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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 18 febbraio 2017

PEDEMONTANA, DIOSSINA E CARATTERIZZAZIONE: PRESENTATI IL MODELLO CONCETTUALE SITO E L'ANALISI DEL RISCHIO


Per dar seguito alle richieste emerse al tavolo tecnico in Regione Lombardia del 19-10-2016, seppur con ritardo rispetto alle tempistiche previste dall'iter, Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) ha  elaborato e consegnato agli enti preposti due documenti conseguenti alla Caratterizzazione dei suoli contaminati dalla diossina TCDD.
Si tratta dell'ELABORAZIONE DEL MODELLO CONCETTUALE DEL SITO dell'ANALISI DI RISCHIO SPECIFICA.

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, dopo accesso agli atti, ha fatto una disamina attenta dei contenuti di questi elaborati e per dare un contributo informativo, s'è impegnato in una lettura di documenti tecnici di non facile ed immediata comprensione cercando di sintetizzarli.

IL MODELLO CONCETTUALE DEL SITO considera le aree, che dovrebbero essere interessate dal tracciato autostradale, dove è stata riscontrato (con le analisi chimiche del 2008/2012 e 2016) il superamento dei limiti di legge per le Concentrazioni di Soglia Contaminata (CSC) per la TCDD nello Strato Superficiale (Top Soil -TS), Intermedio e Profondo  del terreno, sia per aree a destinazione d'uso industriale (limite di 100 ng/kg) che per quelle a verde residenziale (limite 10 ng/kg).
E' un documento complesso che suddivide il tracciato della tratta B2 indagato, utilizzando un algoritmo basato sui poligoni di Thiessen e che delimita il comparto ambientale oggetto di contaminazione a partire da 6 inquadramenti:

Inquadramento 1
zona medese del Bosco delle Querce e l'esistente svincolo di Meda con :
13 superamenti nel Top Soil di cui 4 rispetto del limite industriale e 9 del limite verde
11 superamenti nell'Intermedio di cui 3 del limite Industriale e 8 del limite verde
1 superamento nel Profondo del limite verde

Inquadramento 2
zona sevesina del Bosco delle Querce, via Vignazzola, zona di via della Roggia con :
6 superamenti nel Top Soil del limite verde
3 superamenti nell'Intermedio del limite verde

Inquadramento 3
sempre con parte sevesina del Bosco delle Querce e zona a sud di via Vignazzola fino all'attuale svincolo di Seveso con :
37 superamenti nel Top Soil di cui 8 rispetto del limite industriale e 29 del limite verde
18 superamenti nell'Intermedio di cui 3 del limite Industriale e 15 del limite verde
1 superamento nel Profondo del limite verde

Inquadramento 4
a sud dell'attuale svincolo di Seveso, interessando il futuro svincolo di Baruccana con :
18 superamenti nel Top Soil del limite verde

Inquadramento 5
in zona futuro svincolo con rotatorie tra Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio con :
18 superamenti nel Top Soil del limite verde

Inquadramento 6
in zona dopo il futuro svincolo cesanese con :
18 superamenti nel Top Soil di cui 1 del limite industriale e 17 del limite verde
1 superamento nell'Intermedio del limite verde

In questi "Inquadramenti", in base alla destinazione d'uso "industriale" delle aree interne alla recinzione autostradale e delle rotatorie nonchè alla destinazione d'uso a "verde" delle aree di cantiere e di mitigazione, APL ha poi identificato 35 poligoni di "potenziale contaminazione". - Vedi mappe per il Top Soil, l'Intermedio e il Profondo sotto.

Mappa delle aree del tracciato e dei "poligoni" 
con contaminazione nel Top Soil (per ingrandimento cliccare sopra)
Mappa delle aree del tracciato e dei "poligoni" 
con contaminazione nell'Intermedio e nel Profondo (per ingrandimento cliccare sopra)
Nei 35 poligoni, APL  considera che nelle aree in cui dovrebbe essere realizzata l'autostrada IN RILEVATO, si procederà comunque con l'asportazione di terreno fino ad almeno 0,8 mt (Bonifica Geotecnica) mentre nei tratti in trincea l'attività comporterà l'asportazione di terreno contaminato fino alla profondità di "fondo scavo".
Queste attività di scavo se all'interno dei poligoni di contaminazione per APL si configura già di per sè come OPERAZIONE DI BONIFICA perchè rimuoverà la terra dove c'è presenza di Diossina TCDD.

A questo punto APL ha definito le aree da assoggettare ad ANALISI DEL RISCHIO SANITARIA AMBIENTALE (2° documento presentato) per lei costituite da quelle zone dove il contaminante si trova negli strati di suolo Intermedio e Profondo non interessati dall'asportazione per "bonifica geotecnica" o negli strati intermedi e profondi al di sotto della "profondità di scavo".
Questa assunzione ha portato APL ad elaborare l'ANALISI DEI RISCHI SANITARIA E AMBIENTALE su 7 aree (23, 25, 28, 30, 31, 32, 33 vedi sotto) al fine di determinare la Concentrazione di Soglia di Rischio (CSR).

Area 23 (639 m2) nel Bosco delle Querce a Meda 
(nota: 2 sondaggi oltre il limite industriale nello strato Intermedio)
Area 25 (490 m2) a Seveso zona via Vignazzola uso a verde di mitigazione acustica
Area 28 (11000 mq) a Seveso zona via della Roggia - area di Cantiere
Area 30 (3797 mq) ad uso verde
Area 31 (2660 mq) ad uso verde
Area 32 erroneamente marcata 42 (5256 mq) ad uso verde
Area 33 (8670 mq) area di cantiere
Sono state dunque escluse dall'Analisi di Rischio (AdR) tutti gli spazi con contaminazione del solo Top Soil che verranno scoticati e le aree dove lo scavo a profondità maggiore comportarà l'integrale asportazione dei terreni contaminati, siano essi Top Soil, Intermedio o Profondo.
Queste asportazioni e il successivo avvio del terreno ad impianti di recupero o smaltimento secondo la normativa di settore e costituirà ATTIVITA' di BONIFICA da dettagliare successivamente nel PIANO OPERATIVO DI BONIFICA (al momento non presentato).

Nel documento di Analisi del Rischio (Adr) sulle 7 aree, la soc. APL applica una serie di algoritmi che tengono conto di fattori di trasporto del contaminante (Volatizzazione polveri, Vapori, dispersione in aria, liscivazione in falda), fattori d'esposizione (Inalazione,) e di rischio sanitario da esposizione a sostanze cangerogene per definire se sulle 7 aree esiste un fattore di rischio d'esposizione tale da comportare una bonifica con la rimozione dei terreni al di sotto della quota di fondo scavo.
Per APL il risultato è che sui 7 poligoni il rischio risulta accettabile poichè le Concentrazioni di Soglia Contaminata (CSC) riscontrate risultano inferiori alle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) calcolate.
Pertanto, sempre per APL, lì la terra (strato intermedio o profondo) può rimanere in loco previa approvazione della Conferenza dei Servizi.
Conferenza dei Servizi che è in calendario a fine febbraio.

Va rilevato che ancora non è stato presentato il PIANO DI BONIFICA per quelli che sono le aree e poligoni ricadenti nell'ambito autostradale dove sarà giocoforza asportare la terra contaminata per realizzare l'infrastruttura.
In queste fasi successive, ci attendiamo a nostro giudizio, anche un'altra ANALISI DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE derivante dalla movimentazione della terra contaminata,  dove si pensiamo si debba anche tenere conto della sommatoria per bioaccumulo di nuove dosi nell'organismo per soggetti che dal 1976 sono stati nei fatti già esposti al potente tossico.
APL dovrà anche predisporre il Piano Scavi con caratterizzazione di dettaglio del terreno e il Piano di Protezione per gli addetti ai lavori.
Non va dimenticato che anche laddove i valori di Diossina TCDD sono inferiori alle soglie CSC esiste comunque un problema sanitario qualora vi sia movimentazione.
E' chiaro ai più che sarà anche necessario un'accurato esame sul PROGETTO ESECUTIVO.
Tutto questo quale mero aggiornamento rispetto agli sviluppi dell'iter avviatosi con la Caratterizzazione che continueremo a seguire con la massima attenzione.

Negli incontri, nei documenti tecnici e negli articoli della stampa, la soc. Pedemontana ha sempre sottolineato, per non addossarsi i costi d'una eventuale bonifica, di non essere la responsabile dell'inquinamento da diossina TCDD (vero, fu l'Icmesa di Meda, gruppo Givaudan - La Roche che chiuse un accordo transattivo di risarcimento  il 19-12-1980).
Questo comporta che gli oneri ricadrebbero, per legge, in subordine sui proprietari dei terreni. Terreni che per costruire l'autostrada diverrebbero però a mezzo esproprio ......... proprietà della soc. Pedemontana.
Questo extracosto non previsto va a sommarsi alle difficoltà economiche in cui si dibatte la Soc Autostrada Pedemontana Lombarda che non ha risorse per completare l'infrastruttura.
Continuiamo a ribadire, anche ora che la criticità Diossina TCDD è ormai acclarata tanto d'essere oggetto di una perimetrazione delle zone inquinate sul tracciato di Pedemontana, che una popolazione già esposta al potente tossico nel passato  non può correre il rischio di accumularne altro nell'organismo.
Prudenza, rispetto per l'uomo, la salute, l'ambiente e non ultimi gli aspetti economici e i volumi bassissimi di percorrenze sulle tratte già in esercizio (A e B1+ tangenz di CO e VA) inducono ad affermare che la rinuncia al completamento è l'unica via d'uscita per una situazione disastrosa.

https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg/photo/AF1QipMSLRqsACb9VEopt2YapKOpYq2VPjgKB825o2Yy?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3
L'articolo de Il Giorno del 21-2-017 (cliccare sopra per lettura)
L'articolo del GdS del 28-2-017 (cliccare sopra per la lettura)

venerdì 17 febbraio 2017

INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE SUL POLIAMBULATORIO NELLA FARMACIA COMUNALE


Il 26-11-015, il Consiglio Comunale s'era espresso sull'apertura di una farmacia comunale a Meda, e sull'affidamento "in house" della stessa alla Azienda Speciale Servizi Pubblici ASSP.
Il CC aveva anche autorizzato l'Amministrazione a entrare con una quota pari allo 0,1% nella ASSP che ora ha due soci: il Comune di Cesano Maderno con il 99,99% e il Comune di Meda con lo 0,1%.
Sinistra e Ambiente, pur giudicando positivamente l'apertura d'una farmacia comunale s'era astenuta perchè non era stato dato spazio in sede di Commissione Regolamento e Statuto per migliorare il testo della Convenzione e tutte le proposte del nostro Cons. Comunale erano state respinte.
Ce ne siamo occupati su: SULLA FARMACIA COMUNALE E ............ SULLE ORDINARIE PRATICHE ESCLUDENTI DELLA MAGGIORANZA DI CAIMI

In data 9 gennaio 2017, la farmacia comunale ha aperto i battenti, accompagnata anche dall'insediamento nello stesso stabile, di un poliambulatorio con alcuni medici di base.
Proprio su questo aspetto, il gruppo di Sinistra e Ambiente, sollecitato anche da alcuni cittadini, ha presentato un'interrogazione con il fine di meglio comprendere la progettualità e per evidenziare il rischio che in alcuni quartieri (Meda Sud in particolare) i soggetti anziani possano subire dei disagi e dei disservizi per il concentrarsi dell'attività ambulatoriale in un luogo per loro distante.
Vorremmo anche comprendere se il progetto s'inserisce o s'inserirà in futuro in quanto previsto nel decreto n° 158 del 2012 ("decreto Balduzzi") e sua successiva conversione in legge 189 per quanto riguarda le "aggregazioni funzionali territoriali".

Il testo dell'interrogazione:


venerdì 10 febbraio 2017

GIORNO DEL RICORDO: PARLIAMO ANCHE DEI CRIMINI DEGLI OCCUPANTI ITALIANI

Con il "Giorno del Ricordo" istituito con la legge 30 marzo 2004 n. 92 e celebrato il 10 febbraio di ogni anno, si intende ricordare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».
Una pagina di un periodo drammatico che però da tempo sta subendo strumentalizzazioni e una ricostruzione storica fuorviante e "forzata" da parte della destra e di formazioni che ancora si richiamano al fascismo.
A quest'aspetto fa da contorno l'utilizzo da parte di certa stampa, dei social e dei media di immagini con errate didascalie o la diffusione di false ricostruzioni che piegano i passati eventi alla propria "verità", cercando di sorvolare su quelli che furono i crimini compiuti degli occupanti italiani (Regio Esercito prima e Repubblichini poi) della Slovenia, di parte della Croazia e delle zone italiane di confine orientale.
Vengono ignorati o rimossi rastrellamenti, fucilazioni, incendi di centri abitati, deportazioni in campi d'internamento con mortalità elevata, uccisioni e scomparse di resistenti, tutte compiute dagli italiani e dalle milizie fasciste, senza che l'Italia abbia mai condannato nessuno degli esecutori o degli ufficiali da cui provenivano gli ordini.
Vengono al contrario gonfiate a dismisura il numero delle "vittime" infoibate (comprendenti anche alcuni autori se non complici delle stragi a responsabilità italianissima) per cucire addosso ai soli  Yugoslavi l'unica responsabilità di quanto successe in un immotivato  "furore antiitaliano".
Non si deve negare e nemmeno ignorare le vendette e gli gli eccessi compiuti dai vincitori (vedi qui su Focus) ma le drammatiche dinamiche degli anni dal 1941 - anno dell'invasione italiana della Yugoslavia - al 1945 con gli strascichi successivi furono molto più complesse e tra gli artefici di massacri e persecuzioni vanno annoverati anche gli italiani invasori, lì mandati da un regime fascista colpevole di disastri, crimini e dolori.
Queste cose bisogna raccontarle perchè il "Giorno del Ricordo" non può essere appannaggio solo di una destra becera o addirittura dei fascisti bramosi di riscrivere la Storia.

Con il «Giorno del ricordo» così com’è tornano le esaltazioni del fascismo

10 febbraio ostaggio delle destre. 
La ricorrenza in memoria di «tutte le vittime delle foibe» anche quest'anno sarà a ritmo di nazi-rock

Saverio Ferrari, Marinella Mandelli
Edizione del 09.02.2017
Da quando per legge fu istituito nel 2004, il 10 febbraio, come «Giorno del ricordo» (anniversario del Trattato di pace che nel 1947 aveva fissato i nuovi confini con la Jugoslavia), per «conservare e rinnovare», come scritto, «la memoria di tutte le vittime delle foibe» e della «tragedia dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra», abbiamo assistito a una sorta di accaparramento di questa giornata da parte delle destre, con il prevalere nel corso degli anni dei fascisti. Quasi un’egemonia.
Possiamo ora dire, in sede di valutazione storica, che la decisione di inserire nel calendario nazionale questa data, a dieci giorni dalla giornata per il ricordo dalla Shoah e di tutte le vittime e i perseguitati del nazifascismo, abbia indubbiamente segnato una svolta facendo parlare correntemente di foibe come «Olocausto degli Italiani».
Questo anniversario è più che altro servito a nascondere le responsabilità e gli orrori del fascismo nelle vicende di Trieste, della Venezia Giulia e del confine orientale; a riscrivere e a deformare la storia di quelle terre e delle sue popolazioni; a occultare i crimini di guerra italiani e le gesta infami di chi collaborò con i nazisti; a scorporare dal contesto l’esistenza a Trieste della Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento in territorio italiano con forno crematorio; a tentare di porre, in una specie di «dualità della memoria», le vittime delle foibe sullo stesso piano di quelle dell’Olocausto. Una sorta di contraltare.
All’origine di questa deriva crediamo si debbano anche porre alcuni interventi, a partire dal 2007, tenuti solennemente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che parlò apertamente di «cieca violenza», di «furia sanguinaria», di «parossismo nazionalista, rivalse sociali e un disegno di sradicamento della presenza italiana», nonché di «disegno annessionistico slavo che assunse i sinistri contorni di una “pulizia etnica”». 
Il tutto senza alcun riferimento alla precedente oppressione fascista delle minoranze slovene, all’invasione della Jugoslavia e ai precedenti crimini di guerra italiani commessi in quel Paese dal 1941 al 1943.
Almeno 230mila furono i civili montenegrini, croati e sloveni massacrati, fucilati o bruciati vivi nelle loro case durante i rastrellamenti (alcuni storici parlano di più di 400mila), diverse migliaia i civili, uomini, donne e bambini, deportati e rinchiusi in decine di campi di concentramento (i «campi del Duce») disseminati nelle isole dalmate, in Friuli e nel resto d’Italia. Parole che suscitarono anche le rimostranze del presidente della Croazia Stipe Mesic.
Nella stessa celebrazione vennero, tra gli altri, decorati da Napolitano i parenti di Vincenzo Serrentino, ultimo prefetto di Zara, fucilato dagli jugoslavi nel 1947 come criminale di guerra e in quanto tale già inserito nel 1946 da un’apposita commissione d’inchiesta italiana fra i civili e i militari italiani passibili di essere posti sotto accusa presso la giustizia penale militare, in quanto nella loro condotta erano «venuti meno ai principi del diritto internazionale di guerra e ai doveri dell’umanità».
Poi, nel 2015 ci fu il caso della consegna, per mano del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, dell’onorificenza (ritirata in aprile) «per cause riconducibili a infoibamenti», ai familiari del capitano del battaglione Benito Mussolini, Paride Mori. 
Il capitano Mori era stato ucciso in combattimento, il 18 febbraio 1944, in uno scontro con i partigiani titini, e non “infoibato”. Questo caso svelò come su mille riconoscimenti dal 2004, con tanto di medaglia, circa trecento riguardassero militari inquadrati nelle formazioni di Salò. 
Tra loro carabinieri dell’esercito regio confluiti nella Rsi, poliziotti, finanzieri e volontari nella Guardia nazionale repubblicana. Il novanta per cento appartenenti a formazioni al servizio dei nazisti. 
Nella lista si rintracciarono anche cinque criminali di guerra.
Con il «Giorno del ricordo» così costruito, volto a ricordare «tutte le vittime», nascondendo i giudizi di valore sulle responsabilità storiche, era inevitabile che riemergessero le destre peggiori. Anche quest’anno saranno, infatti, loro in diverse città d’Italia a celebrare questa data, con una serie di convegni e iniziative in cui si esalteranno il fascismo e la Repubblica di Salò.
A Pavia sarà addirittura il locale gruppo naziskin a farsene carico con un presidio, a Firenze, sabato prossimo, con un convegno, la Lega e Lealtà azione, la finta associazione culturale dietro la quale operano gli Hammerskin, mentre a Milano il Municipio 4, presieduto dalla Lega, aveva addirittura organizzato, sempre con Lealtà azione, per lunedì 13 alla Palazzina Liberty (quella di Dario Fo e Franca Rame), un concerto nazi-rock, poi annullato a seguito delle proteste antifasciste.
A suonare era stato chiamato Skoll, nome di battesimo Federico Goglio, un cantautore il cui nome d’arte, per sua stessa ammissione, si ispirerebbe a un «lupo feroce» della mitologia germanica, dedito «alla violenta cancellazione della vita sulla terra azzannando il pianeta e riempiendo l’universo di spruzzi di sangue». 
Già esibitosi per Casa Pound e per i nazisti di Varese (la Comunità militante dei dodici raggi), era appena stato condannato dal Tribunale di Milano per apologia di fascismo. Fatto che non aveva minimamente turbato i promotori.
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Qualche informazione sulle "manipolazioni" di immagini e ricostruzioni falsate le potete trovare su:
Come si manipola la storia attraverso le immagini: il #GiornodelRicordo e i falsi fotografici sulle #foibe

e un ottimo articolo di ricostruzione storica su L'Internazionale:
La storia intorno alle foibe