Benvenuti !

BENVENUTI nel blog di SINISTRA e AMBIENTE.
Con questo blog, vogliamo aggiornare tutti sull'attività,
le proposte, le idee del gruppo.

Per la nostra storia e le passate iniziative,
puoi vedere anche sul nostro vecchio sito web.
Per chi volesse contattarci o inviarci materiale da pubblicare, cliccare QUI

La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

-------------------------------------------------

CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 28 aprile 2017

CENTRO COMMERCIALE SU AREA EX MEDASPAN: AFFANNOSA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER LA VIABILITA'


E' tornato nel Consiglio Comunale del 26-4-017, l'AT1, l'ambito di trasformazione ex Medaspan dove l'amministrazione Caimi ha fortemente voluto il Centro Commerciale con contorno di albergo e servizi.
E' tornato con una procedura "d'urgenza", ingiustificata dal punto di vista degli obblighi e delle scadenze temporali istituzionali e amministrative ma per scelta politica di Caimi e del PD che si sono voluti evidentemente intestare il merito, in vista dellla scadenza elettorale, di approvare una integrazione alla bozza di convenzione passata nel CC del 25-01-015 (voto contrario di Sinistra e Ambiente).
Per Caimi e il PD serve infatti dare una mano all'investitore privato perchè i lavori del tavolo regionale dell'accordo di programma hanno tempi più che mai incerti e sono complicati da una prescrizione di Regione Lombardia che vincola l'apertura del centro commerciale al superamento della linea ferroviaria FNM.
Superamento al momento impossibile visto che il previsto (e critico) sottopasso di via Cadorna-via Seveso con spostamento dell'alveo del Tarò non ha la copertura economica perchè compreso nelle opere complementari da realizzare a carico della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) le cui casse sono da tempo vuote.
Sono crollate così le più rosee previsioni di Caimi e del PD che prevedevano la chiusura dell'iter in tempi rapidi, previsioni accompagnate da incauti annunci dai titoli roboanti.
Così, visto e considerato che la normativa prevede che la CONVENZIONE finale dell'AT1 (la bozza è stata approvata nel CC del 25-1-015) debba essere ratificato entro un anno dall'approvazione del Piano Attuativo, con la delibera portata in Consiglio il 26-4-017, per non correre rischi, agganciano i termini temporali alla pubblicazione dell'Accordo di Programma e non al Piano Attuativo.
Ma non si tratta solo di questo.
Per cercare di aggirare la severa prescrizione della Regione sul superamento della linea ferroviaria FNM, viene proposto e portato alla ratifica del CC un "raccordo" stradale che collega la rotonda di via Cadorna alla via Busnelli, passando per la viabilità d'accesso all'AT1.
Costi a carico del privato (stimati 935.000 euro) e catalogazione come Opera Pubblica e pertanto uso di aree di proprietà pubblica e privata a mezzo esproprio per la sua realizzazione.
Il "raccordo" con in rosso la percorrenza a doppio senso 
da via Cadorna a via Busnelli
Questa soluzione è quindi sicuramente e prioritariamente cercata per tentare d'uscire dall'impasse determinato dai problemi di viabilità e di traffico aggiuntivo indotto dalla allocazione di un centro commerciale su un area critica quale l'ex-Medaspan.
Appare inoltre evidente che il raccordo sconterà le limitazioni derivanti dal calibro di via Busnelli e sopratutto delle dimensioni inadeguate del ponte sotto le FS in direzione di Seveso.
Sul punto traffico, pur sbandierando l'esistenza di studi trasportistici sull'area elaborati  al tavolo dell'accordo di programma e se pur sollecitati più volte, l'amministrazione e il responsabile dell'ufficio Infrastrutture e Mobilità, non hanno saputo o voluto fornire alcun dato ne sul numero stimato dei veicoli intercettati dal raccordo ne sull'analisi del carico globale sul comparto.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente, continuando a ritenere un errore la scelta di consentire la costruzione d'un centro commerciale sull'area ex Medaspan anche per le problematiche di traffico e circolazione da esso indotto e considerando la soluzione del raccordo poco efficace e comunque prioritariamente utile alla semplificazione della trattativa in corso in Regione, ha espresso conseguentemente un voto di contrarietà alla delibera.

POLIAMBULATORIO DI MEDA SUD: LE RISPOSTE INSODDISFACENTI E FUORVIANTI DI CAIMI


L'OdG del Consiglio Comunale del 26-4-017 comprendeva anche l'interrogazione di Sinistra e Ambiente sul Poliambulatorio del quartire Polo (Meda sud).
Un'interrogazione per ottenere informazioni dettagliate e precise per meglio comprendere la situazione attuale ma sopratutto le prospettive future relative alla permanenza, negli spazi di proprietà comunale, del Poliambulatorio a Meda Sud .
Un'interrogazione stimolata anche da alcuni cittadini del quartiere.
Il sindaco Gianni Caimi ha liquidato i quesiti, con la sua solita tracotanza, nello spazio di brevissimo tempo, senza dire nulla nel merito.
Buona parte della sua "mancata risposta" è stata dedicata  a parlare del Presidio Socio Sanitario Territoriale -Presst- nei locali della farmacia comunale di via Indipendenza 105, dimenticando volutamente che l'interrogazione non era sul Presst ma sul POLIAMBULATORIO DI MEDA SUD.
Addirittura, un poco irritato, ha affermato di aver già risposto in merito, in occasione della precedente interrogazione  di Sinistra e Ambiente.
La realtà e la verità è altra dato che ci siamo visti costretti a ritornare sull'argomento con un'interrogazione più mirata.
Nella sua telegrafica risposta verbale in CC, un unico passaggio correlato al Poliambulatorio di Meda Sud, la frase singolare e di ampia interpretazione secondo cui  il Poliambulatorio continuerà ad operare in base alla volontà dei medici presenti augurandosi comunque che gli stessi entrino "in rete". (la "rete" del PRESST ndr).
Un'affermazione ovvia e scontata che però non dice NULLA che sia utile a fugare i dubbi e le preoccupazioni di quei cittadini che vorrebbero solo rassicurazioni chiare e risposte dettagliate ed esaustive nel merito dei quesiti sollevati e non un supponente e fuorviante parlare d'altro.
Ecco, ancora una volta lo "stile" e il "metodo Caimi" s'è manifestato in tutta la sua arroganza. 

mercoledì 19 aprile 2017

INTERROGAZIONE SULLO STATO DEI PIANI D'INTERVENTO INTEGRATI E DEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


I gruppi consiliari di Sinistra e Ambiente, Lista Civica con Buraschi per Meda e Meda per Tutti da tempo vanno denunciando la mancanza di trasparenza e di puntuale e dettagliata informazione in materia di politica urbanistica da parte dell’amministrazione Caimi.
Così, si hanno notizie dell’avvio di alcuni vecchi Piani Attuativi (C.so Matteotti comparto ex- Eden e via Pace) solo dalla stampa e solo a mezzo di informazioni sommarie e frammentate invece di avere consueti e precisi aggiornamenti sui contenuti delle Convenzioni e sui dettagli progettuali in sede di deputata Commissione.
Per cercare di avere un quadro completo della situazione riguardante i Piani d’Intervento Integrati, lo stato dell’AC4 (via Piave) e per capire se sugli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante del 2016 dal PGT ma ancora in regime di moratoria cioè comunque con possibilità che le proprietà chiedano l’avviamento dell’iter realizzativo presentando un Piano Attuativo, i tre gruppi consiliari hanno protocollato un’interrogazione comune.


Nota: la moratoria o "norma transitoria" prevista dalla LR 31 scade il 1 giugno del 2017.
E' giunta però formale notizia che la maggioranza in Regione Lombardia voglia prorogare la scadenza della "norma transitoria" di un anno.
In tale periodo resterebbe invariata la possibilità di presentare Piani Attuativi da parte dei privati sugli Ambiti di Trasformazione stralciati anche con variante, con rischio di nuovo consumo di suolo.

Da Repubblica del 15-4-017

Consumo di suolo

la Regione vuole una proroga salva-costruttori

ANDREA MONTANARI
LA Regione è pronta a prorogare di altri 12 mesi la norma transitoria che permette di realizzare i progetti edilizi già contenuti nei piani di governo del territorio, che erano previsti al momento dell'approvazione della nuova legge regionale sul consumo del suolo, che prometteva di riutilizzare solo le aree già edificate. La durata della norma transitoria passerà così da 30 a 42 mesi. Nei quali i costruttori potranno ancora realizzare i loro progetti. Senza incorrere delle maggiorazioni delle percentuali sugli oneri di urbanizzazione, che aveva introdotto il testo della legge 31 del 2014. Da un minimo a un massimo del trenta per cento per gli interventi che consumano suolo agricolo nello stato di fatto non compresi nel tessuto urbano consolidato e pari all'aliquota del cinque per cento per gli interventi che consumano suolo agricolo all'interno del tessuto urbano. La giunta regionale guidata da Roberto Maroni ha fretta. Tanto che ha chiesto e ottenuto dal Consiglio regionale la procedura d'urgenza, che è stata approvata a maggioranza a scrutinio segreto con 41 sì, 18 no e 1 astenuto. Le modifiche alla legge saranno oggi all'esame della commissione regionale Territorio presieduta da Angelo Sala della lista Maroni. Il via libera definitivo dell'aula è stato già fissato nella seduta del 16 maggio. Il governatore si difende sostenendo che il provvedimento raccoglie e fa proprie anche le sollecitazioni dell'Anci Lombardia. L'associazione dei comuni italiani presieduta dal sindaco di Monza e Brianza di centrosinistra, Roberto Scanagatti.
L'opposizione di centrosinistra è perplessa e le associazioni ambientaliste come Legambiente, che avevano già ironicamente definito le nuove norme "ammazza suolo" vanno all'attacco. «Il testo in vigore era già molto blando perché prevedeva una piccola riduzione del consumo del suolo solo sull'edilizia residenziale - protesta Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia - Inoltre, mentre si dice che bisogna sostenere la rigenerazione urbana si continua a non dare gli strumenti ai comuni per farlo. Senza contare che si tolgono i disincentivi economici che erano stati introdotti per chi consumava nuovo suolo».
Non è d'accordo con le modifiche anche Gianmarco Corbetta del M5S, che spiega: «Stanno riscrivendo la legge contro il consumo del suolo per renderla più vaga, inoffensiva e aleatoria di quanto non lo sia oggi. Anche quel poco di positivo che c'era sarà stravolto con il risultato di rendere del tutto inutile il provvedimento. Maroni evidentemente si è pentito e lascia ai comuni la facoltà di edificare in completa libertà. Vogliono costruire ancora». Il Pd Jacopo Scandella aggiunge: «La legge sul consumo di suolo fa acqua da tutte le parti, ha creato confusione e ha fissato scadenze che la Regione stessa non è stata in grado di rispettare. Per noi il punto cardine è quello di permettere ai comuni di ridurre le previsioni di edificazione già pianificate, e oggi non è così. Comunque il testo della giunta difficilmente rimarrà così com'è, perché dovrà passare al vaglio di una maggioranza che si è dimostrata da sempre ostile a una vera battaglia contro il consumo di suolo».
La proroga concessa che inizialmente doveva limitarsi a 30 mesi dall'entrata in vigore delle nuove norme, infatti, doveva congelare i progetti già approvati, in attesa che le province e i comuni si adeguassero ai criteri per la limitazione del consumo di suolo.
Ma introduceva per i sindaci anche il paradossale divieto non solo di aumentare, ma anche di ridurre il consumo di suolo già occupato.

sabato 8 aprile 2017

PEDEMONTANA CON DI PIETRO IN PROVINCIA DI MB: CONFERMA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Il Pres. di APL Di Pietro e il Pres. della Prov. di MB Ponti (foto di A. Colombo)
Il 7-4-017 s'è tenuta l'assemblea dei sindaci della provincia di MB con l'audizione di Di Pietro,  Presidente uscente della società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).
Ad assistere all'assise era presente anche una delegazione di INSIEME IN RETE formata dalla Portavoce Gemma Beretta, da Alberto Colombo e da Sergio Arienti.
Di Pietro ha illustrato il quadro della situazione per quanto concerne la situazione economica e l'iter realizzativo dell'infrastruttura autostradale.
Partiamo da una sua dichiarazione: "i lavori e l'apertura dei cantieri (per il completamento ndr) potrebbero essere domani o tra dieci anni."
Dietro questa frase c'è la continua incertezza anzi, la certezza, che ancora i fondi non ci sono.
Ancora nessuno, nonostante più bandi di gara, s'è fatto avanti per l'acquisto delle azioni di APL messe sul mercato per l'aumento del capitale.
Solo BAU Holding, società in cui è presente anche Strabag, s'è dichiarata interessata ad investire ma a condizione che si concretizzi il finanziamento delle banche.
Le banche, parte "teorica" del project financing stanno a guardare e attendono un preventivo intervento del sistema bancario PUBBLICO (si avete letto bene) per decidere se e come riattivare un loro interesse. 
Sistema bancario pubblico cioè Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Cassa Depositi e Prestiti.
L'assemblea dei Sindaci del 7-4-017 (foto A. Colombo)
Per la BEI, dopo la bocciatura della richiesta di prestito precedente, APL ha attivato una nuova pratica e sta lavorando per inoltrare la "Valutazione Economica - Sociale".
Tramontata invece l'ipotesi di accedere in sede di Comunità Europea ai fondi del "piano Juncker" poichè lo stesso esclude finanziamenti ad infrastrutture autostradali.
Altro capitolo riguarda il "fondo di garanzia" di 450 milioni di euro concesso da Regione Lombardia per coprire gli ammanchi dei mancati pedaggi. Le banche private hanno chiesto esplicitamente di innalzarlo a 1,2 mld.
Altra "novità" l'ipotesi di lavoro che le tangenziali di Como e Varese rientrino nel piano di cessione della proprietà ad ANAS (in pratica una "nazionalizzazione"). 
Anche in questo caso ANAS dovrebbe però pagare ad APL una quota determinata dai pedaggi delle tangenziali che sono attualmente quantificati come entrate nel Piano Economico Finanziario (PEF), con cui si doveva pagare il completamento dell'autostrada.
Insomma, l'ossatura degli interventi economici su cui APL sta lavorando per cercare nuove entrate è tutta PUBBLICA poichè nessun privato vuol correre rischi. Con buona pace del Project Financing.
Per Di Pietro, i volumi di traffico sulle tratte realizzate "sono in aumento". Però non si esplicitano numeri, anzi, salta fuori che è stato elaborato dallo studio Righetti l'ennesima analisi sul traffico in funzione delle tariffe applicate per cercare un equilibrio tra entrate e incentivazione all'uso dell'autostrada. Segno che le percorrenze continuano ad essere basse.
Nota di colore: dopo aver cercato di stralciare la tratta D dal progetto e dal PEF, APL ha dovuto reinserirla perchè il CIPE ha bocciato lo stralcio.
Veniamo ora agli aspetti progettuali. Di Pietro ed APL hanno glissato sull'ipotesi delle "pedemontagne", rimandando il tutto ad incontri tecnici di dettaglio con le amministrazioni (un po' come nel 2010) e definendo che pedemontagne e ora anche riempimento delle cave è "sono solo un'idea per utilizzare al meglio la terra degli scavi riducendo gli oneri".
Totale approssimazione sulla questione DIOSSINA TCDD presente sulle aree della tratta B2.
Si sorvola sui costi di un intervento di bonifica dicendo che "potrebbero essere qualcosa di più di quanto inizialmente previsto cioè 4 milioni" ma si sottolinea che una bonifica, se la realizza APL, ad APL qualcuno dovrà pagarla.
Surreale la situazione degli espropri che sono bloccati per mancanza fondi così come sono ancora in attesa di saldo gli espropriati sulle tratte in esercizio.
I progetti esecutivi sono fermi e non sono ne validati ne approvati perchè alcuni di essi non corrispondono ai definitivi e hanno extracosti  (+ 300 milioni).
Da alcune sottolineature e domande dei sindaci tornano sotto i riflettori criticità, già evidenziati nel passato ma rimaste irrisolte.
A Lentate Sul Seveso, (fine tratta B1) lo svincolo verso la Novedratese continua e continuerà a restare solo sulla carta poichè la sua realizzazione non ha copertura economica  e trasla tra le opere da fare "quando e se ci saranno risorse" di fatto accorpato alla B2. 
Ecco confermarsi le nefaste previsioni e preoccupazioni che già avevamo espresso ai tempi della "favola B1 quale variante EXPO" SENZA però viabilità complementare e di raccordo.
Pesante anche la condizione di Triuggio, pur non interessata al passaggio di alcuna tratta dell'autostrada e dove però esiste ancora l'ipotesi d'interruzione della ferrovia Monza-Molteno-Lecco per il rialzo di 5 mt del piano del ferro utile per il transito dell'autostrada che interferirà con la ferrovia. Un'interruzione che dovrebbe essere coperta da servizio bus ma su di una linea che ora, rispetto al passato (si parla di 10 anni quasi dal tempo della approvazione del progetto definitivo), ha incrementato notevolmente il numero dei viaggiatori. Una interruzione che creerebbe disagi pesanti e problemi di viabilità per Triuggio, ha detto il Sindaco della cittadina briantea chiedendo una risposta tempestiva in merito.
Anche per Lissone (tratta C) risulterebbe inaccettabile la chiusura dell'attuale svincolo di S. Margherita della SS36 ma anche qui APL altro non sa fare che proporre "incontri tecnici" personalizzati. 
Alla richiesta poi di realizzare comunque e prima la viabilità complementare ed accessoria per sgravare la situazione della superstrada SS35 Milano-Lentate S/S, APL chiede addirittura alle amministrazioni di pianificare e pagare loro gli interventi anticipando fondi che ....... non ci sono.
La Sindaca di Lentate si è arrabbiata, la Sindaca di Lissone ha espresso rammarico e preoccupazione come hanno mostrato diffidenza i Sindaci di Seveso, Triuggio, Desio. 
Solo il Sindaco di Mezzago Giorgio Monti (tratta D) ha ricordato che nella precedente audizione di Delrio era stata prospettata una possibile soluzione politica di uscita dall'attuale empasse. 
Ecco, in questa disastrosa situazione, fatta di attendismo, proposte di incontri con le amministrazioni per tranquillizzare, servirebbe finalmente una DECISIONE POLITICA che prenda atto delle coperture economiche inesistenti, del fallimento del Project Financing, delle criticità ambientali, dei problemi aggiuntivi generati, dei volumi di traffico inesistenti, degli impatti negativi sulla viabilità, del rapporto costi/benerfici negativo, del bisogno di controvertire l'aumento del traffico automobilistico a favore della mobilità sostenibile.
Serve che tutti i Sindaci riprendano in mano il coraggio, che sembra mancare, di stare insieme e coordinarsi per richiamare, non APL ma direttamente Regione, Governo e Ministro Delrio, per l'avvio di un tavolo istituzionale vero che si faccia carico di una progettazione puntuale e concreta per risolvere i danni causati dalla monca autostrada e i problemi del territorio, rinunciando al completamento di quest'inutile infrastruttura attraverso il suo stralcio dalla legge Obiettivo.

Coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE