste più una distinzione netta, restano solo sfumature temporali. 
Forse i leghisti non si ricordano, visto che c'erano, e sicuramente i grillini non sanno perché la Prima Repubblica è sempre e comunque da condannare, che l'Italia fece la stessa scelta (il mix di diritto) nel lontano 1992, con l'adeguamento della legge della cittadinanza ai provvedimenti sull'immigrazione contenute nella cosiddetta "Legge Martelli" del 1990
La legge che regolava la situazione legale degli immigrati, estendeva il diritto di asilo a tutte le nazioni (prima l'Italia riconosceva solo i rifugiati da altri paesi europei) e introduceva i "flussi migratori", cioé la programmazione dell'immigrazione (cosa praticamente mai avvenuta).
Quindi dal 1992, in Italia esiste lo Ius soli. E qui veniamo al punto che i difensori dell'italianità ignorano. La formulazione esistente, cioè si può optare per la cittadinanza italiana al 18° anno (e solo fino al 19°) essendo nato in Italia e avendo vissuto regolarmente, è palesemente una discriminazione rispetto a chi è nato all'estero e può ottenere la cittadinanza dopo 10 anni ininterrotti di residenza. Cioè la legge in vigore dimezza i tempi per la concessione della cittadinanza a chi è nato all'estero rispetto a chi è nato sul suolo della Repubblica. 
La legge in discussione attualmente, il cosiddetto "Ius soli temperato", prevede un percorso allineato con il resto dell'Europa di 5 anni. Viene introdotto anche il cosiddetto "Ius culturae" che prevede la concessione della cittadinanza al minore che ha frequentato almeno 5 anni di scuola in Italia.
È di questo che stiamo parlando, non dell'introduzione di una nuova fonte di diritto, ma di un adeguamento temporale a ciò che esiste. La platea interessata, che comunque avrebbe avuto diritto alla cittadinanza al compimento del 18° anno (o dopo 10 anni di residenza) è di circa 850.000 ragazzi e ragazze.
Perché Lega Nord e neofascisti si oppongono con così tanta rabbia a questo provvedimento? Sono due le possibili risposte. La prima è che questi ragazzi eserciteranno il diritto di voto attivo e passivo. Difficilmente il loro consenso andrà a chi non li considera degni della cittadinanza. La seconda motivazione è più complessa. Finché esista la categoria "straniero", la xenofobia tipica dei movimenti di estrema destra è "tollerata" e mascherata.
Lo slogan "prima gli italiani" (o i francesi o gli spagnoli) regge fin quando la cittadinanza taglia in modo netto una società. Ma se la cittadinanza diventa diritto universale, bisogna trovare nuovi elementi di esclusione. Ovviamente a quel punto scatta la questione "etnica". Non ti posso più discriminare perché straniero, ma perché "oriundo"... 
Ecco che togliere l'alibi della cittadinanza all'estrema destra li svela per quello che sono: movimenti xenofobi. E non vale più il silenzio complice di chi in queste ore si sta astenendo per calcolo elettorale di piccolo cabotaggio. Si sta di qua o di là rispetto alle democrazie occidentali.

martedì 13 giugno 2017

I RISULTATI DEL 1° TURNO DELLE AMMINISTRATIVE MEDESI


Per dovere di cronaca, pubblichiamo i risultati del primo turno delle elezioni amministrative medesi dell'11-6-017.
Come prevedibile, al ballottaggio vanno Gianni Caimi, candidato del PD e della Civica d'appoggio, con il 35,59% e Luca Santambrogio con il 42,05%, per la coalizione formata da Lega, FI, FdI e CI.
Restano esclusi dal ballottaggio gli altri due candidati Giorgio Taveggia (7,45%) e Vermondo Busnelli (14,91%).
E' evidente che il voto dei moderati s'è concentrato su Caimi, probabilmente anche a discapito delle due liste civiche, Meda per Tutti e Civica per Meda che appoggiavano Busnelli.
Per la suddivisione dei consiglieri comunali, bisognerà attendere il risultato del ballottaggio.
Oltre a questo, va segnalato anche un aumento dell'astensionismo (ha votato il 53,41% degli aventi diritto rispetto al 56,93% del 2012).

Come gruppo di Sinistra e Ambiente, decidendo di non partecipare a questa tornata elettorale abbiamo comunque espresso la nostra posizione, ritenendo che nessuno dei candidati in competizione potesse in qualche modo rappresentarci e rappresentare le nostre sensibilità e istanze e quindi, di conseguenza non abbiamo espresso una scelta tra i candidati sindaco.
Lo abbiamo detto e scritto sulla base di fatti e condizioni reali.
Certo, Meda rischia di tornare ad essere amministrata dalla Lega Nord con i partiti di destra coalizzati con essa.
Di questo però non ci sentiamo ne ci sentiremo responsabili qualora dovesse accadere.
A Meda, Lega e centro-destra hanno amministrato anche altre volte e sia come Ambientalisti sia come Sinistra e Ambiente, abbiamo sempre fatto con coerenza e credibilità le nostre battaglie politiche di contrasto allorquando venivano prospettate od attuate scelte inaccettabili.
Sull'altro fronte, Caimi rappresenta la continuità d'un metodo amministrativo escludente e arrogante che ha attuato politiche di tutela del territorio e dell'ambiente criticabili e per noi, incondivisibili.
Pertanto, anche per il ballottaggio, la nostra posizione non cambia.
Quello che sicuramente ci preme sarà proseguire la nostra attività, coinvolgendo coloro che non si sentono rappresentati o sono delusi dagli schieramenti in campo e vorrebbero lavorare per un raggruppamento che abbia al centro sensibilità di sinistra e ambientaliste su cui misurare ed incalzare chiunque amministrerà Meda nei prossimi 5 anni.

venerdì 9 giugno 2017

A MEDA, NELL'ATTIVITA' AMMINISTRATIVA DI FINE MANDATO A VOLTE SI VA DI FRETTA A VOLTE NO.

In questo periodo "elettorale" stiamo assistendo, ad un attivismo frenetico nel fare e nell'approvare da parte dell'amministrazione Caimi, in perfetta continuità con una rodata, tipica e negativa liturgia che è stata attuata anche dalle precedenti amministrazioni.
Tutto per cercare di recuperare e attirare consensi "last minute" o garantire situazioni poi difficilmente modificabili.
Così, sono stati portati nel Consiglio Comunale del 26-4-2017 argomenti complessi con "procedura d'urgenza": Piano Attuativo di via Pace e raccordo stradale sull'area ex- Medaspan funzionale al Centro Commerciale. Due atti consiliari, poi adottati, che nulla avevano d'urgente se non la mera necessità della maggioranza PD d'intestarsi provvedimenti e di cercare di blindare futuri sviluppi.
Analogamente si stanno attuando interventi sulla base di progetti qualitativamente dubbi come quello della riqualificazione o ripristino di via Pace nonchè i consueti interventi di asfaltature propedeutiche al periodo elettorale.
Per "fretta" invece hanno volutamente tralasciati alcuni passaggi.
Uno studio , elaborato dal PIM, importante per la nostra Città poichè sulla base delle analisi lì fatte deriveranno alcune scelte con l'obiettivo di migliorare (si spera) la viabilità e la vivibilità medese.
Orbene, l'amministrazione di Caimi non ha nemmeno pensato di organizzare, con la presenza degli estensori, un momento informativo di dettaglio in sede di Commissione Territorio e Ambiente che inquadrasse risultati, intenzioni e soluzioni identificate.
C'è solo la decisione di consentire OSSERVAZIONI allo stesso sino al 15-9-017.
Stessa cosa dicasi per il Progetto definitivo/esecutivo ESCO per il miglioramento energetico degli edifici di proprietà pubblica approvato con delibera di Giunta n° 154 del 24-5-017.
Un progetto complesso che sarebbe stato importante capire meglio e approfondire.
Si sono limitati a pubblicare la delibera e, guardacaso dopo la nostra richiesta di copia della documentazione completa del progetto definitivo-esecutivo, un riassunto di sintesi sul sito comunale.
Ricordate poi il Patto dei Sindaci per la riduzione della CO2 e il conseguente Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES) ?
Ne parlammo diffusamente per più tempo anche per "un figurone" per un maldestro "copia e incolla" che per elaborare il PAES prese in considerazione uno studio svolto in altra città invece che a Meda. (vedi anche: IL PAES, IL TAGLIA-COPIA-INCOLLA E LA NECESSITA' DI UN LAVORO SERIO e MEDA: PERCHE' IL PAES NON CI CONVINCE).
Orbene tra le parti dispositive del Patto dei Sindaci c'è l'obbligo di produrre ogni due anni una relazione sulla sua attuazione. 
All'oggi questa relazione, non è ancora noto se esista e quali siano i suoi contenuti e per questo ne abbiamo chiesta copia, sperando che sia stata effettivamente prodotta.
Insomma, in questo fine mandato, questa amministrazione, va veloce, non vuole perdere tempo con approfondimenti preferendo sommari "annunci".

Terminiamo con due argomenti di cui siamo stati promotori.
Raccontiamo del pannello della Memoria sul disastro del '76 dell'ICMESA di MEDA con fuoriuscita di diossina TCDD, da posizionare sul muro di mattoni, sopravvissuto all'abbattimento della fabbrica, in applicazione d'una mozione di Sinistra e Ambiente approvata dal CC il 27-7-016.
Dopo una successiva interrogazione, ecco che finalmente il pannello s'è materializzato e s'è identificato il luogo dove posizionarlo, all'ingresso del Centro Sportivo.
Ma sul muro ..... ancora non si vede e il mandato sta per finire.
Ecco, in questo caso, contrariamente ai precedenti, han preferito....... non aver fretta e attendere, attendere. 
Tanto è una delibera di Consiglio, mica di Giunta.
Situazione analoga per la Mozione di Sinistra e Ambiente richiedente un Regolamento per il Verde Urbano approvata nel CC del 15-12-2016 e diventata delibera consiliare.
Il tempo è passato, ma alla nostra interrogazione su cosa si stesse facendo per dare attuazione alla delibera, la risposta è stata che "si è aperto un tavolo di lavoro per individuare l'ambito di applicazione ed i contenuti dello strumento regolamentare .... etc. etc ..... la materia necessita approfondimenti perchè complessa e ..... il tavolo di lavoro non ha concluso l'attività di analisi e redazione" ma "il mandato termina l'11-6-2017" e quindi ........... l'amministrazione Caimi si augura di poter essere riconfermata per riprendere i lavori.
Dopo 6 mesi, un po' poco.

Insomma, c'è fretta e fretta.

lunedì 5 giugno 2017

SINISTRA E AMBIENTE: BILANCIO DI CINQUE ANNI IN CONSIGLIO COMUNALE

Quasi cinque anni di presenza di Sinistra e Ambiente in Consiglio Comunale durante il mandato di Caimi (PD) meritano qualche riga di valutazione e riflessione.
Con la presenza del nostro eletto, Alberto Colombo, abbiamo condotto una seria e chiara attività politica e consiliare senza mai rinunciare ad approfondire gli argomenti oggetto di delibera di Consiglio o di Giunta nonchè le determine, accompagnandole spesso con numerose interrogazioni ed esercitando una costante attività di controllo.
Abbiamo elaborato proposte sia, quando possibile, in sede delle Commissioni (esempio positivo il Regolamento dei Servizi Sociali cui Sinistra e Ambiente ha dato un proprio contributo integrandone il testo) sia in Consiglio Comunale con mozioni nostre o congiunte con altri gruppi.
Abbiamo sempre formulato idee e pareri, frutto del lavoro collegiale del nostro gruppo, purtroppo spesso inascoltati da una maggioranza, dalla quale siamo usciti nel luglio 2015, sorda e chiusa nel suo decisionismo supponente ma di frequente non all'altezza del governo della città.
Attenta è stata la nostra posizione sulla tardiva Variante al PGT che poteva e doveva essere più coraggiosa nella tutela del territorio e su cui abbiamo presentato una serie di osservazioni, purtroppo tutte respinte.
Respinte le nostre richieste e i nostri emendamenti in materia di Bilancio e tributi Comunali ove chiedevamo sgravi e condizioni di maggior favore per le situazioni sociali più deboli ed esposte.
Inascoltata la nostra richiesta di approfondimenti chimico-analitici seri sull'area dismessa ex-Medaspan coinvolgendo anche ARPA, così come inascoltate le nostre osservazioni sull'AT1 dove l'amministrazione e il sindaco Caimi in primis hanno testardamente proseguito approvando la realizzazione di un centro commerciale (con contorno di albergo e servizi) con un progetto che non tiene conto dell'impatto su viabilità e negozi di vicinato.
In Consiglio Comunale ci siamo occupati di Autostrada Pedemontana, chiedendo ed ottenendo con altri gruppi d'opposizione un CC ad hoc, fornendo informazioni puntuali e dirette, esigendo maggior coinvolgimento e trasparenza e contestando l'atteggiamento "proprietario" del sindaco. Il tutto sempre evidenziando i motivi della nostra contrarietà all'autostrada per la sua inutilità, l'impatto sul territorio e il rischio diossina sul tracciato.
Abbiamo parlato dei problemi e delle criticità del Forno Inceneritore di Desio e delle opache ed errate politiche industriali di Bea assecondate da Meda, socia al 7,34%.
Il nostro Cons. Com Alberto Colombo durante l'ultima seduta di Consiglio il 25-5-017
E' proseguita la nostra battaglia per una tutela Regionale sulle aree della Brughiera, cercando di stimolare l'amministrazione ad un atteggiamento più attivo, visto che spesso la stessa ha brillato per le assenze nei momenti importanti tra cui l'Assemblea Programmatica dove era stato approvato l'importante documento per l'ampliamento del Parco Groane con parte della Brughiera.
Oggetto di più azioni consiliari di Sinistra e Ambiente è stato il consumo di suolo, continuato a Meda con la previsione di inutili capannoni su alcune aree (via Piave, e via S. Giorgio) anche per gli errori e la responsabilità dell'esecutivo nell'approvare nel 2012 il PGT della Lega e una variante tardiva.
Stessa cosa dicasi per l'insostenibile livello d' inquinamento atmosferico, oggetto d'una mozione congiunta con altri gruppi (respinta) per chiedere un piano d'azione a Meda.
Abbiamo cercato di migliorare con un circostanziato documento il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES), partito malamente con la proposizione di un testo che poco aveva a che fare con Meda perchè mutuato in maniera maldestra da un altro comune.
La miopia della Giunta di Caimi e della maggioranza PD, nonostante la pessima figura amministrativa, non hanno colto l'occasione e hanno preferito ignorare le nostre richieste.
Abbiamo sollecitato e definito linee d'azione per gli Orti Urbani, anche se continuiamo ad avere perplessità in quanto gli stessi sono stati localizzati in quella che fu la zona R del disastro ICMESA, senza aver mai fatto, come da noi richiesto e con il coinvolgimento dell’ARPA, analisi chimiche mirate che escludessero la presenza di TCDD.
Sulla farmacia comunale di via Indipendenza 104 avevamo suggerito migliorie concrete ad integrazione della convenzione che purtroppo non sono state recepite. 
Siamo stati molto attenti su tutti gli aspetti riguardanti la viabilità cittadina e i connessi e dubbi progetti dell'amministrazione per riqualificare Via Pace e per la realizzazione della ciclopedonale di viale Brianza zeppa di cricità.
Ci siamo occupati anche di rischio idrogeologico con più sopralluoghi che hanno dimostrato l'inutilità e le carenze di un intervento "last minute" in Val de Mez.
Il nostro consigliere ha chiesto e diffuso i verbali e il materiale delle attività svolte nel Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce per rendere tutti edotti dell'importanza di questo polmone verde.
Abbiamo fatto corretta informazione sugli aspetti riguardanti la presenza dei richiedenti asilo in Brianza, smontando gli stereotipi e le falsità diffuse dai seminatori di odio e di intolleranza.
Al momento seguiamo l'applicazione delle azioni conseguenti all'approvazione delle nostre mozioni sul pannello della Memoria sul muro dell'ICMESA e sul Regolamento del Verde Urbano.
Il nostro agire consiliare ha sempre avuto come base preparazione, approfondimento e proposte, così come abbiamo sempre cercato contatti e scambi informativi con gruppi, associazioni, rappresentanti politici e istituzionali anche di altri Comuni; il tutto allo scopo di non risultare né superficiali né autoreferenziali.
Anche nel periodo burrascoso e sofferto della nostra appartenenza alla Coalizione di maggioranza (ben presto ridotta al solo PD) non siamo stati "soldatini" a comando, ma il nostro Consigliere Comunale ha esercitato il suo mandato con la consapevolezza del suo importante ruolo, valutando sempre e comunque i contenuti di quanto veniva discusso in Consiglio Comunale, cercando di stimolare il dibattito e di cambiare uno “status quo” di mera e passiva ratifica da parte dei Consiglieri
Questo approccio non ci ha reso la vita facile, perchè entrare nel merito evitando le semplificazioni e le approssimazioni, non fa parte del sentire politico-amministrativo attuale.
Grossa delusione nel rapporto con la componente consiliare di maggioranza del PD, sempre ed acriticamente schierata con i desideri della Giunta, ignorando le potenzialità propositive del Consigliere Comunale in quanto tale.
Considerando anche la nostra esigua rappresentanza, pensiamo di avere fatto un lavoro egregio, mostrando altresì come si possa operare con credibilità e voglia di conoscere, approfondire e diffondere le nostre valutazioni su quanto si decideva nell'assise amministrativa.
Di tutta questa attività abbiamo dato totale informazione e con trasparenza sul nostro blog e sulla stampa.
Ora non avremo più una presenza consiliare e questo probabilmente ci penalizzerà nella visibilità mediatica, ma proseguiremo il nostro cammino di gruppo con la stessa attenzione che abbiamo avuto sinora auspicando d'aggregare al nostro lavoro altri cittadini interessati a fare politica e non a subirla.

Meda 5-6-017

Il gruppo di Sinistra e Ambiente con il suo Consigliere Comunale Alberto Colombo

venerdì 26 maggio 2017

IN BRIANZA SI VUOLE ANCORA CONSUMARE SUOLO


La Lista per Biassono, con il suo Consigliere Comunale Alberto Caspani, ha informato il coordinamento ambientalista de l'Osservatorio PTCP dell'avvenuta approvazione nel CC del 2-5-017 di un Masterplan concernente previsioni edificatorie sulla porzione biassonese di un'area sovraccomunale oggetto di piani di trasformazione.
Una prima ricerca a mezzo di accesso agli atti nei comuni interessati ha evidenziato che da circa un anno è stato attivato presso la Provincia di MB un tavolo di discussione ai fini della procedura d'intesa (art. 34) prevista nel Piano Territoriale di Cooordinamento Provinciale (PTCP) con i Comuni di Biassono, Vedano al Lambro, Lissone e Monza.
Oggetto della discussione, l'intenzione, riportata anche nei PGT, di operatori privati di edificare su aree ancora libere facenti parte degli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) nella fascia di confine dei comuni sopracitati.
Si sono tenuti già 3 incontri e sono risultate palesi le pressioni esercitate in particolare dalle amministrazioni di Vedano e di Biassono affinchè l'intesa sia concretizzata, possibilmente "al ribasso" (poche compensazioni ambientali, poca riduzione volumetrica e poche fasce di ricostruzione del verde).
A Biassono, a guida Lega Nord, la maggioranza ha dunque approvato il Masterplan che delinea le previsioni d'interventi consentiti sui terreni ricadenti nei confini comunali biassonesi.
Sono interventi preoccupanti. Si tratta di una colata di cemento costituita da capannoni ad uso produttivo industriale, commerciale e terziario direzionale con due torri di 10 piani e un certo grado di "libertà" nella configurazione dei lotti.
L'intervento, suddiviso in due fasi, dovrebbero sorgere a ridosso dell'ipotetica SP6, strada facente parte della viabilità complementare dell'autostrada Pedemontana Lombarda.
Sugli altri comuni i dettagli di quanto previsto negli AT non ci sono ancora noti.
Complessivamente per l'area AIP interessata si tratta nel complesso di 429.700 mq di CONSUMO DI SUOLO pari al 31% della superficie ancora non urbanizzata (1.391.644 mq su 1.939.440 totali) distribuiti come segue:
  • 129 000 mq su Vedano al Lambro rispetto ai 258.333 mq liberi
  • 257.036 mq su Biassono rispetto ai 293.875 mq liberi
  • 42.836 mq su Lissone rispetto agli 828.364 mq liberi
  • 0 mq su Monza dove sono previsti Servizi (che non fanno consumo di suolo ndr) su 11.072 mq liberi.
E' evidente che gli interventi più pesanti riguardano i Comuni di Biassono e di Vedano.
Il 26-5-017, per accendere i riflettori sull'ennesimo pericolo di consumo di suolo per questa zona della Brianza, già pesantemente urbanizzata e sulle debolezze costituite dalla normativa provinciale sugli AIP, il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP - di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva - ha tenuto unitamente con la Lista per Biassono (che in CC s'è espressa contro il Masterplan) e la partecipazione della Lista LabMonza una conferenza stampa distribuendo il comunicato allegato.

I relatori ad inizio conferenza stampa a Biassono.
Il tavolo dei relatori

MasterplanBiassono+altri def by Sinistra E Ambiente on Scribd

Il Masterplan di Biassono completo: cemento a gogo.


sabato 20 maggio 2017

IL 20-5-017 INSIEME SENZA MURI, INSIEME CONTRO IL RAZZISMO E PER L'ACCOGLIENZA


Una manifestazione grande, una manifestazione allegra e viva. 80 mila ? 100 mila ? Di più ? Poco importa, tanti, veramente tanti e tutti con striscioni e bandiere per l'accoglienza e contro l'intolleranza e il razzismo.
Presenti associazioni, gruppi, centri sociali, cittadini italiani, profughi, migranti. 
Molte le comunità ormai da tempo integrate e tanti i giovani di seconda generazione, una folla trasversale e multicolore.
Tutti insieme per dare uno schiaffo alle infamie diffuse in questi giorni dai vari Maroni, Salvini & C e per dire ai seminatori di odio che c'è un'altro paese che è stanco delle loro farneticazioni.
Era urgente e giusto esserci anche per lanciare un segnale forte a chi si fa tentare da sirene "muscolari" e sforna l'orrendo decreto legge Minniti-Orlando chiedendo anche a paesi che ignorano i diritti umani di fermare i migranti alle loro frontiere.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

 E tra questa moltitudine c'era anche la delegazione di Sinistra e Ambiente di Meda.


giovedì 18 maggio 2017

SABATO 20 MAGGIO 2017, CONTRO IL RAZZISMO, PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE INSIEME SENZA MURI


Il giorno di SABATO 20 MAGGIO 017 a Milano con partenza del corteo alle 14.30 da Porta Venezia si terrà la manifestazione INSIEME SENZA MURI.
Un'iniziativa contro il razzismo, l'intolleranza e per l'accoglienza e l'inclusione.
Una risposta da dare a tutti coloro che stanno avvelenando la convivenza civile e abbassando in modo preoccupante il livello di umanità della nostra società.
Un evento utile anche per mostrare la contrarietà ai due decreti già convertiti in legge dei Ministri Minniti e Orlando su immigrazione e sicurezza che che con l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo, trattano diversamente e con un livello di tutela inferiore uomini e donne profughi cancellando per loro un livello di ricorso ad un provvedimento avverso.
Oltre ai razzisti e a chi vuol costruire muri, non ci piace quella classe politica che preferisce accarezzare il pelo a queste pulsioni, ricercando accordi e finanziando Stati affinchè fermino i migranti, anche con l'uso della forza, alle frontiere libiche piuttosto che turche invece di governare il fenomeno e avanzare politiche di accoglienza e di pace.
Si deve guardare alle vere cause che spingono una parte crescente dell’umanità a scappare dalle proprie terre: la rapina delle risorse naturali e delle terre da parte delle multinazionali, le devastazioni ambientali, le infinite guerre dell’occidente, i regimi dittatoriali e sanguinari omaggiati da nostri governi e con i quali si fanno lauti contratti di vendita di armi.

mercoledì 10 maggio 2017

MEDA, AMMINISTRATIVE 017: LA SCELTA DI SINISTRA E AMBIENTE

Quest’anno, all’appuntamento per le elezioni amministrative medesi dell’11 giugno, il gruppo di Sinistra e Ambiente non sarà presente con una propria lista e un proprio candidato.
Considerando, durante questo mandato, le vicissitudini della Coalizione con cui Sinistra e Ambiente è entrata in Consiglio Comunale nel 2012, appare evidente a tutti che una riedizione della stessa era nei fatti impossibile.
Nel corso di questi 5 anni il PD medese e l’esecutivo del sindaco uscente Gianni Caimi hanno spostato il loro baricentro politico proseguendo imperterriti con la negazione di scelte condivise e con decisioni unilaterali.
Tale situazione ci ha costretti a passare all’opposizione e, nonostante il nostro tentativo di essere comunque attivi e propositivi, ci siamo sempre scontrati con un atteggiamento di chiusura e di autosufficienza arrogante da parte del Pd e del sindaco, attivamente supportati in ciò dal ruolo del Presidente del Consiglio Comunale Bruno Molteni (PdL/Ncd) vero e proprio alleato di ferro di Caimi.
Lo stretto rapporto tra Caimi, Molteni e il PD ha permesso un ribaltone di alleanze: ciò che era nato ed era stato votato come centro-sinistra si è trasformato in un amministrazione di centro-destra.
E’ grazie a Molteni che il PD ha esautorato il ruolo delle Commissioni attraverso l’introduzione del voto pesato rendendole nei fatti puro strumento della maggioranza.
Maggioranza che è stata anche debitamente “coperta” da un agire disinvolto del Presidente del Consiglio Comunale poco garantista verso il ruolo dei Consiglieri e molto sbilanciato verso la giunta.
Davvero poche sono state le occasioni e le scelte che abbiamo potuto condividere in questi anni con l’amministrazione; moltissime invece quelle che ci hanno trovato in totale disaccordo:
  • l'approvazione del PGT targato Lega che ha consentito la perdita di alcune aree verdi e la successiva (e tarda) Variante che poteva e doveva essere più coraggiosa
  • il nuovo regolamento che ha blindato le commissioni impedendo discussioni vere e su argomenti importanti per Meda
  • il via libera alla realizzazione del centro commerciale sull’area ex Medaspan
  • il sostegno acritico alla realizzazione dell’autostrada Pedemontana e una gestione “proprietaria” da parte di Caimi di tutte le azioni amministrative collegate
  • l’adesione totale e subalterna ai piani di BEA nella gestione del forno inceneritore di Desio senza alcuna volontà di prevederne una futura dismissione con l’implementazione di nuove tecnologie nel trattamento dei rifiuti
  • la mancanza di politiche ambientali di spessore
  • dubbi progetti viabilistici
  • la totale latitanza nel progetto del nuovo parco regionale Groane-Brughiera
  • l’assenza d’una trasparenza puntuale sull’operare amministrativo
Più di tutto ci è pesato il metodo di governo da oligarchia ristretta che la giunta Caimi ha adottato in questi anni, in totale dissonanza dal programma elettorale in cui si affermava di volere una gestione condivisa e partecipata.
Non ci mancano dunque gli argomenti che hanno reso e rendono impensabile una riproposizione di alleanza o sostegno a questo PD che oltretutto ha scelto di presentare come candidato ancora Caimi mantenendo inalterato il metodo politico.
Abbiamo altresì toccato con mano quanto sia lontana dal nostro pensiero la pratica dell’agire politico nella realtà medese, ovvero la sua malattia di fondo: da tempo e sempre di più, molti percorrono trasversalmente la strada dell’apparire, del protagonismo individuale, della presentazione d’un prodotto preconfezionato cui si è chiamati alla mera e passiva accettazione.
Il tutto aggravato da individualismo protagonista, rancori, pregiudizi e pregiudiziali su gruppi e/o singole persone.
Ogni raggruppamento o soggetto politico ha costruito uno schieramento a sua totale immagine e non è stato attivato il benché minimo momento di confronto ufficiale con noi in tempo utile.
Qualcuno ha invece tentato la strada dei contatti singoli, nel maldestro tentativo di fare una campagna acquisti individuale.
Ecco, questo per noi non è cercare alleanze basandosi su un sano relazionarsi politico, bensì mutare, screditandolo, l’agire politico.
In aggiunta a tale pratica politica deformata e poco stimolante, la scelta d’una corsa in solitaria di Sinistra e Ambiente avrebbe comunque dovuto fare i conti con l’alta percentuale di consensi (attorno al 7/8%) necessari per entrare in Consiglio Comunale con un rappresentante.
Anche gli incontri con persone vicine alle nostre sensibilità hanno mostrato la necessità di approfondimenti e di continuità di dialogo con tempi più lunghi rispetto alla imminente scadenza elettorale.
Per questo, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha deciso di non bruciare inutilmente candidature ed energie.

Un banchetto di Sinistra e Ambiente
Presidio antifascista a Meda
Alla manifestazione 
contro il razzismo a Limbiate
Di certo Sinistra e Ambiente non scomparirà: continueremo ad agire a Meda seguendo l’attività amministrativa oltre a quella dei coordinamenti ambientalisti in cui siamo parte attiva, ad essere presenti sul territorio con i nostri temi, le nostre progettualità e le nostre sensibilità ambientaliste e sociali.

Ci daremo altresì l’obiettivo di creare una “Sinistra e Ambiente” più solida e più allargata quale soggetto con contenuti di sinistra, sociali e ambientalisti, coinvolgendo anche altre persone cui chiederemo di lavorare insieme.
E’ del tutto evidente che, nelle prossime elezioni di giugno, agli elettori medesi mancherà l’unico riferimento di sinistra con una visione ambientalista che non è mai stata di pura facciata.
Altrettanto evidente è che nessuna forza politica o candidato attualmente presente nella competizione elettorale per amministrare Meda ci può rappresentare e che pertanto non faremo alcuna scelta tra questi candidati sindaci.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda

sabato 6 maggio 2017

RIFUGIATI: UNA SQUALLIDA E ODIOSA VICENDA DI CAPORALATO IN PROVINCIA DI COSENZA

Una squallida vicenda messa in luce dalla Procura di Cosenza. Una vicenda che vede, ancora una volta vittime, i richiedenti asilo.
Secondo l'accusa, chi era stato incaricato di gestire l'accoglienza in realtà, dopo averli stipati in strutture fatiscenti, lucrava su di loro mettendoli altresì a disposizione per il lavoro nero sottopagato.
Giusto chiedersi quali controlli effettui la Prefettura su chi vince i bandi per verificare il rispetto degli standard qualitativi e normativi e quali verifiche faccia quando assegna direttamente gruppi di richiedenti asilo a soggetti che dovrebbero gestire l'accoglienza.

Rifugiati sfruttati per lavori agricoli, 
14 arresti a Cosenza

Silvio Messinetti  Edizione del 06.05.2017

Il caporalato nel centro d’accoglienza. Un oliato sistema di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro migrante. Lo schiavismo «legalizzato» per mesi, nonostante fosse già noto che sui contrafforti della Sila, nel fazzoletto di altopiano tra Camigliatello, Casole Bruzio e Aprigliano, c’erano sodalizi criminali che lucravano sui migranti, approfittando di un sistema di accoglienza che fa acqua da tutte le parti.
Chi semina odio sulle Ong che salvano vite umane nel Mediterraneo, si facesse piuttosto un giro in Calabria in quella teoria di alberghi, residence, B&B, trasformati in ghetti per migranti, vilipesi, maltrattati, vessati, ed ora si scopre pure agenzie di collocamento per caporali e lavoratori in nero.
Non si tratta di Ong ma viceversa di sodalizi di speculatori foraggiati dallo Stato che affida (e rinnova) la gestione delle strutture.
Li chiamano «centri di accoglienza straordinari». Ma non accolgono, non proteggono, non tutelano.
Era l’estate scorsa quando una delegazione di LasciateCIEntrare ha ispezionato tutti i centri situati in Sila. 
Ecco com’era declinata l’accoglienza in salsa silana: ospiti costretti a dormire su materassi stesi sul pavimento, senza lenzuola né cuscini, la corrente elettrica assente, l’acqua calda, inesistente. I migranti mostravano irritazioni cutanee e lamentavano la mancanza di assistenza sanitaria. I fili dell’impianto elettrico erano scoperti e molti bagni privi di rubinetteria. Tutti gli abiti che i rifugiati indossavano erano stati donati dalla popolazione locale. 
E il pocket-money non veniva erogato dai gestori, nonostante questi ricevessero dal Viminale ben 35 euro al giorno per migrante.
L’inchiesta della procura di Cosenza che ieri ha portato all’arresto di decine di persone e al fermo di alcuni gestori dei centri d’accoglienza apre altri squarci, finora ignoti, sulla indegna condizione dei rifugiati. Una storia che lascia sgomenti.
Gli elementi raccolti dagli inquirenti hanno permesso di accertare che gli ospiti, senegalesi, nigeriani e somali, venivano prelevati da due strutture, il Santa Lucia e il Centro giovanile jonico di Camigliatello, e portati a lavorare in campi di patate e fragole o impiegati come pastori per badare agli animali da pascolo. 
In particolare, il presidente e i due responsabili della gestione dei Cas risultano accusati di aver illecitamente reclutato i rifugiati a loro affidati per essere impiegati in nero, in concorso con i titolari delle aziende agricole. 
Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d’ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. 
È il primo caso in Italia di applicazione della nuova legge sul caporalato. 
Durissimo il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo: «E’ terribile che sia stata messa sotto i piedi la dignità delle persone che il nostro articolo 2 della Costituzione sancisce.
Con quale coraggio chiediamo aiuto agli altri se trattiamo così i nostri simili. 
Tutto nasce da una iniziale denuncia fatta da un migrante. C’è stato il coraggio di queste persone di denunciare e da quel momento si è sviluppata una attività di indagine che ha svelato l’esistenza di una vera e propria agenzia del caporalato». 
I migranti lavoravano per undici ore al giorno con paghe minime, 2 euro all’ora, per dieci ore al giorno. La tentata truffa è ipotizzata perché i Cas dislocavano i migranti nelle aziende pur incassando la quota che spetta per ogni migrante. E non finisce qui perchè il giro potrebbe allargarsi. 
«Ci sono indagini in corso e l’attività sta proseguendo», ha concluso l’aggiunto Marisa Manzini.

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Da Repubblica

Sfruttavano i rifugiati a 2 euro all'ora 
per il lavoro nei campi. 
Arrestati i capi di due Centri d'accoglienza di Cosenza

Avrebbero dovuto garantire ai loro ospiti, giovani richiedenti asilo africani, lezioni d'italiano e percorsi d'integrazione. Invece li mandavano a raccogliere patate e fragole con paghe irrisorie. I caporali accusati anche di tentata truffa aggravata: manipolavano i fogli presenza dei profughi per ottenere i fondi pubblici: i ragazzi risultavano presenti in classe mentre erano al lavoro


COSENZA. Avrebbero dovuto agevolarne l’integrazione dei richiedenti asilo e curare le loro ferite fisiche e psicologiche, ma si sono trasformati nei loro nuovi aguzzini. Scoperchia un quotidiano di miseria, sfruttamento e negazione di ogni basilare diritto l’inchiesta della procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, dall’aggiunto Marisa Manzini e dal pm Giuseppe Cava, che ha portato venerdì in carcere i due responsabili di due centri d’accoglienza di Camigliatello silano, nel cosentino. Insieme a loro, per ordine del tribunale di Cosenza, 4 persone sono finite ai domiciliari, mentre in 8 sono state destinatarie di un provvedimento di obbligo di dimora.
Tutti sono a vario titolo accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d'ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per aver costretto i rifugiati cui avrebbero dovuto fornito assistenza a lavorare ogni giorno, per oltre 10 ore, nelle aziende agricole della zona. Una storia di ordinario sfruttamento e caporalato nascosta tra le pieghe del sistema di accoglienza delegato ai privati.

Una trentina di ragazzi - senegalesi, nigeriani e somali, riconosciuti come vittime di guerre, persecuzioni e conflitti e per questo riconosciuti come rifugiati – venivano prelevati ogni mattina all’alba e messi a disposizione dei padroncini della zona, per essere impiegati come braccianti o pastori. Per loro, non c’era nessun corso d'italiano o programma di avviamento professionale, tanto meno l’assistenza psicologica che i centri si impegnano a garantire a coloro che in Italia trovano asilo o rifugio perché in fuga da Paesi in cui rischierebbero la vita. I trenta ragazzi ospiti dei due centri di Camigliatello silano in Italia hanno conosciuto solo nuove forme di sfruttamento.
Vestiti in maniera approssimativa nonostante il freddo inverno silano, i ragazzi erano obbligati a lavorare per oltre dieci ore al giorno nei campi di patate o di fragole come braccianti, o come pastori incaricati di badare agli animali al pascolo sull’altopiano silano. Un lavoro duro, pesante e retribuito meno di 15-20 euro al giorno. E ovviamente del tutto clandestino.
Formalmente, i ragazzi risultavano regolarmente presenti nei due centri di accoglienza, dove – recitano le carte – si svolgevano tutte le attività previste dai programmi di assistenza ai rifugiati. Ma era solo una menzogna. I ragazzi venivano di fatto doppiamente sfruttati. Come manodopera a basso costo nei campi e come pretesto per ottenere finanziamenti.
 

giovedì 4 maggio 2017

A PROPOSITO DI BLITZ SECURITARI


Il blitz delle forze dell'ordine del 2-5-017 in P.za Duca d'Aosta fuori della stazione centrale di Milano dove, con un dispiegamento massiccio di uomini e mezzi compresi un elicottero, agenti a cavallo, unità cinofile e blindati, sono stati "selezionati" per generici "controlli" solo persone "non di razza caucasica" ha dato un assaggio di quale sia l'approcio di semplificazione selettiva che rischia di fare danni pesanti senza oltretutto minimamente intaccare situazioni di illegalità e spaccio pur presenti nell'area stazione centrale.
Ad una situazione di degrado del luogo, determinata da molteplici cause, s'è risposto con un'azione di "rastrellamento", di selezione e controllo etnico, utile solo per tranquillizzare o peggio inseguire sul loro terreno gli urlatori razzisti cercando di dare un'immagine di forza e decisionismo.
I risultati però non sono stati all'altezza del dispiegamento:
- 52 trasferimenti in Questura per accertamenti
- ZERO arresti
- ZERO fermi
- 4 fogli di via per precedenti decreti di espulsione
- una decina di accertamenti d'identità in corso
e udite udite, 5 rilasci aggiuntivi del permesso di soggiorno per motivi umanitari
Come prevedibile, a consuntivo il "blitz" si è rivelato di pura natura mediatica piuttosto che capace di verificare presunte situazioni di irregolarità o di accertare reati.
Quest'intervento è poi servito da palcoscenico al solito Salvini, prontamente e misteriosamente presente con tanto di giornalisti al seguito, per sciacallare, inondando i social, la stampa on line e cartacea e le Tv con affermazioni che seminano odio e razzismo.
Un'operazione comunque parte di una deriva securitaria preoccupante.
E' evidente che il problema di una città vivibile e sicura non si risolve solo attraverso azioni di polizia, ma con interventi di accompagnamento all'inclusione sociale, in particolare nei confronti dei cittadini stranieri in attesa della definizione della loro richiesta di protezione internazionale.
Ha del resto poco senso il respingere le richieste di protezione generando così situazioni di clandestinità totale che non consentono esistenze dignitose con il rischio concreto che si alimentino e creino poi occasioni di degrado.
E' netta l'impressione che l'operazione di polizia sia figlia della "linea Minniti", un esordio "muscolare" laddove si evidenziano sacche di "degrado" e di marginalità sociale prodotte guardacaso da politiche di accoglienza e integrazione insufficienti o contradditorie.
Ecco, come molti altri cittadini, gruppi ed associazioni che hanno scritto in merito e i cui contenuti abbiamo anche ripreso in alcuni passaggi del post perchè li condividiamo, anche noi di Sinistra e Ambiente apparteniamo ad un'umanità diversa, non ci associamo alla gara di chi soffia più forte e con maggiore frequenza sul fuoco o ci butta benzina per aumentare odio, divisione, senso di paura, insicurezza.
Noi questa squallida gara non la giochiamo.

lunedì 1 maggio 2017

LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE SUI PIANI INTEGRATI D'INTERVENTO E SUGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


L'interrogazione chiedeva informazioni precise circa lo stato degli iter dei Programmi Integrati d'Intervento (PII) e degli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante al PGT ma ancora in regime di moratoria della LR 31 nonchè dell'AC4 di via Piave approvato con delibera di Giunta l'8-07-015 e avviato con ulteriore consumo di suolo.
La risposta evidenzia come la legislazione nazionale del passato Governo Renzi abbia, purtroppo, consentito il rinnovo dei termini per la loro validità anche per quei PII che erano in prossimità di scadenza per mancata sottoscrizione della Convenzione.
Si tratta di PII con alte volumetrie che andrebbero sicuramente rivisti e ridimensionati se non cancellati ma che con il decreto Sblocca Italia di Renzi hanno ottenuto una proroga e non sono decaduti.
Gli AT non confermati dalla Variante al PGT del 2016 non sono, per il momento, oggetto di richiesta di attivazione di istruttoria ma la moratoria della Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che scadrebbe a giugno è purtroppo oggetto di manovre politiche per prorogarne di un anno la scadenza.
Brutte notizie per l'AC4 di via Piave dove a novembre 2016 è stata sottoscritta la Convenzione e dove la proprietà ha 10 anni per realizzare i capannoni lì previsti.
L'avvio di questo AT con CONSUMO DI SUOLO è piena responsabilità dell'amministrazione Caimi targata PD che nel 2012 approvò (voto contrario di Sinistra e Ambiente) il PGT della Lega, consentendo agli operatori dell'AC4 di presentare un Piano Attuativo PRIMA della Variante al PGT del 2016.

venerdì 28 aprile 2017

CENTRO COMMERCIALE SU AREA EX MEDASPAN: AFFANNOSA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER LA VIABILITA'


E' tornato nel Consiglio Comunale del 26-4-017, l'AT1, l'ambito di trasformazione ex Medaspan dove l'amministrazione Caimi ha fortemente voluto il Centro Commerciale con contorno di albergo e servizi.
E' tornato con una procedura "d'urgenza", ingiustificata dal punto di vista degli obblighi e delle scadenze temporali istituzionali e amministrative ma per scelta politica di Caimi e del PD che si sono voluti evidentemente intestare il merito, in vista dellla scadenza elettorale, di approvare una integrazione alla bozza di convenzione passata nel CC del 25-01-015 (voto contrario di Sinistra e Ambiente).
Per Caimi e il PD serve infatti dare una mano all'investitore privato perchè i lavori del tavolo regionale dell'accordo di programma hanno tempi più che mai incerti e sono complicati da una prescrizione di Regione Lombardia che vincola l'apertura del centro commerciale al superamento della linea ferroviaria FNM.
Superamento al momento impossibile visto che il previsto (e critico) sottopasso di via Cadorna-via Seveso con spostamento dell'alveo del Tarò non ha la copertura economica perchè compreso nelle opere complementari da realizzare a carico della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) le cui casse sono da tempo vuote.
Sono crollate così le più rosee previsioni di Caimi e del PD che prevedevano la chiusura dell'iter in tempi rapidi, previsioni accompagnate da incauti annunci dai titoli roboanti.
Così, visto e considerato che la normativa prevede che la CONVENZIONE finale dell'AT1 (la bozza è stata approvata nel CC del 25-1-015) debba essere ratificato entro un anno dall'approvazione del Piano Attuativo, con la delibera portata in Consiglio il 26-4-017, per non correre rischi, agganciano i termini temporali alla pubblicazione dell'Accordo di Programma e non al Piano Attuativo.
Ma non si tratta solo di questo.
Per cercare di aggirare la severa prescrizione della Regione sul superamento della linea ferroviaria FNM, viene proposto e portato alla ratifica del CC un "raccordo" stradale che collega la rotonda di via Cadorna alla via Busnelli, passando per la viabilità d'accesso all'AT1.
Costi a carico del privato (stimati 935.000 euro) e catalogazione come Opera Pubblica e pertanto uso di aree di proprietà pubblica e privata a mezzo esproprio per la sua realizzazione.
Il "raccordo" con in rosso la percorrenza a doppio senso 
da via Cadorna a via Busnelli
Questa soluzione è quindi sicuramente e prioritariamente cercata per tentare d'uscire dall'impasse determinato dai problemi di viabilità e di traffico aggiuntivo indotto dalla allocazione di un centro commerciale su un area critica quale l'ex-Medaspan.
Appare inoltre evidente che il raccordo sconterà le limitazioni derivanti dal calibro di via Busnelli e sopratutto delle dimensioni inadeguate del ponte sotto le FS in direzione di Seveso.
Sul punto traffico, pur sbandierando l'esistenza di studi trasportistici sull'area elaborati  al tavolo dell'accordo di programma e se pur sollecitati più volte, l'amministrazione e il responsabile dell'ufficio Infrastrutture e Mobilità, non hanno saputo o voluto fornire alcun dato ne sul numero stimato dei veicoli intercettati dal raccordo ne sull'analisi del carico globale sul comparto.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente, continuando a ritenere un errore la scelta di consentire la costruzione d'un centro commerciale sull'area ex Medaspan anche per le problematiche di traffico e circolazione da esso indotto e considerando la soluzione del raccordo poco efficace e comunque prioritariamente utile alla semplificazione della trattativa in corso in Regione, ha espresso conseguentemente un voto di contrarietà alla delibera.