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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.

APPUNTAMENTI IMPORTANTI

25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE

Tu non sai le colline dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo, tutti quanti gettammo l'arma e il nome.
Una donna ci guardava fuggire.
Uno solo di noi si fermò a pugno chiuso, vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue e il suo nome.
Una donna ci aspetta alle colline

Tu non sai le colline
Cesare Pavese

........e se qualcuno dira' che il sangue
dei vincitori e' identico a quello dei vinti,
noi risponderemo ricordando tutti quei "cenci" sporchi di sangue
sulle colline che la' ancora riposano e che hanno dato la vita
per liberarci dal mostro nazifascista .

mercoledì 21 settembre 2016

IL 26-9-016 A MONZA UNA SERATA PER IL NO ALLE MODIFICHE COSTITUZIONALI


Questo blog da e darà spazio alle iniziative e agli incontri pubblici organizzati dai gruppi e dalle associazioni riuniti nel Comitato  per il NO che invitano - quando si terrà il Referendum - a VOTARE NO alle modifiche Costituzionali volute dal governo Renzi.

Cominciamo con un incontro Lunedì 26-9-016 dalle ore 21.00 a Monza presso la CGIL in via Premuda 17 organizzato dalla Senatrice Lucrezia Ricchiuti che ha sempre avuto una posizione contraria e di dissenso rispetto alle modifiche alla Costituzione volute dal governo Renzi.
Alleghiamo oltre al programma della serata, anche la lettera-appello scritta dalla Senatrice, che si rivolge ai cittadini con una posizione totalmente differente da quella espressa ufficialmente dal PD, suo partito d'appartenenza.


sabato 17 settembre 2016

SUL LAVORO SI MUORE PER DIFENDERE I DIRITTI E GLI ACCORDI


Il 14-9-016, alle 23,45, Abd Elsalam Ahmed Eldanf lavoratore del settore logistico presso il magazzino GLS di Piacenza, delegato sindacale dell'Unione Sindacale di Base (USB), impegnato con i colleghi in una difficile vertenza  è stato travolto e ucciso da un TIR in uscita dal magazziono GLS mentre era in corso uno sciopero del personale della Seam (ditta che gestisce il magazzino in subappalto dalla GLS) con  manifestazione sindacale e picchetto per protestare contro il mancato rispetto degli accordi sottoscritti per le assunzioni a tempo determinato dei precari.
Una lotta, una battaglia che nella logistica possiamo considerare di "civiltà" viste le condizioni di un settore difficile dove la precarietà è una costante, dove i subappalti sono spesso incontrollabili con la presenza di numerose "cooperative" di intermediazione, dove i diritti dei lavoratori sono costantemente violati e calpestati con condizioni di lavoro pesanti e ricatti occupazionali continui con riduzione dei salari, aumento dei ritmi, uso smodato della flessibilità e dei licenziamenti illegittimi e palesemente discriminatori.
Un settore dove le "cooperative" hanno reclutato e reclutano in prevalenza manodopera fatta da lavoratori extracomunitari sicuramente più ricattabili ma anche dove gli stessi lavoratori, coraggiosamente, rispondono massicciamente quando si aprono vertenze sui diritti, sul salario e per la dignità.
Come sempre, qualcuno dirà che "è stato un incidente".

Vi invitiamo a leggere attentamente l'articolo de Il Manifesto e a visionare il video che mostra il comportamento di alcuni dirigenti durante un precedente sciopero alla GLS di Milano.

Operaio ammazzato sotto un camion a Piacenza

Di Andrea Cegna

La tragedia durante una protesta. 
Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni, egiziano, professore e padre di 5 figli, sindacalista dell’Usb, lavorava come operaio per una società subappaltatrice della Gls

Silenzio. Rabbia. Indifferenza. Quando la pioggia lascia lo spazio a un tenue sole davanti ai cancelli della Gls di Piacenza si potevano trovare solo silenzi, rabbia e indifferenza. 
Il polo logistico, alla periferia della città, era totalmente isolato. Le vie d’accesso chiuse dalla polizia locale. Pochi solidali e qualche giornalista assiepavano il presidio permanente dell’Usb che continua da ieri sera e che dopo la morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf è inserito dentro a uno sciopero generale di 24 ore che ha coinvolto diversi poli della logistica in tutt’Italia.
Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53enne, molti ci tengono a precisare che in Egitto, suo paese d’origine, fosse un professore e padre di cinque figli, precisazione che non aggiunge nulla al dramma.
Abd Elsalam Ahmed Eldanf era uno degli operai di una delle tante società appaltatrici di servizi per la multinazionale Gls che stava manifestando per i diritti di suoi colleghi. 
Infatti l’azienda aveva disatteso accordi sindacali per 13 persone. 
Il picchetto, finito in tragedia, è nato dopo un’assemblea sindacale che ha generato uno sciopero di otto ore e una trattativa, notturna, con l’azienda. 
Il fallimento della trattativa ha spinto il sindacato e i lavoratori ha trasformare lo sciopero in picchetto. Per evitare che il picchetto bloccasse il viaggio dei camion e gli interessi dell’azienda, raccontano gli operai, un preposto di Gls ha iniziato a incitare il camionista a muoversi e partire. 
Così il tir si è mosso, ha colpito il 53enne e poi l’ha trascinato per 4/5 metri e infine schiacciato. 
Un altro facchino è stato ferito, lievemente per fortuna.
Il fratello dell’uomo ucciso, Elsayed Elmongi Ahmed Eldanf, ci dice che «non è la prima volta che ci hanno minacciato per le nostre lotte, spesso ci dicevano andate via, andatevene, non siete i benvenuti». 
E aggiunge «Antonio Romano è uno dei responsabili della Gls di Piacenza ed è lui che diceva all’autista di andare avanti. 
Diceva all’autista se qualcuno va davanti al camion schiaccialo come un ferro da stiro. Poi ci penso io. Il camionista così è andato avanti, perché ha ascoltato le parole del responsabile, provando a spaventare mio fratello, però l’ha colpito per poi farlo cadere e schiacciarlo».
Erano circa le 23.45 e secondo il capo della procura di Piacenza Salvatore Cappelleri «quando è avvenuto l’incidente non era in atto alcuna manifestazione all’ingresso della Gls». 
La ricostruzione della procura tiene fede alle dichiarazioni di una pattuglia dei carabinieri presente in quel momento. 
La dichiarazione di Cappelleri continua: «Quando il Tir è uscito dalla ditta, dopo le regolari operazioni di carico, ha effettuato una manovra di svolta a destra. Inoltre escludiamo categoricamente che qualche preposto della Gls abbia incitato l’autista a partire. 
Davanti ai cancelli in quel momento non vi era alcuna manifestazione di protesta o alcun blocco da parte degli operai, che erano ancora in attesa di conoscere l’esito dell’incontro tra la rappresentanza sindacale e l’azienda». 
Arrivata la dichiarazione, davanti ai cancelli della Gls è stata organizzata la risposta, così è stato reso pubblico un video che mostra come la mobilitazione fosse in corso già dalle prime ore della sera. 
Il video è stato pubblicato già nel pomeriggio di ieri da molti organi d’informazione e mostrerebbe una realtà diversa da quella della procura. Procura che ha anche acquisito le immagini delle telecamere dell’azienda e che potrebbero dare nuovi particolari.
Nel pomeriggio alcuni camionisti hanno acceso i tir. 
La tensione si è alzata immediatamente. La logica dei subappalti nel mondo della logistica genera una guerra tra poveri e sfruttati, anche davanti al dramma della morte le aziende chiedono ai camionisti di portare a termine il lavoro. 
Non esiste nessuna proroga o pausa. Alcuni autisti ci dicono: «Il limite per noi camionisti è 85 km all’ora. Da qui a Napoli ci vogliono circa 9 ore. Ci chiedono di fare il trasporto in 8. Se arriviamo in ritardo anche solo di un quarto d’ora ci tolgono 250 euro dalla busta paga e al terzo ritardo non ci rinnovano il contratto. Ogni anno firmiamo tre o quattro contratti. Così ci controllano e possono lasciarci a casa se facciamo ritardo o protestiamo». 
Facchini e autisti lavorano per Gls ma sono assunti da diverse cooperative o aziende, hanno diversi padroni, subiscono diverse pressioni, minacce e umiliazioni. 
I tir non si sono mossi e i picchetti sono ripresi per evitare nuove sorprese.
L’Unione Sindacale di Base ha diramato un duro comunicato secondo il quale «la GLS, e la cooperativa di intermediazione di mano d’opera presente in quello stabilimento e in molti altri e che più volte si è distinta per i ricatti schiavistici che impone ai suoi lavoratori, che di fronte alla probabile perdita di profitto a causa del blocco dello stabilimento, ha aizzato l’autista a forzarlo. 
Ma la Gls è anche colpevole di aver sempre cercato di sottrarsi agli accordi a cui, a prezzo di dure lotte, l’avevamo costretta per eliminare la precarietà e garantire diritti e umanità nei luoghi di lavoro». 
Oggi (17-9-016) l’Usb ha indetto una manifestazione nazionale a Piacenza, ci sarà uno sciopero di due ore alla fine di ogni turno nel settore privato e uno sciopero di 24 ore nella logistica.
Solidarietà è giunta dalla Cgil alla famiglia del lavoratore e ai compagni di lavoro: «Inammissibile perdere la vita per difendere il lavoro». La Fiom denuncia «il sistema di appalti, sub-appalti e false cooperative che determina sottosalario e lavoro precario senza tutele».

LA DOCUMENTAZIONE CONFERMA COME INGIUSTIFICATO IL TAGLIO DEI TIGLI DI VIA SEVESO

Durante l'incontro con i gruppi ambientalisti sulla vicenda del taglio dei tigli di via Seveso l'assessore Buraschi s'era dichiarata sicura e certa della completezza documentale, pur non chiarendo a sufficienza se esistesse una relazione tecnica motivante la drastica scelta del taglio (vedi qui).
Ora la documentazione disponibile è stata consegnata, dopo debita richiesta, al Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente.
E' una documentazione veramente scarsa che si riduce a due esposti, fatti sempre dalla stessa proprietà e a poche comunicazioni tra amministrazione e ufficio tecnico a mezzo e-mail dagli scarni contenuti.
Come previsto si conferma quindi che non v'è traccia di alcuna relazione tecnica per la valutazione della necessità e opportunità dell'intervento da effettuare, ne tantomeno di qualsivoglia atto o determina.
Risultano depositati due esposti della stessa proprietà (il secondo a richiamo del primo) indirizzati all'amministrazione comunale, con i quali si chiedono "spiegazioni sulla situazione indecente che si protrae lungo la via Seveso".
Situazione determinata, a detta di chi ha scritto, dalla presenza dei tigli a distanza non regolamentare dai confini, mettendo in dubbio l'utilità della loro esistenza con una serie di lamentele rispetto all'invasività degli alberi e al fatto che "sporcano" oltrechè non fare ombra.
Nell'esposto è richiamato che la presenza di alberi non permette alle autovetture di parcheggiare nei pressi delle attività esistenti, con conseguenze di parcheggi selvaggi e pericolosi per la viabilità.
Vengono poi evidenziati alcuni aspetti relativamente ad altre criticità viabilistiche di via Seveso e allo stato della strada.
Si segnala anche la mancata potatura degli alberi da parte del Comune tanto che la proprietà è intervenuta a sue spese con un taglio di fronde insistenti su parte del tetto e dei canali.
Come avevamo precedentemente scritto, si rafforza quindi la constatazione che le manutenzioni in carico al Comune, con potature nei periodi adatti, non siano state tutte effettuate e quelle fatte non siano state eseguite adeguatamente.

Sono un poco sconcertanti le azioni che ne seguono, a partire dall'illuminato suggerimento del sindaco Caimi di risolvere i problemi posti con "l'eliminazione delle piante".
Conseguenza è l'indicazione dell'ufficio tecnico a procedere al taglio di 10 piante (che poi diverranno 11, nell'abbattimento eseguito il 13 agosto) con i successivi ringraziamenti del sindaco per l'intervento effettuato.
Tutto è stato, a nostro avviso, trattato con superficialità, consentito e stimolato dall'amministrazione Caimi senza alcun approfondimento sulla necessità di far valere il diritto di servitù per usucapione che gli alberi del Comune avevano maturato ne tantomeno con una verifica per un intervento di potatura in periodo corretto.
Azioni che probabilmente avrebbero salvato gli alberi di via Seveso.
Certo, serviva la volontà politica dell'amministrazione di attuare queste azioni, cosa che non è avvenuta, prediligendo la strada più semplice ma più letale per gli alberi e sacrificando così con leggerezza un bene comune.

mercoledì 14 settembre 2016

ESCURSIONE Il 17-9-016 DA GALLIANO A ROGENO SUL SENTIERO PEDEMONTE


Un appuntamento da non perdere e un iniziativa cui partecipare quella organizzata da più gruppi e associazioni tra cui anche il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera.

SABATO 17 SETTEMBRE 2016 con ritrovo alle 8.30alla Basilica di Galliano in via San Vincenzo a Cantù e dopo la visita guidata al complesso romanico, parte una camminata per escursionisti allenati all'interno della Brughiera e nel verde con un percorso di 23 km costituente la prima tappa del "Sentiero Pedemonte-Ferrovia Como-Lecco" da Galliano di Cantù a Rogeno F.S.
Si attraverseranno i boschi, i luoghi di storia e cultura e si arriva al lago di Pusiano passando nei comuni di Cantù, Alzate Brianza, Brenna, Anzano del Parco, Monguzzo, Lurago d'Erba, Lambrugo, Merone, Costa Masnaga, Rogeno.
Ritorno possibile con il treno.





Per comprendere meglio il percorso e i luoghi importanti incontrati potete accedere alla mappa.


lunedì 12 settembre 2016

RAPPORTO 2016 SUI PROFUGHI IN PROVINCIA DI MB SEGUITI DAL NO PROFIT

 
E' un periodo dove assistiamo, anche in Brianza, ad un'ostilità ingiustificata nei confronti dei richiedenti asilo accompagnata da manifestazioni di intolleranza, debitamente alimentate dai soliti e ben noti "imprenditori della paura" che spargono mistificazioni (non ultima quella generata dalle fantasie di un hub per 500 profughi a Seveso !!) giusto per garantirsi visibilità.
Per questo, per fare chiarezza, informazione, smontare le panzanate e cercare di far comprendere che con i profughi si debba e sia giusto fare accoglienza vera, vogliamo qui parlare di un modello interessante, proprio nella nostra Brianza, quello gestito da più di venti gruppi, enti e associazioni no profit unite nell' RTI Bonvena (Accoglienza in esperanto) .

Un sistema gestionale trasparente che Bonvena, dopo essersi aggiudicata il bando della Prefettura di MB nel 2016, così come nel 2014 e nel 2015 ha deciso di portare a conoscenza dei cittadini diffondendo un rapporto e un'analisi sui profughi da essa accolti all'interno del progetto gestionale.
Parliamo (al 31 maggio 2016) di 878 richiedenti protezione internazionale provenienti da oltre 20 nazioni.
Tra i richiedenti, 177 arrivano dalla Nigeria, 119 dal Mali, 106 dal Gambia, 102 dal Pakistan, 91 dal Senegal, 69 dal Bangladesh e 60 dal Ghana.
Sono invece solo 13 le donne, spesso però con sulle spalle un percorso di pesantissimo sfruttamento anche di natura sessuale.
 
Un modello che lavora sull'accoglienza solidale e non sul mero assistenzialismo, tanto dall'aver creato dall'aprile 2014 il fondo Hope che mette a disposizione risorse per azioni non richieste dal bando ministeriale ma che sono utili a dare ulteriori possibilità quali tirocini formativi, sostegno ai progetti individuali, formazione e istruzione.
In Brianza, i richiedenti protezione vengono dapprima ospitati in due hub (Monza e Agrate) per un periodo il più possibile breve poi inviati nelle strutture comunitarie (Camparada, Carnate, Limbiate, Lissone, Triuggio) dove vengono affinati gli interventi di accoglienza.
Sin dall'inizio si avviano i corsi di Italiano.
La terza fase dell'accoglienza è il trasferimento nelle abitazioni affittate nel mercato privato o messi a disposizione.
Si tratta di inserimenti di piccoli gruppi, costantemente seguiti dal case manager e dai volontari locali dell'associazione di riferimento.
Un'altra caratteristica è la rete di rapporti e collaborazione con enti esterni a Bonvena per i servizi di mediazione culturale, di supporto legale e di assistenza al lavoro  (ARCI, Sindacati etc) nonchè con enti formativi.
Importante l'avvio di attività di volontariato sul territorio cui i profughi hanno partecipato. Volontariato svolto con vari enti, Comuni compresi.
Il rapporto illustra anche le tre forme di protezione possibile accordabile ai profughi (Status di Rifugiato, Protezione Sussidiaria, Protezione Umanitaria) conseguente alla storia e alla condizione del richiedente. Il diritto di ricevere protezione è per chi fugge dalle numerose guerre e per chi subisce persecuzioni di varia natura che mettano a rischio la sua incolumità.
Prendetevi una pausa e leggetelo: è un antidoto contro il pregiudizio.

IV REPORT Dal Mare e Dalla Terra_22 Giugno 2016 by Sinistra E Ambiente on Scribd

venerdì 9 settembre 2016

SULL'INCONTRO CON L'ASSESSORE DOPO IL TAGLIO DEI TIGLI DI VIA SEVESO A MEDA


Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha partecipato il 7/9/016 con Legambiente Circolo Laura Conti, WWF Lombardia e Comitato per il Parco Regionale della Brughiera all'incontro con l'assessore all'Urbanistica e Lavori Pubblici Simona Buraschi avente come argomento il taglio dei tigli di via Seveso a Meda.
Ne è nato un report scritto insieme da tutti i gruppi ambientalisti che vi proponiamo.


Qualche altra nostra nota e valutazione aggiuntiva.
C'è stata la la netta sensazione d’una cieca e acritica fiducia del livello amministrativo rispetto a decisioni prese dai tecnici. Decisioni che per questa situazione meritavano invece maggiore attenzione e approfondimento prima di agire.
E' stato chiaro a tutti i presenti una situazione confusa nei contenuti delle risposte date e il tentativo di evitare la contestazione rispetto all’avventatezza dell’intervento.
Troppo generiche le informazioni ricevute rispetto alle “rimostranze di alcuni proprietari” (non dei residenti ndr) per i problemi causati dalla vicinanza agli edifici degli alberi che hanno innescato l'azione di taglio e rimozione.
Come scritto nella relazione comune, anche la promessa ri-piantumazione si sta derubricando ad una modesta valutazione sulle tipologie vegetative da mettere a dimora che con ogni probabilità non rientreranno nemmeno nella categoria degli alberi di basso fusto ma in quella degli “arbusti e siepi”.
Certo, ora che c’è stato il taglio dell'esistente (i tigli), qualsivoglia nuova piantumazione deve ora rispettare quanto stabilito dal Codice Civile.
Quindi abbiamo perso tigli d’alto fusto e la ri-piantumazione sarà probabilmente di essenze di categoria inferiore dal punto di vista delle dimensioni e della qualità.
S’è capito inoltre che l’ultima potatura stagionale di quegli alberi è avvenuta nel 2014 (dopo averne saltate alcune) e che successivamente non vi sono stati altri interventi.
In questa situazione, l’ipotesi -che sarebbe stata quasi certamente letale per gli alberi- era quella, anch'essa discutibile, della capitozzatura (ad agosto !!!) evidentemente non attuabile.
Certo è che se sugli alberi non si fanno interventi costanti, poi si arriva alle condizioni limite.
Le regole del Codice Civile non possono essere le sole linee guida in casi simili.
Andavano e vanno considerati anche i fattori di beneficio derivanti dall’esistenza di viali con alberi d’alto fusto, magari cercando faticosamente altre soluzioni, compresa quella di rivendicare una norma derogabile: l’usucapione, dopo 20 anni, del diritto di servitù e quindi a mantenere l'albero a distanza inferiore a quella definita nel Codice Civile.
L’incontro ha evidenziato una incompatibilità tra le giustificazioni che hanno portato l’amministrazione ad agire così drasticamente e quanto, da tempo, le associazioni e i gruppi ambientalisti chiedono in tema di sensibilità ambientali.

mercoledì 7 settembre 2016

A MEDA, ANCHE L'OZONO (O3) E' OLTRE I LIMITI


Non solo il PM10 e il Benzo(a)pirene (ce ne siamo occupati qui) caratterizzano negativamente l'aria di Meda.
Anche l'Ozono, tra i composti chimici monitorati dalla stazione di rilevamento degli inquinanti atmosferici di via Gagarin a Meda, da più tempo è oltre la soglia del "valore obiettivo" di 120 µg/m³ da non superarsi per più di 25 volte all'anno.
A Meda il "valore obiettivo" è stato valicato dall'inizio dell'estate 35 volte (in 45 giorni!).
Per 26 giorni l'Ozono era sopra il livello di attenzione e per 5 GIORNI ADDIRITTURA SOPRA AL LIVELLO DI ALLARME di 240 µg/m³.

L'Ozono (formula chimica O3) è un gas presente nella stratosfera essenziale per la vita sulla terra grazie alla sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti, dannosi per la salute umana e l'equilibrio ecologico del pianeta. Purtroppo, da tempo, l'immissione in atmosfera di gas CFC e consimili ha provocato una diminuzione dello strato di Ozono nella stratosfera (il buco d'Ozono) e questo ha consentito il passaggio degli ultavioletti e concorso all'aumento della temperatura terrestre.
Quando presente nella parte bassa dell'atmosfera (troposfera) l'Ozono è invece dannoso per la salute poichè è un forte ossidante per gli esseri viventi e la vegetazione.

In 5 degli ultimi 10 giorni a Meda abbiamo avuto il SUPERAMENTO della SOGLIA di INFORMAZIONE, (180 µg/m³), livello oltre il quale sussiste un RISCHIO PER LA SALUTE UMANA in caso di ESPOSIZIONE DI BREVE DURATA per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione (bambini, persone sane che svolgono attività fisica all'aperto, persone con malattie respiratorie, persone con suscettibilità all'ozono).
Il supero della soglia di informazione impone di assicurare comunicazioni adeguate e tempestive.

Il livello di ALLARME (240 µg/m³) costituisce invece il livello oltre la quale sussiste un RISCHIO PER LA SALUTE IN CASO DI ESPOSIZIONE DI BREVE DURATA per la popolazione nel suo complesso.
Il raggiungimento dei 240 µg/m³ impone di adottare PROVVEDIMENTI IMMEDIATI.

Il Sindaco è il soggetto deputato a intervenire in merito in entrambe le situazioni in quanto responsabile della salute dei cittadini.
In attesa di avere una qualsivoglia azione da parte dell'amministrazione, proponiamo il vademecum di ARPA su cosa fare.

mercoledì 31 agosto 2016

SULL' INGIUSTIFICATO TAGLIO DI ALBERI IN VIA SEVESO

Seppur con un poco di ritardo dovuto alla pausa estiva, non possiamo esimerci dal commentare amaramente il taglio dei tigli di via Seveso abbattuti dall'Amministrazione Comunale di Caimi in data 13-08-016.
Si tratta di una dozzina di alberi lì dimoranti da  circa 35-40 anni, a quanto ci risulta sani e dalle dimensioni tali da non dare preoccupazione rispetto alla loro stabilità nel rapporto tra la superficie di chioma e l'apparato radicale.
Appare inoltre decisamente una "furbata" la scelta del 13 agosto come data per il taglio, probabilmente per evitare qualsivoglia clamore, azione o richiesta di confronto e ripensamento da parte dei cittadini.
Alcuni hanno parlato di distanza dai confini delle abitazioni vicine insufficiente.
Già ma perchè solo ora ci si accorge di ciò ?
Abbiamo la netta impressione che l'amministrazione abbia in modo superficiale e semplicistico, scelto la strada più economica per limitare i costi derivanti da una corretta manutenzione del verde.
Per consentire una crescita equilibrata di un albero in un ambiente urbano servono infatti interventi programmati di potatura, normalmente consistenti in operazioni di spuntatura, speronatura, diradamento, taglio di ritorno. Vedi http://www.treeclimbing.it/alberi/torino.html
Il tutto eseguito nel periodo adatto durante il riposo vegetativo dell'albero, orientativamente compreso fra dicembre e marzo.
Tralasciando la prima parte delle affermazioni dell'Assessore alle Attività Produttive, all'Ambiente e all'Economia Sostenibi, Claudio Salimbeni sulla sua pagina fb, affermazioni che non ci risultano aderenti alla realtà visto che buona parte dei residenti si è giustamente risentita per il taglio effettuato e non per altro, egli scrive anche che  "L'ipotesi era di potare le piante per abbassarle ma i tecnici incaricati ci hanno suggerito di procedere all'abbattimento totale perché la potatura totale le avrebbe comunque portate sicuramente a morte. Inoltre, in questo caso, bisognava reintervenire nuovamente per rimuovere i tronchi con ulteriore spesa".
Premesso che sarebbe interessante sapere (e vederne i contenuti) se i "tecnici incaricati" hanno steso una relazione scritta per capire gli elementi su cui basavano le valutazioni che hanno portato a questa drastica scelta, da quanto scrive Salimbeni risulta però evidente che PRECEDENTI e ORDINARI interventi di potatura non sono stati con ogni probabilità predisposti e effettuati nei periodi adatti da chi di competenza, tanto dal ritrovarsi dinanzi ad alberi dove una potatura ne avrebbe determinato la morte.
Difficile aspettarsi qualcosa di diverso perchè se si sceglie di potare "totalmente" un albero ad agosto, nel pieno del suo ciclo vegetativo, il risultato non può che essere nefasto.
Opportuno sarebbe dunque considerare anche il rispetto di una costante, puntuale, continua  e corretta manutenzione degli alberi tra i compiti e gli obiettivi che concorrono a far raggiungere quel "premio di risultato" dirigenziale generosamente elargito ogni anno. 
Insomma invece di una cura e di una manutenzione parsimoniosa delle piante per goderne dei benefici, quest'amministrazione ha scelto una soluzione disastrosa, privandoci, con il taglio degli alberi oltrechè delle azioni positive da essi esercitate, anche di una parte rara di arredo di verde urbano, sempre più scarso, sempre meno di qualità.
Certo, ora hanno già raccontato che ci sarà una ripiantumazione, ma passeranno anni, decenni prima che un alberello messo a dimora dia gli stessi benefici di un esemplare d'alto fusto.
Sarà in ogni caso una fase di "allevamento" da seguire con attenzione evitando lo stato d'abbandono, magari per "risparmiare".
Ci permettiamo di sottolineare  che le casse comunali, dopo l'inasprimento fiscale con le aliquote applicate alle imposte portate al massimo livello e il conseguente avanzo positivo, consentono (e consentivano) anche la cura del verde.
lo ribadiamo, il taglio di via Seveso è totalmente ingiustificato e alimenta in noi qualche ..... sospetto sulle reali motivazioni: risparmio, semplificazione degli interventi e .... posteggi più ampi.
Senza particolari illusioni, visto e considerato che il danno irreparabile è già stato fatto, tutti i gruppi ambientalisti della zona hanno inviato la sottoelencata mail agli amministratori medesi:
All'attenzione Sindaco Gianni Caimi
e Assessore all'ambiente Claudio Salimbeni
e Assessore urbanistica e lavori pubblici Simona Buraschi
Oggetto : richiesta di incontro per chiarimenti su taglio alberi in via Seveso a Meda

Apprendiamo che in data 13 agosto 2016 sono stati abbattuti i tigli che si trovavano a lato sedime di via Seveso a Meda. La notizia ci sorprende e ci allarma perché l'abbattimento ci appare ingiustificato e sacrifica alberi di medio / alto fusto parte di un arredo urbano vegetale utile per la qualità della vita della comunità medese.
Attendiamo vostro riscontro alla presente.
Gemma Beretta, Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
Alberto Colombo, Sinistra e Ambiente di Meda
Gianni del Pero, WWF Lombardia
Tiziano Grassi, Comitato per il Parco Regionale della Brughiera Briantea



sabato 6 agosto 2016

DOVE SONO LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI DELLA PEDEMONTANA ?


Come sapete, da tempo il coordinamento INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE si occupa dell'inutile, impattante e dispendiosa autostrada Pedemontana Lombarda.
Tra gli aspetti seguiti vi è anche quello relativo ai progetti di COMPENSAZIONE AMBIENTALE (da non confondere con le compensazioni viabilistiche ne tantomeno con le mitigazioni).
Le Compensazioni Ambientali comprendevano una serie di interventi e di progetti locali per un valore complessivo pari a 100 milioni di euro di cui 35 milioni di euro destinati alla Greenway (90 km di lunghezza) e 65 milioni di euro per le opere a verde.
Si tratta di 374 ettari totali interessati dalle compensazioni ambientali di cu 65 ettari per la Greenway e 309 ettari per i 28 progetti locali.
La realizzazione di questi progetti locali di Compensazione Ambientale, dovevano, laddove possibile, andare di pari passo con la costruzione dell'Autostrada o perlomeno partire a fine lavori delle tratte in essere. Dovevano costituire una parziale ricucitura del territorio dove questo risultava compromesso dal passaggio dell'autostrada.
Attualmente sono in esercizio la tratta A, la tratta B1 e le tangenziali di como e Varese.
E le Compensazioni Ambientali ?
In Regione Lombardia, il 14-4-2015, il Consiglio ha approvato all'unanimità una mozione (deliberazione X/677) che dispone di “attivare un tavolo tecnico-politico tra Regione e società Autostrada Pedemontana Lombarda con la finalità di sollecitare e verificare periodicamente l’effettiva realizzazione di tutte le opere di mitigazione e compensazione ambientale previste per le tratte A e B1, la Tangenziale di Varese e il primo lotto della Tangenziale di Como” e “prevedere l’attivazione di un sistema di monitoraggio con la finalità di verificare con cadenza trimestrale lo stato di avanzamento” delle Compensazioni Ambientali nonchè di promuovere l’elaborazione di uno strumento di pianificazione strategica “che preveda la definizione di una ampia fascia di inedificabilità sui due lati dell’infrastruttura”.
Orbene, detto "tavolo tecnico di verifica" si è riunito UNA SOLA VOLTA ai primi di agosto 2015 dopodichè non ci sono più stati incontri, tantomeno trimestrali.

Il Consigliere Regionale Gianmarco Corbetta con cui, nel rispetto dei reciproci ruoli e delle rispettive autonomie, INSIEME IN RETE interloquisce sull'argomento Pedemontana, ha sollecitato ad inizio 2016 e successivamente, anche su nostra richiesta, la convocazione del tavolo tecnico di verifica "trimestrale" sulle Compensazioni Ambientali.
A seguire le sue sollecitazioni, dopo mesi, a luglio l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte ha inviato alla Commissione Regionale Territorio e Ambiente un breve resoconto sullo stato di avanzamento delle Compensazioni Ambientali.
Dunque nessun incontro per dettagliare lo stato delle procedure e i contenuti dei progetti (quindi Regione inadempiente rispetto agli impegni presi con la deliberazione X/677) ma solo alcune informazioni generiche riportate poi in due tabelline dove risulta che LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI NELLE TRATTE IN ESERCIZIO SONO ANCORA LONTANE DALL'ESSERE CONCRETIZZATE perchè gli iter hanno dinamiche d'una lentezza esasperante.
Dei progetti in carico ad APL solo quello di Solbiate Olona ha fatto un passo in avanti.
Sono invece tre le convenzioni sottoscritte con APL per i progetti gestiti direttamente dai Comuni.
Purtroppo dalle informazioni estrapolate ancora non è chiaro se le risorse economiche necessarie SIANO EFFETTIVAMENTE DISPONIBILI.


Insomma, l'autostrada (tratta A, B1 e tangenziali di Como e Varese) è in esercizio da mesi con un impatto che per il territorio e l'ambiente è stato pesantissimo (distruzione del Bosco della Moronera e del Bosco della Battù oltrechè di aree verdi e agricole di pregio) ma per le Compensazioni Ambientali .......... si attende.
Già, del resto hanno speso gli unici fondi disponibili (quelli pubblici) per il solo nastro d'asfalto d'una infrastruttura dalle percorrenze insignificanti.
La mancata realizzazione delle Compensazioni Ambientali, è uno dei punti che Insieme in Rete ha trattato nella relazione inviata al Ministro Delrio.

giovedì 4 agosto 2016

PESANTE PRONUNCIAMENTO DELL'ANAC SUL BANDO PER IL TURBOGENERATORE DEL FORNO INCENERITORE DI DESIO

Delle anomalie e dei conseguenti esposti all'ANAC fatti da alcuni soggetti e organismi di controllo rispetto al bando di Brianza Energia Ambiente (BEA) per l'assegnazione dei lavori per il rifacimento del turbogeneratore del forno inceneritore di Desio (costo 7,5 mln di euro) ne abbiamo parlato più volte nei post
L'ANAC DICE LA SUA SUL BANDO BEA PER IL TURBOGENERATORE
ULTERIORI NOVITA' SUL BANDO BEA PER LA TURBINA DEL FORNO INCENERITORE DI DESIO
SUL BANDO GARA DI BEA PER LA TURBINA DEL FORNO INCENERITORE QUALCUNO NUTRE SERI DUBBI
e abbiamo con costanza informato e esplicitato - inascoltati - le nostre perplessità in Consiglio Comunale, criticando anche l'opacità dell'amministrazione Caimi sull'argomento (Meda è socia di BEA con il 7,34%).
Ora, dopo l'esposto, il primo pronunciamento dell'Anac del 2 marzo, le controdeduzioni di BEA e la successiva audizione di BEA il 6 luglio è giunto in questi giorni il pronunciamento definitivo dell'ANAC stessa.
E' un pronunciamento pesante per chi ha redatto il bando, definito il vincitore (la società COMEF srl - unica partecipante - ) e, purtroppo, ha deciso di avviare ugualmente i lavori sul turbogeneratore indipendentemente dall'analisi dell'esposto in atto.
Con la delibera definitiva ANAC ha ora stabilito la "non conformità" della procedura.

Per cercare di dare ulteriori particolari, riprendiamo alcuni dettagli riportati nel blog del Consigliere Regionale dell'M5S Gianmarco Corbetta:
"Le controdeduzioni formulate dalla Brianza Energia Ambiente spa non appaiono idonee a superare tutti i contestati profili di legittimità."
Sono ben dieci le gravi criticità confermate da Anac e che vengono raggruppate sotto tre tipologie di violazioni: a) violazione della concorrenza, b) violazione del principio di economicità, c) violazione del procedimento di gara.
Nel documento si ritrovano sostanzialmente tutte le irregolarità che avevamo evidenziato pubblicamente in più occasioni.
Violazioni della concorrenza

  • Comef non era in possesso di tutte le attestazioni richieste dal bando per comprovare i requisiti tecnici necessari per svolgere i lavori.
  • Nel bando vengono richieste esperienze pregresse non in linea con l’oggetto del bando stesso.
  • La documentazione di gara difetta della definizione dei necessari requisiti in ordine all’affidamento del servizio di progettazione.
Violazioni del principio di economicità

  • Aggiudicazione ad un importo superiore a quello posto a base di gara (le offerte dovevano essere al ribasso).
  • Contrasto nelle indicazioni offerte al mercato in merito ai valori della potenza elettrica della turbina e della produzione di energia termica.
  • Errato procedimento di valutazione dell’offerta pervenuta, tale da produrre svantaggi alla stazione appaltante e non in grado di determinare la qualità della prestazione offerta.
  • Acquisizione del 10% del capitale di Bea Gestioni da parte Comef che non ha effettuato un’offerta in aumento contrariamente a quanto previsto dalle condizioni di gara.
  • La gara per l’affidamento di servizi di ingegneria relativi alla sostituzione del turbogeneratore dell’inceneritore – indetta dalla BEA Gestioni SpA in un secondo momento e per un valore di 360 mila euro – risulta sprovvista di adeguata motivazione essendo i servizi in oggetto già inclusi tra le prestazioni aggiudicate alla Comef s.r.l.
Violazioni del procedimento di gara

  • Violazione delle norme relative alle nomine dei Commissari di gara.
A fronte di tutte queste violazioni, l’Autorità Nazionale Anticorruzione delibera:

  • la non conformità della procedura aperta per la selezione del socio privato di minoranza della società Bea Gestioni spa, lotto 2, ai principi di concorrenza ed economicità di cui all’art. 2 del d. lgs. 163/2006 (…)
  • la non conformità del procedimento di gara alla normativa applicabile in ragione della duplice violazione dell’art. 84 d.lgs. 163/2006 (…)
Invita pertanto Bea a “porre in essere ogni intervento risolutorio delle distorsioni riscontrate” e a “valutare il ricorrere dei presupposti per un eventuale annullamento in autotutela dei provvedimenti assunti, compatibilmente con lo stato del procedimento e il principio di economicità”.
Dispone infine l’invio degli atti alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza per i profili di competenza.
Bea è ora tenuta ad informare l’Autorità, entro 30 giorni, degli “eventuali provvedimenti conseguenti che intende adottare”.


Sarà interessante vedere quale soluzione BEA sceglierà di applicare, ossia se darà applicazione piena alla delibera di Cantone oppure se legherà la sua scelta rispetto allo stato di avanzamento dei lavori.
Certo è che questo pronunciamento dell'ANAC mostra tutte le gravi responsabilità di chi ha tecnicamente redatto il bando e di chi ne ha sostenuto politicamente e ad ogni costo la sua legittimità.

Nel merito, anche il gruppo di maggioranza de "Altra Bovisio Masciago" ha prodotto un comunicato:

In data 5-8-016 la delibera dell'ANAC è sul suo sito:  
delibera 775 del 20 luglio 2016 e la puoi scaricare anche da qui

venerdì 29 luglio 2016

ORTI URBANI A MEDA: UN PO' DI MEMORIA


Dopo un po' di tempo torniamo sulla vicenda degli ORTI URBANI CONDIVISI a Meda.
Lo facciamo sulla scia di alcuni articoli (sotto) della stampa che informano circa l'assenza di partecipanti al Bando Pubblico del Comune di Meda per l'assegnazione degli orti urbani, deciso con Delibera di Giunta n°36 del 17-2-2016 .

Purtroppo è successo ciò che si poteva prevedere e cioè che il prodotto preconfezionato può anche non raccogliere favori. 
Sin dall'inizio questa vicenda è stata trattata con un atteggiamento di autosufficienza supponente da parte dell'amministrazione di Caimi e dell'assessorato competente.
Anche l'incarico affidato all'Agenzia Innova 21  in data 16-9-015 e la successiva determina di assunzione d'impegno di spesa verso Innova 21  datata 1-12-2015 avevano in sè i presupposti per questo risultato negativo.
L'intero iter  che ha generato il Bando, comprensivo delle linee guida affidate ad Innova 21, non ha infatti minimamente tenuto conto di un'aspetto magari faticoso ma essenziale: il coinvolgimento sin dall'inizio dei gruppi, delle associazioni e dei singoli che dovevano avere un ruolo RICONOSCIUTO di soggetti attivi e propositivi nella realizzazione del progetto. Una "concertazione" che avrebbe permesso anche di chiarire preventivamente molti punti trascurati nel Bando quali quelli connessi agli eventuali  supporti economici, alle responsabilità e alle coperture assicurative.
Questo era esattamente nelle indicazioni e nei contenuti della MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE PER GLI ORTI URBANI CONDIVISI che, con miopia, venne bocciata dal PD nel cc del 3-4-014 pur essendo allora il nostro gruppo ancora nella coalizione di maggioranza.

Così scrivevamo il 21-2-2014 sul nostro blog argomentando la mozione:

"non chiediamo ne vogliamo un'asettica regolamentazione delle finalità, modalità d'utilizzo e assegnazione elaborato dal solo livello Istituzionale e Amministrativo.
Vogliamo che questa fase sia preceduta da un tavolo concertativo partecipato dai soggetti interessati (singoli, gruppi, associazioni) e che siano loro ad identificare le linee guida su cui lavorerà poi il livello Istituzionale per elaborare gli atti dispositivi necessari.
E debbono poi essere i singoli, i gruppi e le associazioni interessate a farsi promotori e protagonisti della vita e dell'attività di questi e in questi orti condivisi"

Tutto questo non è stato preso in considerazione, così come non è stata presa in considerazione, per criterio precauzionale,  la nostra richiesta di analisi chimiche d'approfondimento sull'area destinata ad orti urbani, risultata compresa nella zona R del disastro diossina TCCD dell'ICMESA del 1976.

Dopo il Bando andato deserto per evidenti motivi - magari considerare le proposte di Sinistra e Ambiente, caro sindaco e caro assessore avrebbe giovato - gli articoli sulla stampa sembrano evidenziare un approcio più diretto con alcuni soggetti individuali ma non è comunque comprensibile se qualche associazione già esistente sia o meno coinvolta e se le finalità sociali siano o meno confermate o modificate.
Agurandoci futuri sviluppi che in qualche modo tengano conto delle indicazioni espresse da Sinistra e Ambiente e delle criticità dell'area scelta per gli orti urbani, continueremo a seguire con attenzione la vicenda.

giovedì 28 luglio 2016

A MEDA APPROVATA IN CC LA MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE PER UNA MEMORIA DEL DISASTRO ICMESA


Il 27-7-016, nell'ultimo Consiglio Comunale prima della pausa estiva, è stata discussa e approvata all'unanimità dei presenti (Sinistra e Ambiente, Pd, Meda per Tutti, Lega Nord e PdL/Ncd) la mozione di Sinistra e Ambiente sulla Memoria del disastro causato dall'ICMESA (azienda del gruppo Hoffmann- La Roche) con la fuoriuscita della diossina TCDD il 10 luglio 1976.
La mozione chiedeva la collocazione di un pannello illustrativo presso il muro della fabbrica all'entrata del Centro Sportivo di Meda.
Un pannello in continuità e a completare IL PERCORSO DELLA MEMORIA AL BOSCO DELLE QUERCE già presente nella porzione sevesina del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce e l'acquisizione della mostra prodotta dallo stesso Parco sul disastro del 1976.
La proposta di Sinistra e Ambiente era anche quella di una collocazione permanente di questa mostra presso i locali della Biblioteca di Meda -Medateca-  affinchè la sua visibilità stimolasse la volontà d'approfondimento sull'argomento.
Quest'idea sembra al momento non applicabile a causa della situazione logistica dei locali della Medateca.
Nella discussione, Sinistra e Ambiente ha pertanto accettato alcuni emendamenti presentati dal Pd tenendo conto di questo fattore.
La mostra  “Scatti di Memoria per raccontare una Storia. Seveso. Dall’incidente del 1976 al Bosco delle Querce” verrà dunque acquisita dal Comune di Meda e utilizzata in occasione di eventi pubblici sull'argomento.
Positivo anche l'emendamento concordato che impegna l'amministrazione a implementare le pubblicazioni sul disastro diossina dell'ICMESA presenti in Medateca.
Seguiremo con attenzione l'elaborazione di testo e immagini per il pannello da collocare presso il muro della fabbrica ICMESA all'entrata del centro sportivo di Meda.

Nel suo intervento di presentazione e di argomentazione della mozione, il consigliere comunale di Sinistra e Ambiente Alberto Colombo ha ripreso quanto scritto su: MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE PER UNA MEMORIA SUL DISASTRO ICMESA ANCHE A MEDA

"Quest'anno, il 10 luglio 2016, saranno trascorsi 40 anni dal disastro ICMESA, la fabbrica chimica da cui fuoriuscì la tetraclorodibenzoparadiossina (TCDD), il pericolosissimo composto che ancora oggi contamina il suolo di molte aree nei comuni ove si ebbe la ricaduta di quella nube sprigionatasi dal reattore A101 del reparto B. Per noi, non una celebrazione, ma il ricordo vivo di una sciagura ambientale che, spenti i riflettori delle commemorazioni ufficiali, non può e non deve essere dimenticata o rimossa e non deve finire lentamente nell'oblio.
La storia scritta su questo disastro ambientale e sui suoi effetti è corposa e controversa e purtroppo, ancora oggi il territorio subisce nefaste conseguenze con un rinnovato rischio che deriverebbe dalla movimentazione del terreno, laddove è ancora inquinato dalla TCDD, qualora venisse completata l'autostrada pedemontana con la realizzazione della tratta B2 e C.
Autostrada che attraverserebbe proprio le zone A, B e R dove insiste la presenza di TCDD oltre i limiti normativi.
Presenza del potente tossico accertata con le analisi chimiche del 2008 oggi in fase d'approfondimento con il piano di Caratterizzazione a campionamenti più fitti e su una superficie più ampia.
Il disastro Icmesa è quindi tutt'altro che un evento passato ma è qualcosa con cui la memoria collettiva deve rapportarsi e che deve continuamente costituire un elemento di consapevolezza anche nell'agire attuale.
Per questo, importante è il percorso del "Ponte della Memoria" nella porzione sevesina del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, bosco creato dopo una laboriosa bonifica su quella che era la zona A, quella a più alta contaminazione.
Il "Ponte della Memoria" è un percorso sulla storia di quel disastro fatto di pannelli illustrativi, frutto di una condivisa elaborazione progettuale nel Comune di Seveso, utili alla comprensione degli eventi.
Eppure, eppure, la fabbrica ICMESA era insediata sul territorio del Comune di Meda.
Per questo ci pare giunto il momento per cercare d'avviare il completamento del "Ponte della Memoria" a partire dal posizionamento di un pannello illustrativo proprio a Meda, laddove sorgeva la fabbrica dell'ICMESA di cui è rimasto il muro perimetrale.
Una richiesta sicuramente minimale, per non dimenticare e per fare un primo passo verso una progettualità responsabile e accorta sull'accessibilità alla porzione medese del Bosco delle Querce, anch'esso parte di quel monumento naturale che tale deve rimanere e dove, non dimentichiamolo, nella prima vasca, coperta e impermeabilizzata (l'altra è a Seveso),  giace in sicurezza il materiale ad alta contaminazione da TCDD della bonifica.
Pensare di dare una continuità anche a Meda con quanto sinora realizzato a Seveso con il "Ponte della Memoria" sarebbe un intervento tangibile e duraturo, oltre le celebrazioni di rito.
Nella mozione, si chiede anche di trasmettere e coltivare la memoria anche alle giovani generazioni, a partire da coloro che per informarsi o per studiare frequentano la biblioteca civica medese, la Medateca, acquisendo e installando permanentemente lì la mostra “Scatti di Memoria per raccontare una Storia. Seveso. Dall’incidente del 1976 al Bosco delle Querce” realizzata dalla Direzione del Parco Regionale del Bosco delle Querce."

Ecco il testo definitivo della mozione approvata nel cc del 27-7-016:


sabato 23 luglio 2016

PRESENTATE LE OSSERVAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE ALLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

Il 21-7-016 il gruppo di Sinistra e Ambiente ha protocollato le sue osservazioni alla variante al PGT di Meda.
Osservazioni puntuali su alcuni aspetti della Variante che meritano d'essere migliorati.
Serve comunque fare alcune precisazioni per non scordare la genesi di questa Variante e i suoi contenuti.
Si poteva fare di più sopratutto rispetto al CONSUMO DI SUOLO in una città dove ormai l'intera fascia pianeggiante esterna alla Brughiera risulta satura di edificazioni, molte delle quali vuote ed inutilizzate.
Proprio nella zona urbanizzata rimangono pochissimi fazzoletti liberi che comunque nel PGT del 2012 (vigente sino all'approvazione della Variante) sono utilizzati per previsioni di trasformazione.
Qui sta l'errore basilare le cui responsabilità sono tutte del Pd e dell'amministrazione di Caimi che volle, nel 2012, approvare il PGT così com'era, comprensivo degli Ambiti di Trasformazione (ATR) ignorando i suggerimenti e la posizione di Sinistra e Ambiente (allora parte della maggioranza) che invece ne chiedeva lo stralcio.
Questo mancato stralcio cui si tenta di porre rimedio ora nella Variante, ha in ogni caso comportato la perdita dell'area di via Piave (AC4) e le incertezze anche sul resto degli ATR.
E' evidente che Caimi e la sua amministrazione avevano e hanno fatto questa scelta anche per evitare di sottoporre a variante generale e connesso dibattito l'area ex Medaspan (AT1) dove con semplice variante PARZIALE dai criticabili contenuti per l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità, hanno consolidato la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter.
Tutto questo non si può dimenticare anche perchè l'AT1 dopo l'approvazione (con voto contrario di Sinistra e Ambiente) ora diventa parte della Variante Generale.
Oltretutto, la miopia dell'amministrazione s'è spinta sino a legarsi mani e piedi e a subordinare questa incondivisibile scelta sull'AT1 con la realizzazione della viabilità complementare fatta con i fondi inesistenti della Pedemontana.
Sinistra e Ambiente fu dunque lungimirante quando chiese, inascoltata da Caimi e dal Pd, l'approvazione del PGT del 20012 senza gli ATR e una discussione - purtroppo mai avvenuta- sulla viabilità locale INDIPENDENTE dal "pacchetto" pedemontana.

Nella valutazione complessiva di questa Variante, oltre ai contenuti tecnici, non si può dunque prescindere dalla cronaca delle scelte fin qui fatte dell'esecutivo di Caimi.
Sinistra e Ambiente, proprio per sua storia, non si limita però alle sole critiche politiche, ma ha sempre dato il suo contributo nel merito dei temi.
Così dopo averlo fatto in sede di Commissione Territorio e Ambiente suggerendo alcune modifiche poi implementate nelle norme attuative per l'applicazione della Perequazione, ha protocollato osservazioni di merito per conservare tutte le aree libere nell'urbanizzato come verde pubblico e per tutelare strutture ed edifici di antica formazione.
Eserciteremo evidentemente la stessa attenzione anche sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che sommerà alle scelte urbanistiche della Variante quelle relative alla mobilità.


martedì 12 luglio 2016

MEDA: LE DIFFICOLTA' DEL SINDACO CHE VUOLE LA PEDEMONTANA


Il sindaco di Meda Gianni Caimi, forse per evitare l'offuscamento, ma comunque in totale isolamento dagli altri sindaci della tratta B2 ed inizio C, ha deciso anch'egli di scrivere al Ministro alle Infrastrutture Delrio.
Evidentemente il ritorno mediatico della relazione del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE a Delrio sulle criticità, i disastri e gli sprechi della Pedemontana Lombarda lo hanno ispirato.
Sulla relazione di Insieme in Rete, anche Sinistra e Ambiente ha lavorato molto quale componente attiva del coordinamento.
Caimi il 5-7-016 scrive a Delrio con un obiettivo però differente.
Non chiede infatti la rinuncia al completamento dell'autostrada Pedemontana perchè, con ostinata volontà e in modo miope, alla realizzazione di questa infrastruttura lui e la sua amministrazione si sono legati mani e piedi.
La lettera di Caimi a Delrio serve per innescare ancora una volta la richiesta dell'esecuzione delle opere di viabilità complementare per Meda, comprese nei fondi - inesistenti - per il completamento della Pedemontana.
Per questo, in quel testo, oltrechè chiedere a Delrio l'attivazione del promesso tavolo sulla Pedemontana, tra le righe indica la facoltà del Governo per "un contributo al superamento delle criticità" trattandosi di un'opera strategica.
Insomma, anche se più sfumate, permangono le "granitiche certezze" di Caimi & C. sulla "strategicità" dell'autostrada continuando a non tener conto dell'attuale situazione che invece conferma l'inutilità di questa impattante infrastruttura (vedi rapporto a Delrio di Insieme in Rete).
Nella sua comunicazione a Delrio, sul rischio diossina poi, nemmeno una parola.
Del resto l'amministrazione Caimi ha un bisogno disperato che la pedemontana riparta perchè ad essa sono legate le opere di viabilità complementare costituite dalle due tangenzialine, quella nel quartiere Meda Sud e quella ad inizio via Manzoni e i due sottopassi alla linea ferroviaria di via Trieste e di via Seveso.
E' sopratutto quello di via Seveso/via Cadorna ad interessare Caimi perchè alla sua costruzione (con problematico spostamento dell'alveo del Tarò e rischio idrogeologico connesso) è vincolato il progetto da lui fortemente voluto del Centro Commerciale sull'area ex-Medaspan, (approvato in cc il 25-01-016 da Pd e PdL/NcD con il voto contrario e motivato di Sinistra e Ambiente) attualmente in fase di Piano Attuativo con il coinvolgimento anche di Regione Lombardia.
Ed è proprio Regione Lombardia ad avere introdotto il 23-12-2015 una prescrizione particolarmente indigesta per l'amministrazione Caimi: 
"In qualsiasi caso la realizzazione delle opere sostitutive di chiusura dell'attuale passaggio a livello sulla linea FNM (il sottopasso ndr) costituisce presupposto vincolante la possibilità di apertura della grande struttura di vendita in quanto interventi preordinati al miglioramento di standard di funzionalità e sicurezza ferroviaria/stradale già oggi compromessi che verrebbero ulteriormente penalizzati dall'incremento di carico veicolare atteso a regime sull'itinerario via Seveso/via Cadorna ".
Ci piace ricordare a Caimi che Sinistra e Ambiente, quando era in maggioranza, aveva chiesto più volte di svincolare le ipotesi di soluzione per la viabilità locale e sovraccomunale e per il superamento della linea ferroviaria delle Nord da quanto previsto nel "pacchetto pedemontana", proprio per l'incertezza totale e la inesistente credibilità rispetto alla reale necessità dell'infrastruttura autostradale.
Nella sua "indiscutibile volontà" l'amministrazione Caimi non ha mai permesso un approfondimento e un confronto nel merito che consentisse d'evidenziare soluzioni meno impattanti e con coperture economiche più certe.


martedì 5 luglio 2016

VELOSTAZIONE E CAR SHARING: LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE

Una risposta che lascia ancora molti dubbi sulla certezza e sulle tempistiche realizzative dei due progetti perchè nel caso del Car Sharing, la società Sems srl (società del gruppo FNM) che si era dichiarata interessata alla gestione del servizio, all'oggi non ha ancora firmato la prevista convenzione e la risposta alla nostra interrogazione purtroppo non chiarisce i motivi di dettaglio se non quelli di una generica riorganizzazione interna.

Sulla Velostazione, la sua realizzazione è legata alla TERZA FASE (o terzo lotto) dei lavori di completamento della stazione ferroviaria di Meda.
Nella risposta l'amministrazione scrive che l'approntamento della Velostazione partirà "al termine dei lavori svolti all'interno della stazione" e formalizza a fine anno 2016 l'aggiudicazione lavori e 6-8 mesi nel 2017 per le attività di cantiere.
Date non proprio immediate e con qualche incognita a nostro avviso sulla effettiva fruibilità delle risorse economiche utili alla chiusura lavori della terza fase poichè le tabelle di Regione Lombardia allegate alla Delibera di Giunta Regionale X/4423 prevedono finanziamenti nel 2016 e nel 2018 di non proprio chiara copertura poichè sempre nella DGR X/4423, la Giunta di Regione Lombardia subordina l'erogazione di fondi "anche a seguito degli effettivi trasferimenti statali" il che costituisce un elemento di incertezza.
Sarebbe stato interessante avere l'informazione completa e provata per capire se la Velostazione ricade nei finanziamenti effettivamente previsti e stanziati per il 2016 o se esiste anche la possibilità d'uno slittamento al 2018.
Come viene fatto notare, l'Amministrazione non ha impegnato risorse economiche per i due progetti, completamente a carico di Ferrovie Nord e di Regione Lombardia da cui dipendono quindi finanziamenti, tempistiche e certezza realizzativa.

La risposta esaudisce dunque solo in parte le domande di Sinistra e Ambiente poichè sarebbero necessarie maggiori informazioni di dettaglio sulla effettiva disponibilità dello stanziamento fondi da parte di Regione Lombardia.
Informazioni che l'Amministrazione potrebbe dare su questo e su altri argomenti in sede di Commissione Territorio e Ambiente così come chiesto più volte, dal gruppo di Sinistra e Ambiente.
Richiesta che non è mai stata presa in considerazione dall'esecutivo di Caimi.

Per il testo dell'interrogazione:
INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA VELOSTAZIONE E IL CAR SHARING A MEDA

Sotto la risposta  degli assessori interessati