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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 28 aprile 2017

CENTRO COMMERCIALE SU AREA EX MEDASPAN: AFFANNOSA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER LA VIABILITA'


E' tornato nel Consiglio Comunale del 26-4-017, l'AT1, l'ambito di trasformazione ex Medaspan dove l'amministrazione Caimi ha fortemente voluto il Centro Commerciale con contorno di albergo e servizi.
E' tornato con una procedura "d'urgenza", ingiustificata dal punto di vista degli obblighi e delle scadenze temporali istituzionali e amministrative ma per scelta politica di Caimi e del PD che si sono voluti evidentemente intestare il merito, in vista dellla scadenza elettorale, di approvare una integrazione alla bozza di convenzione passata nel CC del 25-01-015 (voto contrario di Sinistra e Ambiente).
Per Caimi e il PD serve infatti dare una mano all'investitore privato perchè i lavori del tavolo regionale dell'accordo di programma hanno tempi più che mai incerti e sono complicati da una prescrizione di Regione Lombardia che vincola l'apertura del centro commerciale al superamento della linea ferroviaria FNM.
Superamento al momento impossibile visto che il previsto (e critico) sottopasso di via Cadorna-via Seveso con spostamento dell'alveo del Tarò non ha la copertura economica perchè compreso nelle opere complementari da realizzare a carico della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) le cui casse sono da tempo vuote.
Sono crollate così le più rosee previsioni di Caimi e del PD che prevedevano la chiusura dell'iter in tempi rapidi, previsioni accompagnate da incauti annunci dai titoli roboanti.
Così, visto e considerato che la normativa prevede che la CONVENZIONE finale dell'AT1 (la bozza è stata approvata nel CC del 25-1-015) debba essere ratificato entro un anno dall'approvazione del Piano Attuativo, con la delibera portata in Consiglio il 26-4-017, per non correre rischi, agganciano i termini temporali alla pubblicazione dell'Accordo di Programma e non al Piano Attuativo.
Ma non si tratta solo di questo.
Per cercare di aggirare la severa prescrizione della Regione sul superamento della linea ferroviaria FNM, viene proposto e portato alla ratifica del CC un "raccordo" stradale che collega la rotonda di via Cadorna alla via Busnelli, passando per la viabilità d'accesso all'AT1.
Costi a carico del privato (stimati 935.000 euro) e catalogazione come Opera Pubblica e pertanto uso di aree di proprietà pubblica e privata a mezzo esproprio per la sua realizzazione.
Il "raccordo" con in rosso la percorrenza a doppio senso 
da via Cadorna a via Busnelli
Questa soluzione è quindi sicuramente e prioritariamente cercata per tentare d'uscire dall'impasse determinato dai problemi di viabilità e di traffico aggiuntivo indotto dalla allocazione di un centro commerciale su un area critica quale l'ex-Medaspan.
Appare inoltre evidente che il raccordo sconterà le limitazioni derivanti dal calibro di via Busnelli e sopratutto delle dimensioni inadeguate del ponte sotto le FS in direzione di Seveso.
Sul punto traffico, pur sbandierando l'esistenza di studi trasportistici sull'area elaborati  al tavolo dell'accordo di programma e se pur sollecitati più volte, l'amministrazione e il responsabile dell'ufficio Infrastrutture e Mobilità, non hanno saputo o voluto fornire alcun dato ne sul numero stimato dei veicoli intercettati dal raccordo ne sull'analisi del carico globale sul comparto.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente, continuando a ritenere un errore la scelta di consentire la costruzione d'un centro commerciale sull'area ex Medaspan anche per le problematiche di traffico e circolazione da esso indotto e considerando la soluzione del raccordo poco efficace e comunque prioritariamente utile alla semplificazione della trattativa in corso in Regione, ha espresso conseguentemente un voto di contrarietà alla delibera.

POLIAMBULATORIO DI MEDA SUD: LE RISPOSTE INSODDISFACENTI E FUORVIANTI DI CAIMI


L'OdG del Consiglio Comunale del 26-4-017 comprendeva anche l'interrogazione di Sinistra e Ambiente sul Poliambulatorio del quartire Polo (Meda sud).
Un'interrogazione per ottenere informazioni dettagliate e precise per meglio comprendere la situazione attuale ma sopratutto le prospettive future relative alla permanenza, negli spazi di proprietà comunale, del Poliambulatorio a Meda Sud .
Un'interrogazione stimolata anche da alcuni cittadini del quartiere.
Il sindaco Gianni Caimi ha liquidato i quesiti, con la sua solita tracotanza, nello spazio di brevissimo tempo, senza dire nulla nel merito.
Buona parte della sua "mancata risposta" è stata dedicata  a parlare del Presidio Socio Sanitario Territoriale -Presst- nei locali della farmacia comunale di via Indipendenza 105, dimenticando volutamente che l'interrogazione non era sul Presst ma sul POLIAMBULATORIO DI MEDA SUD.
Addirittura, un poco irritato, ha affermato di aver già risposto in merito, in occasione della precedente interrogazione  di Sinistra e Ambiente.
La realtà e la verità è altra dato che ci siamo visti costretti a ritornare sull'argomento con un'interrogazione più mirata.
Nella sua telegrafica risposta verbale in CC, un unico passaggio correlato al Poliambulatorio di Meda Sud, la frase singolare e di ampia interpretazione secondo cui  il Poliambulatorio continuerà ad operare in base alla volontà dei medici presenti augurandosi comunque che gli stessi entrino "in rete". (la "rete" del PRESST ndr).
Un'affermazione ovvia e scontata che però non dice NULLA che sia utile a fugare i dubbi e le preoccupazioni di quei cittadini che vorrebbero solo rassicurazioni chiare e risposte dettagliate ed esaustive nel merito dei quesiti sollevati e non un supponente e fuorviante parlare d'altro.
Ecco, ancora una volta lo "stile" e il "metodo Caimi" s'è manifestato in tutta la sua arroganza. 

mercoledì 19 aprile 2017

INTERROGAZIONE SULLO STATO DEI PIANI D'INTERVENTO INTEGRATI E DEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


I gruppi consiliari di Sinistra e Ambiente, Lista Civica con Buraschi per Meda e Meda per Tutti da tempo vanno denunciando la mancanza di trasparenza e di puntuale e dettagliata informazione in materia di politica urbanistica da parte dell’amministrazione Caimi.
Così, si hanno notizie dell’avvio di alcuni vecchi Piani Attuativi (C.so Matteotti comparto ex- Eden e via Pace) solo dalla stampa e solo a mezzo di informazioni sommarie e frammentate invece di avere consueti e precisi aggiornamenti sui contenuti delle Convenzioni e sui dettagli progettuali in sede di deputata Commissione.
Per cercare di avere un quadro completo della situazione riguardante i Piani d’Intervento Integrati, lo stato dell’AC4 (via Piave) e per capire se sugli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante del 2016 dal PGT ma ancora in regime di moratoria cioè comunque con possibilità che le proprietà chiedano l’avviamento dell’iter realizzativo presentando un Piano Attuativo, i tre gruppi consiliari hanno protocollato un’interrogazione comune.


Nota: la moratoria o "norma transitoria" prevista dalla LR 31 scade il 1 giugno del 2017.
E' giunta però formale notizia che la maggioranza in Regione Lombardia voglia prorogare la scadenza della "norma transitoria" di un anno.
In tale periodo resterebbe invariata la possibilità di presentare Piani Attuativi da parte dei privati sugli Ambiti di Trasformazione stralciati anche con variante, con rischio di nuovo consumo di suolo.

Da Repubblica del 15-4-017

Consumo di suolo

la Regione vuole una proroga salva-costruttori

ANDREA MONTANARI
LA Regione è pronta a prorogare di altri 12 mesi la norma transitoria che permette di realizzare i progetti edilizi già contenuti nei piani di governo del territorio, che erano previsti al momento dell'approvazione della nuova legge regionale sul consumo del suolo, che prometteva di riutilizzare solo le aree già edificate. La durata della norma transitoria passerà così da 30 a 42 mesi. Nei quali i costruttori potranno ancora realizzare i loro progetti. Senza incorrere delle maggiorazioni delle percentuali sugli oneri di urbanizzazione, che aveva introdotto il testo della legge 31 del 2014. Da un minimo a un massimo del trenta per cento per gli interventi che consumano suolo agricolo nello stato di fatto non compresi nel tessuto urbano consolidato e pari all'aliquota del cinque per cento per gli interventi che consumano suolo agricolo all'interno del tessuto urbano. La giunta regionale guidata da Roberto Maroni ha fretta. Tanto che ha chiesto e ottenuto dal Consiglio regionale la procedura d'urgenza, che è stata approvata a maggioranza a scrutinio segreto con 41 sì, 18 no e 1 astenuto. Le modifiche alla legge saranno oggi all'esame della commissione regionale Territorio presieduta da Angelo Sala della lista Maroni. Il via libera definitivo dell'aula è stato già fissato nella seduta del 16 maggio. Il governatore si difende sostenendo che il provvedimento raccoglie e fa proprie anche le sollecitazioni dell'Anci Lombardia. L'associazione dei comuni italiani presieduta dal sindaco di Monza e Brianza di centrosinistra, Roberto Scanagatti.
L'opposizione di centrosinistra è perplessa e le associazioni ambientaliste come Legambiente, che avevano già ironicamente definito le nuove norme "ammazza suolo" vanno all'attacco. «Il testo in vigore era già molto blando perché prevedeva una piccola riduzione del consumo del suolo solo sull'edilizia residenziale - protesta Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia - Inoltre, mentre si dice che bisogna sostenere la rigenerazione urbana si continua a non dare gli strumenti ai comuni per farlo. Senza contare che si tolgono i disincentivi economici che erano stati introdotti per chi consumava nuovo suolo».
Non è d'accordo con le modifiche anche Gianmarco Corbetta del M5S, che spiega: «Stanno riscrivendo la legge contro il consumo del suolo per renderla più vaga, inoffensiva e aleatoria di quanto non lo sia oggi. Anche quel poco di positivo che c'era sarà stravolto con il risultato di rendere del tutto inutile il provvedimento. Maroni evidentemente si è pentito e lascia ai comuni la facoltà di edificare in completa libertà. Vogliono costruire ancora». Il Pd Jacopo Scandella aggiunge: «La legge sul consumo di suolo fa acqua da tutte le parti, ha creato confusione e ha fissato scadenze che la Regione stessa non è stata in grado di rispettare. Per noi il punto cardine è quello di permettere ai comuni di ridurre le previsioni di edificazione già pianificate, e oggi non è così. Comunque il testo della giunta difficilmente rimarrà così com'è, perché dovrà passare al vaglio di una maggioranza che si è dimostrata da sempre ostile a una vera battaglia contro il consumo di suolo».
La proroga concessa che inizialmente doveva limitarsi a 30 mesi dall'entrata in vigore delle nuove norme, infatti, doveva congelare i progetti già approvati, in attesa che le province e i comuni si adeguassero ai criteri per la limitazione del consumo di suolo.
Ma introduceva per i sindaci anche il paradossale divieto non solo di aumentare, ma anche di ridurre il consumo di suolo già occupato.

sabato 8 aprile 2017

PEDEMONTANA CON DI PIETRO IN PROVINCIA DI MB: CONFERMA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Il Pres. di APL Di Pietro e il Pres. della Prov. di MB Ponti (foto di A. Colombo)
Il 7-4-017 s'è tenuta l'assemblea dei sindaci della provincia di MB con l'audizione di Di Pietro,  Presidente uscente della società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).
Ad assistere all'assise era presente anche una delegazione di INSIEME IN RETE formata dalla Portavoce Gemma Beretta, da Alberto Colombo e da Sergio Arienti.
Di Pietro ha illustrato il quadro della situazione per quanto concerne la situazione economica e l'iter realizzativo dell'infrastruttura autostradale.
Partiamo da una sua dichiarazione: "i lavori e l'apertura dei cantieri (per il completamento ndr) potrebbero essere domani o tra dieci anni."
Dietro questa frase c'è la continua incertezza anzi, la certezza, che ancora i fondi non ci sono.
Ancora nessuno, nonostante più bandi di gara, s'è fatto avanti per l'acquisto delle azioni di APL messe sul mercato per l'aumento del capitale.
Solo BAU Holding, società in cui è presente anche Strabag, s'è dichiarata interessata ad investire ma a condizione che si concretizzi il finanziamento delle banche.
Le banche, parte "teorica" del project financing stanno a guardare e attendono un preventivo intervento del sistema bancario PUBBLICO (si avete letto bene) per decidere se e come riattivare un loro interesse. 
Sistema bancario pubblico cioè Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Cassa Depositi e Prestiti.
L'assemblea dei Sindaci del 7-4-017 (foto A. Colombo)
Per la BEI, dopo la bocciatura della richiesta di prestito precedente, APL ha attivato una nuova pratica e sta lavorando per inoltrare la "Valutazione Economica - Sociale".
Tramontata invece l'ipotesi di accedere in sede di Comunità Europea ai fondi del "piano Juncker" poichè lo stesso esclude finanziamenti ad infrastrutture autostradali.
Altro capitolo riguarda il "fondo di garanzia" di 450 milioni di euro concesso da Regione Lombardia per coprire gli ammanchi dei mancati pedaggi. Le banche private hanno chiesto esplicitamente di innalzarlo a 1,2 mld.
Altra "novità" l'ipotesi di lavoro che le tangenziali di Como e Varese rientrino nel piano di cessione della proprietà ad ANAS (in pratica una "nazionalizzazione"). 
Anche in questo caso ANAS dovrebbe però pagare ad APL una quota determinata dai pedaggi delle tangenziali che sono attualmente quantificati come entrate nel Piano Economico Finanziario (PEF), con cui si doveva pagare il completamento dell'autostrada.
Insomma, l'ossatura degli interventi economici su cui APL sta lavorando per cercare nuove entrate è tutta PUBBLICA poichè nessun privato vuol correre rischi. Con buona pace del Project Financing.
Per Di Pietro, i volumi di traffico sulle tratte realizzate "sono in aumento". Però non si esplicitano numeri, anzi, salta fuori che è stato elaborato dallo studio Righetti l'ennesima analisi sul traffico in funzione delle tariffe applicate per cercare un equilibrio tra entrate e incentivazione all'uso dell'autostrada. Segno che le percorrenze continuano ad essere basse.
Nota di colore: dopo aver cercato di stralciare la tratta D dal progetto e dal PEF, APL ha dovuto reinserirla perchè il CIPE ha bocciato lo stralcio.
Veniamo ora agli aspetti progettuali. Di Pietro ed APL hanno glissato sull'ipotesi delle "pedemontagne", rimandando il tutto ad incontri tecnici di dettaglio con le amministrazioni (un po' come nel 2010) e definendo che pedemontagne e ora anche riempimento delle cave è "sono solo un'idea per utilizzare al meglio la terra degli scavi riducendo gli oneri".
Totale approssimazione sulla questione DIOSSINA TCDD presente sulle aree della tratta B2.
Si sorvola sui costi di un intervento di bonifica dicendo che "potrebbero essere qualcosa di più di quanto inizialmente previsto cioè 4 milioni" ma si sottolinea che una bonifica, se la realizza APL, ad APL qualcuno dovrà pagarla.
Surreale la situazione degli espropri che sono bloccati per mancanza fondi così come sono ancora in attesa di saldo gli espropriati sulle tratte in esercizio.
I progetti esecutivi sono fermi e non sono ne validati ne approvati perchè alcuni di essi non corrispondono ai definitivi e hanno extracosti  (+ 300 milioni).
Da alcune sottolineature e domande dei sindaci tornano sotto i riflettori criticità, già evidenziati nel passato ma rimaste irrisolte.
A Lentate Sul Seveso, (fine tratta B1) lo svincolo verso la Novedratese continua e continuerà a restare solo sulla carta poichè la sua realizzazione non ha copertura economica  e trasla tra le opere da fare "quando e se ci saranno risorse" di fatto accorpato alla B2. 
Ecco confermarsi le nefaste previsioni e preoccupazioni che già avevamo espresso ai tempi della "favola B1 quale variante EXPO" SENZA però viabilità complementare e di raccordo.
Pesante anche la condizione di Triuggio, pur non interessata al passaggio di alcuna tratta dell'autostrada e dove però esiste ancora l'ipotesi d'interruzione della ferrovia Monza-Molteno-Lecco per il rialzo di 5 mt del piano del ferro utile per il transito dell'autostrada che interferirà con la ferrovia. Un'interruzione che dovrebbe essere coperta da servizio bus ma su di una linea che ora, rispetto al passato (si parla di 10 anni quasi dal tempo della approvazione del progetto definitivo), ha incrementato notevolmente il numero dei viaggiatori. Una interruzione che creerebbe disagi pesanti e problemi di viabilità per Triuggio, ha detto il Sindaco della cittadina briantea chiedendo una risposta tempestiva in merito.
Anche per Lissone (tratta C) risulterebbe inaccettabile la chiusura dell'attuale svincolo di S. Margherita della SS36 ma anche qui APL altro non sa fare che proporre "incontri tecnici" personalizzati. 
Alla richiesta poi di realizzare comunque e prima la viabilità complementare ed accessoria per sgravare la situazione della superstrada SS35 Milano-Lentate S/S, APL chiede addirittura alle amministrazioni di pianificare e pagare loro gli interventi anticipando fondi che ....... non ci sono.
La Sindaca di Lentate si è arrabbiata, la Sindaca di Lissone ha espresso rammarico e preoccupazione come hanno mostrato diffidenza i Sindaci di Seveso, Triuggio, Desio. 
Solo il Sindaco di Mezzago Giorgio Monti (tratta D) ha ricordato che nella precedente audizione di Delrio era stata prospettata una possibile soluzione politica di uscita dall'attuale empasse. 
Ecco, in questa disastrosa situazione, fatta di attendismo, proposte di incontri con le amministrazioni per tranquillizzare, servirebbe finalmente una DECISIONE POLITICA che prenda atto delle coperture economiche inesistenti, del fallimento del Project Financing, delle criticità ambientali, dei problemi aggiuntivi generati, dei volumi di traffico inesistenti, degli impatti negativi sulla viabilità, del rapporto costi/benerfici negativo, del bisogno di controvertire l'aumento del traffico automobilistico a favore della mobilità sostenibile.
Serve che tutti i Sindaci riprendano in mano il coraggio, che sembra mancare, di stare insieme e coordinarsi per richiamare, non APL ma direttamente Regione, Governo e Ministro Delrio, per l'avvio di un tavolo istituzionale vero che si faccia carico di una progettazione puntuale e concreta per risolvere i danni causati dalla monca autostrada e i problemi del territorio, rinunciando al completamento di quest'inutile infrastruttura attraverso il suo stralcio dalla legge Obiettivo.

Coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE

venerdì 31 marzo 2017

MEDA: RACCOLTA DIFFERENZIATA ANCORA AL PALO

Il Consiglio Comunale del 30-3-017 ha discusso tra gli Odg anche il Piano Finanziario e  Tariffario per l'applicazione della TARI, la tassa sui rifiuti.
Per la cronaca, l'argomento è arrivato in Consiglio Comunale dopo la chiusura del contenzioso tra Gelsia Ambiente S.r.l. e Comune di Meda, conseguente all'impugnazione al TAR del bando di gara di igiene urbana (raccolta rifiuti).
Al proposito, dopo ripubblicazione del bando, Gelsia Ambiente ha manifestato la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso ed il TAR ha dichiarato l'improcedibilità con compensazione delle spese della fase di merito.
Espletate le procedure di gara, l'appalto per la raccolta rifiuti è stato quindi assegnato per un quinquennio (2017-2022) ancora alla Econord S.p.A.

Il punto all'OdG era accompagnato dalla tradizionale relazione d'illustrazione delle attività e dei servizi correlati alla raccolta dei rifiuti (allegata a fine post).
Oltre ai dati economici, un aspetto appare evidente in tutta la sua negatività: dopo 4 ANNI e 6 MESI dall’insediamento della Giunta Caimi LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E’ ANCORA INCHIODATA PRESSOCHE’ ALLA STESSA PERCENTUALE.
Nel 2015, -anno del rilevamento delle tabelle ARPA prese a riferimento nella relazione- è al 56.3 %, in PENULTIMA POSIZIONE trai Comuni della Provincia di MB.
Dietro di noi solo Nova Milanese con il 55,6% e vicino a noi ma sopra, Lentate Sul Seveso con il 56,5%
Salvo Monza al 58,5%, Seregno al 59,1% gli altri Comuni sono tutti saldamente BEN OLTRE il 60% con alcune amministrazioni anche oltre il 70%.
A Seveso, Comune a noi prossimo, con un numero pressochè identico di abitanti, dopo l’implementazione della TARIFFA PUNTUALE con il sacco blu microcippato la percentuale è salita al 71,5 %.
In tabella, fonte ARPA, la quantità di rifiuti pro-capite e la percentuale di raccolta differenziata
A MEDA, nell’arco di questi anni l'amministrazione e l'assessorato all'Ecologia, sulla raccolta differenziata hanno attuato solo una politica di mera sopravvivenza e di piccolo cabotaggio sull'esistente senza mai attivarsi per soluzioni innovative addizionali, oltretutto senza mai promuovere adeguati momenti di approfondimento, di raccolta di contributi e di verifica della loro applicabilità in sede di deputata Commissione.
Ancora una volta nel piano, sulla raccolta differenziata, si sono limitati solo a un generico richiamo all’INFORMAZIONE senza nemmeno sforzarsi d'identificare un metodo efficace.
Unica nota positiva, la prosecuzione e il monitoraggio della raccolta differenziata in ambito mercati comunali, senza però esplicitare i risultati sinora raggiunti.
Decisamente poco.

EPPURE CI SONO MARGINI PER SPINGERE PIU’ IN ALTO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA !

Tra le tipologie attualmente previste nella raccolta a domicilio o con conferimento alla piattaforma ecologica di via Canturina, un’ulteriore separazione potrebbe riguardare i contenitori Tetrapack, le plastiche di qualità e potrebbe essere implementata la raccolta a domicilio di PILE e OLII.
Proprio sulla raccolta degli OLII, recentemente a Lentate Sul Seveso è stato avviato il  servizio di raccolta a domicilio per evitare che gli stessi finiscano negli scarichi domestici.
Mentre Comuni a noi prossimi hanno programmato, introdotto e infine consolidato la tariffa puntuale, a Meda nemmeno s'è valutata una sperimentazione in alcuni quartieri.
Oltretutto, sulle politiche di gestione dei rifiuti durante il mandato della Giunta Caimi, l'unico "appuntamento" di verifica, se così si può definire, è stato quello del resoconto finale con asettici numeri in occasione dell'approvazione della TARI.

Per questo, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha espresso voto contrario sulla delibera e sulla relazione presentata in Consiglio.

mercoledì 15 marzo 2017

PEDEMONTANA E RISCHIO DIOSSINA: LA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 28-2-017


La Conferenza dei Servizi del 28-2-017 ha valutato i documenti presentati dalla Soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, come nel suo stile, ha voluto meglio comprendere le decisioni lì prese sull'annosa criticità della presenza di Diossina TCDD lungo il progettato percorso dell'autostrada nella tratta B2 e inizio C.
Abbiamo pertanto letto con attenzione il verbale dell'incontro del 28 febbraio.
Alla Conferenza dei Servizi erano presenti fisicamente o hanno detto la loro per mezzo di relazioni protocollate, la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), Regione Lombardia, la Provincia di MB, ARPA, l'ATS Brianza (ex ASL), il Parco Reg del Bosco delle Querce, i Comuni di Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Desio (che si muovono in coordinamento), il Comune di Meda (che invece continua a muoversi autonomamente, separato dagli altri).

Dettagliati gli scritti depositati e discussi nella riunione e cioè il parere tecnico della Provincia di MB, le prescrizioni di ARPA e dell'ATS e le note inoltrate dai 5 Comuni (Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio).
Ancora una volta Meda ha invece scelto di formulare una generica dichiarazione in cui esprime "parere favorevole all'approvazione del progetto presentato".
Poco chiaro a quale "progetto" si riferisca visto e considerato che ancora nessun "progetto" è sul tavolo ma si tratta di documenti conseguenti alla Caratterizzazione.
Meda ha ancora una volta deciso di non entrare nel merito dell'argomento in valutazione esplicitando solo una accettazione passiva di qualsivoglia atto (vedi ultima pagina del verbale).
Lo sappiamo da tempo: Caimi è ormai l'unico sindaco a non avere dubbi sulla necessità di quest'inutile autostrada.
La Prov. di MB ha chiesto all'ente procedente la conferma della Perimetrazione dei siti contaminati, la specifica destinazione d'uso delle aree coinvolte nel procedimento di bonifica, una cartografia di dettaglio, le quote esatte di scavo con i corrispondenti obiettivi di bonifica.
Ha specificato che nei poligoni interessati alle attività di scavo qualsiasi intervento dovrà essere subordinato alla conclusione positiva della bonifica.
ARPA ha evidenziato che l'estensione dei poligoni contaminati sarebbe da individuare non solo per i confini geografici dell'area di proprietà o di intervento per realizzare l'autostrada.
Sempre ARPA ha rimarcato che la perimetrazione che individua le superfici con presenza di sorgente di contaminazione, dovrà tener conto anche delle superfici necessarie per realizzare la bonifica quali aree di stoccaggio, piste di transito, aree tecniche.
Ogni areale sarà considerato sito a se stante e ogni operazione di movimentazione dei materiali derivanti dalle operazioni di bonifica verso l'esterno di codesti areali dovrà essere assoggetata alle norme vigenti.
Per le aree dove è stata esclusa la condizione di esposizione diretta al tossico, questa condizione è essenziale e pertanto questo aspetto verrà verificato nelle fasi procedimentali successiva su cui ARPA si riserva di proporre eventuali correttivi.
Per i 7 areali sottoposti ad analisi del rischio eventuali variazioni significative rispetto ai presupposti iniziali, comporteranno nuova elaborazione dell'Analisi del Rischio (AdR).
Anche l'Agenzia Tutela Salute (ATS) ha formulato osservazioni per gli aspetti sanitari chiedendo l'estensione dell'Analisi del Rischio anche per le aree dove è previsto lo scotico di 20 cm o in alternativa l'incremento del materiale di copertura per evitare il contatto diretto con il contaminante. 
L'ATS ha chiesto inoltre l'applicazione di parametri più reali per il rischio d'inalazione ed evidenziato che per la "fossa di stoccaggio animali abbattuti" posta sotto il tracciato autostradale, non risultano prodotte attività d'indagine specifica.
Anche i Comuni di Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio hanno prodotto un parere che chiede quanto prima di avere documentazione relativa al Progetto Esecutivo per poter giudicare la congruenza del Modello Concettuale di Sito e dell'Analisi del Rischio elaborati da APL.
I 5 Comuni sottolineano poi che prima d'attivare qualsivoglia cantiere, la procedura di bonifica per la rimozione dei terreni contaminati e la certificazione del raggiungimento degli obiettivi dovrà precedere i lavori e non essere contestuale agli stessi.

La Conferenza dei Servizi ha espresso un giudizio favorevole circa la metodologia e l'approccio degli elaborati presentati da APL facendo altresì propri tutti i pareri e le valutazioni espresse dagli Enti presenti.
Richiesta quindi di cartografia di dettaglio delle aree o comparti risultati potenzialmente contaminate e della disponibilità del progetto esecutivo per desumere la bontà e la correttezza della documentazione prodotta da APL.
L'identificazione esatta delle zone oggetto di intervento di bonifica dovrà essere definita tenendo presente il progetto esecutivo comprensivo delle aree tecniche.
La Conferenza dei Servizi a ribadito che prima di iniziare i lavori dell'autostrada sarà necessario attuare la bonifica e disporre della certificazione ufficiale di avvenuta bonifica.
Chiesta anche una valutazione e documentazione di dettaglio per dare rispondenza alle osservazioni dell'ATS e della Provincia di MB.
La perimetrazione delle aree contaminate dovrà essere formalizzata a mezzo provvedimento della Giunta Regionale.

Insomma, l'iter sta proseguendo, e come coordinamento ambientalista, continueremo a monitorarlo con attenzione.
INSIEME IN RETE continua a ritenere questa fase molto delicata.
L'esecuzione d'una bonifica complicata che comporta rischi non trascurabili legati alla movimentazione del terreno contaminato con alti costi, rischi ambientali e sanitari eccessivi, è ulteriore motivo per indurre alla rinuncia del completamento di quest'inutile autostrada. Lasciare "riposare" la TCDD sotto il terreno, preservandoci dall'esposizione, è l'unica vera e risolutiva soluzione.

Sotto il Verbale della Conferenza dei Servizi del 28-2-2017

POLIAMBULATORIO DI MEDA SUD: NECESSARI MAGGIORI CHIARIMENTI

Il 3 marzo 017 è arrivata la risposta all'interrogazione del gruppo di Sinistra e Ambiente sul Poliambulatorio (o Presidio Socio sanitario Territoriale -Presst-) localizzato sopra la Farmacia Comunale di via Indipendenza 105 a Meda.
Una lunga risposta che se da una parte ci fa meglio comprendere la configurazione e gli obiettivi per i quali l'amministrazione ha lavorato e deciso di aprire questa struttura, dall'altra parte non ha chiarito e non ha fugato i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni rispetto alla continuità di presenze di medici di base al Poliambulatorio di Meda Sud.
Sicuramente il gruppo di Sinistra e Ambiente ritiene utile e importante l'apertura del nuovo servizio in via Indipendenza, ma vorrebbe rassicurazioni rispetto al fatto che i cittadini del quartire Meda Sud non corrano il rischio in futuro di trovarsi senza il poliambulatorio di quartiere situato ora in  locali di proprietà comunale presso il Palameda.
I soggetti vulnerabili potrebbero trovarsi ad affrontare disagi e disservizi.
Questo è quello che vorremmo evitare.
Per questo, verificato che la risposta del sindaco Caimi non fornisce elementi esaustivi sull'argomento, abbiamo inoltrato una nuova interrogazione questa volta più specifica e diretta, riguardante esclusivamente l'ambulatorio presso il Palameda in Meda Sud.

Sotto, la risposta del sindaco alla nostra interrogazione e a seguire la nuova interrogazione protocollata il 14-3-017.

La nuova interrogazione protocollata il 14-3-017

giovedì 9 marzo 2017

IN COMMISSIONE SI PARLA DI REGOLAMENTO SUI SERVIZI SOCIALI MA ALCUNI PREFERISCONO SCAMBIARSI AMOREVOLI CONVERGENZE


Lunedi 6-3-017 s'è tenuto l'incontro finale delle Commissioni congiunte Servizi alla Cittadinanza e Regolamento e Statuto sul nuovo testo di "Regolamento degli interventi e delle prestazioni del servizio sociale di Meda".

Un percorso di incontri dove l'Assessore ai Servizi Sociali Marcello Proserpio ha chiesto il contributo delle due Commissioni per integrare/modificare il Regolamento per l'accesso ai servizi sociali la cui bozza era stata predisposta dai preposti uffici.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente, con il suo rappresentante in sede di Commissioni, Alberto Colombo, anche questa volta, così come è sempre nello stile del gruppo, ha colto l'opportunità sia per approfondire rispetto alle complesse attività svolte dall'Ufficio Servizi Sociali sia per proporre una serie di integrazioni al Regolamento stesso.
Integrazione che sono state accolte positivamente dall'Assessore che, con il supporto dei responsabili dell'ufficio, s'è dimostrato dialogante e disponibile nel discutere, informare, confrontarsi e anche recepire.
Unica richiesta non accolta quella, sempre del nostro Consigliere, che chiedeva la formalizzazione di un passaggio comunicativo in Commissione nel caso di eventuali e successive modifiche annuali di competenza della Giunta per le  soglie Isee applicate e per le le quote minime e massime di compartecipazione. 
Comunque è positiva la nota di dissonanza (anche se un po' tardiva) nel metodo applicato dall'Assessore Proserpio rispetto allo standard di negazione dell'azione partecipativa sinora  attuato dalla maggioranza.
Fin qua la cronaca che riguarda l'analisi per il nuovo Regolamento degli interventi e delle prestazioni del servizio sociale.
Non possiamo però esimerci da una nota "di colore".
La seduta finale è stata anche caratterizzata da un "delizioso siparietto" fatto dall'ennesima corrispondenza "d'amorevoli convergenze" tra il rappresentante PdL/NcD, Molteni e quello del Pd Daelli, inutile ai fini dei lavori della Commissione ma politicamente illuminante.
Il rappresentante PdL/Ncd, ha ripetivamente affermato che il comportamento di Sinistra e Ambiente "calpesta  la legittimità delle Commissioni" (sua frase ndr),  subito appoggiato dal rappresentante Pd che invece di contribuire ai contenuti del regolamento preferisce accusare a spada tratta tutte le opposizioni in generis perchè non hanno condiviso il metodo del voto pesato, da loro introdotto nel CC del 29-4-2015.
Vale la pena di ricordare che Sinistra e Ambiente proprio a seguito della forzatura (voluta INSIEME da Pd e PdL/Ncd) dell'introduzione del voto pesato che ha "blindato" e garantito al Pd il pieno controllo delle Commissioni, partecipa ai lavori non rinunciando ad un ruolo propositivo sugli argomenti, (purtroppo quasi sempre ignorato dalla maggioranza, fatto caso la situazione specifica oggetto di questo post) ma continua a contestare l'arrogante forzatura della scelta di "voto pesato" facendo sempre verbalizzare la sua NON PARTECIPAZIONE al momento in cui la Commissione deve esprimersi con un voto, appunto "pesato".
Basta infatti la sola presenza ed espressione del rappresentante del PD (che pesa 9) a garantire il numero legale e ad approvare qualsivoglia documento rendendo vane le normali dinamiche di lavoro di sintesi collegiale
Sinistra e Ambiente continua inoltre a non riconoscere il ruolo di Molteni (Pdl/Ncd) e Daelli (Pd) che si sono, da soli, reciprocamente votati quali Presidente e Vice della commissione Regolamento e Statuto.
Questo sistema, unitamente alla mancata disponibilità della Giunta di indire e presenziare a commissioni su argomenti importanti per la città di Meda ha portato ad uno svilimento del loro ruolo.
Ora i due soggetti in un continuo gioco di sponda reciproco, hanno preteso d'addossare le loro dirette responsabilità ad altri, infastiditi evidentemente dal fatto che comunque Sinistra e Ambiente, pur mantenendo ferma la sua posizione, non rinuncia ad esprimere contenuti, suggerimenti circostanziati e pareri SUL MERITO degli argomenti.
Certo, ora si avvicinano le elezioni amministrative e il supporto continuo del rappresentante di PdL/Ncd nonchè Presidente del Consiglio, è sempre più concreto e serve spesso a coprire molte inadeguatezze piddine.
Ecco, chissa se a fine incontro si son dati pure il cinque complimentandosi reciprocamente.

sabato 4 marzo 2017

INSIEME IN RETE: SITUAZIONE SCONFORTANTE PER LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI DI PEDEMONTANA

Torniamo a scrivere delle Compensazioni Ambientali che dovevano essere realizzate insieme all'autostrada Pedemontana. Ce ne eravamo già occupati qui.
La Giunta Regionale, in ottemperanza ad una Mozione approvata, divenuta deliberazione X/677 del 14-4-2015, ha aggiornato recentemente il Consiglio sullo stato d'avanzamento delle compensazioni ambientali lungo il tracciato di Pedemontana (vedi tabella sotto).

https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg/photo/AF1QipMdfC2Mp540hhTwxfvhSK6hCf_hfDwDEZuFI9n_?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3
La tabella dello stato d'avanzamento delle Compensazioni Ambientali 
sulle tratte in esercizio della Pedemontana (A, B1 e tangenziali di Co e Va) 
- cliccare sopra per ingrandimento -
Torniamo perciò a scriverne perchè sulle tratte autostradali (A, B1 e tangenziali di Como e Varese) già in esercizio (le prime dal novembre 2015), la loro concretizzazione è ancora di là da venire e anche i contenuti qualitativi dei progetti sono cambiati e peggiorati rispetto a quelli inizialmente definiti nel Masterplan approvato dal CIPE.
Il coordinamento ambientalista ha quindi cercato di esaminare, seppur sommariamente visto la difficoltà nel reperire documentazione, lo stato e i contenuti progettuali  delle compensazioni.

3 Marzo 2017

COMPENSAZIONI AMBIENTALI DELLA PEDEMONTANA: 
 UNA SITUAZIONE SCONFORTANTE

Le COMPENSAZIONI AMBIENTALI sono parte del progetto dell’Autostrada Pedemontana Lombarda e nella prescrizione n°9 del CIPE è scritto pure che “si dovrà anticipare per quanto possibile la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto al completamento dell’infrastruttura”.
Si tratta d’interventi per 100 milioni di euro totali per opere di compensazione ambientale utili ad attenuare l’impatto sul territorio causato dall’infrastruttura e tentare una parziale ricucitura o ricostruzione di ambiti verdi con anche percorsi di mobilità ciclopedonale.
I 100 milioni di euro sono così suddivisi:
35 milioni di euro destinati alla Greenway (percorso ciclabile di 90 km lunghezza)
65 milioni di euro per le opere a verde suddivise tra Progetti Locali (PL) e Misure Compensative (MC).

Le tratte A, B1 e le tangenziali di Como e Varese sono ormai da tempo in esercizio, seppure con volumi di traffico molto bassi rispetto alle previsioni (circa 20.00 veicoli giornalieri rispetto ai 60.000 previsti originariamente) ma le Compensazioni Ambientali ancora ………… non si vedono.
La Greenway è sempre più una chimera visto e considerato che per la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) potrà essere realizzata solo al termine di tutte le tratte dell’infrastruttura e non è ancora stato individuato il “soggetto” istituzionale di livello sovraccomunale a cui affidarne la proprietà ed il compito di provvedere alla sua gestione e manutenzione e per le Compensazioni Ambientali non è chiaro quanti siano i fondi effettivamente disponibili.
Insieme in Rete ha cercato quindi di verificare, sulla base di articoli della stampa, delibere dei Comuni, documenti e report di APL, quale sia l’effettivo stato realizzativo delle Compensazioni Ambientali e se la progettazione e configurazione delle stesse abbia o meno subito variazioni e modifiche.
Ne esce un quadro sconfortante.
Poche Compensazioni Ambientali sono arrivate alla stesura d’un progetto esecutivo e alla sua validazione.
Dove esistono le convenzioni siglate dalla Soc. Autostrada Pemontana Lombarda (APL) con i Comuni, quasi sempre non c'è un progetto esecutivo terminato ed è uno solo il bando per l’assegnazione dei lavori (Solbiate Olona).
Molti dei progetti originali (PL), elaborati da APL in collaborazione con il Politecnico e con un Masterplan consolidato e approvato dal CIPE, sono stati trasformati in Misure Compensative (MC) progettate e realizzate dal Comune in tutte le sue fasi.
Molti degli elaborati originali hanno subito pesanti modifiche su richiesta delle amministrazioni comunali.
Modifiche che, spesso, hanno snaturato l’obiettivo per cui le Compensazioni Ambientali erano preposte e cioè la ricucitura ambientale e la ricostruzione di ambiti boschivi.
Altri interventi sono stati fortemente ridotti a causa dell’insufficiente copertura economica per acquisire aree verdi e/o boscate da riqualificare.
Ecco una breve ricognizione e una sommaria analisi sulla situazione delle Compensazioni Ambientali sulle tratte A, B1 e le tangenziali di Como e Varese in esercizio:

PL 1 Cassano Magnago
Nella progettazione esecutiva s’è rinunciato all’acquisizione di due zone boschive.
Si rammenta che su questo comune transitano ben due autostrade.
E’ stata approvata la Convenzione tra il Comune e APL.

PL 2 Solbiate Olona
Il progetto esecutivo, secondo APL è ultimato e approvato ed è in fase di gara.
In origine era prevista la riqualificazione di boschi esistenti e l’impianto di nuove, seppur limitate aree boscate e un parco urbano, filtro tra l’edificato residenziale e le aree industriali.
La connessione ciclabile appare prioritaria rispetto al resto.

MC 3 Fagnano Olona
Al di la del nome nulla si compensa,se non una sistemazione di un'area adiacente al cimitero.

MC 4 Gorla Maggiore
Si hanno scarse notizie.
Sembra che faranno un parchetto attorno a “Nonna quercia” e piste ciclabili. (fonte APL)

MC 5 Gorla Minore
Anche qui la misura si è trasformata in compensazione comunale con la sistemazione di piazze e piste ciclabili anziché la salvaguardia di boschi e aree agricole.
Approvata la Convenzione tra Comune e APL.

PL 6 Comuni interessati Mozzate (CO) Carbonate (CO) Gorla Maggiore (CO)
Mozzate:
il comune vuole fare una Greenbelt a ridosso di una lottizzazione (fonte APL)

PL 7 Comuni interessati: Mozzate (CO), Cislago (VA), Limido Comasco (CO)
Cislago :
Progetto esecutivo in via di revisione con il comune (fonte APL).

PL 8 Progetto importante, comprendente aree dei comuni di Fenegrò, Limido Comasco, Turate e Cirimido dove si prevedeva attraverso interventi forestali la creazione del corridoio boscato della Roggia Mascazza connettendo le aree boscate fra Turate, Limido Comasco, Fenegrò e Lurago Marinone.
Dai documenti in nostro possesso, sicuramente Cirimido si è fatta la propria “compensazione comunale” che prevede:
a) L'alberatura di un viale (Viale delle Rimembranze) che porta al cimitero
b) Sistemazione di strade, incroci.
c) Sistemazione di un piccolo boschetto e un filare.

Mentre Limido Comasco dice nel 2012.....
il progetto locale n° 8 prevede:
1) il rimboschimento in un'area posta a est dell'abitato della frazione Cascina Restelli, in zona distante rispetto all’abitato e non usufruibile in quanto prossimo ad un'azienda agricola di allevamento di suini con presenza di odori fastidiosi e insetti molesti nei periodi estivi, nonché caratterizzato dalla presenza di una conformazione del territorio tale da essere sempre allagata dalla Roggia Mascazza nei periodi di acquazzoni abbondanti.
Si ritiene che tale progetto non debba essere realizzato.
(Delibera Giunta n 17 del 09/2/2012)

Fenegrò:
Il Comune chiede un progetto di maggiore fruibilità per i residenti, di limitare l'esproprio di aree agricole e propone di intervenire su aree messe a disposizione dal Comune per creare un parco urbano in prossimità del centro sportivo.
I Comuni del PL 8 hanno presentato un protocollo d'intesa nel quale garantiscono il coordinamento progettuale nei confronti di APL per la realizzazione degli interventi (APL 2015).
Progettazione esecutiva in corso (APL 2015)

Turate:
Il Comune fa presente che l'intervento a bosco previsto nel PE ricade in prossimità di un’azienda agricola oggi adibita a porcilaia ed oggetto di molteplici petizioni da parte dei cittadini. 
L'Amministrazione Comunale chiede di non realizzare gli interventi a bosco previsti in prossimità di tale azienda agricola, in quanto tali ambiti non saranno mai oggetto di fruizione da parte della cittadinanza. Chiede invece di utilizzare le risorse del PL8 per realizzare un parco locale da adibire ad area per eventi socio – aggregativi e didattici. Il progetto prevede la realizzazione di un parco didattico, di diretta fruizione delle scuole elementari e medie localizzate nei pressi dell’area individuata. I Comuni del PL 8 hanno presentato un protocollo d'intesa nel quale garantiscono il coordinamento progettuale nei confronti di APL per la realizzazione degli interventi (APL 2015).
Progettazione esecutiva in corso (APL 2015)

PL 9 Comuni interessati: Lomazzo, Rovellasca (CO) Rovello Porro e Turate
Rovellasca:
il comune ha proposto di impiegare il budget previsto per un parco attorno ad una sua scuola. (fonte APL)

PL 10 CORRIDOIO MORONERA LURA BATTU’ comprendente i comuni di Lomazzo, Lazzate, Rovellasca e Bregnano.
E' stato affidato il rifacimento di un Masterplan che sostituisse il PL 10 (non abbiamo avuto la visione di questo documento) trasformandolo in Misura Compensativa.
Con Delibera di Giunta Comunale N° 108 del 17-10-016 questo Masterplan è stato approvato chiedendo al Parco del Lura di occuparsi dell’attuazione della nuova progettazione.
Si spera e si auspica che questo progetto non contempli solo mere Compensazioni Comunali.

Lomazzo:
Il Comune ha chiesto di modificare la parte del PL9 e del PL10 unitamente a Bregnano e Rovellasca eliminando porzioni di aree a riforestazione e trasformando i Progetti Locali 9 e 10 in Misura Compensativa da attuarsi a mezzo convenzione con APL.

MC 11
Questa misura compensativa interessa i Comuni di Lentate sul Seveso e Cermenate ed è stata elaborata dal Parco Lura e co-finanziata anche dalla Fondazione Cariplo.
Esiste il progetto definitivo che prevede un corridoio di salvaguardia ecologica tra il Parco del Lura e il Parco della Brughiera Briantea.
Allo stato attuale è un buon progetto di recupero ambientale.

PL 12
Il comune di Cermenate chiede di spostare la somma per questo progetto sulla Misura Compensativa 11, non tenendo conto della sovraccomunalità del progetto che include anche Lentate sul Seveso, Lazzate e Bregnano.

PL 40 Gazzada e Morazzonne
E’ stata richiesta la modifica dell’originale Progetto Locale puntando tutto sulla realizzazione di piste ciclabili, peraltro d’asfalto e con aree a parcheggio.
Risulta decisamente mutata la parte della realizzazione del sistema di verde di frangia, ridottasi solo ad alcuni filari invece del progettato e più robusto rimboschimento.
Non è nota la posizione di Morazzone.

PL 43 Il progetto definitivo prevedeva solo piste ciclabili nessun problema a trasformarlo in esecutivo.

PL 44 Comuni interessati : Grandate (CO) Luisago (CO) Casnate con Bernate (CO)
Luisago attuerà il PL 44 come da progetto definitivo (fonte APL)
Grandate in fase di Progetto Esecutivo (fonte APL)
Dalle notizie che abbiamo Grandate attuerà il Progetto senza variazioni.

Coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO

mercoledì 1 marzo 2017

CITTADINI SENZA CITTADINANZA ITALIANA

Tra le leggi riguardanti i DIRITTI CIVILI che risultano incagliate nei meandri delle attività di Camera e Senato, vi è quella riguardante l'acquisizione della CITTADINANZA ITALIANA per i figli degli immigrati, nati in gran parte nel nostro Paese.
Si tratta di circa un milione di giovani che ancora attendono di poter essere riconosciuti cittadini italiani con una legge più consona all'attuale realtà rispetto alla restrittiva normativa vigente (la 91 del 1992).
Il disegno di legge approvato dalla Camera il 13 ottrobre 2015 ha sostanzialmente introdotto nuovi criteri basati sullo "ius soli" e sullo "ius culturae" facilitando rispetto alla normativa vigente l'ottenumento della cittadinanza italiana.
Il disegno di legge è fermo al Senato per gli ostruzionismi della Lega, resistenze sotterrane e sottili ostilità e per una scarsa determinazione a chiudere l'iter legislativo.

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Quegli 800 mila giovani nati in Italia ma senza diritti

Di Luigi Manconi e Valentina Brinis

Ius soli. Una legge ragionevolissima come quella sulla cittadinanza continua a incontrare resistenze sotterranee, ostilità sottili, opposizioni sordide o rifiuti melliflui.
La legislatura sta per compiere il suo quarto anno di vita e sulla legge in materia di cittadinanza tutto tace, o quasi.
Il testo di cui tanti chiedono la discussione, è stato licenziato dalla Camera il 13 ottobre 2015 e da quel momento è bloccato al Senato, alla Commissione Affari costituzionali.
Ieri, , 28 febbraio, ancora una volta sono scese in piazza le persone straniere e non, interessate all’argomento, e che da anni promuovono manifestazioni, sit-in, flash mob; e inviano cartoline alle più alte cariche dello Stato per chiedere che la riforma venga infine approvata.
Da quel mese di marzo del 2013 (inizio della Legislatura), sono stati presentati alla Camera e al Senato diciotto disegni di legge di riforma dell’attuale normativa, la 91 del 1992, perché non è più adeguata alla società attuale e alla sua composizione. Quando era stata approvata, un quarto di secolo fa, gli stranieri presenti in Italia non raggiungevano il milione, cifra che oggi risulta quintuplicata.
La scarsa lungimiranza di quella normativa consiste, tra l’altro, nell’aver sottovalutato il ritmo di crescita della popolazione immigrata e il suo mutamento interno. Se inizialmente gli stranieri presenti in Italia erano per lo più uomini soli venuti per lavorare, con il passare degli anni questi ultimi sono stati raggiunti dalle loro famiglie o, una famiglia, l’hanno formata in Italia.
Sono nati dei figli che a loro volta hanno avuto dei figli e si è posto un problema, tutt’ora irrisolto: come fare ad accogliere questi nuovi residenti nella maniera più degna, tale da riconoscere loro diritti e poter richiedere loro doveri? Come fare per accoglierli a pieno titolo nel nostro sistema di cittadinanza? Come ottenere che, a quel sentimento di appartenenza all’Italia presente in tantissimi di loro, corrisponda un adeguato status giuridico?
La legge 91 del 1992 prevede solo un’esile possibilità di riconoscimento dello ius soli.
Ovvero un brevissimo periodo di tempo (appena dodici mesi dopo il compimento del diciottesimo anno di età) nel quale è consentito presentare la domanda di cittadinanza. Ma anche questa opportunità, in realtà, è precaria perché l’informazione relativa è scarsamente diffusa e, in ogni caso, non è semplice accedervi.
Di conseguenza, anche gli appena maggiorenni si troveranno a dover osservare prescrizioni e condizioni del tutto simili a quelle richieste agli adulti: la continuità della residenza anagrafica e del permesso di soggiorno.
La riforma ora al Senato presenta un’importante novità: non solo la cittadinanza sarà ottenibile in tempi molto più brevi di quelli attuali ma la sua acquisizione potrà essere correlata alla frequentazione di un percorso scolastico (cosiddetto ius culturae). E  non è un elemento da poco, se si considera l’elevato numero di studenti stranieri che frequentano le scuole italiane.
L’impatto immediato della riforma sarebbe l’ottenimento della cittadinanza da parte di quasi 800mila adolescenti nati o che hanno intrapreso un percorso di studi in Italia.
Persone che attualmente sono legate al permesso di soggiorno (di questi tempi è sinonimo di precarietà), e che sono esclusi dai diritti previsti per i cittadini, come quello di voto. Ovvero il diritto di scegliere da chi essere governati.
Bisognerebbe chiedersi dunque a cosa condurrà la persistenza di questa esclusione. E allora: quante sono le probabilità che questa riforma della cittadinanza venga approvata? Difficile a dirsi.
Tutti i provvedimenti che prevedono l’affermazione di nuovi diritti o la più efficace tutela di quelli già riconosciuti non riscuotono oggi grandi consensi all’interno della classe politica e delle aule parlamentari.
Siamo a pochissime ore dalla più acuta e drammatica divaricazione tra sensibilità collettiva e decisione politica: è ciò che mostra lo scarto enorme tra l’interesse e l’affetto suscitati dal suicidio assistito di Fabiano Antoniani e il balbettare un po’ pavido di gran parte dei rappresentanti delle istituzioni.
E così, una legge ragionevolissima, come quella sulla cittadinanza, destinata al riconoscimento di diritti elementari e, in ultima istanza, a elevare i livelli di sicurezza per tutti (proprio per tutti: italiani, futuri italiani e non italiani), continua a incontrare resistenze sotterranee, ostilità sottili, opposizioni sordide o rifiuti melliflui. Sullo sfondo quella bonomìa xenofoba che fa tanto male senza darlo troppo a vedere.

sabato 18 febbraio 2017

PEDEMONTANA, DIOSSINA E CARATTERIZZAZIONE: PRESENTATI IL MODELLO CONCETTUALE SITO E L'ANALISI DEL RISCHIO


Per dar seguito alle richieste emerse al tavolo tecnico in Regione Lombardia del 19-10-2016, seppur con ritardo rispetto alle tempistiche previste dall'iter, Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) ha  elaborato e consegnato agli enti preposti due documenti conseguenti alla Caratterizzazione dei suoli contaminati dalla diossina TCDD.
Si tratta dell'ELABORAZIONE DEL MODELLO CONCETTUALE DEL SITO dell'ANALISI DI RISCHIO SPECIFICA.

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, dopo accesso agli atti, ha fatto una disamina attenta dei contenuti di questi elaborati e per dare un contributo informativo, s'è impegnato in una lettura di documenti tecnici di non facile ed immediata comprensione cercando di sintetizzarli.

IL MODELLO CONCETTUALE DEL SITO considera le aree, che dovrebbero essere interessate dal tracciato autostradale, dove è stata riscontrato (con le analisi chimiche del 2008/2012 e 2016) il superamento dei limiti di legge per le Concentrazioni di Soglia Contaminata (CSC) per la TCDD nello Strato Superficiale (Top Soil -TS), Intermedio e Profondo  del terreno, sia per aree a destinazione d'uso industriale (limite di 100 ng/kg) che per quelle a verde residenziale (limite 10 ng/kg).
E' un documento complesso che suddivide il tracciato della tratta B2 indagato, utilizzando un algoritmo basato sui poligoni di Thiessen e che delimita il comparto ambientale oggetto di contaminazione a partire da 6 inquadramenti:

Inquadramento 1
zona medese del Bosco delle Querce e l'esistente svincolo di Meda con :
13 superamenti nel Top Soil di cui 4 rispetto del limite industriale e 9 del limite verde
11 superamenti nell'Intermedio di cui 3 del limite Industriale e 8 del limite verde
1 superamento nel Profondo del limite verde

Inquadramento 2
zona sevesina del Bosco delle Querce, via Vignazzola, zona di via della Roggia con :
6 superamenti nel Top Soil del limite verde
3 superamenti nell'Intermedio del limite verde

Inquadramento 3
sempre con parte sevesina del Bosco delle Querce e zona a sud di via Vignazzola fino all'attuale svincolo di Seveso con :
37 superamenti nel Top Soil di cui 8 rispetto del limite industriale e 29 del limite verde
18 superamenti nell'Intermedio di cui 3 del limite Industriale e 15 del limite verde
1 superamento nel Profondo del limite verde

Inquadramento 4
a sud dell'attuale svincolo di Seveso, interessando il futuro svincolo di Baruccana con :
18 superamenti nel Top Soil del limite verde

Inquadramento 5
in zona futuro svincolo con rotatorie tra Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio con :
18 superamenti nel Top Soil del limite verde

Inquadramento 6
in zona dopo il futuro svincolo cesanese con :
18 superamenti nel Top Soil di cui 1 del limite industriale e 17 del limite verde
1 superamento nell'Intermedio del limite verde

In questi "Inquadramenti", in base alla destinazione d'uso "industriale" delle aree interne alla recinzione autostradale e delle rotatorie nonchè alla destinazione d'uso a "verde" delle aree di cantiere e di mitigazione, APL ha poi identificato 35 poligoni di "potenziale contaminazione". - Vedi mappe per il Top Soil, l'Intermedio e il Profondo sotto.

Mappa delle aree del tracciato e dei "poligoni" 
con contaminazione nel Top Soil (per ingrandimento cliccare sopra)
Mappa delle aree del tracciato e dei "poligoni" 
con contaminazione nell'Intermedio e nel Profondo (per ingrandimento cliccare sopra)
Nei 35 poligoni, APL  considera che nelle aree in cui dovrebbe essere realizzata l'autostrada IN RILEVATO, si procederà comunque con l'asportazione di terreno fino ad almeno 0,8 mt (Bonifica Geotecnica) mentre nei tratti in trincea l'attività comporterà l'asportazione di terreno contaminato fino alla profondità di "fondo scavo".
Queste attività di scavo se all'interno dei poligoni di contaminazione per APL si configura già di per sè come OPERAZIONE DI BONIFICA perchè rimuoverà la terra dove c'è presenza di Diossina TCDD.

A questo punto APL ha definito le aree da assoggettare ad ANALISI DEL RISCHIO SANITARIA AMBIENTALE (2° documento presentato) per lei costituite da quelle zone dove il contaminante si trova negli strati di suolo Intermedio e Profondo non interessati dall'asportazione per "bonifica geotecnica" o negli strati intermedi e profondi al di sotto della "profondità di scavo".
Questa assunzione ha portato APL ad elaborare l'ANALISI DEI RISCHI SANITARIA E AMBIENTALE su 7 aree (23, 25, 28, 30, 31, 32, 33 vedi sotto) al fine di determinare la Concentrazione di Soglia di Rischio (CSR).

Area 23 (639 m2) nel Bosco delle Querce a Meda 
(nota: 2 sondaggi oltre il limite industriale nello strato Intermedio)
Area 25 (490 m2) a Seveso zona via Vignazzola uso a verde di mitigazione acustica
Area 28 (11000 mq) a Seveso zona via della Roggia - area di Cantiere
Area 30 (3797 mq) ad uso verde
Area 31 (2660 mq) ad uso verde
Area 32 erroneamente marcata 42 (5256 mq) ad uso verde
Area 33 (8670 mq) area di cantiere
Sono state dunque escluse dall'Analisi di Rischio (AdR) tutti gli spazi con contaminazione del solo Top Soil che verranno scoticati e le aree dove lo scavo a profondità maggiore comportarà l'integrale asportazione dei terreni contaminati, siano essi Top Soil, Intermedio o Profondo.
Queste asportazioni e il successivo avvio del terreno ad impianti di recupero o smaltimento secondo la normativa di settore e costituirà ATTIVITA' di BONIFICA da dettagliare successivamente nel PIANO OPERATIVO DI BONIFICA (al momento non presentato).

Nel documento di Analisi del Rischio (Adr) sulle 7 aree, la soc. APL applica una serie di algoritmi che tengono conto di fattori di trasporto del contaminante (Volatizzazione polveri, Vapori, dispersione in aria, liscivazione in falda), fattori d'esposizione (Inalazione,) e di rischio sanitario da esposizione a sostanze cangerogene per definire se sulle 7 aree esiste un fattore di rischio d'esposizione tale da comportare una bonifica con la rimozione dei terreni al di sotto della quota di fondo scavo.
Per APL il risultato è che sui 7 poligoni il rischio risulta accettabile poichè le Concentrazioni di Soglia Contaminata (CSC) riscontrate risultano inferiori alle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) calcolate.
Pertanto, sempre per APL, lì la terra (strato intermedio o profondo) può rimanere in loco previa approvazione della Conferenza dei Servizi.
Conferenza dei Servizi che è in calendario a fine febbraio.

Va rilevato che ancora non è stato presentato il PIANO DI BONIFICA per quelli che sono le aree e poligoni ricadenti nell'ambito autostradale dove sarà giocoforza asportare la terra contaminata per realizzare l'infrastruttura.
In queste fasi successive, ci attendiamo a nostro giudizio, anche un'altra ANALISI DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE derivante dalla movimentazione della terra contaminata,  dove si pensiamo si debba anche tenere conto della sommatoria per bioaccumulo di nuove dosi nell'organismo per soggetti che dal 1976 sono stati nei fatti già esposti al potente tossico.
APL dovrà anche predisporre il Piano Scavi con caratterizzazione di dettaglio del terreno e il Piano di Protezione per gli addetti ai lavori.
Non va dimenticato che anche laddove i valori di Diossina TCDD sono inferiori alle soglie CSC esiste comunque un problema sanitario qualora vi sia movimentazione.
E' chiaro ai più che sarà anche necessario un'accurato esame sul PROGETTO ESECUTIVO.
Tutto questo quale mero aggiornamento rispetto agli sviluppi dell'iter avviatosi con la Caratterizzazione che continueremo a seguire con la massima attenzione.

Negli incontri, nei documenti tecnici e negli articoli della stampa, la soc. Pedemontana ha sempre sottolineato, per non addossarsi i costi d'una eventuale bonifica, di non essere la responsabile dell'inquinamento da diossina TCDD (vero, fu l'Icmesa di Meda, gruppo Givaudan - La Roche che chiuse un accordo transattivo di risarcimento  il 19-12-1980).
Questo comporta che gli oneri ricadrebbero, per legge, in subordine sui proprietari dei terreni. Terreni che per costruire l'autostrada diverrebbero però a mezzo esproprio ......... proprietà della soc. Pedemontana.
Questo extracosto non previsto va a sommarsi alle difficoltà economiche in cui si dibatte la Soc Autostrada Pedemontana Lombarda che non ha risorse per completare l'infrastruttura.
Continuiamo a ribadire, anche ora che la criticità Diossina TCDD è ormai acclarata tanto d'essere oggetto di una perimetrazione delle zone inquinate sul tracciato di Pedemontana, che una popolazione già esposta al potente tossico nel passato  non può correre il rischio di accumularne altro nell'organismo.
Prudenza, rispetto per l'uomo, la salute, l'ambiente e non ultimi gli aspetti economici e i volumi bassissimi di percorrenze sulle tratte già in esercizio (A e B1+ tangenz di CO e VA) inducono ad affermare che la rinuncia al completamento è l'unica via d'uscita per una situazione disastrosa.

https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg/photo/AF1QipMSLRqsACb9VEopt2YapKOpYq2VPjgKB825o2Yy?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3
L'articolo de Il Giorno del 21-2-017 (cliccare sopra per lettura)
L'articolo del GdS del 28-2-017 (cliccare sopra per la lettura)